Riorganizzazione degli uffici Inps, la Cgil contesta la concentrazione su Pescara

Un'immagine di Luca Fusari segretario regionale della Cgil FP

Il direttore regione dell’Inps Antonello Crudo nel corso di una riunione nella Direzione Regionale Abruzzo ha comunicato l’intenzione di apportare una significativa modifica all’attuale assetto organizzativo delle quattro province abruzzesi. Attraverso la costituzione di un Polo regionale di Gestione Pubblica nella sede di Pescara

Secondo quanto rappresentato, la nuova struttura sarebbe chiamata a gestire le attività di prodotto relative ai pensionati pubblici, nonché le ulteriori attività ad esse collegate.

L’avvio del nuovo assetto organizzativo è previsto a regime dal 1° marzo 2027, contemplando altresì una fase successiva destinata allo smaltimento delle lavorazioni arretrate.

La preoccupazione

La comunicazione ha comprensibilmente suscitato preoccupazione tra il personale delle sedi interessate e all’interno dei sindacati. In considerazione delle rilevanti ricadute che una simile riorganizzazione potrebbe determinare.

Tra le principali criticità evidenziate dalla Cgil, in primo luogo, il rischio che la concentrazione delle attività in un’unica sede possa determinare una significativa riduzione, se non la perdita, di importanti presìdi professionali sui territori, con il conseguente indebolimento di realtà che già presentano condizioni di svantaggio.

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il personale delle sedi che, a seguito della riorganizzazione, non sarebbe più impegnato nella lavorazione di tali prodotti. Oltre al rischio di dispersione delle conoscenze, delle competenze e delle professionalità maturate nel tempo, che costituiscono un patrimonio prezioso per l’Istituto, la Cgil, per bocca del segretario regionale Luca Fusari, ritiene indispensabile che vengano definiti con chiarezza i futuri percorsi organizzativi e professionali dei lavoratori interessati.

Le perplessità

“Alla luce della portata dell’intervento prospettato”, ha detto Luca Fusari segretario regionale della Cgil FP, “riteniamo inoltre necessario che il confronto possa avvenire sulla base di dati oggettivi e documentati relativi alla produzione e ai carichi di lavoro di tutte le sedi coinvolte, nonché attraverso la presentazione complessiva del progetto di riorganizzazione, delle sue modalità attuative e delle relative ricadute sul personale e sui territori”. E poi, sempre Fusari: “Per tali ragioni, abbiamo chiesto formalmente la convocazione di un tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali, al fine di approfondire nel merito la proposta di riorganizzazione, valutarne attentamente le conseguenze e acquisire tutti gli elementi necessari prima dell’avvio del nuovo assetto.

Riteniamo che un intervento organizzativo di tale rilevanza debba necessariamente essere accompagnato da un confronto preventivo, trasparente e approfondito, capace di coniugare le esigenze organizzative dell’Istituto con la tutela delle professionalità, dei lavoratori e dei presìdi territoriali”.