Forum leader, Blasi: “Più risorse nella nuova programmazione Ue, mai i Gal devono accelerare la spesa di quelle attuali”

Un'immagine di Giuseppe Blasi, capo del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Masaf

“I Gal rivestono oggi una grande importanza per la loro capacità di coinvolgere le realtà locali nelle azioni di sviluppo territoriale e l’avranno anche in futuro, con la programmazione 2028-2034, che metterà a disposizione ancora più risorse. I prossimi tre anni saranno però decisivi: non ci sono rischi di disimpegno dei fondi che i Gal hanno oggi a disposizione, ma tutte le risorse dovranno essere spese entro dicembre 2029, con una buona accelerazione”.

Fondi europei Leader

Lo ha sottolineato Giuseppe Blasi, capo del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Masaf, nel suo intervento, che ha concluso la seconda giornata di Forum Leader 2026, in programma all’Aquila fino a oggi, 30 ottobre, a Palazzo Spaventa.

L’iniziativa è stata organizzata dal Gal Gran Sasso Velino, uno degli otto operanti in Abruzzo, e vede la partecipazione di dirigenti ed esperti provenienti da tutte le regioni d’Italia, in rappresentanza di oltre 80 Gal italiani. Si tratta di partenariati pubblico-privati costituiti per favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali, in particolare attraverso bandi finanziati nell’ambito dell’iniziativa Leader dell’Unione europea, asse specifico dei fondi della Politica agricola comune (Pac).

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Dai dati aggiornati illustrati nel corso del forum  risulta che i 199 Gal italiani hanno a disposizione, nell’ambito dell’attuale programmazione dei fondi europei Leader, 916 milioni di euro, di cui la metà già messi a bando e l’11% erogati. Le risorse sono destinate principalmente alle filiere agroalimentari e all’offerta socioculturale e turistico-ricreativa.

“Sono i numeri tipici dell’iniziativa europea Leader – ha proseguito Blasi – che, anche per la programmazione 2023-2027, per come è impostata, parte sempre con un po’ di ritardo. È però fisiologico che sia così. Grazie al fatto che il programma Leader è inserito in un contenitore nazionale, la spesa più lenta dei Leader viene comunque compensata dalla celerità di altre misure e, dunque, non c’è alcun rischio di disimpegno”.

Il sottosegretario D’Eramo

Al dibattito hanno preso parte, tra gli altri, al fianco di Blasi, il sottosegretario di Stato all’Agricoltura Luigi D’Eramo; il vicepresidente della Regione Abruzzo, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente; il presidente del Gal Gran Sasso Velino, Paolo Federico, e il direttore Mario Di Lorenzo, Elena Sico, direttrice del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo.

È stata poi evidenziata la capillarità dei Gal, che operano in 5.340 Comuni, pari al 68% del totale, e coprono il 74% del territorio italiano, dove vivono 21,5 milioni di abitanti. I partner coinvolti, tra soggetti pubblici e privati, sono 11.781.

Nuova programmazione

Altro altro tema al centro del Forum è stato quello della nuova programmazione comunitaria 2028-2034, che riguarderà anche la misura Leader.

“Avremo sicuramente un Piano unico nazionale con contenitori regionali e un fondo unico e con più risorse a disposizione, anche se la cifra non è stata ancora definita. Il modello organizzativo per la parte agricola va ancora definito, ma faremo in modo, d’accordo con le Regioni, che il capitolo agricolo assomigli molto a quello attuale in termini di competenze, governance e ruoli delle autorità di gestione – ha spiegato ancora Blasi –. Ci saranno poi novità sulle modalità di rendicontazione: si passerà dal ‘n+2’ al ‘n+10’. Nel primo caso, la spesa deve essere realizzata entro due anni dal momento dell’impegno. Con la modalità ‘n+10’, invece, non sarà la spesa a dover essere realizzata entro i dieci mesi successivi all’impegno, ma dovrà essere raggiunto il target previsto. Quindi, apparentemente, ci sarà meno tempo a disposizione, ma non si andrà a verificare la spesa effettivamente realizzata, bensì il raggiungimento dei target programmati”.

La Regione Abruzzo

A illustrare un altro elemento di novità che riguarderà i Gal nella nuova programmazione è stata Elena Sico, direttrice del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo.

“Con un unico Piano di partenariato nazionale e regionale confluiranno tutte le politiche, da quella agricola comune a quella di coesione. Questo significa che, all’interno del Piano, i Gal potranno realizzare, attraverso la strategia Leader, tutta una serie di interventi in sinergia con le altre politiche, per esempio realizzando infrastrutture rurali e promuovendo la valorizzazione del territorio. Potranno inoltre agire in sinergia con la politica di coesione per favorire il ricambio generazionale, rendere gli investimenti maggiormente rispondenti ai bisogni del territorio e sviluppare la diversificazione delle aziende agricole in raccordo con la strategia nazionale per le aree interne”.

Sono intervenuti nella sessione pomeridiana anche Fabio Muscas e Beatrice Camaioni del Crea, Anna Rita Carboni, dell’Ufficio Leader del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo, Antonella Frongia e Michela Galimi, della DG Agri della Commissione europea, Raffaella Di Napoli, responsabile del WP5 Osservatorio Sviluppo Locale – Rete PAC 2025-2029, Marco Bassetto, direttore del Gal Alto Bellunese e coordinatore del Laboratorio Fondo unico Forum 2026.




Oggi sciopero e manifestazione a Pescara: corteo da piazza Italia fino al parco dell’ex caserma Cocco

Un'immagine di una pacifica manifestazione di protesta in piazza

Sciopero anche a Pescara. Sarà una delle oltre 50 piazze italiane coinvolte nella mobilitazione nazionale. Il via alla manifestazione in piazza Italia fino al parco dell’ex caserma Di Cocco. Particolare attenzione alla sicurezza per evitare atti di violenza.

Il corteo, promosso dall’Unione sindacale di base (USB) contestualmente allo sciopero generale, partirà alle 10 e attraverserà le vie della città fino a raggiungere il parco dell’ex caserma Di Cocco, a Porta Nuova.

L’attenzione delle forze dell’ordine è alta, anche per il rischio di infiltrazioni violente e coinvolgimenti estranei tramite i social.

Partendo da piazza Italia, il corteo percorrerà corso Vittorio Emanuele e raggiungerà piazza Unione, dove c’è la sede del consiglio regionale. Poi proseguirà lungo via Marconi fino alla rotatoria di viale Pindaro, per concludersi al parco dell’ex caserma Di Cocco. Ovviamente potranno esserci possibili ripercussioni sul traffico cittadino.

Alla protesta parteciperanno lavoratori, studenti, migranti, associazioni e comitati. Tra le rivendicazioni dell’USB ci sono gli aumenti salariali, i rinnovi contrattuali, gli interventi contro il carovita e più investimenti per sanità, scuola e servizi pubblici. Il sindacato contesta inoltre l’aumento delle spese militari e quella che definisce un’”economia di guerra”.

Anche la scuola protesta

Nel quadro della giornata di sciopero generale, proclamato dai Cobas anche per il settore scuola, l’organizzazione pone all’attenzione di docenti ed ATA i seguenti obiettivi specifici: aumento di 300 euro netti mensili per docenti ed ATA nella terza tranche salariale di contratto (che deve scattare il 1 gennaio 2027) come recupero parziale di quanto perso per l’inflazione nell’ultimo decennio e per gli enormi aumenti energetici degli ultimi mesi. Cancellazione della riforma dei Tecnici, che taglierebbe ore di lezione, materie e migliaia di posti di lavoro, per il mantenimento del Tempo scuola attuale. Ruolo unico con parità salariale e normativa, alle migliori condizioni attuali, per i docenti di ogni ordine e grado. Buoni-pasto per gli/le ATA, come parziale compensazione delle differenze di salario nel sistema scolastico italiano. Impedire che diventi legge l’Autonomia differenziata, che distruggerebbe l’unità della scuola e delle altre strutture pubbliche e sociali. Aumento, infine, degli investimenti nella scuola pubblica e riduzione della spesa militare.




A Spoltore tornano i frati morti: processioni misteriose e tavole imbandite per le anime dei defunti

Un'immagine dei Frati Morti in scena a Spoltore

A Spoltore i morti tornano simbolicamente a casa, le tavole vengono imbandite per accogliere le loro anime e misteriose processioni di frati incappucciati attraversano le strade illuminate dalle candele.

Accadrà domenica 1 novembre, dalle ore 18, a Borgo Case Troiano (parcheggio della motorizzazione), dove l’associazione Fontevecchia riproporrà, per la dodicesima edizione, “La Tavola dei Morti – La Processione dei Frati Morti”, un appuntamento dedicato alla riscoperta delle antiche tradizioni legate al culto dei defunti, tra rievocazioni medievali, leggende popolari e rituali che uniscono l’Abruzzo alla cultura napoletana.

Tra cucina e tradizione

La manifestazione prenderà il via dal parcheggio della Motorizzazione dove ai partecipanti saranno distribuite le candele che illumineranno il percorso fino al borgo. Ad accompagnare il pubblico attraverso la storia e i significati delle antiche credenze saranno il sociologo David Ferrante, studioso delle tradizioni abruzzesi, e il professor Marco Presutti, esperto di storia greca e latina.

Il viaggio comincerà con il suono delle zampogne per proseguire con la rappresentazione della leggenda medievale dei “Tre vivi e tre morti” e della Danza Macabra. La Compagnia Gualdana dell’Orso porterà in scena cavalieri in abiti del Duecento impegnati in un combattimento simbolico con la Morte, a ricordare come davanti alla fine dell’esistenza ogni distinzione sociale perda significato.

Il percorso attraverserà anche luoghi legati a misteriose testimonianze del passato, tra cui un uliveto dove, durante alcuni lavori agricoli, sono stati rinvenuti resti ossei che hanno alimentato l’ipotesi della presenza di un’antica area sepolcrale, forse di epoca romana. Non mancheranno i racconti dedicati a “Lu Mazzamurille”, lo spiritello dispettoso dal berretto rosso che popola le leggende abruzzesi.

La Tavola dei Morti

Con il calare del buio prenderà forma la scena più attesa: la Processione dei Frati Morti. Figure incappucciate, con il volto nascosto e i ceri accesi, attraverseranno lentamente il borgo, rievocando le antiche credenze sulle apparizioni notturne delle anime. Secondo la leggenda, incontrare il loro sguardo poteva significare perdere la propria anima.

Ma il cuore della manifestazione sarà la ricostruzione della Tavola dei Morti, l’antico rito domestico che prevedeva di lasciare apparecchiata la tavola nella notte tra il 1° e il 2 novembre per accogliere simbolicamente i familiari defunti. Saranno illustrati i piatti della tradizione, dalla pasta al sugo al pollo con le patate, insieme a pane, vino, frutta e dolci. Cibi che nessuno dei vivi poteva consumare, perché destinati alle anime di ritorno nelle loro case.

Saranno riproposte anche le usanze che accompagnavano questo rituale: scope rovesciate davanti alle porte, braci spente, conche senz’acqua e tegami chiusi per non ostacolare il passaggio delle anime. Il giorno successivo, secondo la consuetudine, il cibo veniva distribuito ai poveri, trasformando il ricordo dei defunti in un gesto di solidarietà.

Uno spazio sarà riservato al culto delle Anime Pezzentelle, profondamente radicato nella tradizione napoletana, con la ricostruzione di un altare dedicato alle anime del Purgatorio che testimonia gli antichi legami culturali tra Abruzzo e Napoli.

Il pasticcere

A concludere la serata sarà la degustazione gratuita dei cibi rituali della commemorazione: il “grano dei morti”, preparato con grano bollito, noci, melograno, mosto cotto e vino rosso, e il tradizionale “torrone dei morti” napoletano, realizzato per l’occasione dal maestro pasticcere Federico Anzellotti (nella foto in basso), campione del mondo di pasticceria. Saranno illustrati anche i significati simbolici degli ingredienti, legati agli antichi riti della morte e della rinascita.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Fontevecchia, in collaborazione con ASI Nazionale, Gualdana dell’Orso, Abruzzo Magico, Zampogne d’Abruzzo e l’Associazione di Protezione Civile Volontari senza Frontiere, la manifestazione punta a recuperare un patrimonio di credenze e gesti tramandati per secoli, quando la commemorazione dei defunti non era soltanto un momento di preghiera, ma anche un’occasione per rinnovare il legame tra le generazioni.

Un viaggio nella memoria collettiva, dunque, che restituisce il significato più autentico di una tradizione nella quale i morti continuavano simbolicamente a far parte della famiglia, conservando un posto nelle case e sulle tavole dei vivi.

E alla fine della serata resterà un’ultima raccomandazione, quella che gli anziani tramandavano ai più giovani: tornare a casa prima della mezzanotte e chiudere la porta con tre mandate.

Perché nella notte dei morti, racconta la tradizione, è sempre meglio non lasciare entrare pantefiche e mazzamurille.




A Penne sopralluogo al terminal Ambrosini per i lavori di riqualificazione e potenziamento della sicurezza

Un'immagine del sopralluogo al terminal Ambrosini

 Si è svolto questa mattina un sopralluogo presso il terminal degli autobus Valentino Ambrosini, nella zona di Fonte Nuova, a Penne, finalizzato a valutare gli interventi necessari per la riqualificazione della struttura e la messa in sicurezza dell’infrastruttura. Al sopralluogo hanno partecipato il sindaco Gilberto Petrucci, il responsabile di Esercizio di Tua, Raffaele Piscitelli, il responsabile dell’Area Tecnica del Comune, Piero Antonacci, e il comandante della Polizia Locale, Natalino Matricciani.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività promosse dall’amministrazione comunale per migliorare le condizioni di sicurezza e la funzionalità del terminal, un punto strategico per la mobilità cittadina e per i numerosi utenti che quotidianamente utilizzano il servizio di trasporto pubblico.

Per sostenere il progetto di riqualificazione, il sindaco Gilberto Petrucci ha inoltrato una richiesta di finanziamento alla Regione Abruzzo per un importo di circa 100mila euro. Intervento destinato alla realizzazione degli interventi necessari per rendere la struttura più sicura, funzionale e accogliente.

Le parole del sindaco Petrucci

«Il nostro obiettivo è mettere in sicurezza il terminal Valentino Ambrosini. E, al tempo stesso, migliorare la qualità dell’accoglienza per i cittadini e per tutti coloro che utilizzano il trasporto pubblico», sottolinea il sindaco Gilberto Petrucci. «Abbiamo effettuato un sopralluogo per individuare le criticità e valutare le soluzioni più adeguate. La richiesta di finanziamento rappresenta un passo concreto per reperire le risorse necessarie e restituire alla città una struttura più sicura ed efficiente».

L’amministrazione comunale continuerà a lavorare per individuare le risorse e programmare gli interventi necessari, con l’obiettivo di valorizzare il terminal e migliorare i servizi a disposizione della comunità.




Cade un elicottero in Bosnia-Erzegovina: quattro morti italiani

Il simbolo del lutto

Oggi giovedì 29 ottobre in un villaggio di Brčko, nel nord est della Bosnia-Erzegovina, un elicottero italiano, un CH-47, impegnato nell’ambito dell’operazione EUFOR (la Forza militare dell’Unione Europea in Bosnia-Erzegovina) Althea, è precipitato per cause ancora in corso di accertamento. Secondo l’ambasciatrice in Bosnia Sarah Castellani l’incidente è avvenuto in fase di decollo ma la dinamica non è ancora chiara.

Il bilancio dell’incidente è grave: quattro morti. I piloti sarebbero salvi, le vittime sono due operatori di bordo e due della Croce Rossa. In un primo momento, il sindaco di Brčko, Siniša Milić, aveva parlato di «tre persone morte e dodici ferite. Tutte sono state curate in un ospedale di Brčko. Il personale medico è in stato di allerta», ha aggiunto Milić. Successivamente è stato reso noto che è deceduto un altro passeggero, ricoverato in gravi condizioni.

Il comunicato

«Eufor sta conducendo un’indagine completa e approfondita sull’accaduto e fornirà ulteriori informazioni non appena i fatti saranno accertati e quando opportuno», si legge nella dichiarazione della missione Ue, di cui fa parte anche un contingente italiano. Per ora si conferma che «a seguito dello schianto, diversi membri del personale dell’Eufor hanno tragicamente perso la vita e altri sono rimasti gravemente feriti», ha dichiarato l’Eufor in un comunicato. Ma «nessuna infrastruttura civile, proprietà o veicolo è stata danneggiata e non ci sono stati feriti tra i civili». 

 




Ater, al via la gara da 7,5 milioni per Colleatterrato. La ricostruzione avanza su più fronti

Un'immagine del commissario Guido Castelli e il presidente Ater Grotta

Pubblicata la gara per la demolizione e ricostruzione dell’edificio ERP n. 503 di
via Giovanni XXIII, a Colleatterrato, per un investimento complessivo di circa 7,5 milioni
di euro. L’intervento, che vede l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Abruzzo nel ruolo di
soggetto attuatore, rappresenta un nuovo passo avanti nella ricostruzione del
patrimonio di edilizia residenziale pubblica della provincia di Teramo. La procedura è
disponibile sulla piattaforma telematica MEPA – Acquisti in Rete (www.acquistinrete.it),
mentre la relativa documentazione è pubblicata anche sui siti istituzionali dell’USR
Abruzzo, della Regione Abruzzo e dell’ATER Teramo. Il progetto prevede la realizzazione
di un edificio nuovo, con elevati standard di sicurezza sismica ed efficienza
energetica, secondo le caratteristiche NZEB (edificio ad altissima prestazione energetica).
Saranno inoltre installati ascensori, assenti nel precedente fabbricato, migliorando
sensibilmente l’accessibilità e contribuendo all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Si allarga il patrimonio abitativo

La nuova progettazione consentirà anche di aumentare il numero degli alloggi di proprietà
dell’ATER rispetto ai 14 precedenti, ampliando il patrimonio abitativo pubblico e
contribuendo a rispondere alla crescente domanda di case popolari nella città di Teramo.
L’obiettivo è arrivare all’aggiudicazione dell’appalto all’inizio del 2027. «È un intervento
particolarmente significativo, non soltanto per l’entità delle risorse impegnate, ma anche per
il luogo in cui si realizzerà», dichiara il presidente dell’ATER Teramo, Alfredo Grotta.

Ricostruzione

«Colleatterrato è uno dei quartieri maggiormente colpiti dal terremoto del 2016, con
numerosi edifici danneggiati e famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.
Nell’ultimo anno abbiamo già demolito quattro palazzine, mentre altre demolizioni sono
programmate, diversi lavori sono stati avviati e ulteriori cantieri partiranno a breve». «La
nostra priorità è riportare a casa chi ha dovuto lasciare la propria abitazione dopo il
terremoto», aggiunge Grotta. «Ma abbiamo anche voluto cogliere l’occasione della
ricostruzione per realizzare edifici più sicuri, efficienti e accessibili, aumentando al tempo
stesso il patrimonio abitativo pubblico a disposizione della città». L’apertura della nuova
gara si inserisce in un quadro più ampio di interventi che stanno interessando il patrimonio
ATER, in coerenza con il cronoprogramma della ricostruzione. Un percorso che, nel caso
dell’edificio di via Giovanni XXIII, ha richiesto anche un’attenta attività di confronto con i
proprietari privati presenti nel fabbricato, accanto agli assegnatari degli alloggi pubblici.
«Voglio riconoscere all’USR anche il lavoro svolto nel rapporto con i condomini»,
sottolinea Grotta. «Non si è trattato soltanto di portare avanti un progetto tecnico e
amministrativo, ma anche di ascoltare con attenzione e sensibilità le esigenze dei proprietari
privati, partecipando agli incontri condominiali e cercando soluzioni che tenessero conto
delle diverse situazioni. È un lavoro meno visibile, ma fondamentale per far avanzare
interventi complessi come questo». La ricostruzione avanza anche negli altri comuni della
provincia. Proprio questa settimana, presso la sede dell’ATER Teramo, si è svolto un
incontro con gli assegnatari di un edificio di Montorio al Vomano, durante il quale sono stati
illustrati gli interventi di prossima apertura e le successive fasi dei lavori. A Civitella del
Tronto, invece, i lavori di ricostruzione di un altro edificio sono già conclusi e nel mese di
novembre è prevista la riconsegna delle chiavi agli assegnatari.
«Sono interventi che si trovano in fasi diverse, ma che raccontano un unico percorso»,
osserva Grotta. «Ci sono edifici per i quali stiamo avviando le gare, altri dove i cantieri
stanno per partire e altri ancora che siamo finalmente nelle condizioni di restituire agli
assegnatari. Non tutti gli interventi hanno le stesse dimensioni economiche, ma ciascuno
rappresenta una risposta importante per le famiglie coinvolte».

Il grazie a Castelli

Il presidente dell’ATER rivolge infine un ringraziamento al commissario straordinario per la
ricostruzione, Guido Castelli, e all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Abruzzo.
«Desidero ringraziare il commissario Castelli per l’attenzione che continua a riservare al
nostro territorio e l’USR Abruzzo, soggetto attuatore dell’intervento di Colleatterrato, per il
lavoro svolto e la collaborazione istituzionale. Il commissario ha indicato una direzione
precisa, quella di passare dalle norme ai cantieri. È un indirizzo nel quale ci riconosciamo e
che cerchiamo di tradurre quotidianamente in attività concrete, ciascuno nell’ambito delle
proprie responsabilità. Perché alla fine ciò che conta non è il numero degli atti
amministrativi prodotti, ma la capacità di offrire risposte alle persone».
«Sappiamo bene che il lavoro da fare è ancora tanto», conclude Grotta, «ma oggi la
ricostruzione del patrimonio ATER sta avanzando su più fronti. Il nostro obiettivo resta
quello di accelerare questo percorso e restituire alle famiglie le loro abitazioni nel minor
tempo possibile».




Secondo posto al Premio Agrorinasce per un saggio su Fontamara di Agnese Berardini

La foto di Agnese Berardini mentre ritira il premio Agrorinasce consegnato dal direttore scientifico Alfonso Reccia

Agnese Berardini si è classificata al secondo posto nella Sezione Saggistica inedita della seconda edizione del Premio Agrorinasce 2026 – Letteratura per il Sociale e la Legalità con il saggio: Le cafone e le altre donne di Fontamara, Una lettura critica del primo romanzo di Silone secondo una prospettiva di genere. 

La presenza di Luca Abete a Casapesenna

La cerimonia finale del premio si è tenuta al Centro di aggregazione giovanile “Rosario Livatino” di Casapesenna (Caserta), in uno dei beni confiscati alla criminalità organizzata e restituito alla comunità. Ha visto la partecipazione anche di Luca Abete, intervenuto significativamente contro la retorica della legalità e a sostegno di iniziative valide come questo premio, per operare concretamente nel cambiamento della mentalità e per la creazione di una cultura della legalità.

Le motivazioni della scrittrice

Agnese Berardini è intervenuta esprimendo la sua riconoscenza e soddisfazione alla giuria per il conferimento del premio. Un attestato dedicato alla legalità e all’impegno civile in letteratura, valori in cui crede fermamente. Ha poi continuato dicendo: «La scelta di dedicare un saggio a un classico della letteratura, oggetto di numerosissime letture critiche, è partita dalla volontà di dare il giusto peso alle figure femminili del romanzo e soprattutto alle cafone. Privilegiando una prospettiva di genere. Le cafone sono le prime a fare la rivoluzione, intesa come sollevazione popolare violenta contro le autorità. Che tolgono agli abitanti del piccolo borgo marsicano l’unica possibilità di sopravvivenza, legata a un ruscello che irriga i terreni. Le cafone prenderanno progressivamente consapevolezza che ciò che può far cambiare davvero le cose non è l’intervento violento, che le mette dalla parte dell’illegalità e le confina ancora di più in una posizione marginale, ma una rivoluzione culturale. La letteratura è vita, la letteratura è storica e in certi contesti storici di sfruttamento dell’essere umano non può che connotarsi per il suo alto valore sociale. La responsabilità sociale degli scrittori e della letteratura diventa per Silone un valore imprescindibile in questo, negli altri suoi romanzi e in tutti i suoi scritti. Il messaggio potente di Fontamara e del suo autore consiste nella necessità della denuncia delle condizioni di vita degli abitanti di Fontamara. A partire da un bisogno di verità e giustizia. Che con la presa coscienza dell’importanza della letteratura e della cultura alimenta una presa di posizione forte e chiara contro tutte le forme di illegalità, ingiustizia e sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Per questo il saggio è dedicato non solo a tutte le cafone e i cafoni di ieri e di oggi. Ma anche a tutte a tutti le sfruttate e gli sfruttati con la speranza che la lotta pacifica per i loro diritti diventi impegno politico e sociale concreto. Affinché l’aspirazione all’utopia di un mondo rispettoso della dignità umana diventi realtà». 

Legalità in una zona ad alta densità criminale

Agrorinasce opera da venti anni allo scopo di rafforzare la legalità in un’area ad alta densità criminale con attività in varie arie di intervento e a partire dalla diffusione di una cultura della legalità. Partener dell’iniziativa: il Dipartimento di Lettere e Beni culturali dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e Terra Somnia Editore, con il patrocinio della Direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Campania. In totale sono stati assegnati riconoscimenti per le cinque sezioni del premio a quindici finalisti.

Le radici

Agnese Berardini, nata a Foggia, è per metà di origini marsicane; vive a Montesilvano (PE) e insegna lettere classiche presso il Liceo Classico “G. D’Annunzio” di Pescara. Ha al suo attivo due libri pubblicati con la casa editrice Bertoni Editore: una raccolta poetica Vagabondaggi di un’anima (2021) e un romanzo Quel Natale non c’era la neve, Storia d’amore di una famiglia (2023), con il quale ha conseguito il 2° posto del Premio internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria 2022 nella Sezione Narrativa Inedita.




Festa in piazza per gli 80 anni di Ercole Monaco, ex sindaco e papà dell’attuale primo cittadino

Un'immagine di Ercole Monaco al centro tra il parroco e il figlio Alessio, sindaco di Rosello

Sabato 31 ottobre Rosello, borgo del medio Sangro, festeggia gli 80 anni di Ercole Monaco, ex sindaco e figura simbolo del comune abruzzese, da lui guidato dal 1988 al 2002. Festa in piazza. Tutti invitati.

Nato a Rosello il 26 settembre 1946, Ercole Monaco, Ercolino per gli amici, rappresenta un esempio di “restanza”, avendo scelto di vivere e lavorare sempre nel paese d’origine, dove prosegue l’attività nello storico negozio di famiglia.

Primo cittadino per 14 anni nelle file della Democrazia Cristiana e poi del Partito Popolare Italiano, il suo percorso è legato a tappe fondamentali: nel 1992 ha promosso la nascita dell’Area Protetta Abetina di Rosello, oggi riconosciuta come primo bosco vetusto d’Italia. Negli anni Ottanta-Novanta è stato tra i fondatori dell’Hotel Quadrifoglio e della discoteca Taxi. Novità assoluta per l’area montana. Palestra di vita per generazioni di giovani oggi adulti e organizzatore delle storiche feste patronali con grandi nomi dello spettacolo.

Nel  2002 la struttura dell’hotel è stata ceduta e riconvertita nell’attuale Struttura Residenziale Riabilitativa “Quadrifoglio” per ospiti psichiatrici e giudiziari. Oggi presidio socio-sanitario e importante realtà occupazionale del territorio.

A coronamento del suo impegno, nel 2003 il compianto presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito, motu proprio, l’onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana.

Infine, lo scorso 26 settembre, in occasione del suo compleanno, Ercole Monaco ha ricevuto l’omaggio del sindaco di Rosello, nonché suo figlio Alessio Monaco e del parroco Don Giampiero La Penna che gli hanno consegnato una Pergamena Commemorativa del Comune di Rosello, la Benedizione Apostolica di Papa Leone XIV e il Telegramma di auguri inviato dal segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin.

La famiglia Monaco continua a lavorare in favore della cittadina e del comprensorio del medio Sangro attraverso l’impegno di Alessio, figlio del festeggiato, sindaco di Rosello e consigliere regionale d’Abruzzo nell’Avs.

Buon compleanno e lunga vita caro Ercolino; i cittadini di Rosello e dei comuni vicini, insieme agli amici della Provincia di Chieti che hanno avuto modo di apprezzare il Tuo impegno pubblico, continuano a volerti bene|




Addio a Nicola Venosa, il professore che insegnava la vita. Pescara perde un maestro di cultura e umanità

Un'immagine del professor Nicola Venosa

Nicola Venosa ha abbracciato il sonno eterno. Il professore lucano, trapiantato a Pescara da oltre cinquant’anni, ha intrapreso il suo cammino celeste. Lo ha fatto a modo suo, con quella discrezione e quella determinazione che hanno contraddistinto la sua esistenza. Lascia una città che gli deve molto e una comunità di ex studenti che, nel ricordarlo, ritroverà inevitabilmente un pezzo della propria giovinezza, della propria formazione e, soprattutto, della propria vita.

Originario di un piccolo centro della provincia di Potenza, Acerenza, dopo la laurea in Lettere classiche nell‘università Federico II di Napoli, approdò, ancora giovanissimo, all’Istituto Magistrale “B. Spaventa” di Città Sant’Angelo. Era un docente moderno, curioso, capace di intuire le potenzialità dei ragazzi e di stabilire con loro un rapporto che superava i confini, spesso rigidi, della tradizionale relazione tra cattedra e banchi. Possedeva una rara capacità di entrare nella testa e nel cuore dei suoi studenti, lasciando un’impronta destinata a durare ben oltre gli anni della scuola.

Successivamente arrivò al liceo Leonardo da Vinci di Pescara, l’istituzione scolastica che lo avrebbe accompagnato fino alla pensione e che rappresentò il palcoscenico privilegiato del suo lungo magistero. Da quelle aule sono passate intere generazioni di pescaresi, molti dei quali oggi affermati avvocati, medici, ingegneri e professionisti. Uomini e donne che, nella propria formazione, hanno conservato qualcosa di quelle lezioni: un riferimento culturale, una suggestione letteraria, una battuta fulminante, un invito a guardare la realtà da una prospettiva diversa.

Nicola Venosa era un uomo di altissimo profilo morale e professionale, un intellettuale raffinato e un educatore capace di lasciare il segno senza mai aver bisogno di alzare la voce o di esibire il proprio sapere.

L’altra passione

Accanto alla scuola, c’era un’altra passione: il calcio. Anche in questo mondo Nicola Venosa ha lasciato la propria impronta, prima come arbitro apprezzato, poi attraverso un percorso dirigenziale nella sezione AIA di Pescara. Un’esperienza che racconta un’altra parte della sua personalità: il rispetto delle regole, il senso della responsabilità, la capacità di interpretare i ruoli senza perdere di vista il valore delle persone. Anche sul terreno di gioco, come in aula, servivano equilibrio, autorevolezza e intelligenza.

Pescara perde oggi un educatore d’altri tempi, ma non un uomo appartenente al passato. La sua modernità stava proprio nella capacità di tenere insieme la solidità della cultura classica e la sensibilità verso le nuove generazioni, il rigore dello studio e la leggerezza dell’ironia, la profondità del pensiero e la semplicità dei rapporti umani.

Alla moglie Maria e al figlio Paolo giungano le condoglianze più sincere e affettuose. A loro il dolore più intimo e personale di una perdita che nessuna parola può colmare. A Pescara, invece, resta la gratitudine per un uomo che ha saputo essere molto più di un professore: un maestro di cultura, un conversatore brillante, un cittadino esemplare.




Riunione operativa tra Comune e Agenzia del Demanio sul “Piano Città” con la partecipazione della Provincia

Un'immagine della riunione sul Piano Città negli uffici del Comune di Chieti

Si è tenuta nella mattinata di oggi, la prima riunione operativa tra l’amministrazione comunale e la Direzione Regionale dell’Agenzia del Demanio. L’obiettivo è avviare il percorso del “Piano Città”, la strategia immobiliare integrata dell’Agenzia che mette a sistema beni pubblici e bisogni del territorio per riorganizzare i servizi, rigenerare gli spazi urbani, garantire sostenibilità e valorizzare il patrimonio comune e culturale a vantaggio della collettività.

All’incontro, presieduto dal sindaco Giovanni Legnini con la direttrice regionale dell’Agenzia del Demanio per l’Abruzzo e il Molise, l’avvocato Caterina Micossi, erano presenti anche il presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna, il vicesindaco Paolo De Cesare, il presidente del consiglio comunale Stefano Rispoli, le consigliere comunali Cinzia Di Vincenzo con delega alla Cultura e Alberta Giannini, insieme ai tecnici del Comune e dell’Agenzia.

Rigenerazione urbana

L’appuntamento rappresenta l’avvio del lavoro sul Piano Città a seguito delle interlocuzioni del sindaco Legnini con i vertici nazionali dell’Agenzia del Demanio e concretizza una precisa scelta programmatica inserita nelle linee di mandato dell’amministrazione comunale. L’entrata di Chieti nel Piano Città significa divenire parte del programma promosso dall’Agenzia strategico nazionale che conta finora 37 città italiane, per pianificare la rigenerazione urbana attraverso una strategia immobiliare integrata per superare la frammentazione degli interventi, censire tutti gli asset pubblici presenti sul territorio, analizzare i fabbisogni e razionalizzare il patrimonio statale e locale in disuso o sottoutilizzato, valorizzandone la funzione pubblica e sociale a beneficio della collettività. In tal senso il tavolo ha proceduto a una prima e approfondita ricognizione degli immobili pubblici inutilizzati o suscettibili di interventi, sia nel centro storico e sia a Chieti Scalo, incrociando i beni di proprietà del Comune e della Provincia. Il confronto ha preso le mosse dalla pietra miliare rappresentata dalle ex caserme Buccianti e Berardi, il cui intervento di recupero avviato da tempo costituisce una delle prime leve di rigenerazione urbana proprio nello spirito del Piano Città.

Il patrimonio immobiliare

Partendo da questa esperienza, l’attenzione della ricognizione si è allargata a un ampio e articolato ventaglio di edifici e compendi pubblici strategici distribuiti sull’intero territorio: il Palazzo ex Inpdap di proprietà dell’ Invimit, gli immobili che potrebbero configurare il Polo giudiziario inclusi quelli della Provincia, Palazzo De Pasquale, gli spazi individuati per la creazione di nuovi studentati universitari tra cui le ex Clarisse, il Santissimo Rosario e Santa Maddalena, gli immobili della Provincia e i cespiti di proprietà della Asl, fino al complesso del San Camillo. Attenzione è stata rivolta anche ad alcuni immobili a Chieti Scalo, a Piazza Carafa, all’ex Mattatoio a Madonna delle Piane, all’area dell’ex Fornace e agli spazi pubblici situati lungo via Aterno. L’obiettivo condiviso è costruire un quadro d’insieme unitario, capace di trasformare edifici degradati o sottoutilizzati in luoghi vivi al servizio della comunità, riordinando le funzioni istituzionali e i servizi essenziali della città.

“L’ingresso di Chieti nel Piano Città dell’Agenzia del Demanio, che costituisce un punto qualificante del nostro programma di mandato e trova oggi il primo riscontro operativo dopo le interlocuzioni avviate a livello nazionale, è un passo decisivo per il futuro del nostro territorio – dichiara il sindaco Giovanni Legnini –. Non parliamo di meri interventi edilizi isolati, ma di una visione di rigenerazione urbana integrata che mira a rendere la città più moderna, sostenibile e funzionale, raccordandosi alle azioni già in corso e a quelle in fase di avvio. Con questa prima mappatura condivisa con l’Agenzia del Demanio, abbiamo posto le basi di metodo e di contesto coinvolgendo anche la Provincia nella persona del presidente Francesco Menna. Proseguiremo il lavoro a stretto contatto con l’Agenzia del Demanio per individuare i progetti pilota e definire le migliori soluzioni allocative. Garantendo un percorso improntato alla trasparenza, all’efficacia dei tempi e alla più ampia condivisione con la comunità. Ringrazio Agenzia e Provincia per la disponibilità e la qualità dell’attenzione dedicata”.




Alla Capitaneria di Porto la consegna delle licenze provvisorie ai nuovi allievi ormeggiatori dei porti di Pescara e Ortona

Un'immagine della consegna delle licenze provvisorie agli ormeggiatori

Nei locali della Capitaneria di Porto di Ortona si è svolta la cerimonia di consegna delle licenze provvisorie di allievo ormeggiatore ai marittimi Simone Polidoro ed Emmanuele De Francesco. Sono i vincitori del concorso pubblico, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di due unità di personale da destinare al Gruppo ormeggiatori e barcaioli operante nei porti di Pescara e Ortona.

L’evento rappresenta un momento significativo nel percorso di inserimento professionale dei due vincitori. E suggella una procedura selettiva volta a garantire il progressivo ricambio generazionale e il reintegro dell’organico del gruppo ormeggiatori, in un’ottica di continuità ed efficienza del servizio.

L’attività degli ormeggiatori riveste, infatti, un ruolo fondamentale. Per la sicurezza delle manovre di ormeggio e disormeggio delle unità navali e, più in generale, per la sicurezza dell’approdo e la regolare operatività dello scalo portuale. Un servizio rilevante per il porto di Ortona, chiamato a rispondere alle esigenze connesse alla crescita dei traffici marittimi e al conseguente incremento delle attività operative.

Il percorso lavorativo

I due vincitori, in possesso dei requisiti professionali e dell’esperienza di navigazione previsti dal bando, sono iscritti nel registro degli ormeggiatori tenuto dalla Capitaneria di porto di Ortona e avvieranno adesso il percorso formativo e operativo necessario per acquisire le competenze richieste dalla specificità del servizio.

Al termine di un adeguato periodo di formazione, gli allievi saranno chiamati a sostenere una prova pratica finalizzata a verificare la capacità di svolgere le attività proprie della professione. Il superamento della prova consentirà loro di conseguire la qualifica di aspiranti ormeggiatori, segnando un ulteriore passaggio nel percorso di preparazione e progressiva acquisizione delle competenze necessarie a operare in un settore che richiede elevata professionalità, esperienza e particolare attenzione alla sicurezza.

Il ricambio generazionale

L’evento di oggi, pertanto, rappresenta non soltanto la conclusione di una fase concorsuale, ma anche l’avvio di un percorso professionale orientato a rafforzare la capacità operativa dei servizi tecnico nautici e a rispondere, in maniera adeguata e continuativa, alle esigenze del porto di Ortona e di Pescara.

Attraverso il reclutamento e la formazione di nuove risorse, la Capitaneria di Porto conferma l’attenzione verso il mantenimento degli standard di sicurezza e di efficienza dei servizi portuali, elementi indispensabili per sostenere lo sviluppo dello scalo e accompagnare l’evoluzione dei traffici marittimi.”




Sport e Solidarietà: presentazione del torneo di tennis a sostegno del “Progetto Donna-Sala Rosa” della Radioterapia Oncologica di Chieti

Un'immagine del sindaco di Chieti Giovanni Legnini

Si terrà domani, venerdì 30 ottobre, alle ore 10,30, nella sede comunale  di Corso Marrucino, la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa benefica “Sport e Solidarietà”.

L’evento, in programma dal 6 all’8 novembre 2026 sui campi del Circolo Tennis Chieti, animerà il fine settimana con i tornei di doppio misto e doppio femminile nati con l’obiettivo di raccogliere fondi e sensibilizzare la cittadinanza a favore del “Progetto Donna Sala Rosa” del reparto di Radioterapia Oncologica dell’ospedale Clinicizzato di Chieti, grazie alla sinergia con l’associazione ETS Il Tratturo e al sostegno di Confartigianato Imprese Chieti.

I protagonisti

I dettagli del progetto e degli eventi saranno illustrati dal sindaco Giovanni Legnini,  dagli assessori comunali Rita Di Falco e Chiara Zappalorto, dal professor Domenico Genovesi, direttore della Radioterapia Oncologica dell’ospedale clinicizzato di Chieti, da  Ennio Marianetti, presidente del Circolo Tennis Chieti, da Daniele Giangiulli, direttore di Confartigianato Imprese Chieti e da Paola Di Renzo, presidente dell’associazione ETS Il Tratturo.




I due cimiteri di Pescara pronti per la commemorazione dei defunti: cambia la viabilità, da domani bus navetta per i visitatori

Un'immagine del cimitero di Pescara

“Nei giorni scorsi i cimiteri di Pescara sono stati oggetto una attenzione ancora maggiore rispetto al resto dell’anno, in vista della commemorazione dei defunti e della celebrazione di Ognissanti, durante i quali è prevista una affluenza di visitatori superiore agli altri periodi.

Si è occupata degli interventi di manutenzione la società Pescara Multiservice. Che cura la gestione dei cimiteri e che ringrazio per queste attività, finalizzate a rendere le due strutture ancora più accoglienti in un momento dell’anno particolare, dedicato al ricordo di chi non c’è più. Per l’occasione sono state effettuate anche nuove piantumazioni e sono stati riqualificati gli accessi. Al cimitero di Colle Madonna i lavori in corso sulle due palazzine dei servizi sono stati momentaneamente sospesi, per non creare disagi all’utenza. Nelle prossime settimane, poi, si svolgeranno anche i due concerti, che ormai da anni organizziamo per accompagnare la visita ai defunti, facendone un momento di omaggio e raccoglimento più gradevole”. A parlare è l’assessore alla Cura dei Luoghi della Memoria Maria Rita Carota che fa il punto sulle attività eseguite negli ultimi giorni per la cura dei due cimiteri. 

Le rassicurazioni dell’assessora

“I cimiteri di Colle Madonna e di San Silvestro sono sempre ben tenuti e in questi giorni il livello di attenzione si è alzato”, dice Carota. “I frutti della nostra attività si vedono e ne sono lieta, perché ci sono posti disponibili in entrambi i cimiteri e durante il nostro mandato, dal 2019 ad oggi, non c’è stato alcun aumento delle tariffe deciso dalla giunta. Abbiamo realizzato diversi interventi che, peraltro, ci hanno consentito di recuperare nuovi spazi per le sepolture. L’amministrazione”, specifica Carota parlando delle tariffe, “ha solo provveduto ad applicare gli adeguamenti Istat, che sono inevitabili e previsti dalla legge”. 

I bus navetta

Da domani, come annunciato nei giorni scorsi dall’assessore Alfredo Cremonese e da Carota, la Tua attiverà un servizio di bus navetta per raggiunge il cimitero dei Colli. Fino al 2 novembre il servizio sarà fruibile dalle 9 alle 17. Con corse programmate ogni 15 minuti. Il capolinea è all’interno del parcheggio della delegazione comunale di Pescara Colli, tra il supermercato Conad e il negozio Acqua e Sapone e il percorso del bus sarà il seguente: rotonda via Di Sotto,  via Di Sotto, salita Tiberi, strada Colle di Mezzo, strada Pandolfi, via di Sotto e rotonda via di Sotto.

Per quanto riguarda la viabilità, la regolamentazione della circolazione dei veicoli da domani, 30 ottobre 2026, al 3 novembre 2026, sarà disciplinata come segue. 

Cimitero dei Colli

Senso unico in via Colle di Mezzo, nel tratto tra strada Ciattoni e via Pandolfi, con direzione di marcia est/ovest (a salire).
Qualora dovessero verificarsi problemi di viabilità a causa dell’eccessivo traffico, il Corpo di Polizia Locale, può, a propria discrezione, disciplinare via Colle di Mezzo, nel tratto compreso tra via del Santuario e strada Ciattoni, a senso unico di marcia, con direzione est/ovest (a salire).

Cimitero di San Silvestro

Divieto di sosta e fermata con rimozione forzata sui due lati di via Luciani, per tutta la lunghezza, al fine di consentire la circolazione dei veicoli nei due sensi di marcia; senso unico su via Vallelunga, direzione di marcia mare-monti, nel tratto
compreso tra l’ingresso del nuovo cimitero e via Colle Renazzo.




GaleGol, dal 2 novembre una docuserie su RaiPlay a un anno dalla morte di Giovanni Galeone

Un'immagine del compianto ex allenatore del Pescara Giovanni Galeone

A un anno dalla scomparsa di Giovanni Galeone, la sua eredità sportiva e umana torna su RaiPlay. Dal 2 novembre, infatti, sarà disponibile GaleGol. Giovanni Galeone, storia di un profeta, docuserie in tre puntate (88 minuti complessivi) prodotta dalla Tgr Abruzzo e dalla sede Rai di Pescara diretta da Carmen Botti.

​ L’impresa sportiva

La serie ripercorre le due storiche promozioni in Serie A conquistate dal Pescara tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, ricordando il calcio innovativo, coraggioso e spettacolare del tecnico.

​ I testimoni

Tra i volti che ricordano Galeone figurano Massimiliano Allegri, Gian Piero Gasperini, Gianluigi Buffon, lo scrittore Peppe Millanta e i giornalisti Pierpaolo Marchetti, Antonio De Leonardis e Walter Nerone.

​Il team creativo

Scritta da Paolo Pacitti (caporedattore Tgr Liguria), la serie vede le interviste di Alfredo Primante e Ciro Venerato, le ricerche d’archivio di Gianni Iannamorelli, le riprese di Luca Monticelli, Sem Cipriani e Giuseppe Masciulli (curatore anche di montaggio ed edizione) e la colonna sonora originale firmata da Davide Cavuti.




Montesilvano celebra l’Unità Nazionale con il “Villaggio degli Eroi” al Pala Dean Martin

Un'immagine della locandina dedicata alla manifestazione del 4 novembre

Anche quest’anno, in occasione della Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, Montesilvano si tinge dei colori della Patria. Mercoledì 4 novembre, a partire dalle ore 8,45, il piazzale esterno del Pala Dean Martin a Montesilvano, ospiterà il tradizionale appuntamento con il “Villaggio degli Eroi”.

Un’intera mattinata dedicata all’incontro tra cittadini e forze dell’ordine, un’occasione unica per conoscere da vicino il lavoro di chi ogni giorno si dedica alla nostra sicurezza. Saranno presenti i mezzi e il personale di:

  • Arma dei Carabinieri
  • Polizia di Stato
  • Guardia di Finanza
  • Capitaneria di Porto
  • Carabinieri Forestali e Reparto Biodiversità
  • Vigili del Fuoco
  • Croce Rossa Italiana e Croce Rossa Militare
  • Protezione Civile
  • Polizia Locale
  • Esercito
  • Penitenziaria
  • Associazioni combattentistiche

Ognuno mostrerà le proprie attrezzature e spiegherà le proprie attività secondo il seguente programma:

Ore 8,45: Apertura del Villaggio degli Eroi nel piazzale antistante il Pala Dean Martin ore 12: Deposizione di una corona al Monumento ai Caduti in piazza Indro Montanelli

“Siamo orgogliosi di ospitare anche quest’anno il ‘Villaggio degli Eroi’ – afferma il sindaco Ottavio De Martinis – . Un evento che ci permette di ringraziare le nostre forze dell’ordine. E di avvicinare i più giovani ai valori dell’unità nazionale e del rispetto delle Istituzioni. Il “Villaggio degli Eroi” è uno spazio dedicato all’incontro tra chi si occupa quotidianamente della sicurezza e la società civile. Che prevede due momenti: l’apertura del villaggio con tutti i rappresentanti delle Forze Armate, dei Corpi di Sicurezza e delle Associazioni Volontarie di Soccorso, schierati sul piazzale antistante il “Pala Dean Martin”, i quali mostreranno il loro lavoro e lo racconteranno alla cittadinanza. A seguire, alle ore 12 ci sposteremo in piazza Indro Montanelli per deporre una corona al Monumento dei Caduti. Il nostro desiderio è che il 4 Novembre sia una festa nella quale, messi da parte i formali protocolli delle cerimonie ufficiali, cittadini e istituzioni possano avvicinarsi in maniera informale, per dare nuovo senso e nuova importanza alle idee e ai valori fondanti la comunità”.




Donazione di bilance alla Clinica pediatrica dell’ospedale di Chieti

Foto di gruppo alla cerimonia di consegna delle tre bilance pediatriche all'ospedale di Chieti

Tre nuove bilance pediatriche essenziali per la valutazione auxologica dei piccoli pazienti sono state donate alla Clinica pediatrica dell’ospedale di Chieti dall’associazione corale «The Original NewPort Gospel Singers OdV».

La strumentazione serve per la valutazione dei più piccoli pazienti che accedono al pronto soccorso pediatrico della Clinica pediatrica. E al servizio ambulatoriale di auxologia ed endocrinologia pediatrica, nonché di diabetologia e malattie metaboliche in età pediatrica, coordinati dal professor Cosimo Giannini. I dispositivi saranno a disposizione dei più piccoli pazienti che accedono alla piastra ambulatoriale pediatrica.

Chi è il donatore

La cerimonia di consegna si è svolta alla presenza del direttore facente funzione della Clinica pediatrica, Cosimo Giannini, con la partecipazione di Francesco Chiarelli, del personale sanitario e dei rappresentanti dell’associazione.

Attiva dal 2006, «The Original NewPort Gospel Singers OdV», presieduta da Monica Marino, promuove iniziative solidali nell’ambito sanitario attraverso il progetto «Concerto del Cuore», contribuendo concretamente al miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

La donazione, dunque, non rappresenta solo un gesto tangibile di continua e lodevole attività di solidarietà svolta da questa importante associazione. Ma anche un intervento specifico finalizzato al sostegno del Servizio sanitario reso possibile dalla dedizione di tutti i membri dell’associazione. Il principio ispiratore dell’associazione è racchiuso nel pensiero di sant’Agostino: «Chi ha cantato di tutto Cuore e con Gioia: ama ciò che ha cantato, ama colui per il quale ha cantato, ama coloro con i quali ha cantato».

Durante l’incontro l’associazione ha offerto un breve saggio musicale per i piccoli ricoverati e le loro famiglie, ricevendo il ringraziamento di tutto il personale sanitario.




Il centrodestra si spacca a Francavilla: l’ex sindaco Luciani con FdI e Lega, altri due candidati nella coalizione

Una foto dell'ex sindaco di Francavilla Antonio Luciani

Ora c’è anche l’annuncio. Il centrodestra di Francavilla si spacca in vista delle Comunali del 2027. All’iniziale candidatura di Noi Moderati con Nuccio Campli ha fatto seguito quella di Antonio Luciani sostenuto da Fratelli d’Italia e Lega, oltre a un paio di liste civiche. E deve arrivare la candidatura a sindaco di Forza Italia e Udc. Forza Italia sembra voler puntare su Antonio Barbone, sostenuto dal consigliere regionale nonché sottosegretario alla presidenza del consiglio Daniele D’Amario.  Ma la sorpresa – fino a un certo punto, visto che ne se parlava da settimane – è rappresentata da Antonio Luciani che è stato eletto due volte sindaco in passato sindaco con la coalizione del centrosinistra. Poi, dopo le elezioni del 2022, la rottura con il primo cittadino Luisa Russo e il passaggio verso la civica a sostegno di Marco Marsilio alle regionali del 2024. Un sostegno che però non si è tramutato in elezione alla Regione. Da mesi Luciani è tornato sulla scena politica locale. In estate, ha chiamato a raccolta i fedelissimi attorno all’associazione Nuova Mente, in vista delle elezioni comunali dell’anno prossimo. E ora l’accordo con una parte del centrodestra. Che è destinato a creare non pochi malumori per via del passato di Luciani nel centrosinistra.

La reazione di Noi Moderati

Non si è fatta attendere la reazione di Noi Moderati per bocca di Nuccio Campli. “Esprimo meraviglia e stupore per l’annuncio del candidato sindaco del centrodestra Antonio Luciani”, ha detto l’ex assessore. “Meraviglia perché in quanto la componente Noi Moderati non è mai stata chiamata a un tavolo per parlare della candidatura, così come Forza Italia e Udc a quanto mi risulta. Stupore perché non immaginavo che il centrodestra per trovare un candidato sindaco doveva andare ad attingere dalla coalizione di centrosinistra che ha eletto Luciani due volte sindaco di Francavilla. Tutto questo in considerazione del fatto che Noi Moderati aveva già messo la mia persona a disposizione per una candidatura a sindaco forte della pluridecennale esperienza amministrativa. Il presidente Maurizio Lupi, il senatore Tancredi, responsabile regionale, Tonino Zinni, responsabile provinciale, si erano espressi in maniera chiara. Ma a quanto pare”, conclude Nuccio Campli, “a Francavilla il centrodestra ha altre connotazioni politiche. Fratelli d’Italia e Lega hanno preso una via diversa che non appartiene alla coalizione nazionale. L’offerta politica di Noi Moderati non cambia e la mia candidatura resta in ballo.




Dal mare alla montagna, l’Abruzzo del turismo all’aria aperta protagonista a Roma

Un'immagine del presidente Faita Alberto Granzotto all'incontro di Roma

Dalla costa alla collina, fino alle aree montane, il turismo all’aria aperta abruzzese si è presentato al confronto nazionale con una rappresentanza di operatori provenienti dalle province di Chieti, Pescara, Teramo e L’Aquila. Le strutture regionali hanno partecipato, insieme a Faita Federcamping Abruzzo e al segretario regionale Antonio Delli Compagni (nella foto), alla terza edizione del Forum Open Air, conclusasi all’Auditorium del Massimo di Roma.

Due giornate di incontri e approfondimenti che hanno riunito centinaia di operatori italiani, offrendo alle imprese abruzzesi un’occasione di aggiornamento, confronto e condivisione delle esperienze con le altre realtà del comparto. Una presenza che ha rappresentato la varietà dell’offerta regionale, dai camping village della costa alle strutture dell’entroterra, e il contributo del settore all’accoglienza turistica dell’Abruzzo.

Tra i temi affrontati, gli aggiornamenti normativi, le questioni paesaggistiche e catastali, la formazione professionale, la qualità dei servizi, la sostenibilità e l’accessibilità. Spazio anche alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale e all’analisi dei dati, strumenti sempre più rilevanti per la gestione delle strutture e per rispondere ai cambiamenti della domanda turistica.

Il parterre del Forum di Roma

Il Forum ha visto la partecipazione del ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alessandro Morelli, e del vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio. Al confronto hanno preso parte anche i vertici nazionali di Faita Federcamping, con il presidente Alberto Granzotto e il direttore generale Marco Sperapani, insieme a esperti e professionisti della filiera.

Per le imprese abruzzesi, la partecipazione ha rappresentato un’opportunità per rafforzare le relazioni all’interno della Federazione, approfondire le questioni che interessano il comparto e riportare nei territori esperienze e strumenti utili allo sviluppo delle attività.

La presenza congiunta delle quattro province conferma l’articolazione del turismo open air regionale, capace di collegare mare, colline e montagne in un’offerta diversificata. Un comparto che contribuisce alla valorizzazione delle destinazioni abruzzesi e che guarda all’innovazione, alla sostenibilità e alla qualità dei servizi come elementi centrali per la propria crescita.




Rinnovato il protocollo d’intesa tra il comune di Chieti e il comando provinciale della Guardia di Finanza

Un'immagine della firma del protocollo d'intesa con il sindaco di Chieti Legnini e il colonnello della Finanza Otranto

 Con la firma del sindaco e del comandante provinciale della Guardia di Finanza di Chieti e Provincia, si rinnova l’intesa a tutela dei fondi pubblici e della giustizia distributiva dei sussidi.

La convenzione operativa è stata rinnovata stamane nella sede comunale di corso Marrucino in presenza del primo cittadino Giovanni Legnini e il comandante provinciale della Guardia di finanza di Chieti, colonnello Massimo Giovanni Otranto, il documento è teso a verificare le reali condizioni economiche dei cittadini che avanzano richieste per sussidi, agevolazioni e prestazioni sociali, assicurando che le risorse pubbliche siano destinate esclusivamente alle fasce di popolazione in condizioni di effettivo bisogno.

Come funziona l’accordo

Il meccanismo di collaborazione si articola su tre direttrici operative: gli uffici municipali, preliminarmente, esamineranno le domande pervenute, inoltrando alle Fiamme Gialle i fascicoli e le liste dei cittadini che presentano elementi di criticità; la Guardia di finanza verificherà le posizioni segnalate attraverso l’esame delle banche dati in uso al Corpo; i controlli metteranno a confronto l’effettivo tenore di vita dei beneficiari con i dati esposti nelle certificazioni ISEE e DSU.

Il protocollo prevede inoltre interventi rapidi in caso di constatate irregolarità: di fronte a dichiarazioni mendaci, infatti, la Guardia di finanza, dopo aver trasmesso le risultanze alla competente Autorità Giudiziaria in caso ne ricorrano i presupposti di legge, notizierà contestualmente l’ente locale, che provvederà alla revoca immediata del beneficio e all’attivazione delle procedure per la restituzione delle somme eventualmente percepite in modo indebito.

Il primo cittadino di Chieti

“Il rinnovo di questo protocollo conferma un’alleanza strategica e fondamentale per la nostra città – così il sindaco Giovanni legnini – . Il nostro obiettivo primario è difendere l’equità e la giustizia sociale, assicurando che i fondi pubblici, le agevolazioni e i sussidi raggiungano esclusivamente le famiglie e i cittadini che si trovano in condizioni di reale bisogno. Vigilare sulla corretta destinazione delle risorse comunali significa tutelare l’intera comunità teatina, prevenire gli abusi e garantire che la solidarietà dell’ente locale sia sempre efficace, trasparente e giusta, lieti di farlo con chi si occupa da sempre di questo importante tema”.

Il colonnello Otranto

“Il rinnovo di questa intesa con la Guardia di finanza serve a consolidare ulteriormente la procedura di concessione delle pubbliche provvidenze – spiega il colonnello Otranto – . Attraverso l’incrocio dei dati e l’esame puntuale dei controlli incrociati rispetto alle attestazioni ISEE e DSU, garantiamo la massima trasparenza e la corretta destinazione delle risorse. La nostra missione non è solo reprimere le irregolarità, ma affiancare le istituzioni locali per assicurare che gli aiuti economici arrivino a chi ne ha effettivo diritto. Questo fine si persegue attraverso meccanismi che si fondano sulla trasparenza e sulla corretta destinazione delle stesse”.




Emendamento di Testa bocciato, il sindaco di Vasto Menna: “Tribunali cosiddetti minori rischiano la chiusura”

Un'immagine del sindaco di Vasto e presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna

Francesco Menna, sindaco, di Vasto lancia l’allarme: “La Commissione ha dichiarato inammissibile l’emendamento presentato dal deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa per intervenire sul futuro dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, la cui operatività resta legata a proroghe e attende una soluzione definitiva”. Tornano in pericolo chiusura. E il Dem Menna parte lancia in resta: “Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione della distanza tra le promesse della politica e le risposte concrete ai cittadini. Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia devono assumersi le proprie responsabilità perché non è accettabile annunciare impegni sulla salvaguardia dei tribunali e lasciare poi i territori nell’incertezza”. Considerazione che nasce da una valutazione: “Come sindaco di Vasto e presidente della Provincia di Chieti considero la giustizia di prossimità un servizio essenziale. Dietro questi tribunali ci sono cittadini, famiglie, imprese e comunità che hanno diritto a servizi accessibili e a certezze sul futuro”.

Il centrodestra si muova

Infine l’appello lanciato al centrodestra.

“La maggioranza chiarisca quali soluzioni intende adottare e in quali tempi”, sostiene Menna. “Non servono altre rassicurazioni bensì atti concreti. Meloni dimostri che la tutela dei territori è davvero una priorità, perché le promesse disattese, come quella sui tribunali e tante altre bugie, ne cito una, quella sull’emodinamica, hanno conseguenze reali sulla vita delle persone.




La denuncia del M5S Taglieri: “Centro per l’impiego di Ortona, uno strano affare”

Un'immagine del consigliere regionale del M5S Francesco Taglieri

Sembra un pasticcio. La denuncia è del consigliere regionale del M5S Francesco Taglieri. E riguarda la sede del Centro per l’Impiego di Ortona. Che negli ultimi mesi è stata spostata da via Roma al quartiere periferico Fontegrande. Il Comune l’ha comprata con i soldi del Pnrr, attraverso la Regione. E Taglieri ha dei dubbi da chiarire.  “Un immobile acquistato da un privato per 200.000 euro, successivamente proposto al Comune per 685.000 euro oltre IVA. Poi il frazionamento e la vendita di una sola porzione per 550.000 euro di risorse pubbliche”, il succo della   vicenda arrivata all’attenzione della Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo.

“Una differenza di prezzo inizialmente prospettata di 485.000 euro, oltre IVA, che merita spiegazioni puntuali, insieme alle valutazioni economiche, alle perizie e alle procedure che hanno accompagnato l’acquisizione”. L’operazione immobiliare porta la firma dell’Edilrocca che ha acquisito parte dei locali di un centro commerciale sorto nei decenni scorsi di fronte all’ospedale Bernabeo. Inizialmente si era parlato del mercato coperto, di fronte al Comune, per la nuova sede del centro per l’impiego, ma i lavori di adeguamento avevano un costo superiore alla cifra messa a disposizione dalla Regione. E così è arrivata l’Edilrocca con un’operazione che ha coperto tutto il finanziamento del Pnrr. Un affare con una plusvalenza del 150% circa. Qualcosa di talmente rilevante da aver destato dei dubbi.

La stori del CPI

“Non contestiamo la necessità di una nuova sede per il Centro per l’Impiego”, sostiene Francesco Taglieri. “Chiediamo trasparenza sull’intera operazione e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

I cittadini hanno diritto di conoscere ogni passaggio di questa vicenda”.

A tal proposito sono stati convocati per un’audizione all’Aquila dalla Commissione di vigilanza il sindaco Angelo Di Nardo, il Rup Iubatti, l’architetta Sara Reati, che ha firmato la perizia che stima il valore dell’immobile, e Silvano Sgariglia, dirigente comunale. Dovranno spiegare le ombre che avvolgono questa vicenda che Taglieri ha intenzione di approfondire.




Borsacchio, 19.000 sì alla Riserva con le presenze del calendario primavera-estate, con l’estensione all’autunno. Ma la Regione è ferma al 2005

Un'immagine di Marco Borgatti presidente de Le Guide del Borsacchio

Riceviamo e pubblichiamo:

Ci sono luoghi che le persone scelgono di amare, anche quando le istituzioni sembrano dimenticarli. Luoghi che continuano a vivere grazie alla passione, alla generosità e all’impegno di chi li frequenta e li protegge.

La Riserva del Borsacchio è uno di questi luoghi

La stagione 2026 si chiude con un bilancio straordinario: circa 19.000 partecipazioni complessive, 83 attività organizzate tra aprile e ottobre, migliaia di cittadini, famiglie, studenti, turisti e volontari coinvolti, secondo il rendiconto delle Guide del Borsacchio APS.

Numeri che raccontano molto più di una stagione di eventi. Raccontano una comunità che cresce, un territorio che attrae, un patrimonio naturale che continua a generare interesse, relazioni, cultura e opportunità. Tutto questo senza una gestione ordinaria della Riserva e grazie soprattutto al lavoro gratuito dei volontari.

Dalle escursioni alla scoperta delle dune e dei sentieri collinari alle visite all’antica Fontana d’Accolle, dalle passeggiate naturalistiche alle uscite in bicicletta e in e-bike tra il Borsacchio e Torre del Cerrano. Dalle giornate dedicate alla pulizia dell’ambiente e alla tutela del fratino ai laboratori con i bambini, fino ai progetti di mobilità sostenibile che hanno accompagnato migliaia di studenti alla scoperta della natura.

E poi le grandi serate sotto le stelle, con centinaia di persone riunite sulla spiaggia insieme agli astrofili, gli appuntamenti di yoga e meditazione al tramonto e al sorgere della luna, le iniziative dedicate alla memoria storica, alle tradizioni contadine e alla cultura popolare, gli incontri per la solidarietà e contro la violenza.

La Riserva è diventata un luogo di incontro tra generazioni e culture diverse. Con i progetti Erasmus arrivano giovani da tutta Europa, mentre famiglie e turisti scelgono Roseto degli Abruzzi e la costa teramana anche per conoscere questo straordinario angolo di Abruzzo, la sua natura e le esperienze che offre.

Tra i momenti più emozionanti dell’estate resterà il presidio del nido di tartaruga marina Caretta caretta: tredici giorni e tredici notti di presenza continuativa, oltre quaranta volontari impegnati a turno, il supporto al Centro Studi Cetacei e la gioia di vedere settantacinque tartarughine emergere da ottantatré uova.

Un piccolo miracolo della natura, custodito da persone che hanno scelto di dedicare gratuitamente il proprio tempo a qualcosa di più grande di loro.

Tutto questo dimostra una cosa semplice: il Borsacchio non ha bisogno di essere inventato o promosso artificialmente. Ha già un’identità, una comunità e una straordinaria capacità di attrazione. Ha bisogno di essere finalmente messo nelle condizioni di crescere.

Una buona notizia che non può essere un punto d’arrivo

Il 2026 è stato anche l’anno di un importante risultato per la tutela della Riserva.

Dopo il drastico ridimensionamento deciso alla fine del 2023, che aveva ridotto l’area protetta dagli oltre 1.100 ettari originari a soli 24,7 ettari, la Regione Abruzzo, con la Legge regionale n. 13 del 3 luglio 2026, ha ripristinato le norme transitorie di salvaguardia sull’intero perimetro storico.

Un passo importante, arrivato dopo oltre due anni di mobilitazione, 32.000 firme, l’impegno di centinaia di associazioni, iniziative giudiziarie e interventi dei Ministeri competenti.

Una buona notizia, certamente. Ma anche una notizia che lascia un po’ di amarezza.

Perché, dopo tutto questo tempo, siamo tornati sostanzialmente alla situazione da cui eravamo partiti.

Siamo ancora fermi a quel lontano febbraio del 2005, quando la Riserva Borsacchio venne istituita e sembrava aprirsi una nuova stagione di tutela e valorizzazione del territorio.

Ventuno anni dopo abbiamo nuovamente le norme transitorie di salvaguardia su oltre 1.100 ettari, ma non abbiamo ancora completato la definizione stabile dei confini, non abbiamo un Piano di Assetto Naturalistico definitivamente approvato dalla Regione e non abbiamo una gestione ordinaria capace di trasformare la tutela in opportunità concrete.

Abbiamo salvato la possibilità di avere una grande Riserva. Adesso dobbiamo finalmente costruirla.

Non devono esserci vincitori e vinti. Deve vincere il Borsacchio

Questa situazione di incertezza non giova a nessuno.

Non giova agli ambientalisti, che attendono strumenti concreti per tutelare e valorizzare gli habitat. Non giova ai residenti, che hanno diritto a regole comprensibili e a prospettive certe. Non giova agli agricoltori, ai proprietari dei terreni e agli imprenditori che desiderano investire nel rispetto del territorio.

E non giova a Roseto degli Abruzzi, che potrebbe avere nella Riserva una delle sue più importanti opportunità di crescita culturale, turistica e ambientale.

Per questo oggi vogliamo aprire una fase nuova. Non una nuova stagione di scontri, ma una stagione di dialogo.

Le Guide del Borsacchio sono disponibili a confrontarsi con tutti: Regione Abruzzo, Comune di Roseto, residenti, agricoltori, proprietari, operatori economici, associazioni e rappresentanti del territorio.

Non vogliamo una Riserva contro qualcuno. Vogliamo una Riserva con tutti.

Una Riserva nella quale chi vive e lavora possa sentirsi parte di un progetto comune, nella quale la tutela della natura e le attività economiche compatibili possano convivere, nella quale i residenti siano protagonisti e non spettatori.

Dobbiamo superare diffidenze e contrapposizioni, ascoltare le esigenze reali delle persone e costruire regole capaci di offrire certezze, non nuove paure.

Il Borsacchio può diventare un laboratorio di convivenza tra uomo e natura, un esempio di armonia sociale e di sviluppo sostenibile. Ma per riuscirci occorre finalmente passare dalle intenzioni alle decisioni.

Il piano esiste già. Ora la Regione faccia la sua parte

La strada, del resto, è già tracciata.

Il Piano di Assetto Naturalistico della Riserva Borsacchio è stato predisposto e adottato dal Comune di Roseto degli Abruzzi. È uno strumento sul quale si è lavorato per anni e che ora attende il completamento dell’iter regionale.

Proprio il Piano può diventare il punto di partenza per un accordo capace di conciliare la conservazione della biodiversità con le esigenze dei residenti, le attività agricole, le iniziative economiche sostenibili e una fruizione responsabile del territorio.

Non chiediamo che vengano ignorate le criticità o le esigenze di qualcuno. Chiediamo esattamente il contrario: che siano affrontate insieme, all’interno di un percorso trasparente e condiviso.

Ma un confronto, per essere utile, deve avere un obiettivo concreto e tempi ragionevoli.

Alla Regione Abruzzo chiediamo di assumersi ora la responsabilità di concludere questo percorso: ripristinare definitivamente il perimetro storico della Riserva, approvare il Piano di Assetto Naturalistico, avviare una gestione stabile e rendere finalmente disponibili opportunità di sviluppo e risorse per il territorio.

Il ritorno delle norme di salvaguardia non può diventare un altro modo per rinviare le decisioni.

Sarebbe difficile da comprendere per le migliaia di persone che hanno difeso la Riserva e altrettanto difficile da accettare per chi, da oltre vent’anni, attende chiarezza sul futuro dei propri terreni e delle proprie attività.

La Riserva è già nel cuore delle persone

«Quando vediamo centinaia di persone sedute sulla spiaggia a osservare le stelle, quando accompagniamo i bambini a conoscere le dune, quando accogliamo giovani Erasmus arrivati da altri Paesi, quando vediamo i volontari alternarsi giorno e notte per proteggere un nido di tartaruga, comprendiamo che questa Riserva è molto più di un confine su una carta.

È qualcosa che appartiene alle persone. È un legame con il territorio, è identità, è partecipazione, è amore.

E tutto questo continua a esistere e a crescere praticamente senza risorse pubbliche dedicate alla gestione ordinaria della Riserva.

Non possiamo però pensare che la generosità dei volontari debba sostituire per sempre le responsabilità delle istituzioni.

Noi continueremo a fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto. Ma oggi chiediamo alla Regione Abruzzo di fare la propria.

Non chiediamo nuovi annunci. Chiediamo di sederci finalmente intorno a un tavolo, ascoltarci e trovare soluzioni che consentano a tutti di guardare avanti.

Perché dopo ventuno anni è arrivato il momento di smettere di discutere soltanto di ciò che la Riserva non deve essere e cominciare finalmente a costruire insieme ciò che può diventare.

Una Riserva capace di proteggere la natura, dare valore alle attività economiche compatibili, offrire nuove opportunità ai giovani e restituire serenità e prospettive ai residenti.

Le circa 19.000 partecipazioni alle nostre iniziative sono un messaggio straordinario: le persone hanno già dimostrato quanto credono nel Borsacchio.

Ora aspettiamo che anche le istituzioni trasformino questa fiducia in fatti.

La Riserva Borsacchio è stata difesa. Adesso è il momento di farla vivere davvero, tutti insieme.»

Marco Borgatti
Presidente Guide del Borsacchio APS




Comune di Roseto e Plastic Free insieme per la giornata della pulizia della spiaggia, appuntamento a sabato in piazza Thaulero

La locandina della manifestazione della pulizia della spiaggia in programma sabato a Roseto degli Abruzzi

Roseto degli Abruzzi scende di nuovo in campo per la tutela dell’ambiente e del proprio litorale. Sabato 31 ottobre, l’associazione Plastic Free e il Comune di Roseto degli Abruzzi organizzano congiuntamente una nuova giornata di pulizia della spiaggia centrale e sensibilizzazione ambientale aperta a tutta la cittadinanza. 

Il punto di ritrovo per tutti i partecipanti è fissato alle ore 10 in piazza Filippone Thaulero, nei pressi del Lido La Vela. Da qui prenderà il via l’iniziativa con i volontari si sposteranno lungo la spiaggia cittadina, raccogliendo plastica e rifiuti rimasti sull’arenile fino a raggiungere Piazza Ponno. Lì si terrà un momento di accoglienza, confronto e ringraziamento per l’impegno profuso, con gli amministratori comunali. In caso di maltempo, la manifestazione verrà rinviata al sabato successivo.

Le Guide della Riserva del Borsacchio in prima linea

L’iniziativa si avvale della collaborazione di Diodoro Ecologia, che fornirà il materiale necessario alla raccolta, e della partecipazione attiva delle Guide della Riserva Borsacchio, a testimonianza di una costante e virtuosa sinergia tra istituzioni, aziende del settore ed enti di tutela del territorio. 

L’evento di sabato assume un valore ancora più significativo alla luce del fatto che anche quest’anno Roseto degli Abruzzi è stata insignita del riconoscimento Plastic Free. Confermandosi tra le realtà d’eccellenza in Italia nella lotta all’inquinamento da plastica.

Rispetto al debutto dello scorso anno, Roseto ha visto crescere il proprio punteggio. Passando dal riconoscimento di una a due “tartarughe”. Questo salto di qualità testimonia un miglioramento nelle politiche ambientali attuate sul territorio. Premiando la costanza dell’amministrazione e della cittadinanza nel contrastare l’abuso di plastica e l’abbandono dei rifiuti. Un risultato prestigioso ottenuto anche grazie soprattutto a iniziative concrete come quella in programma sabato mattina per la salvaguardia del mare e delle spiagge. 

Gli amministratori

“La conquista della seconda tartaruga Plastic Free è la dimostrazione concreta che la direzione intrapresa da Roseto è quella giusta. Come dimostra la conferma della giornata di pulizia di sabato – dichiarano il sindaco Mario Nugnes e l’assessore all’Ambiente Gianni Mazzocchetti – Ci teniamo a rivolgere un sentito ringraziamento all’associazione Plastic Free per lo straordinario e costante lavoro di sensibilizzazione che porta avanti sul nostro territorio, e l’Ufficio Ambiente, nella persona dell’Architetta Simona Mantenuto, per la dedizione con cui supporta ogni iniziativa ambientale. Ringraziamo, inoltre, le Guide della Riserva Borsacchio e la Diodoro Ecologia, per la sinergia e la passione che mettono in ogni appuntamento. Invitiamo calorosamente tutti i cittadini, le famiglie e i ragazzi a unirsi a noi sabato mattina per dimostrare ancora una volta quanto amiamo la nostra città e il nostro litorale”.




‘Popoli Città d’Acqua e Sconfinata’ è il tema scelto per aprire il cantiere-agenda delle priorità con Giuseppe Provenzano già ministro per il Sud

Un'immagine di Giuseppe Provenzano del PD ex ministro per il Sud

Acqua intesa come risorsa naturale fonte di salute, turismo ed economia. Dunque terme, sorgenti, ambiente e paesaggio, e azioni di tutela, conservazione, protezione, fruizione e valorizzazione. Sono gli assi sui quali si muoverà il dibattito che vedrà in scena tecnici esperti, imprenditori del ‘fare’, uomini delle Istituzioni e del mondo universitario.

Quello di sabato sarà solo il primo di una lunga carrellata di momenti e confronti programmatici in vista delle prossime elezioni comunali della primavera 2027, e l’obiettivo sarà quello di fissare i punti concreti, di un’attività amministrativa che dovrà prendere per mano il governo della città per i prossimi cinque anni. Punti, riflessioni, volontà e bisogni che necessariamente devono partire dalla base, da quella popolazione che ogni giorno vive il territorio, con le sue criticità e difficoltà, alcune dettate dal momento storico, altre che sono strettamente attinenti alla vita popolese e sulle quali vogliamo riportare la barra dell’attenzione

A moderare i lavori della giornata saranno il consigliere comunale di Popoli Antonio Castricone e Ileana Schipani , presidente emerito del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale. Dopo i saluti istituzionali, interverranno Pippo Ciorra, architetto, critico, docente, Senior Curator per il Museo MAXXI; Andrea Goltara, direttore CIRF – Centro Italiano Riqualificazione Fluviale; Michele Manigrasso, architetto, urbanista e paesaggista; Annalisa Metta, ordinaria in Architettura del Paesaggio all’università Roma TRE;Filomena Ricci, delegato regionale WWF Abruzzo; l’onorevole Luciano D’Alfonso, promotore della Fondazione Europa Prossima; Francesca Zajczyk, professoressa di Sociologia Urbana all’università Milano Bicocca. Porterà la propria testimonianza l’imprenditore Fabio Maresca, amministratore delegato del Gruppo Carlo Maresca Spa; le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Provenzano, già ministro per il Sud e la Coesione territoriale.

Organizzatori dell’evento sono l’Officina delle Idee dell’onorevole D’Alfonso, la Fondazione Europa Prossima, il WOO, i Consiglieri di minoranza di Popoli Terme




Biennale d’Arte “Città di Penne”: a Pescara presentata la rassegna “Stati di Transizione”

Un momento della presentazione della Biennale d'Arte Città di Penne a Pescara

 È stata presentata, nella sala Figlia di Jorio della Provincia di Pescara, la 21a Biennale d’Arte “Città di Penne”, dal titolo Stati di Transizione – Transitional States, in programma a Penne dal 31 ottobre al 29 novembre 2026.

All’incontro hanno partecipato il sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, il vicesindaco e delegato alla fondazione Musap, Emidio Camplese, il presidente dei Borghi più belli d’Italia, Antonio Di Marco, il presidente della Fondazione Musap, Paolo Grugnale, il consigliere di amministrazione dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, Antonello Antico, Sibilla Panerai della Fondazione Nato Frascà e il Antonio Zimarino, curatore della Biennale.

La Biennale in più posti e momenti

L’edizione 2026 propone un progetto espositivo articolato in cinque rassegne, tre luoghi espositivi principali e un percorso diffuso nel centro storico, con il coinvolgimento di artisti italiani e internazionali e una particolare attenzione alle nuove possibilità di interpretazione dell’arte contemporanea.

Promossa dalla Fondazione Musei di Penne, dal Comune di Penne, dalla Cooperativa Cogecstre e dall’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, la Biennale mette in dialogo esperienze artistiche differenti attorno al tema della transizione, intesa come passaggio, apertura e trasformazione dei linguaggi.

L’incertezza diventa così una possibilità di ricerca e di confronto: le opere invitano il pubblico a interrogarsi sulle questioni estetiche, politiche, sociali e percettive del presente, superando interpretazioni precostituite e aprendo nuove prospettive di lettura della realtà.

Il percorso espositivo coinvolgerà il Museo MaMEC, la Chiesa di San Giovanni Evangelista, l’ex tribunale e l’ex convento del Carmine, intrecciando mostre internazionali, approfondimenti storico-artistici, ricerche sui linguaggi contemporanei e pratiche sperimentali delle nuove generazioni.

Le parole degli amministratori

«La Biennale rappresenta un appuntamento importante per la vita culturale della nostra città e un’occasione per valorizzare il patrimonio storico e artistico di Penne, mettendolo in relazione con le esperienze più innovative dell’arte contemporanea», ha sottolineato il sindaco Gilberto Petrucci. «La collaborazione tra istituzioni, fondazioni e realtà culturali consente di costruire un percorso capace di coinvolgere artisti, cittadini e visitatori, rafforzando il ruolo di Penne come luogo di produzione culturale e di incontro».

Il vicesindaco Emidio Camplese ha espresso soddisfazione per l’iniziativa: «Siamo orgogliosi di ospitare una manifestazione che valorizza Penne attraverso l’arte, la cultura e la partecipazione. La Biennale contribuisce a far conoscere i nostri luoghi e le nostre bellezze, offrendo nuove opportunità di promozione del territorio e di crescita culturale. Investire nella cultura significa rafforzare l’identità della comunità e rendere la città sempre più attrattiva per cittadini e visitatori».

Il curatore Antonio Zimarino ha delineato il filo conduttore dell’edizione, che invita a considerare l’arte come uno spazio aperto di ricerca, capace di mettere in discussione le convenzioni e di stimolare nuove interpretazioni del presente.

L’apertura delle mostre è fissata per sabato 31 ottobre, alle ore 16, al Comune di Penne. La 21a Biennale accompagnerà per un mese la vita culturale della città, trasformando i suoi spazi in luoghi di incontro tra arte contemporanea, patrimonio storico e sperimentazione.




Macedone dirigeva traffico di droga dal carcere, ai domiciliari la compagna di Giulianova

Un'immagine della polizia di stato

Operazione della Polizia di Stato dell’Aquila. Arrestata una coppia di spacciatori, l’uomo gestiva l’attività dal carcere di Rieti, la donna coordinava la zona di Teramo.

L’inchiesta ha preso il via nell’ottobre del 2024, quando la sezione Antidroga della Squadra Mobile dell’Aquila aveva arrestato in flagranza di reato un cittadino macedone, trovato in possesso di 86 grammi di cocaina già suddivisa in dosi all’interno della sua abitazione nella periferia aquilana.

Con il tempo la Squadra Mobile ha messo le basi per l’operazione che ha sgominato una rete di traffico di stupefacenti gestita dal detenuto macedone con la complicità della compagna. Droga venduta anche all’interno della casa circondariale di Rieti. L’uomo gestiva una fitta rete di spaccio di cocaina e hashish dal carcere, servendosi di un telefono cellulare clandestino e della complicità della compagna. A scoprirlo è stata la Squadra Mobile della Questura dell’Aquila che, al termine di una indagine coordinata inizialmente dalla Procura della Repubblica aquilana e poi passata per competenza alla Procura di Rieti, ha eseguito due misure cautelari.

Il giudice per le indagini preliminari di Rieti ha disposto il carcere per il cittadino macedone di 38 anni e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per la donna italiana di 54 anni, residente a Giulianova.




Ater Lanciano, investimento di 1,680 milioni di euro per riqualificare 36 appartamenti

Un'immagine del presidente Ater di Lanciano Maurizio Bucci

Giovedì 29 ottobre 2026, alle ore 10, in Piazza Aldo Moro a Lanciano, alla
presenza del presidente Maurizio Bucci e dei consiglieri Maria Franca D’Agostino e Angelo
Taraborrelli, si terrà la consegna dei lavori all’impresa aggiudicataria dell’appalto per la riqualificazione
del fabbricato situato ai numeri civici 3, 4 e 5 della stessa piazza.
Nei giorni successivi è prevista anche la consegna dei lavori relativi al fabbricato di via Corradino
Marciani n. 16, affidati a un’altra impresa aggiudicataria.
I due interventi rientrano in un programma di riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale
pubblica dell’Ater Lanciano, finanziato per complessivi 1.680.000,00 euro e riguardante 36
appartamenti.
Gli interventi rientrano nell’Accordo di Coesione FSC 2021–2027, nel programma «Supporto alle
attività sul patrimonio delle ATER provinciali».

Il programma comprende i seguenti interventi

 Lanciano, Piazza Aldo Moro nn. 3, 4 e 5: 24 appartamenti, per un importo di 1.200.000 euro.
 Lanciano, Via Corradino Marciani n. 16: 12 appartamenti, per un importo di 480.000 euro.
Le principali lavorazioni previste comprendono la manutenzione straordinaria dei balconi, con il
rifacimento di solette, frontalini, massetti, pavimentazioni, impermeabilizzazioni e ringhiere. Gli
interventi di riqualificazione energetica sono finalizzati a migliorare la qualità abitativa del patrimonio
ERP attraverso la sostituzione degli infissi esterni e dei relativi avvolgibili, l’eliminazione dei ponti
termici e l’isolamento a cappotto.
Sono inoltre previsti lavori di manutenzione straordinaria delle coperture e dei cornicioni, con
rifacimento del manto di copertura, isolamento, impermeabilizzazione e sostituzione delle lattonerie,
oltre alla tinteggiatura esterna dei fabbricati.

Conclusione lavori di riqualificazione energetica entro fine 2027

Il finanziamento è stato concesso nell’ambito della delibera di giunta regionale n. 447 del 24 luglio
2024 e della deliberazione Cipess n. 15/2024. Con delibera n. 4 del 4 febbraio 2025, il consiglio di
amministrazione dell’Ater ha preso atto del finanziamento e del piano finanziario di spesa, che
prevede l’erogazione a rendiconto. L’atto di concessione è stato approvato dalla competente direzione
regionale con determina DPC022 n. 30 del 18 marzo 2025.