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Lega Val Pescara: contrari al trasferimento della sede dell'Istituto Comprensivo da San Valentino a Scafa, così indeboliamo le aree interne

Hermo D'Astolfo

Lega Val Pescara: contrari al trasferimento della sede dell’Istituto Comprensivo da San Valentino a Scafa, così indeboliamo le aree interne

I consiglieri comunali e i responsabili cittadini della Lega dell’alta Val Pescara: Gregorio Sperduti, Lucia Pierdomenico ed Emanuele Scipione esprimono netta contrarietà al trasferimento, a Scafa, della sede legale e degli uffici di presidenza, amministrativi e di segreteria dell’Istituto Comprensivo San Valentino-Scafa, approvato nell’ambito della Conferenza provinciale di organizzazione della rete scolastica per l’anno scolastico 2027/2028. “Chiederemo un incontro all’Ufficio scolastico regionale e, allo stesso tempo, invitiamo tutti i sindaci dei Comuni interessati a mobilitarsi, non solo sulla stampa, per far sì che tale provvedimento venga rivisto”, fanno presente.

“Assisto incredulo all’ennesima guerra di correnti politiche all’interno del centrosinistra, il tutto a danno dei cittadini”, sottolinea Hermo D’Astolfo, dirigente provinciale del partito. “Il punto – spiega –  non è dove sia meglio collocare una sede amministrativa, ma quale attenzione vogliamo riservare alle nostre comunità montane. Si parla tanto di contrasto allo spopolamento e di strategie per sostenere le aree interne e poi, nei fatti, si rischia di privare proprio quei territori di servizi e presìdi importanti. Nei Comuni montani ogni servizio ha un valore che va oltre la sua funzione. Significa garantire prossimità e un punto di riferimento per cittadini e famiglie. La maggiore disponibilità di spazi o la più facile raggiungibilità di una sede – prosegue – non può essere il solo criterio su cui fondare una scelta che interessa un intero comprensorio. Se vogliamo davvero contrastare lo spopolamento, come detto, bisogna mantenere e, dove possibile, rafforzare i servizi e non spostarli. La loro presenza è una condizione essenziale per fare in modo che le nostre aree interne continuino a esistere. Per questo – conclude – riteniamo importante riaprire il confronto, coinvolgendo le amministrazioni comunali e tutti i soggetti interessati. Le decisioni vanno assunte alla luce delle esigenze dei cittadini e non soltanto sulla base di elementi organizzativi”. 

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