Antonio Buscè si gioca la panchina del Pescara, domani a Livorno (ore 17,30), con i suoi. I più affidabili. Ad esempio, lancia in porta Fiorillo, mettendo da parte per la seconda volta Saio senza che in questa occasione abbia commesso errori. In difesa torna Nardin, fuori Capellini che il tecnico non vede abbastanza reattivo e il ritorno al 4-3-3 perché al Picchi ci sarà Guccione dall’inizio a centrocampo. E Guccione non è l’ideale per il centrocampo a due, ha bisogno di un reparto a tre. E quindi Pescara con il 4-3-3. Alla vigilia Antonio Buscè ha recitato il copione dell’allenatore saldo al comando. Ha detto che domenica contro lo Spezia il Pescara non gli è dispiaciuto. Magari, incalzato per bene, avrebbe potuto anche dire che meritava di vincere, nonostante gli Aquilotti abbiano fatto il bello e il cattivo tempo all’Adriatico-Cornacchia. Convocato Davide Merola, partirà dalla panchina. “Ujkaj sta recuperando ancora dal problema al piede. Parigi, Vitali e Donati hanno qualche acciacco ma fa parte del gioco. Adesso dobbiamo iniziare a vincere le partite, ha detto l’allenatore biancazzurro. “La classifica di oggi? La spiego con errori banali che ci hanno condannato. Per me con lo Spezia è stata un’ottima prestazione, poi il calcio è opinabile. Abbiamo numeri importanti analizzati con la squadra e con quei numeri i risultati dovevano essere diversi ma troppi errori ci hanno condannato. Torneremo con Guccione al 4-3-3”, ha confermato Buscè, “abbiamo provato anche con il Gubbio nel primo tempo a tenere quel sistema senza Filippo ma in occasione del gol subito la sua assenza si è fatta sentire quando è mancata la chiusura che doveva fare il centrocampista. Le parole di Sebastiani che hanno ribadito la fiducia? Fanno tanto piacere, io mi metto sempre in discussione anche nella vita privata. Ora dobbiamo dimostrare il nostro lavoro. Cerco di dare intensità alla squadra, fa parte di un percorso e speriamo che i risultati arrivino. Nardin? Può giocare dall’inizio. Ci dà delle garanzie importanti. Il Livorno? Ha vinto quattro gare su quattro in casa”, ha concluso Buscè, “hanno entusiasmo e conosco bene il loro ambiente. Hanno questo fortino in casa, noi dobbiamo essere sereni e dare quel qualcosa in più che fino ad oggi ci è mancato. Soprattutto dobbiamo aiutarci a vicenda. La cattiveria e la fame ci vogliono sempre, soprattutto in campi come quello di Livorno. La bellezza e l’estetica non bastano, serve quella bava alla bocca che a noi un po’ è mancata. Fiorillo? Può giocare. Quale è il mio calcio rispetto a quello dello Spezia? Amo giocare con intensità, palla a terra. Un tocco, due tocchi massimo. I miei giocatori devono sapere già quello che devono fare prima di ricevere palla leggendo già la giocata successiva. Per fare questo ci vuole un lavoro lungo. Questo è un gruppo nuovo, so che qui non c’è tempo ma le mie squadre vengono fuori sempre dopo un po’. La parola chiave del mio calcio è intensità sia con la palla sia senza palla”.
Sito di informazione quotidiana: politica, cronaca, economia, ambiente, sport, piccoli Comuni, editoriali e rubriche



Altre Notizie
Pallavolo A2 femminile, Tenaglia Altino sconfitta in casa senza attenuanti da Perugia
Calcio serie C, nel recupero il Latina batte in campo 2-0 l’Atalanta U23 e la sorpassa in classifica
Pallanuoto, l’ungherese Nagy entusiasta: “A Pescara mi sto divertendo, voglio arrivare tra le prime quattro in A2”