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L'onorevole D'Alfonso il 29 agosto parlerà di Nuova Pescara con Capuzzimati, il "padre" della Città Metropolitana di Bologna

Luciano D'Alfonso

L’onorevole D’Alfonso il 29 agosto parlerà di Nuova Pescara con Capuzzimati, il “padre” della Città Metropolitana di Bologna

Una volta passato Ferragosto si aprirà il cantiere della Nuova Pescara con l’orizzonte del primo gennaio 2027. La data da segnare in agenda è quella del prossimo 29 agosto quando arriverà sulla costa il ‘padre’ della Città Metropolitana di Bologna prima e del Consorzio di Imola poi, il direttore generale emerito Giacomo Capuzzimati, il professionista e la persona che si è occupata del cantiere della trasformazione organizzativa, economica e istituzionale delle due città emiliane.

Oggetto del primo appuntamento ri-costruttivo sarà l’ordinamento urbanistico di Pescara Nuova nel quadro del necessario Piano Strategico dei territori della Costa abruzzese, tema che in Regione si sta cercando di far passare sottotraccia pensando che nessuno si accorga dei risvolti e delle conseguenze delle nuove leggine di disciplina regolamentaria. Oggi c’è l’urgenza di far partire il Cantiere vero poiché la Città Nuova può essere una opportunità o uno scivoloso fallimento.

Stanno arrivando al pettine più nodi, contemporaneamente.  La legge regionale istitutiva della Nuova Pescara, a valle di un Referendum metropolitano nei fatti, con 100 mila auto convocati e di due leggi nazionali attese e intervenute, con molta funzionalità, financo finanzianti.  Accanto alla Legge regionalista ricordata, mai discussa o discutibile, collocata sul piano inclinato dell’invecchiamento mite, bisogna collocare le incertezze della direttiva Bolkestein, che sta togliendo motivazione ad un terzo degli operatori commerciali e del turismo e poi la meno conosciuta ma più insidiosa Direttiva Europea 2014/89/UE, che riprogrammerà il rapporto tra spazi di terra ferma e specchio d’acqua di mare di riferimento. “Non vorrei che l’assenza temporanea di giuridicizzazione abbia collocato questa adulta Direttiva nell’ignoto della pigrizia delle libere professioni”, ha detto l’onorevole D’Alfonso. 

“Ancora, in aggiunta, abbiamo anche da prefigurare l’andamento zigzagante della legislazione dedicata per le zonizzazioni differenziate, conosciute con l’acronimo Zes, che cominciano ad impattare anche sul piano urbanistico concreto e da ultimo c’è una criticissima riformetta regionale urbanistica che ha emendato il procedimento di cambio di destinazioni d’uso, quanto al costituito urbano.

L’intenzione dei riformatori della Regione”, argomenta l’onorevole del Pd, “era di semplificare e di sottrarre ai ricatti dei presenti nelle tribune dei Consigli Comunali i procedimenti urbanistici, omettendo, senza alcuna riflessione appropriata, completamente, il carico di modifiche sui beni irrinunciabili degli standard urbanistici, che sono i punti fermi che rendono certa la vivibilità della città e dei suoi luoghi.  Purtroppo, cercando di semplificare si è fatto Safari!”.

Con questo impianto di pensiero e di premesse, il prossimo 29 agosto, ci sarà la possibilità di sedersi per ragionare di Cantieri del Futuro della Città-regione che è Pescara, perché si è messa in cammino anche normativamente, ma non vuole perdere un centimetro della sua qualità della vita e della certezza dei suoi procedimenti tipici. “Abbiamo invitato e convocato i principali esperti di città, che in ragione del lavoro funzionariale che curano ogni giorno, hanno costruito regole e ordinamenti urbanistici lungo la costa abruzzese, poiché abbiamo interesse a realizzare un Piano Strategico della nostra Città Nuova, pensata nel quadro della Regione più grande che torna ad essere Abruzzo e Molise.  Le procedure decisionali non potranno più essere memorabili per il carico di incertezze che fino ad oggi le hanno caratterizzate”. 

E tra le massime personalità istituzionali D’Alfonso ha invitato il direttore generale Capuzzimati. “Ritengo il suo coinvolgimento fondamentale per superare l’infantilismo procedurale che ancora oggi sta caratterizzando la Nuova Pescara”, aggiunge l’ex presidente della giunta regionale. “Non ci serve l’accademico giusprudente, né ci serve il perito tra le carte di un’amministrazione, abbiamo bisogno di un Giano Bifronte, un consapevole che ha fatto accadere le cose dal punto di vista della coppia diritti e doveri dei cittadini

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