Sos depurazione in Abruzzo: quasi 40 milioni di euro per uscire dalla morsa dell’infrazione UE

Riceviamo e pubblichiamo:
La gestione delle acque reflue e la depurazione fognaria si confermano come uno dei nodi strutturali ed economici più complessi per l’Italia. Tra i territori chiamati a correre ai ripari per allinearsi agli standard europei c’è l’Abruzzo, finito nel mirino di Bruxelles con la procedura d’infrazione 2017/2181, che attualmente si trova in fase istruttoria: questo significa che lo Stato italiano ha ancora una finestra di tempo per completare le opere ed evitare che l’istruttoria si trasformi in una nuova, disastrosa multa comunitaria.
Mettendo in fila gli 11 interventi chiave pianificati nella regione, emerge una mappa dettagliata dei cantieri e dei finanziamenti. Un piano di investimenti imponente che sfiora i 40 milioni di euro complessivi (39.659.199,97 euro per l’esattezza) per sanare le carenze di grandi città, borghi montani e mete turistiche, all’interno di una più ampia e rigorosa cabina di regia nazionale.
L’Italia è stata colpita da diverse procedure d’infrazione per tre ragioni principali: infrastrutture obsolete o assenti, mancata separazione delle reti, frammentazione della gestione.
Le grandi opere urbane: Avezzano e Chieti in prima linea
I flussi di cassa si concentrano massicciamente dove il “Carico Generato” in Abitanti Equivalenti (a.e.) – l’unità di misura dell’impatto organico quotidiano sulle reti – è più pesante.
Il progetto più mastodontico dell’intero pacchetto fa capo ad Avezzano Capoluogo (64.400 a.e.). Qui l’ARAP gestisce un maxi-investimento da 25,76 milioni di euro dedicato al potenziamento strutturale e all’upgrading tecnico-normativo dell’intero sistema integrato di depurazione. A questa enorme voce si sommano altri 380mila euro circa per l’adeguamento dello specifico impianto della frazione di Paterno.
Subito dietro si posiziona Chieti: con il suo bacino fognario da 114.500 abitanti equivalenti, la città richiede un massiccio cantiere di adeguamento delle reti e degli impianti da 4,58 milioni di euro.
Dai poli turistici ai piccoli borghi: la sfida del territorio
Se le città assorbono i capitali maggiori, la tenuta ecologica della regione si gioca nelle aree interne e nei comuni sotto i 5.000 abitanti, dove la tutela ambientale è il motore stesso dell’economia locale.
Nel comprensorio di Roccaraso e Rivisondoli (21.373 a.e.), le presenze si impennano nei mesi invernali. Per evitare crisi del sistema idrico, sono stati stanziati 400.000 euro per adeguare l’impianto di depurazione, supportati da 100.000 euro di fondi della Regione.
Nel delicato ecosistema del bacino fognario di Barrea e Villetta Barrea (4.897 a.e.), i lavori sono stati spacchettati in tre lotti per un totale di 1,41 milioni di euro: adeguamento del depuratore consortile (800.000 euro), separazione delle reti fognarie a Barrea (240.000 euro) e raccolta delle acque di prima pioggia a Villetta Barrea (370.000 euro).
A Luco dei Marsi (9.540 a.e.) l’adeguamento del depuratore ha beneficiato di un’importante spinta normativa. L’opera da 1,2 milioni di euro è stata finanziata interamente dallo Stato sfruttando i fondi del DL 12 settembre 2014, n. 133 (convertito nella Legge 164/2014 – Legge Sblocca Italia).
Completano i cantieri delle aree interne gli interventi di Scurcola Marsicana (800.000 euro coperti da fondi statali) e San Valentino in Abruzzo Citeriore (550.000 euro a carico del bilancio regionale).
Caso particolare è quello di Torrevecchia Teatina (4.000 a.e.). Per risolvere i problemi di scarico, sono stati allocati ben 4,58 milioni di euro (con un co-finanziamento regionale di 904.000 euro dai fondi FA APQ 3-28) per costruire un nuovo depuratore in località Vale Anzuca, posizionato strategicamente nel vicino comune costiero di Francavilla al Mare.
La catena di comando locale
Mentre la Struttura del Commissario Ftuzzo vigila e coordina dall’alto, la gestione sul campo è affidata ai bracci operativi del territorio, ovvero i consorzi idrici integrati.
Il C.A.M. S.P.A. (Consorzio Acquedottistico Marsicano) è il soggetto gestore e attuatore principale per l’intera area della Marsica (Avezzano, Luco dei Marsi, Scurcola). Nel chietino le operazioni sono invece guidate dall’ACA SpA, che cura il delicato progetto trans-comunale tra Torrevecchia e Francavilla. Nelle aree montane dell’aquilano si muove invece la SACA Spa, affiancata dall’ERSI (Ente Regionale del Servizio Idrico).
Resta l’incognita di alcune realtà minori dove i soggetti attuatori figurano ancora come “non indicati” o delegati alle singole amministrazioni comunali: in questi specifici segmenti, il potere di stimolo della Struttura Commissariale centrale diventa determinante per scongiurare colli di bottiglia burocratici.
Dottor Adriano Pistilli
Tecnico ambientale specializzato nel trattamento acque reflue