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Balletto di responsabilità tra Comune e Pescara calcio per il disservizio del bagno disabili. Sebastiani replica all'assessore Martelli

Balletto di responsabilità tra Comune e Pescara calcio per il disservizio del bagno disabili allo stadio. Scontro totale tra club e assessore

Comune e Pescara calcio ai ferri corti. Botta e risposta, l’idillio è finito dopo che il sindaco Carlo Masci ha disposto l’aumento del costo di utilizzo dello stadio Adriatico-Cornacchia.

In merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dall’assessore allo Sport del Comune di Pescara, Patrizia Martelli, relative alla gestione e al posizionamento dei bagni chimici per le persone con disabilità allo Stadio Adriatico-Giovanni Cornacchia, la Delfino Pescara 1936 “si vede costretta a intervenire per ristabilire l’esatta realtà dei fatti e respingere con fermezza accuse che non corrispondono al vero.
Più in particolare, a seguito di un sopralluogo effettuato il 13 agosto dal DGE del club, dottor Luigi Gramenzi, è emerso casualmente che, dal termine dello scorso campionato (8 maggio 2026), non erano stati ricollocati i servizi igienici dedicati al settore disabili; ciò considerando peraltro che, come noto, quelli presenti in Tribuna risultano inaccessibili a causa della chiusura parziale della stessa già dal lontano settembre 2025″.
Pertanto, il giorno stesso, il Pescara Calcio, pur a ridosso del periodo festivo e preso atto dell’impossibilità a ottemperare comunicata per le vie brevi dai tecnici comunali, “si è attivato per richiedere un preventivo di spesa. Offrendo la propria disponibilità a fornire quanto necessario, la società ha inviato la documentazione all’amministrazione via PEC, con contestuale invito a individuare soluzioni definitive per la criticità strutturale dell’impianto sportivo.
L’assessore Martelli, sempre per le vie brevi, asseriva che il funzionario preposto non avrebbe avuto il tempo utile per riscontrare tale richiesta. Con nostro stupore, invece, l’indomani l’amministrazione ha provveduto a inviarci ben due PEC: la prima, alle ore 13,52 di venerdì 14 agosto, nella quale precisava che l’utilizzo del tabellone era vincolato esclusivamente alle informazioni relative alla gara; la seconda, delle ore 16,25, con cui autorizzava il club “esclusivamente per la gara Pescara – Sambenedettese a fornire i servizi igienici proposti”.
Ricevuta tale comunicazione alle 16,30 della vigilia di Ferragosto”, si legge nella nota del Pescara calcio, “è stato tuttavia impossibile reperire le strutture, dato che l’azienda fornitrice aveva garantito la propria disponibilità operativa solo fino al mattino del 14 agosto per installare presidi che, in ogni caso, avrebbero rappresentato solo un tampone precario”. Detto ciò il Pescara Calcio ribadisce “che questo tipo di interventi temporanei non risolve il problema. Si tratta infatti di strutture inadeguate e non utilizzabili in maniera confacente, come sottolineato anche dalle associazioni del settore, tra cui “Carrozzine Determinate”, che attraverso Claudio Ferrante si è fatta portavoce del disservizio.
Nonostante un canone triplicato e una Tribuna di fatto a mezzo servizio, il Pescara Calcio ha sempre cercato di superare le problematiche con spirito di collaborazione, motivo per cui respinge al mittente ogni tentativo di scaricare la responsabilità sul proprio sodalizio; una società che, vale la pena ricordare, è l’unica nella storia novantennale del calcio pescarese ad aver sempre onorato puntualmente ogni onere finanziario richiesto dall’amministrazione comunale”. Volano gli stracci tra gli ex amici Comune di Pescara e Pescara calcio; nel balletto delle responsabilità a rimetterci sono gli utenti come nel caso di domenica sera per il bagno dei disabili. La sensazione è che ci saranno altre puntate della telenovela. Almeno fino a quando qualche big della politica pescarese non interverrà per mediare. Ma ormai Masci e Sebastiani sono ai ferri corti.

Inserata un’altra replica dell’assessore Patrizia Martelli: “”L’ho detto ieri e lo ripeto: la Pescara Calcio ha sempre garantito i bagni chimici per le persone con disabilità allo stadio Adriatico e anche il 13 agosto ha comunicato che lo avrebbe fatto per la partita di Coppa Italia del 16 agosto, a spese del Comune, ma poi si è tirata indietro, tra le tante telefonate e le comunicazioni scritte. Il 14 agosto, alla vigilia di Ferragosto, ci ha detto che no, non lo avrebbe fatto. E quindi è intervenuto il Comune, per la partita con la Sambenedettese, superando le difficoltà organizzative che si sono presentate a Ferragosto e per le quali è stato il pubblico a dover affrontare dei disagi. Sempre il Comune continuerà a farlo durante tutto il campionato, diversamente dal passato. I bagni chimici, va anche detto, si aggiungono a quelli che già esistono nell’impianto sportivo. Questa è una narrazione che si attiene agli accadimenti reali, e da parte mia non c’è stato alcun tentativo di scaricare le responsabilità su altri. 
La collaborazione del Comune nei confronti della società è sempre stata massima, sotto tutti i punti i vista, e se si fa riferimento al canone che la società deve corrispondere al Comune dispiace che non vengano messe in evidenza con la stessa trasparenza le spese che il Comune stesso sostiene per la manutenzione dello stadio e del manto erboso (che è sempre stato considerato il migliore di ogni serie e lo sarà anche in serie C). Si tratta di somme che ricadono sull’intera collettività cittadina. Il canone non è stato triplicato, a onor del vero, ma le spese che il Comune sostiene ammontano comunque a più del doppio del nuovo canone che incassa. Credo che vada riconosciuto che il Comune di Pescara ha sempre investito e continua ad investire sullo stadio, un impianto utilizzato solo dalla Pescara Calcio, e questo dimostra il forte legame tra la città e la squadra biancazzurra: se lo facciamo è perché ci crediamo e perché speriamo di assistere a risultati che ci riempiano sempre più di orgoglio. Siamo certi che la società vorrà fare la propria parte, anche per quanto attiene al tabellone, che è stato pagato dai pescaresi e dei cui profitti vanno in parte destinati alla comunità.
Concludo tornando al tema principale: nel momento in cui si è posto il problema lo abbiamo affrontato e abbiamo cercato di risolverlo nel migliore dei modi, avendo pochissimo tempo a disposizione. Ritengo però che non si debba fare polemica sulle esigenze delle persone con disabilità per cui, a fronte della decisione della Pescara Calcio, assicuro che sarà il Comune ad occuparsi dei bagni chimici da ora in poi. Ci scusiamo se qualcuno ha subito un disagio, abbiamo fatto il massimo possibile e certamente non accadrà più”.

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