L’autopsia effettuata dal dottor Cristian D’Ovidio sul corpo di Diomede Barchiesi all’ospedale di Pescara ha evidenziato un pugno violentissimo che ha fratturato mandibola e naso al 50enne, mentre a settembre proseguiranno gli esami istologici.
L’obiettivo è accertare se la morte è da imputare al pugno sferratogli in testa oppure alla successiva caduta a terra. Dovrebbe essere questa la chiave destinata ad avere un ruolo fondamentale nell’indagine.
I familiari di Barchiesi, assistiti dall’avvocato Maria Chiara De Fidelibus, hanno nominato come consulente di parte il dottor Riccardo Di Tanna. Consulente dell’indagato, difeso dagli avvocati Rosario Di Giacomo e Alessandro Zaottini, è la dottoressa Paola Vellante.
Diomede Barchiesi è morto giovedì scorso all’ospedale di Pescara dove era stato trasferito a seguito del pugno ricevuto sul lungomare di Pescara. L’operaio Stellantis di Lanciano era intervenuto con l’intento di sedare una lite che vedeva coinvolti anche due dei suoi tre figli. E’ stato colpito da un pugno ed è caduto a terra perdendo conoscenza. Da lì l’agonia durata qualche giorno fino alla dichiarazione di morte e all’espianto degli organi. La morte di Barchiesi ha aggravato la situazione giudiziaria del giovane di 18 anni di Fossacesia che gli ha sferrato il pugno: ora è indagato per omicidio preterintenzionale. Dopo l’autopsia il corpo di Barchiesi è stato riconsegnato alla famiglia per il funerale.
Il feretro sarà esposto nella casa funeraria Di Menno Di Bucchianico Antonio, nella zona industriale di Treglio, in località Pagliaroni: sarà possibile recarsi dalle 8.30 alle 19.30. Giovedì i funerali alle ore 16: il corteo muoverà dalla casa funeraria verso la cattedrale della Madonna del Ponte di Lanciano.




Altre Notizie
Locale pubblico di Montesilvano chiuso (per la seconda volta) dal Questore per dieci giorni
Il vannacciano Carbone critica il patto di desistenza di Fn con il centrodestra alle elezioni suppletive: “Un’occasione persa”
Cimitero, il Tribunale dà ragione al Comune di Francavilla: riconosciuta la legittimità del provvedimento di risoluzione del contratto