“Radici e ali: dialoghi tra generazioni”. Spazio Donna Abruzzo APS promuove l’invecchiamento attivo

Un'immagine della presentazione del progetto Radici e Ali"

Promuovere il benessere, contrastare l’isolamento sociale degli over 65 e valorizzare il dialogo tra le generazioni attraverso attività condivise, supporto sociale e innovazione digitale. È questo l’obiettivo del progetto “Radici e ali: dialoghi tra generazioni”. Iniziativa promossa dall’associazione Spazio Donna Abruzzo e selezionata dalla Regione Abruzzo nell’ambito dell’Avviso pubblico “Supporto all’invecchiamento attivo”. Idea finanziata dal Programma PR FSE+ Abruzzo 2021-2027. L’iniziativa è stata presentata nella sede dell’associazione di promozione sociale in via Raffaello, dalla presidente Lidia Di Pomponio alla presenza di una ricca platea composta principalmente da over 65 e caregiver familiari.

Il progetto “Radici e ali”, che vede la partecipazione degli Ambiti Sociali di Spoltore (ECAD 16) e Pescara (ECAD 15). Punta a costruire un modello integrato di invecchiamento attivo, inclusivo e partecipato. Che sia capace di riconoscere le persone anziane come «risorse fondamentali per la comunità, custodi di esperienze, memoria e saperi da trasmettere alle nuove generazioni», come evidenziato da Di Pomponio.

I tre punti cardine del progetto

Al centro del progetto le tre linee di azione previste dall’Avviso pubblico FSE+. Sono dedicate allo sport e al tempo libero, alla promozione sociale e alla formazione, al supporto psicologico e mindfulness.

La prima linea, sport e tempo libero, propone attività orientate al movimento, alla creatività e alla cura di sé. Sono previsti percorsi di Biodanza, Attività Fisica Adattata (AFA), ginnastica dolce e posturale, Educazione alla salute e laboratori espressivi e creativi, tra cui pittura, artigianato, musicoterapia e attività sensoriali. Occasioni pensate per stare insieme, riscoprire le proprie potenzialità e coltivare il benessere attraverso esperienze condivise.

La seconda linea, promozione sociale e formazione, punta a rafforzare le competenze, stimolare le capacità cognitive e favorire l’autonomia. Tra le attività figurano il Digital Storytelling e la creazione di podcast, l’Help Desk Digitale, la “Palestra della mente” dedicata al brain fitness e la “Cucina della Memoria”.

La terza linea, supporto psicologico e mindfulness, è dedicata ai caregiver familiari. Sono figure spesso esposte a carichi emotivi e responsabilità assistenziali importanti. L’obiettivo è accompagnarli in un percorso di valorizzazione e riformulazione del proprio ruolo: dal “fare da soli” al “fare insieme”, passando da una gestione individuale dell’assistenza alla partecipazione attiva a una rete di sostegno e mutuo aiuto.

Il sostegno degli studenti del liceo

Uno degli elementi qualificanti di “Radici e Ali: dialoghi tra generazioni” è la partecipazione degli studenti del liceo classico G. D’Annunzio di Pescara. Che sono coinvolti nel ruolo di facilitatori digitali. Attraverso momenti di affiancamento, i giovani supporteranno gli over 65 nell’acquisizione di competenze per meglio accedere ai servizi. E utilizzare gli strumenti tecnologici per partecipare più attivamente alla cittadinanza digitale. Un percorso concreto per ridurre il divario tecnologico e promuovere l’autonomia, senza trascurare la dimensione umana e relazionale dell’apprendimento. A saldare l’intergenerazionalità interviene l’azione “La cucina della memoria”. L’obiettivo sarà quello di mettere in rilievo il patrimonio di saperi, usanze e tradizioni culinarie tramandate nel tempo. Attraverso il racconto delle ricette di famiglia, la preparazione dei piatti della tradizione marinara e la narrazione delle esperienze di vita legate al cibo, si potranno condividere con gli studenti una memoria preziosa, fatta di gesti quotidiani, parole, profumi e sapori.

Per la realizzazione delle attività, Spazio Donna Abruzzo APS si avvarrà del contributo di esperti specializzati. E della collaborazione di altre realtà associative, tra cui Cosma ODV e La Cura del Tempo. Le attività di coordinamento e gestione, insieme a segreteria, monitoraggio, valutazione, comunicazione e disseminazione dei risultati, vedranno la collaborazione di referenti delle associazioni Lì APS e La Casa di Cristina.

La motivazione di Di Pomponio

«Radici e Ali: dialoghi tra generazioni», aggiunge la presidente Di Pomponio, «racchiude già nel suo nome il senso dell’iniziativa: le radici rappresentano la memoria, l’esperienza e il patrimonio di conoscenze delle persone anziane; le ali simboleggiano le opportunità, le competenze e le nuove prospettive offerte dall’incontro con le giovani generazioni. Un progetto che scommette sul valore delle relazioni e sulla forza della collaborazione. Per costruire una comunità in cui ogni età possa essere riconosciuta come una risorsa. E ogni persona possa sentirsi parte attiva della società e nessuno debba affrontare da solo le sfide dell’invecchiamento e della cura».




La ricetta sostenibile del porto turistico Marina di Pescara: meno consumi e zero sversamenti

Un'immagine del presidente del Marina di Pescara Gianni Taucci

Ridurre i consumi, prevenire l’inquinamento e rendere la gestione delle infrastrutture sempre più efficiente. È lungo queste direttrici che si sviluppa il percorso di sostenibilità del Marina di Pescara, fotografato dal Sustainability Report 2025, pubblicato per il terzo anno consecutivo. Un lavoro di rendicontazione che mette in relazione i risultati ambientali con la qualità dei servizi, la sicurezza, l’attenzione alle persone e il rapporto con il territorio. Il documento viene diffuso e messo a disposizione degli stakeholders, intendendo con questo concetto tutti gli interessi, puntuali e diffusi, istituzionali e collettivi, che ruotano attorno alla struttura portuale.

«Per noi la sostenibilità non rappresenta una moda o un semplice adempimento, ma un modo concreto di interpretare il nostro ruolo e la nostra responsabilità nei confronti delle persone che vivono il Marina e del territorio che ci ospita», afferma Gianni Taucci, presidente del Marina di Pescara. «E’ più che doveroso – prosegue Taucci- comunicare e mettere a disposizione di chiunque lo voglia una fotografia nitida e veritiera di quello che facciamo e di come lo facciamo, attraverso dati misurati e validati da un ente certificatore e secondo uno schema approvato da Accredia. L’obiettivo è quello di fornire non solo al nostro socio unico, ma anche a utenti, cittadini, enti e istituzioni informazioni rilevanti, comparabili e affidabili sul livello di esposizione ai rischi e impatti, per le questioni di sostenibilità negli ambiti ESG, che possono avere impatti futuri e avversi sull’azienda e i suoi Stakeholder, dal momento che gestiamo una infrastruttura strategica per il territorio di riferimento ed eroghiamo servizi di interesse collettivo e pubblico».

I numeri

I dati del triennio 2023-2025 mostrano alcuni progressi significativi sul fronte delle risorse. Il consumo complessivo di acqua è passato da 27.691 metri cubi nel 2023 a 24.896 nel 2025, con una riduzione di circa il 10%. Nello stesso periodo, il consumo di energia elettrica è sceso da 553.168 a 478.855 kWh, con un calo di oltre il 13%. Un altro indicatore riguarda la prevenzione dell’inquinamento: nel triennio rendicontato il Marina non registra episodi di sversamento di sostanze inquinanti né in mare né sul suolo. Un risultato che la struttura punta a mantenere attraverso la sensibilizzazione di personale e diportisti e lo svolgimento periodico delle prove di emergenza.

Le prospettive

Il percorso prosegue con obiettivi già individuati per il biennio 2026-2027. Tra gli interventi previsti figurano il contenimento dei consumi idrici entro i 24.500 metri cubi annui, la riduzione dei consumi elettrici a 470.000 kWh e del gas metano a 10.000 metri cubi. In questo quadro si inserisce anche l’impianto fotovoltaico, operativo da maggio 2026, con una produzione stimata di 200.000 kWh all’anno. Sono, inoltre, previste nuove soluzioni per migliorare l’efficienza energetica, l’impiego di golf car elettriche per gli spostamenti interni e ulteriori azioni per favorire un uso più consapevole delle risorse da parte degli utenti. La sostenibilità, tuttavia, non riguarda soltanto l’ambiente. Il documento prende in esame anche gli aspetti sociali e organizzativi: dalla formazione e sicurezza dei lavoratori ai progetti di inclusione giovanile, fino alla digitalizzazione dei servizi e alla trasparenza nella gestione. Nel 2025, in particolare, il Marina ha realizzato due progetti di inclusione lavorativa rivolti ai giovani.

Punto di riferimento

La rendicontazione è stata elaborata nell’ambito del modello Sustainable Marina del programma FidESG e sottoposta a verifica e validazione di parte terza. Un approccio che consente di misurare le prestazioni, individuare le aree di miglioramento e rendere confrontabili nel tempo i risultati raggiunti.

«Guardando al futuro, vogliamo che Marina di Pescara continui ad essere un punto di riferimento per la nautica dell’Adriatico, un porto capace di coniugare efficienza, accoglienza e sostenibilità», sottolinea Taucci. «Con questo Report desideriamo condividere non soltanto i risultati raggiunti, ma soprattutto l’impegno e la determinazione con cui continueremo a lavorare per creare valore, tutelare il nostro mare e contribuire allo sviluppo del territorio».




A San Vito Chietino la maggioranza non ha i numeri e l’opposizione fa mancare il numero legale: consiglio comunale rinviato

Un'immagine dei consiglieri comunali di minoranza di San Vito Chietino

Ieri sera il consiglio comunale di San Vito Chietino è stato rinviato perché la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale. Il gruppo di minoranza “Per San Vito” è uscito allo scoperto con una dura nota: “È una questione di rispetto istituzionale e di coerenza verso i cittadini che rappresentiamo”. Come consiglieri comunali di opposizione diciamo basta”. Fiormato Flamminio Sebastiano, Paola Bomba, Luciano Bucco e Maria Testa. “Per mesi l’opposizione ha assicurato senso delle istituzioni e responsabilità, consentendo il regolare svolgimento dei lavori consiliari.

Ma il nostro compito non è tenere in piedi una maggioranza che non riesce più a tenere uniti nemmeno i propri consiglieri.

Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo con la stessa fermezza e lo stesso impegno che ci siamo assunti e per rispetto dei nostri elettori.

Ma la situazione ha superato ogni limite accettabile.

L’assenza costante e ingiustificata della maggioranza dai banchi del consiglio”, sostengono, “è la prova lampante e inequivocabile di una frattura insanabile. Una coalizione completamente spaccata, disunita e ormai allo sbando più totale, che è concentrata unicamente in questi giorni a fare slogan sui social per prendere qualche like su tematiche che avrebbero avuto il tempo di attenzionare e risolvere nei 9 anni di amministrazione, ma… e non aspettare il 2027 per poi inserirle nel prossimo programma elettorale.

Per questo motivo, con il gesto forte di abbandonare il consiglio comunale”, concludono Flamminio Sebastiano, Paola Bomba, Luciano Bucco e Maria Testa, “vogliamo dire chiaramente ai cittadini di San Vito Chietino che la situazione è arrivata a un punto di non ritorno. Non c’è più visione d’insieme, non c’è più unione e, soprattutto, non c’è più rispetto per le istituzioni e per chi vive questo paese.

Noi non faremo da stampella a un’amministrazione che non esiste più. San Vito merita molto di più”.




Studio dell’università “d’Annunzio” sulla Economia dei territori, perché alcune province crescono e altre restano indietro

Un'immagine del professor Davide Quaglione dell'università d'Annunzio

Cosa rende un territorio capace di sviluppare produzioni più sofisticate e rafforzare il proprio potenziale di crescita? È il tema dello studio dal titolo“Economic complexity of Italian provinces: the role of cognitive and institutional proximity” (“Complessità economica delle province italiane: il ruolo della prossimità cognitiva e istituzionale”), firmato dai docenti Davide Quaglione e Dario D’Ingiullo dell’università degli studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara e dalla professoressa Adriana C. Pinate del Gran Sasso Science Institute, pubblicato sulla rivista internazionale Economics of Innovation and New Technology. Al centro della ricerca c’è la complessità economica, cioè la capacità di un sistema locale di combinare un paniere di esportazioni diversificato con prodotti che richiedono competenze sofisticate e poco diffuse, difficili da replicare per i concorrenti. Istituzioni efficienti, impegno civico e scambi di conoscenze tra settori affini contribuiscono a rafforzare le capacità produttive dei territori, anche nelle attività tradizionali.

Dati Istat-Coeweb

Lo studio ha passato in rassegna 103 province italiane nel periodo 2008-2018, calcolando l’indice di Fitness-Complexity sui dati di esportazione manifatturiera Istat-Coeweb e mettendolo in relazione con la qualità delle istituzioni locali, la varietà dei settori affini e la struttura delle competenze tecnologiche rilevata attraverso i brevetti. I risultati delineano i fattori che favoriscono lo sviluppo di sistemi produttivi provinciali più complessi. Un primo risultato riguarda il carattere cumulativo delle capacità produttive. La complessità economica di un territorio dipende anche dalle competenze accumulate nel tempo e dal “saper fare” già radicato nelle comunità locali. Anche la qualità delle istituzioni locali è positivamente associata alla complessità economica provinciale. A contare sono soprattutto l’efficacia dell’azione pubblica, la certezza delle regole e la partecipazione civica. Nei territori provinciali, quest’ultima dimensione riflette anche la vitalità dell’associazionismo, della cooperazione e della cittadinanza attiva. La partecipazione sociale e il buon funzionamento delle istituzioni creano condizioni favorevoli alla circolazione delle conoscenze e allo sviluppo di produzioni più sofisticate. La ricerca evidenzia inoltre il contributo della “varietà correlata”, cioè della presenza di attività diverse accomunate da competenze complementari. La sua associazione positiva con la complessità economica emerge soprattutto nella manifattura a medio-bassa tecnologia e nei servizi a minore intensità di conoscenza, come trasporti, magazzinaggio e commercio. Il dialogo tra comparti affini facilita lo scambio di conoscenze pratiche e la loro ricombinazione in soluzioni originali. Questi servizi possono sostenere la distribuzione e l’accesso ai mercati delle produzioni manifatturiere più complesse. Sul piano tecnologico emerge il ruolo dell’ampiezza dei campi nei quali il territorio possiede competenze specializzate, misurata attraverso i brevetti. Questa caratteristica è positivamente associata alla complessità economica nella maggior parte delle specificazioni analizzate. Per il grado di affinità tra le specializzazioni tecnologiche presenti nel territorio, esaminato separatamente, lo studio non rileva un’associazione statisticamente significativa.

Il pensiero di Quaglione

“Le politiche di sviluppo locale devono partire dalle competenze e dalle capacità produttive dei territori – spiega il professor Davide Quaglione, direttore del Dipartimento di Studi Socio-Economici, Gestionali e Statistici della d’Annunzio. – Occorre favorire ponti tra le attività produttive esistenti, in particolare nella manifattura a medio-bassa tecnologia e nei servizi collegati, sostenendo lo scambio di conoscenze e l’ammodernamento dei settori tradizionali. È importante anche ampliare la gamma delle competenze tecnologiche presenti nei territori. Infine, bisogna migliorare l’efficienza e la trasparenza degli uffici pubblici e stimolare la partecipazione civica e il coinvolgimento del terzo settore. Sono punti fermi per una politica industriale territoriale capace di accompagnare l’accumulazione e la diffusione delle conoscenze”.