Dolore, rabbia e tristezza. Sono giorni di angoscia per i familiari di Domenico Racanati, il 53enne disperso nel fiume Trigno, a seguito del crollo di una campata del ponte sulla Statale 16, in territorio di Montenero Di Bisaccia avvenuto lo scorso 2 aprile. Il giorno dopo, nello stesso punto, erano stati rinvenuti la targa e un pezzo della sua auto, una Fiat Bravo.
Il pescatore era diretto a Ortona per stava andando a Ortona per ritirare una barca che aveva da poco comprato. La figlia Angelica ha lanciato un nuovo appello sui social chiedendo alle istituzioni di non fermarsi. Le ricerche intanto vanno avanti.
“Da giorni – scrive la giovane donna – viviamo sospesi in un tempo che sembra non scorrere, intrappolati tra angoscia, speranza e dolore. Le ricerche continuano senza sosta, ma finora non hanno restituito risposte certe. Eppure, per noi una verità resta chiara e incrollabile: mio padre è lì, e merita di essere trovato”.
Secondo una ricostruzione ritenuta probabile, il veicolo su cui viaggiava potrebbe essere ancora intrappolato sotto le macerie del ponte crollato. “Un’ipotesi – dice Angelica – che, se confermata, rende ancora più urgente un intervento deciso e tempestivo per la rimozione dei detriti. Senza un’azione rapida, il rischio è che mio padre resti lì, nascosto e dimenticato, come se la sua vita non avesse valore. Questo è qualcosa che non possiamo accettare. Per questo rivolgiamo un appello forte e diretto alle autorità competenti, alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e a tutte le istituzioni coinvolte nelle operazioni: accelerate le ricerche, fate tutto ciò che è possibile, non fermatevi. Non si tratta soltanto di una questione tecnica. È una questione di rispetto. È una questione di dignità. È una questione di umanità. Mio padre non è un numero né un semplice caso da archiviare. È una persona, è una vita, è parte della mia famiglia. A chi ha il potere di decidere, chiediamo di agire subito. A chi legge, chiediamo di non restare indifferente: condividete questo appello, aiutateci a non far calare il silenzio. Finché non avremo risposte, non ci fermeremo. Ridateci mio padre!”.