Un euro al giorno per un servizio essenziale. L’Usb diffida l’università G. D’Annunzio, invia esposti alla Corte dei Conti e alla Procura e rivolge istanza urgente al Prefetto per il rischio di completa paralisi dei tirocini e accreditamento dei corsi.
L’Usb – Unione sindacale di base – denuncia con fermezza la grave situazione che coinvolge i tecnici di laboratorio Biomedico della Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti, i quali hanno formalizzato in queste ore le proprie dimissioni in blocco dal ruolo di tutor universitario per il corso di laurea di I livello in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell’università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara.
All’origine della protesta, la deliberazione del direttore generale con cui l’azienda ha liquidato le spettanze per l’anno accademico 2024/2025 applicando in via del tutto retroattiva un tetto massimo di 1.500,00 euro annui e l’azzeramento delle quote in caso di cumulo di incarichi. Tali limiti, introdotti con un verbale interno della Commissione Paritetica del 13 giugno 2024 mai recepito nei bandi di selezione, riducono il compenso per il tutoraggio a circa 500,00 euro annui lordi, vale a dire circa 1 euro al giorno.
“Siamo di fronte a un compenso mortificante e offensivo”, sostengono i dirigenti dell’Usb, “i tecnici di laboratorio hanno garantito per anni elevata professionalità, competenze avanzate, etica e rigore, ben oltre le mansioni ordinarie. La Asl e l’università rispondono con un’elemosina che calpesta la dignità dei professionisti e crea un contrasto insanabile con il livello di responsabilità richiesto.
La condotta dell’azienda, oltre a scardinare il legittimo affidamento radicato negli avvisi di selezione emanati dall’università (bando del 30/09/2024 e del 05/09/2025), che richiamavano espressamente l’accordo attuativo n. 885 del 24/07/2018, viola apertamente:
- l’art. 4, comma 5, del D.L. 19 febbraio 2009, che rende obbligatorio il tirocinio pratico per i titoli dell’Area Sanitaria;
- i principi civilistici e costituzionali di buona fede e diligenza amministrativa (Cass. Civ. n. 19883/2015);
- l’art. 11 delle Preleggi sull’irretroattività delle norme;
- l’art. 2041 c.c., configurandosi un indebito arricchimento della P.A.;
- i doveri di efficienza e correttezza ex art. 97 Cost.
USB non esclude che il taglio retroattivo sia un artificio contabile per trattenere somme dovute e ripianare surrettiziamente i disavanzi di bilancio, come suggerito dai richiami ai Piani di razionalizzazione della spesa n. 1011/2024 e n. 1307/2024. Il tutto mentre l’Azienda, nella stessa Delibera, attesta l’“effettivo svolgimento delle attività” di tutoraggio.
Le conseguenze sono già concrete:
- Dimissioni in blocco dei tutor TSLB per l’A.A. 2026/2027;
- Impossibilità oggettiva di certificare le ore di tirocinio obbligatorie per gli studenti;
- Rischio concreto di contenzioso seriale (ricorsi ex art. 633 e 700 c.p.c.) e di danno erariale indiretto;
- Pericolo per l’accreditamento dei Corsi di Laurea presso MUR e ANVUR.
USB ha già attivato tutte le sedi opportune:
- Diffida formale al Rettore dell’Università “G. D’Annunzio” e al Presidente della Scuola di Medicina, con richiesta di audizione urgente e segnalazione a MUR e ANVUR in caso di mancato riscontro;
- Esposto-denuncia alla Procura Regionale della Corte dei Conti per l’Abruzzo e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti;
- Istanza urgente al Prefetto di Chieti per la convocazione del tavolo di raffreddamento e conciliazione ai sensi della Legge 146/90, con richiesta di sospensione degli effetti della Delibera n. 1224/2026.
Non sussistono più le condizioni minime di equità retributiva”, conclude l’Usb, “la sospensione delle attività di tutoraggio è un atto inevitabile e dovuto per la tutela della dignità professionale.
Qualora non si proceda all’immediato ripristino di un compenso equo e dignitoso, affiancheremo i lavoratori in ogni iniziativa di protesta, tutelandoli in tutte le sedi opportune”.



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