Alessandrini (M5S): Marsilio è senza argomenti e si rifugia nell’insulto, avvilente e mortificante!

Alessandrini (M5S): Marsilio è senza argomenti e si rifugia nell'insulto, avvilente e mortificante!

C’è qualcosa di profondamente avvilente nel vedere il Presidente della Regione Abruzzo ridurre il confronto politico a un repertorio di insulti personali, dileggio e aggressività verbale. Definire il sindaco di Chieti Diego Ferrara “uno scemo” non è soltanto una caduta di stile ma rappresenta una concezione rozza del potere, incompatibile con la dignità delle istituzioni.

Ancora più significativo è il fatto che, di fronte al richiamo di Giovanni Legnini sul rispetto istituzionale e sulla pericolosa deriva del linguaggio pubblico, Marco Marsilio abbia reagito con ulteriore livore, incapace di distinguere il ruolo che ricopre dal permanente urlo da comizio.

Quando un Presidente perde il senso della misura, dell’equilibrio e perfino del Lessico, viene fuori tutta la fragilità politica di una leadership costruita più sulla sopraffazione verbale che sull’autorevolezza. L’insulto diventa il rifugio di chi non riesce a sostenere il peso del confronto democratico con la forza delle idee, dei risultati e della credibilità istituzionale.

Colpisce questa ostentazione di arroganza, questa continua ricerca del nemico da irridere pubblicamente, il bisogno quasi compulsivo di delegittimare chi ha idee politiche diverse. È un modo di esercitare il potere che richiama culture politiche illiberali e autoritario, “fasciste” direi, nelle quali l’avversario non è un interlocutore democratico ma qualcuno da umiliare davanti alla folla.

Ed è sinceramente mortificante che tutto questo provenga dal presidente della Regione Abruzzo. Perché chi rappresenta un’intera comunità dovrebbe custodire sobrietà, rispetto e senso delle istituzioni, non trascinare il dibattito pubblico nel fango di battute cafone e atteggiamenti da capobastone di provincia.

Purtroppo in Abruzzo abbiamo un Presidente che scambia l’autorevolezza con la prepotenza e la forza delle istituzioni con l’esibizione “muscolare” del proprio ego politico.

La vera forza delle istituzioni si misura nella compostezza, nel rispetto e nella capacità di governare anche il dissenso. Tutto ciò che oggi, purtroppo, Marsilio non fa e non è.

Erika Alessandrini

consigliere regionale M5S




Chieti al voto: la politica smemorata, l’ipocrisia, Altair, il gruppo Teti e il rispetto per la Curva Volpi

Chieti al voto: la politica smemorata, l'ipocrisia, Altair, il gruppo Teti e il rispetto per la Curva Volpi

Non c’era bisogno, ma la Lnd ha ribadito che Recanatese-San Marino, sfida play out del girone F della serie D, si giocherà. Nonostante tutto. Nonostante la diffida del Chieti e gli appelli del presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio e del sindaco di Chieti Diego Ferrara, il primo esponente del centrodestra e il secondo del centrosinistra. Questa specifica per rimarcare che un certo malvezzo appartiene a tutto l’arco costituzionale, non è appannaggio di una sola parte politica. Le invasioni di campo sono bipartisan. La domanda è una sola: se non ci fossero state le elezioni comunali all’orizzonte ci sarebbe stata la mobilitazione a favore del Chieti dopo la sentenza di penalizzazione di 11 punti che, di fatto, ha sancito la retrocessione in Eccellenza? E’ lecito avere qualche dubbio.

Tutto questo sentimento era rimasto nascosto a gennaio quando gli stipendi non erano stati pagati e si sono sprecati gli appelli affinché qualcuno aiutasse una società senza soldi. Detto che Ferrara è un teatino doc, Marco Marsilio è tifoso della Juve e quando parla di attendere il terzo grado di giudizio dimostra di non conoscere come funziona la giustizia sportiva. E poi questi politici sono davvero smemorati. Il presidente del Chieti è Gianni Di Labio, ex assessore al Comune durante gli anni di gestione di centrodestra. Nel 2021 ha messo insieme un centinaio di voti al servizio della causa. Il patron, invece, è Altair D’Arcangelo che –  al di dei problemi emersi non appena si è avvicinato all’ex ministro Santanchè – è stato consigliere comunale a Chieti e sostenitore di Nicola Cucullo. Ed è ricomparso sulla scena dopo anni e dopo le tante feste a Brecciarola con il Chieti calcio. Soldi, sogni e progetti. Fino a quando i rubinetti sono stati chiusi ed è iniziata la discesa nel baratro. Ma chi non ricorda il progetto per il nuovo stadio? E i concerti prima delle partite? Addirittura il gruppo Teti in consiglio comunale con quattro adesioni Filippo Di Giovanni, Vincenzo Ginefra, Nunzia Castelli e Bruno Di Iorio. Provenienze trasversali.

Il gruppo Teti era sorto a fine novembre 2024, annunciato con una forte spinta simbolica: individuare un collante politico forte nella figura del patron del Chieti Calcio Altair D’Arcangelo, con l’obiettivo di dare “nuovo impulso all’azione consiliare locale”.

In quel momento, Teti si era presentato come un soggetto intermedio, capace di dialogare sia con la maggioranza sia con l’opposizione. Si era anche federato con Azione Politica della consigliera Serena Pompilio. Il gruppo aveva proposto una mano tesa al sindaco Diego Ferrara, offrendo l’appoggio di cinque consiglieri (tre provenienti dalla maggioranza, due dall’opposizione) in cambio di una rappresentanza in giunta. Oggi, in piena campagna elettorale, tutti fanno finta di non ricordare. Il progetto polisportiva? Calcio a 5, basket e calcio. La trattativa per acquisire la Pallacanestro Chieti, poi scomparsa. E chi è stato presidente per una notte? Mauro Febbo, l’ex consigliere regionale e uomo di punta del centrodestra teatino. Un presunto accordo e via il post social per annunciare la novità. Ci sono gli screen-shot che non tradiscono. Senza approfondire, a tal punto che l’allora dirigente della Pallacanestro Chieti Filippo D’Ottavio capì che non se ne sarebbe fatto nulla. Lo capì anche Febbo il cui abbinamento al presunto progetto durò poco meno di una giornata. Adesso nessuno ricorda, ma ci sono le cronache dell’epoca. Anzi la politica pretende rispetto per la tifoseria teatina. Mah!

Infine, un avvertimento: occhio alle promesse in campagna elettorale. Per il prossimo sindaco, la prossima giunta e il prossimo consiglio comunale il calcio a Chieti, con la conseguente gestione di lacuni impianti sportivi, sarà un problema non da poco. (r.c.)




Si è conclusa la prima sessione di laurea della d’Annunzio a Palazzo de Mayo a Chieti. Previste nuove sedute di laurea con 400 candidati

Si è conclusa la prima sessione di laurea della d'Annunzio a Palazzo de Mayo a Chieti. Previste nuove sedute di laurea con 400 candidati

Si è conclusa la sessione di laurea straordinaria dell’anno accademico 2024-2025 organizzata presso Palazzo de’ Mayo, la nuova sede della d’Annunzio nel centro storico di Chieti, un traguardo significativo che ha visto protagonisti 103 nuovi dottori provenienti da una vasta gamma di percorsi di studio. Le commissioni hanno valutato i candidati dei seguenti corsi di laurea: Dietistica, Terapia Occupazionale, Radiologia, Perfusionisti, Ostetricia, Assistenza Sanitaria, Tecnici della Prevenzione e Tecnici di Laboratorio dell’Area Sanitaria; (Area Scientifica) Geologia (Triennale e Magistrale), Tecnologie Eco-sostenibili e Scienze dell’Alimentazione rientranti nell’area scientifica; Servizio Sociale e Politiche e Management appartenenti invece all’area sociale. La serie delle sedute di laurea sviluppatasi nel corso di più giorni, ha trasformato Palazzo de Mayo in un vivace centro di celebrazione e di incontro. Sono stati infatti oltre 2.000 gli ospiti al seguito dei laureandi, tra parenti e amici, che hanno visitato la prestigiosa sede per assistere alle proclamazioni, dando nuova e viva concretezza al profondo legame che esiste tra la d’Annunzio e il territorio. Nella prossima seduta del Senato Accademico verrà deciso, formalizzato e reso noto il calendario delle sessioni di laurea estiva dell’anno accademico 2025-2026.

Questa sessione – dichiara il rettore della d’Annunzio, Liborio Stuppia– ha rappresentato per noi un importante test organizzativo. Il nostro obiettivo era verificare l’efficacia della macchina amministrativa e identificare eventuali criticità nella gestione dei flussi e degli spazi. I risultati – sottolinea il Rettore Stuppia– sono stati molto positivi, ma restiamo concentrati sulla possibilità di migliorare ancora. Per la prossima sessione estiva – annuncia il rettore Stuppia– prevediamo, infatti, numeri molto più alti, con circa 400 candidati. Sarà una sfida ancor più impegnativa che richiederà uno sforzo notevole da parte di tutto l’ateneo per garantire la solennità e l’efficienza che i nostri studenti meritano. Ai nuovi laureati – conclude il Rettore della d’Annunzio, Liborio Stuppia– vanno i migliori auguri per una carriera ricca di successi professionali e personali”.