Ancora problemi nelle carceri abruzzesi. Un detenuto con problemi psichiatrici, ricoverato nell’Articolazione per la tutela salute mentale (Afsm) del penitenziario di Pescara, avrebbe tentato di aggredire due giovani agenti della polizia penitenziaria. A evitare il peggio sarebbero stati altre due detenuti con funzioni di careviger presenti nel reparto che l’uomo avrebbe anche danneggiato prima che si riuscisse a riportare la calma.
A denunciare quanto sarebbe avvenuto nell’istituto penitenziario il pomeriggio di venerdì 7 agosto è il segretario nazionale del sindacato Cnpp-Spp, Mauro Nardella, che parla di “attimi di autentico terrore che raccontano di un sistema penitenziario che non può più dirsi sicuro” escludendo responsabilità da parte della direzione e del comando dell’istituto, ma richiamando l’attenzione sulla gestione dei detenuti con gravi disturbi psichiatrici.
Nardella torna quindi a criticare la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) e ribadire la necessità di rivedere il sistema di gestione delle persone detenute ritenute particolarmente pericolose e affette da gravi patologie psichiatriche. Secondo il segretario nazionale del Cnpp-Spp, le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) non sarebbero sufficienti a garantire una risposta adeguata a causa del numero limitato di posti disponibili. Il sindacato chiede infine interventi specifici per fronteggiare l’aumento degli episodi di violenza nelle carceri italiane e propone, tra le altre misure, la riapertura delle strutture penitenziarie di Pianosa e Asinara per collocarvi i detenuti più violenti, prevedendo l’impiego di personale specializzato del Gruppo d’intervento operativo (Gio).



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