A Chieti la maggioranza fa valere i numeri a favore per approvare i due punti all’ordine del giorno del consiglio comunale

A Chieti la maggioranza fa valere i numeri a favore per approvare i due punti all'ordine del giorno del consiglio comunale

Approvati con i voti della maggioranza i due punti all’ordine del giorno della seduta del consiglio comunale di Chieti: interventi di somma urgenza per gli eccezionali eventi meteorologici dal 28 marzo 2026 (accertamento, riconoscimento e finanziamento dei debiti fuori bilancio – V Settore, Ingegneria del territorio, art. 194, c. 1 lett. e D.Lgs. 267/2000) e Modifica al Programma triennale OO.PP. 2026/2028. Grazie a queste approvazioni, saranno possibili interventi e finanziamenti per complessivi 4,3 milioni di euro circa a beneficio della sicurezza, del ripristino del territorio e della mobilità della città.

“L’approvazione dei due provvedimenti in consiglio comunale rappresenta un passaggio di fondamentale importanza istituzionale, contabile e operativa per Chieti – dichiara il sindaco Giovanni Legnini –. La legge affida agli uffici competenti l’accertamento delle condizioni di urgenza e la gestione degli interventi necessari a rimuovere i pericoli, ripristinare i luoghi e tutelare l’incolumità pubblica. È esattamente la procedura che è stata seguita, con gli affidamenti e le relazioni conclusive predisposte dalle strutture tecniche. Con il voto di oggi il consiglio ha assolto al proprio ruolo di garanzia, riconoscendo spese relative a lavori per lo più già regolarmente eseguiti per rimuovere i pericoli, ripristinare i luoghi e tutelare la pubblica incolumità dopo l’ondata di maltempo della scorsa primavera e, soprattutto, a seguito della dichiarazione dello Stato di emergenza nazionale riconosciuto dal Governo per quanto la situazione della città di Chieti e della Provincia fosse grave. Alla luce della richiesta di stralcio proposta stamane dalla minoranza, abbiamo chiarito questo passaggio, perché si tratta di somme anticipate dal Comune che lo Stato deve restituire attraverso il commissario Marsilio – prosegue Legnini –. La trasparenza non può diventare il pretesto per bloccare obblighi di pagamento, né il consiglio può sostituirsi agli organi tecnici nelle valutazioni che la legge attribuisce loro. Le iniziative politiche sono legittime, ma non pagare lavori regolarmente eseguiti dopo averne accertato la necessità non è un atto di prudenza: al contrario, esporrebbe il Comune a contenziosi, interessi, spese legali e a un concreto rischio di danno erariale, compromettendo la stessa affidabilità dell’Ente nei confronti delle imprese”.

Il Sindaco ha poi evidenziato il quadro della situazione finanziaria e dei fondi commissariali: “Per tutelare il territorio e la cittadinanza, il Comune ha dovuto anticipare risorse proprie in attesa dei trasferimenti statali destinati all’emergenza. Ad oggi, delle risorse stanziate a livello nazionale, solo circa 4 milioni di euro sono stati finora erogati a fronte dei 14 milioni complessivamente riconosciuti, mentre restano da trasferire i restanti 10 milioni. Ci auguriamo che arrivino al più presto ulteriori stanziamenti da parte del Commissario Marsilio, perché i Comuni non possono essere lasciati soli a sostenere l’intero peso economico di emergenze di questa portata”.

“Con il voto di oggi il consiglio comunale ha riconosciuto 1,7 milioni di euro per i 13 interventi di somma urgenza eseguiti dopo il maltempo di fine marzo: frane, smottamenti, strade da mettere in sicurezza. Lavori fatti subito, quando era in gioco l’incolumità dei cittadini – così l’assessore al Bilancio Manuel Pantalone –. Le imprese intervenute in emergenza saranno pagate per intero e senza attese. È possibile grazie a una scelta fatta per tempo: insieme al nostro Sindaco Giovanni Legnini, e su sua lungimirante intuizione, in sede di rendiconto abbiamo accantonato risorse destinate proprio alle somme urgenze, poi liberate con un’apposita variazione di bilancio. Oggi il Comune anticipa la spesa con fondi propri e la recupererà con i fondi nazionali per l’emergenza. Senza nuovo debito, e senza che i ritardi della filiera Governo–Regione ricadano sulle imprese che hanno lavorato e che hanno il diritto di essere pagate. Ricordo che è la legge stessa a prevedere questo percorso: si tratta di un debito fuori bilancio non per un’irregolarità, ma perché nella somma urgenza la spesa nasce prima dell’impegno contabile, essendo lo strumento pensato per intervenire senza perdere tempo quando c’è un pericolo concreto per la pubblica incolumità”.




A Ortona consiglio comunale senza ospedale: si parlerà di variazione e debiti fuori bilancio

A Ortona consiglio comunale senza ospedale: si parlerà di variazione e debiti fuori bilancio

Aveva promesso la convocazione di un consiglio comunale sulla sanità durante il mese di giugno il presidente del consiglio di Ortona Franco Vanni, per parlare dell’ospedale Bernabeo e del suo futuro. Così non è stato.  Il prossimo consiglio comunale è convocato nella sala delle adunanze il 3 luglio alle ore 15,30 in prima convocazione e per il giorno 4 luglio alle ore 10 in seconda convocazione – in eventuale modalità mista per entrambe le sedute – per la trattazione di un ordine del giorno che non comprende il futuro dell’ospedale di Ortona. Non è stato di parola Vanni (Fratelli d’Italia).

Ci sono i comunicati che lo testimoniano. Però sta facendo di tutto per fare un altro consiglio comunale nel quale parlare del Bernabeo con la partecipazione del dg della Asl Palmieri. Ci sta provando ed essendo tenace e appartenente alla stessa filiera politica di centrodestra che governa la Regione ci riuscirà. C’è da scommetterci. Il problema sarà poi passare dalle parole ai fatti. Sarà trovare i soldi per realizzare i reparti per creare l’ospedale di Base, così come previsto dalla legge. Intanto il prossimo consiglio comunale in cui la consigliere Di Maio chiarirà meglio, con votazioni e dichiarazioni, la posizione all’interno della maggioranza. Si discuterà di variazione al bilancio di previsione finanziario 2026/2028 (Art. 175, comma 2, del D.LGS. n. 267/2000); del riconoscimento della legittimità di debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 derivante da sentenza esecutiva n. 319/2026 del Tribunale Amministrativo per l’Abruzzo/sezione distaccata di Pescara; della definizione agevolata delle entrate comunali ai sensi dei commi da 102 a 109 dell’art. 1 della legge 30 Dicembre 2025 n. 199 – modifiche regolamento; dell’approvazione del “Regolamento della Consulta Comunale per la valorizzazione della Memoria Collettiva”; del Servizio Politiche per la Casa – Pronta Emergenza Abitativa: approvazione “Regolamento Comunale per l’assegnazione di alloggi E.R.P. riservati per ragioni di emergenza abitativa”; dell’ordine del giorno presentato della consigliera Zannini sulla costituzione dei comitati di quartiere; dell’ordine del giorno presentato dalla consigliera Zannini ad oggetto “Sistemazione strada comunale Passo la Civita”; dell’ordine del giorno presentato dalla consigliera Canosa ad oggetto “Dotazione di giochi per bambini presso il centro sportivo ricreativo San Leonardo”; infine dell’interrogazione della consigliera Canosa relativa all’ufficio turistico.

Successivamente, in un’altra data, si parlerà della sanità locale. Ma non a giugno come promesso (con un comunicato) da Franco Vanni.




Noi per Altino: debiti fuori bilancio e violazioni procedurali, intervengano Corte dei Conti e Prefettura

Noi per Altino: debiti fuori bilancio e violazioni procedurali, intervengano Corte dei Conti e Prefettura

Nell’ultimo consiglio comunale di Altino è stata approvata la proposta di riconoscimento di un debito fuori bilancio di circa 37.000 euro, derivante da una u sentenza sfavorevole al Comune  nell’ambito del contenzioso con un privato per presunti danni a un’abitazione riconducibili a dissesti di natura geologica.

Si tratta di una vicenda giudiziaria che, ad oggi, ha visto il Comune sempre soccombente in tutti i giudizi, con un esborso complessivo già superiore ai 100.000 euro e destinato, nell’eventuale prosieguo dell’azione giudiziaria, a raggiungere o superare i 200.000 euro a conclusione del procedimento. Una vicenda che prende avvio da problematiche relative alla gestione delle PEC che a dire del sindaco avrebbe impedito la tempestiva conoscenza di un atto introduttivo del giudizio, senza alcuna spiegazione al riguardo. Anche questa faccenda, a dir poco surreale, evidenzia una incapacità della gestione amministrativa della questione.    

Il gruppo di minoranza infatti denuncia con fermezza una gestione amministrativa fallimentare e politicamente irresponsabile, che ha preferito l’inasprimento del contenzioso invece di valutare tempestivamente soluzioni conciliative, con conseguente ulteriore danno economico per l’ente e per i cittadini.

Il sindaco, nel prendere le difese dell’operato della sua amministrazione, ritiene errate le sentenze emesse apostrofando come “disonesto” il cittadino che ad oggi ha visto tutte le sentenze favorevoli.

Ancora più grave è quanto accaduto sul piano procedurale: già dal 27 maggio era stata  richiesta dalla minoranza la trasmissione di sentenze e atti fondamentali per la piena comprensione del caso, documentazione che non è stata in alcun modo resa disponibile.

Nel corso della seduta, infatti, la proposta è stata posta in votazione senza che risultassero effettivamente disponibili tutti gli allegati richiamati come parte integrante della delibera, inclusa la sentenza oggetto del provvedimento. Un fatto che rappresenta una violazione evidente dei principi di trasparenza amministrativa e delle regole di funzionamento del Consiglio comunale.

Il regolamento comunale, infatti, stabilisce chiaramente che nessuna delibera può essere sottoposta a votazione senza il deposito completo degli atti e della documentazione necessaria alla valutazione dei consiglieri.

Nonostante ciò, la maggioranza ha proceduto ugualmente all’approvazione dell’atto, in assenza delle condizioni minime di conoscibilità e trasparenza. Gravissimo ancora che nessun intervento a tutela dei diritti della minoranza è stato adottato dalla presidenza del consiglio e dal segretario comunale per interrompere una procedura che riteniamo irregolare.

Definiamo l’accaduto inaccettabile e politicamente grave, denunciando un metodo di gestione del Consiglio che mortifica il ruolo dei consiglieri e calpesta le più elementari garanzie democratiche.

Per questi motivi, e perché si verifichino con attenzione le responsabilità erariali dei debiti fuori bilancio e vengano verificate eventuali responsabilità amministrative e procedurali, sarà richiesto l’intervento degli organi competenti con segnalazione alla Prefettura e alla Corte dei Conti.

In merito alla questione giudiziaria, il gruppo di minoranza ritiene doveroso precisare di non poter esprimere alcuna valutazione nel merito. La mancata trasmissione della documentazione richiesta e degli atti essenziali per la piena ricostruzione della vicenda non ha infatti consentito ai consiglieri di approfondire adeguatamente le circostanze del caso. L’unica posizione che riteniamo di poter affermare con chiarezza è che le decisioni dell’autorità giudiziaria, fino a eventuale riforma nei successivi gradi di giudizio, debbano essere rispettate.

Ciò che invece censuriamo con fermezza è l’evidente incapacità amministrativa dimostrata nella gestione dell’intera vicenda, che avrebbe richiesto tempestività, competenza e senso di responsabilità al fine di evitare un progressivo aggravio economico a carico della collettività. È inaccettabile che siano i cittadini a sopportare le conseguenze di una conduzione che, anziché perseguire soluzioni efficaci e nell’interesse dell’ente, ha contribuito ad aumentare i costi del contenzioso.

Parimenti grave è il metodo seguito nell’approvazione della delibera, posta in votazione in assenza della documentazione richiamata quale parte integrante dell’atto. La trasparenza amministrativa e il pieno diritto dei consiglieri a conoscere gli elementi su cui sono chiamati a deliberare rappresentano principi fondamentali e non possono essere sacrificati. Per questo continueremo a vigilare affinché siano garantiti il rispetto delle regole, la tutela delle istituzioni e la corretta gestione delle risorse pubbliche nell’esclusivo interesse della comunità.

Gruppo consiliare di minoranza Noi per Altino




Lunedì sera consiglio comunale a Martinsicuro con il riconoscimento dei debiti fuori bilancio

Lunedì sera consiglio comunale a Martinsicuro con il riconoscimento dei debiti fuori bilancio

Il presidente del consiglio comunale di Martinsicuro, Umberto Tassoni, ha convocato una nuova seduta dell’assise pubblica per lunedì 15 giugno alle ore 19,15, presso la TORRE DI CARLO V. 

L’ordine del giorno prevede la discussione di sei punti fondamentali per la gestione amministrativa della città:

– ADESIONE ALLA DEFINIZIONE AGEVOLATA (ROTTAMAZIONE QUINQUIES) DI CUI ALL’ ART. 1, COMMI DA 82 A 101, L. N. 199/2025 E ARTICOLO 10 QUINQUIES, DL 38/2026, CONVERTITO CON L. 88/2026 – applicazione ai carichi;

– ⁠RICONOSCIMENTO DEBITO FUORI BILANCIO AI SENSI DELL’ART: 194, COMMA 1, LETT. A) DEL D. LGS.

N. 267/2000 – SENTENZA N. 1358/2025 TRIBUNALE DI TERAMO;

– ⁠RICONOSCIMENTO DEBITO FUORI BILANCIO AI SENSI DELL’ART. 194, COMMA 1 LETT. A) D. LGS. N

67/2000 – SENTENZA N. 456/2026 TRIBUNALE DI TERAMO;

– PROGRAMMA URBANO COMPLESSO (PUC)

INTERVENTO DI INTEGRAZIONE

ATTIVITÀ I

SISRASICURO, ADOZIONI ESTERNA;

– Recepimento della legge regionale 15 ottobre 2012 n.49 riguardo alle ulteriori misure incentivanti di cui all’articolo 3 commi 2 e 4 e all’articolo 4 commi 2, 4 e 5;

– APPROVAZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO DISCIPLINANTE LE ATTIVITA’ ALL’INTERNO DELL’AREA DELL’APPRODO DELLA PICCOLA PESCA DI MARTINSICURO.