La crisi del Pescara: il ds Foggia attacca la squadra, ma è il primo responsabile del tonfo

Se è vero che la miglior difesa è l’attacco, Pasquale Foggia è in grande difficoltà. Perché il primo a essere sotto esame è proprio il ds biancazzurro che questa squadra l’ha costruita e ora l’attacca nella speranza di avere una reazione caratteriale sabato (ore 17,30) a Livorno in modo tale da non dover esonerare Antonio Buscè che lui stesso ha scelto. Sì, perché nessuno crede che Sebastiani cambi allenatore dopo il ko contro lo Spezia, ma se sabato il Pescara andrà di nuovo a picco qualche testa dovrà saltare. Pasquale Foggia sarebbe il primo indiziato. Il ds napoletano è arrivato a Pescara nell’estate del 2024 dopo le dimissioni dell’allora ds Delli Carri che aveva scelto l’allenatore, Silvio Baldini, e fatto la squadra. Lui, Foggia, è salito in corsa sul treno con destinazione serie B e ha fatto anche l’offeso quando Delli Carri ha rilasciato qualche dichiarazione, affatto polemica. Poi, nell’estate del 2025 ha scelto Vivarini e fatto la squadra che poi è retrocessa in C. Sempre Foggia ha messo in piedi la squadra (un incontrista, non ce n’è uno in rosa) che Sebastiani ritiene la più forte degli ultimi sei anni. Solo che, però, a settembre è a 11 punti dalla vetta dopo sette partite. E in piena crisi. Far passare il successo di Sestri Levante contro il Vado per un’impresa è un esercizio di potenza mediatica ridimensionato dopo appena una settimana. A ben vedere, alla luce dell’operato svolto, in una qualsiasi piazza o società, il primo a fare le valige sarebbe proprio il direttore sportivo. Che, vale la pena ricordarlo, è stato confermato dal presidente Sebastiani dieci minuti dopo la retrocessione in C contro ogni logica calcistica. Un peccato, perché è bastata una vittoria per rianimare la passione biancazzurra. E passare dai quattromila spettatori contro il Gubbio ai seimilacinquecento di domenica sera. Solo che poi il post partita è peggio della partita. E Foggia fa la voce grossa quando dovrebbe spiegare le sue incompiute. A proposito, ma qualche domanda sul suo operato nessuno ha il coraggio di farla? Ci sono fatti e numeri eloquenti. Inattaccabili. E poi: Sebastiani perché non ha parlato domenica sera? Di solito di questi tempi è solito dire che “se comincio a preoccuparmi da settembre…”. Beh, sì dovrebbe preoccuparsi, perché la lotta per il primo posto è un miraggio. E l’estate è appena finita. Con essa il tempo delle chiacchiere e delle illusioni. (r.c.)