Ascoltando le parole di Antonio Buscè un tifoso che cosa dovrebbe pensare del Pescara? Al di là del fatto che il tecnico originario di Gragnano e residente a Empoli poteva risparmiarsi qualche volgarità in conferenza stampa – ma questo è un dettaglio non pertinente – come mai ha cambiato così repentinamente idea? Da Campo di Giove lanciava messaggi di positività; venerdì, invece, chi non vuole restare se ne può andare. In mezzo la figuraccia di Avezzano. Se prim’ancora che inizia la stagione comincia a scaricare sul gruppo che cosa ne sarà durante il campionato? Ascoltando il Buscé pensiero si ha l’impressione di un gruppo corroso da rancori e ruggini con gente che ha l’orecchio al telefono in attesa di notizie di mercato. Altro che attaccamento alla maglia e sciocchezze del genere, i giocatori sono professionisti e vanno dove hanno l’opportunità professionale migliori. I messaggi di amore (calcistico) fanno ridere e possono impressionare solo chi è abituato a reggere il microfono. E comunque Buscé dimentica che la situazione che ha trovato è il frutto del lavoro svolto della premiata ditta Sebastiani&Foggia, la stessa che l’ha portato in riva all’Adriatico. Quella conferenza stampa non fa altro che confermare e mettere a nudo tutte le remore di chi conosce l’ambiente. Che è scettico e minaccia di boicottare lo stadio Adriatico-Cornacchia. Già, si gioca domenica 16 agosto contro la Sambenedettese (ore 21 arbitra la signora Marotta di Sapri) per la Coppa Italia di serie C. Si attende la reazione della squadra alle parole del tecnico, ma se i giocatori cominciano ad andare sotto pressione a Ferragosto, poi, alla lunga rischiano di non farcela più. E a proposito di mercato, è’ vero che è lungo e ci sono dinamiche fuori controllo, ma se un club ha idee chiare e forza economica, ha sempre la possibilità di fare le cose come logica calcistica richiede.
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