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7 Settembre 2026 home

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La classe operaia vola con la storia di Mariotti: dalla fabbrica alle istituzioni, passando per la fabbrica e la sezione del Pci

Arnaldo Mariotti

La classe operaia vola con la storia di Mariotti: dalla fabbrica alle istituzioni, passando per la sezione del Pci

Storia di un comunista. Di quelli che non se ne trovano più: nato nella fabbrica, cresciuto nella sezione e affermatosi nelle istituzioni. Storia di Arnaldo Mariotti, sansalvese di adozione, essendo nato a Cappelle sul Tavo, in provincia di Pescara. Oggi sfogliare l’album della sua vita è come rivivere la storia politica di una zona dell’Abruzzo cresciuta negli anni. Una storia che, però, ha mosso i primi passi a Pescara dove Mariotti ha frequentato i cicli scolastici, conseguendo il diploma di perito meccanico all’istituto tecnico industriale di Pescara nel 1966. Nel 1969, dopo avere assolto gli obblighi di leva, è stato assunto come tecnico alla Fiat di Torino per essere destinato al nuovo stabilimento di Bari dove lavorerà dal primo maggio 1971 al primo settembre 1972 quando è passato alla Magneti Marelli. Tornato a Torino ed il primo ottobre 1973 si è trasferito a San Salvo nel nuovo stabilimento di produzione di apparecchiature elettriche per auto.  Qui è maturato l’impegno sindacale e politico. Mariotti ha aderito alla F.L.M. di Trentin, Carniti e Benvenuto e nell’agosto 1974 ha impegnato parte delle ferie per partecipare ad un corso sindacale nella Scuola di Formazione della C.G.I.L. di Ariccia. L’elezione nel consiglio di fabbrica della Magneti Marelli come delegato è il passo seguente. Logica conseguenza è anche l’adesione nel 1977 al Pci. Nel 1978 viene eletto segretario della sezione di fabbrica G. Di Vittorio. Era uno dei ragazzi di Berlinguer, la stella cometa dei giovani comunisti degli anni Settanta.

Alle elezioni politiche del 1979 è stato candidato alla Camera dei Deputati nella lista del partito comunista come rappresentante della classe operaia, risultando il primo dei non eletti.  Candidatura figlia di un’impuntatura di Enrico Berlinguer. All’epoca il segretario esaminava le liste che arrivavano dalla base e in quelle abruzzesi non trovava abbastanza operai. E così rimandò indietro l’elenco presentato da Gigetto Santirocco, segretario regionale. Subito dopo Bafile chiede la candidatura a Mariotti. L’anno successivo in occasione del rinnovo del consiglio regionale, sempre nella lista del Pci, è stato eletto e successivamente rieletto per il secondo mandato nel 1985.

Nel novembre del 1985 il partito comunista, dopo trenta anni di opposizione, è riuscito a strappare l’amministrazione del Comune di San Salvo alla Democrazia cristiana, e quindi ha lasciato il consiglio regionale per diventare sindaco di San Salvo. Sono i tempi di Gaspari. E a San Salvo dettava legge Lillino Artese, democristiano doc, più volte eletto in parlamento. I duelli erano tanto leali quanto feroci nelle piazze. Mariotti apprezza Giorgio Amendola, nei congressi spesso si ritrova nel suo pensiero.

Fino al 1994, è stato protagonista nell’amministrazione sansalvese passando dalla maggioranza all’opposizione diverse volte, perché in quegli anni non essendoci l’elezione diretta dei sindaci, era facile disfare e rifare le giunte nei consigli comunali.

La fabbrica è stata la sua piazza e la sua forza. Negli anni ’70 la funzione dirigente della classe operaia era fruttuosa tanto che nella Magneti Marelli era concentrato quasi l’80% dei segretari delle sezioni territoriali del Partito Comunista .

 Ogni volta che smetteva di ricoprire cariche istituzionali a tempo pieno rientrava a lavorare in fabbrica dalla quale si è licenziato solo quando ha raggiunto l’età della pensione.

Nel 1994, con la nuova Legge sull’elezione diretta dei sindaci, è tornato a fare il sindaco di San Salvo e ha rivestito quel ruolo fino al 2002, ma nel frattempo nell’elezione politiche del 2001 è stato eletto Deputato nel collegio uninominale di Vasto. Era stato candidato altre volte al Parlamento: alla Camera dei Deputati nel 1979, al Senato nel 1987 e nel 1992.

Nel 2001 il centrosinistra ha presentato un tandem efficacissimo: Tommaso Coletti al Senato e Arnaldo Mariotti alla Camera, un democristiano ed un comunista complementari tra loro che hanno fatto campagna elettorale insieme battendo a tappeto il territorio e venendo eletti tutti e due. La legge elettorale era  il mattarellum che prevedeva un confronto-scontro diretto sui collegi territoriali e prevaleva chi otteneva maggiori consensi.

Nel 2006, con la nuova Legge elettorale ( porcellum ) seppur candidato al Senato Mariotti non è stato  eletto o meglio dire non è stato nominato al Parlamento. Durante il secondo Governo Prodi ( 2006-2008 ) è stato chiamato al Ministero dello Sviluppo Economico come capo di gabinetto del sottosegretario Filippo Bubbico. “Durante gli anni di impegno politico istituzionale”, ricorda ancora oggi, “non mi ha mai sfiorata l’idea che la mia vita di metalmeccanico fosse finita per sempre e non mi è mai venuta la tentazione di licenziarmi, nonostante in tanti me lo consigliavano. Questo mi ha permesso, ogni volta che il mio impegno politico istituzionale segnava un colpo di arresto, di tornare in fabbrica al mio lavoro. Naturalmente non era facile per tante ragioni ma soprattutto perché in un periodo di grande innovazione tecnologica, rientrando trovavo sempre una fabbrica diversa da quella che avevo in precedenza lasciato. Questo però mi garantiva autonomia e forza politica e mi teneva collegato alla realtà produttiva ed alle condizioni dei lavoratori. Un ombelico in grado di alimentare la mia passione e di essere al servizio della crescita e dello sviluppo di un territorio. Oggi che ho l’età in cui si comincia a fare il bilancio della propria vita, posso dire con certezza che questo mio comportamento è sempre stato apprezzato da compagni ed avversari. Mi sono licenziato dalla Denso, nuovo proprietario della ex Magneti Marelli, quando ho maturato l’età per andare in pensione”.

Principalmente da sindaco ma anche nelle altre diverse funzioni svolte, il suo pallino è stato sempre lo sviluppo locale e la promozione degli attori territoriali, partecipando come animatore alla costituzione del Patto Territoriale Trigno-Sinello, coordinando l’associazione dei Comuni dello stesso e dirigendo il Distretto Industriale Atessa-Gissi-San Salvo dalla sua costituzione e fino a quando i governi regionale ne hanno decretato la morte.

Oggi, a 79 anni, Arnaldo Mariotti fa il nonno a Roma, ma, appena può, torna a San Salvo. Non solo d’estate.

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