Del Prete (Lega): il centrosinistra di Vasto non vuole più Menna, altro che terzo mandato. Il centrodestra apra alle forze civiche

Del Prete (Lega): il centrosinistra di Vasto non vuole più Menna, altro che terzo mandato. Il centrodestra apra alle forze civiche

“Le dichiarazioni pubbliche di soggetti politici del campo largo non lasciano spazio a dubbi: Menna non lo vogliono più, altro che terzo mandato!”. Così Francesco Del Prete, segretario cittadino della Lega Vasto, secondo cui “nel centrosinistra vastese si è aperta una frattura ormai insanabile” in vista delle prossime elezioni comunali. “Non è più un mistero. Ci sono dichiarazioni pubbliche prima dell’assessore Paola Cianci e ieri della responsabile territoriale del Movimento 5 Stelle, Carmela Grippa – sottolinea – che dicono apertamente no all’eventuale terzo mandato. E, dunque, uno stop a Menna che, evidentemente, non si rassegna ad un ruolo di comprimario. Del resto anche per le elezioni suppletive del collegio di Chieti in programma a novembre, il suo nome non viene preso neppure in considerazione. Quando Grippa – prosegue Del Prete – dice che il Movimento non può accontentarsi del già visto, significa che l’amministrazione Menna è bocciata sotto tutti i punti di vista e che un’eventuale riproposizione di personaggi legati al sindaco non sarebbe condivisa dal maggior alleato nazionale del Pd. In una situazione di totale caos dove alcuni assessori neppure si parlano, dove tutti cercano di essere protagonisti senza scettro e con un malcontento crescente in città, tocca ora al centrodestra dimostrare di essere squadra e di avere gli uomini giusti per sostituire una classe dirigente logora e litigiosa che da vent’anni opera nel più totale immobilismo. Da tempo la Lega – continua – ritiene che in città ci siano le giuste competenze per amalgamare una squadra di amministratori già ampiamente rodata da anni di opposizione. Si tratta di avere coraggio, di fare scelte importanti, di allargare una coalizione che ha bisogno di soggetti civici che sono apertamente schierati contro Menna. Il centrodestra non deve rimanere chiuso in sé stesso. Guai a commettere questo errore in un momento in cui il centrosinistra, mai come adesso, appare diviso e litigioso. A tal proposito, – conclude –  torniamo ad invitare i nostri alleati ad aprire un tavolo allargato alle forze civiche della città senza pregiudizi, al fine di trovare intese programmatiche e condivisione totale nella scelta del candidato sindaco”.




A Francavilla Noi Moderati offre al centrodestra la candidatura a sindaco di Campli

A Francavilla Noi Moderati offre al centrodestra la candidatura a sindaco di Campli

C’era anche il segretario regionale Paolo Tancredi, nonché sindaco di Castelli, all’incontro organizzato a Francavilla al Mare da Noi Moderati in vista delle elezioni comunali del 2027. Il partito di centrodestra, durante la serata, ha offerto alla coalizione la candidatura a sindaco di Nuccio Campli, ex assessore provinciale e comunale con Forza Italia. “Sono a disposizione degli amici e della città di Francavilla”, ha detto il diretto interessato. “Tanto è stato fatto e tanto si deve ancora fare per la città. Specialmente nella periferia”. Più politico il ragionamento di Paolo Tancredi: “Vogliamo gettare un sasso nello stagno del centrodestra per cercare di avviare un confronto con gli altri partiti della coalizione, mettendo a disposizione la candidatura di un uomo esperto e di dialogo. Un uomo che alla contrapposizione manichea dei giorni nostri oppone il ragionamento, la sintesi e la capacità amministrativa di chi cerca di unire”. Scontata la ricandidatura del sindaco di centrosinistra Luisa Russo. Ci sarà la candidatura di Antonio Luciani, con liste civiche a sostegno e una fetta di centrodestra. Luciani per dieci anni è stato sindaco di Francavilla con il centrosinistra, poi – dopo la rottura con Luisa Russo – nel 2024 si è candidato, da indipendente, a sostegno di Marsilio (Fratelli d’Italia) presidente della Regione Abruzzo. E poi ci sarà il candidato che fa capo a Daniele D’Amario, consigliere regionale di Forza Italia. Il sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo potrebbe spingere per la candidatura di Barbone. Giochi tutti da fare nel centrodestra: Noi Moderati ha fatto la prima mossa in attesa degli sviluppi e degli eventi.




Razzi disponibile a candidarsi alle politiche, strizza l’occhio a Vannacci

Razzi disponibile a candidarsi alle politiche, strizza l'occhio a Vannacci

Toh, chi si rivede Antonio Razzi! E’ in giro per Roma, una puntatina nelle due aule del parlamento che conosce bene e incrociando qualche cronista parlamentare ecco che ci esce sempre una chiacchierata da mettere sul giornale. E così è accaduto con il Corriere della Sera a cui ha detto di essere disponibile a candidarsi per le prossime elezioni politiche del 2007. Disponibilità concessa strizzando l’occhio al generale Vannacci. «Ho sempre amato Berlusconi, ma con questo segretario qui Forza Italia non la riconoscono », ha detto a 78 anni colui il quale è entrato in parlamento con Italia dei Valori di Di Pietro. L’emigrante originario di Giuliano Teatino, stabilitosi nel frattempo a Pescara, poi è passato alla corte di Berlusconi. E ora? Gli piace Futuro Nazionale, ma «voglio che sia lui a cercarmi”, ha detto di Vannacci. “Mi conoscono tutti e non devo essere io a presentarmi». E soprattutto “sono pulito. Lavato con Perlana», ha rivendicato il personaggio politico oggetto spesso di imitazione da parte del comico Crozza.




San Salvo al voto nel 2027: il centrodestra ricandida la sindaca De Nicolis alla guida della coalizione

San Salvo al voto nel 2027: il centrodestra ricandida la sindaca De Nicolis alla guida della coalizione

Emanuela De Nicolis si porta avanti con il lavoro e annuncia quel che già si sapeva, ovvero che riproporrà la propria candidatura a sindaco di San Salvo. Si voterà l’anno prossimo e la sindaca di centrodestra punta al secondo mandato. Questa mattina l’annuncio nel corso di una conferenza stampa in municipio.

«È una scelta che nasce dal senso di responsabilità e dall’amore per San Salvo che ho sentito dal primo momento in cui sono entrata nel mondo delle istituzioni. Ho dato la mia disponibilità alla ricandidatura anche grazie al gruppo che mi ha riconfermato la fiducia», ha detto Emanuela De Nicolis che ha preso il posto di Tiziana Magnacca, oggi assessore regionale. A sostenerla nell’annuncio c’erano, oltre alla stessa Magnacca, gli assessori Tony Faga, Elisa Marinelli, Gianmarco Travaglini e Eugenio Spadano. C’era anche Carla Esposito, la quale ha annunciato che si ricandiderà per il figlio Claudio e la sorella Annabella, deceduti il 4 settembre in un terribile incidente stradale. 

A lanciare la ricandidatura di De Nicolis è stata Tiziana Magnacca: “E’ una scelta nel segno della continuità e delle sfide che ci attendono: tutta la maggioranza ha deciso  di chiedere il suo impegno per i prossimi cinque anni. È stata una sua scelta a cui siamo arrivati con una richiesta unanime di tutta l’amministrazione, allargandola ai nostri storici sostenitori e al mondo civile».

«C’è tanto altro da fare. Abbiamo necessità di un ulteriore tempo per proseguire e portare avanti i tanti progetti messi in cantiere in questi cinque anni», sostiene la sindaca,  che ha riconosciuto il valore del passato, ma anche il coraggio «del rinnovamento e del sapersi migliorare».

«Mi candido per il desiderio di esserci», ha continuato, «e per il bisogno di continuare ad ascoltare i cittadini: l’ascolto è la qualità che più mi rappresenta. Credo che questa città imponga impegno, costanza, passione e coraggio».

Ha poi parlato delle sfide che l’attendono nel caso in cui dovesse essere rieletta. Una di queste è il «completamento del lungomare, il nostro fiore all’occhiello».

«Il secondo mandato, ha aggiunto, dovrà essere il tempo per rafforzare quello che è stato costruito, immaginando la San Salvo del domani». Ha poi parlato del piano regolatore. «Gli uffici sono in contatto con il Commissario ad acta nominato dalla Regione: lo strumento di pianificazione è pronto per l’adozione».




Le verità della sindaca di Francavilla Luisa Russo: “Io, l’estate, Luciani, D’Amario e la ricandidatura”

Le verità della sindaca di Francavilla Luisa Russo: "Io, l'estate, Luciani, D'Amario e la ricandidatura"

E’ la regina dell’estate Luisa Russo. Se De Martinis ha fatto il botto a Montesilvano con diverse iniziative, tra cui Jovanotti, che hanno portato gente in città, la sindaca di Francavilla ha calcato diversi assi tra cui Sal Da Vinci e The Kolors che hanno fatto il pieno. Una visione di città e turismo che l’anno prossimo sarà messo alla prova dalle elezioni comunali. Correrà per un secondo mandato da primo cittadino a capo di una coalizione di centrosinistra.

Sindaco o sindaca?

“Lascio a ciascuno la libertà di chiamarmi sindaco o sindaca. Ritengo che la lingua non abbia bisogno di forzature: evolve naturalmente insieme alla società e al modo in cui cambia la nostra percezione dei ruoli. Noto con piacere che molti giovani, soprattutto i bambini della scuola primaria, si rivolgono a me spontaneamente chiamandomi “sindaca”. Questo è un segnale significativo: vuol dire che la lingua sta già facendo il suo corso. Ruoli istituzionali e professioni importanti, che per moltissimo tempo siamo stati abituati a sentire quasi esclusivamente declinati al maschile, per le nuove generazioni sono sempre più naturali anche al femminile. E questo, al di là di qualsiasi imposizione linguistica, racconta un cambiamento culturale: quei ruoli vengono percepiti come pienamente accessibili e legittimi tanto per gli uomini quanto per le donne. Essere la prima sindaca a Francavilla è un risultato molto importante. Non per il primato in sé, ma per ciò che può rappresentare soprattutto agli occhi delle nuove generazioni. Se una bambina oggi può guardare al sindaco della propria città, vedere una donna e pensare con assoluta naturalezza che un giorno quel ruolo potrebbe ricoprirlo anche lei, allora significa che qualcosa è davvero cambiato. Potersi riconoscere in qualcuno significa anche poter immaginare se stessi in un ruolo che prima poteva sembrare lontano o riservato ad altri”.

E’ stata la migliore estate da quando lei è al timone del Comune? “Questa è stata un’estate straordinaria, anche per la grande partecipazione che abbiamo registrato a tutti gli eventi. Un risultato che ci rende orgogliosi, frutto di un percorso costruito nel tempo, attraverso un lavoro costante che ha consolidato sempre di più il posizionamento turistico e culturale della nostra città. Negli anni siamo riusciti a costruire un’offerta sempre più ampia, diversificata e di qualità, capace di coinvolgere pubblici differenti e di valorizzare, allo stesso tempo, tutto ciò che il nostro territorio naturalmente offre: la bellezza dei paesaggi, la qualità della vita, il piacere di stare bene e la possibilità di vivere esperienze diverse. Un’estate così ricca e partecipata, però, non nasce nei soli mesi estivi. È il risultato di un lavoro che portiamo avanti 365 giorni all’anno, con iniziative, appuntamenti ed eventi anche nei mesi invernali. Il nostro obiettivo è quello di rendere la città viva, attrattiva e accogliente durante tutto l’anno, creando occasioni capaci di farla conoscere, frequentare e vivere in ogni stagione. Sono convinta che cultura e turismo rappresentino due straordinari motori di crescita per una città. E non parlo soltanto di crescita economica: significano occasioni di incontro, relazioni, partecipazione, rafforzamento del senso di comunità e crescita sociale e culturale dell’intero territorio. È questa la direzione sulla quale abbiamo lavorato in questi anni e sulla quale vogliamo continuare a investire, partendo anche dalla risposta così importante che abbiamo ricevuto in questa estate straordinaria”.

Quanto ha speso il Comune per l’estate francavillese?

“Circa 800 mila euro. Questo investimento ha generato un ritorno per la città: per le attività commerciali, per i ristoranti, i bar, le strutture ricettive e per tutto l’indotto. Ha significato lavoro, opportunità e soprattutto una grande visibilità per Francavilla. Migliaia di persone sono venute nella nostra città per assistere agli eventi e quelle presenze hanno generato economia: chi viene a un concerto o a uno spettacolo si ferma a mangiare, prende un aperitivo, fa acquisti nei nostri negozi, utilizza i parcheggi, soggiorna nelle nostre strutture ricettive e usufruisce dei servizi della città. Significa che una parte importante di ciò che investiamo negli eventi torna concretamente sul territorio, attraverso la spesa generata da chi sceglie Francavilla. Noi crediamo nell’estate francavillese proprio per questo: non consideriamo gli eventi semplicemente come una spesa, ma come un investimento sulla città. Una città viva, capace di attirare migliaia di persone, crea economia, fa conoscere il territorio e costruisce opportunità anche per il futuro. È una scelta in cuicrediamo perché significa investire su Francavilla, sulle sue attività e sulla sua capacità di essere attrattiva”.

4) Riproporrà la sua candidatura a sindaco l’anno prossimo alle elezioni comunali? “Sì, sarò io la candidata sindaca del centrosinistra. Questa scelta è avvenuta in sintonia con le forze che hanno governato con me in questi cinque anni e che hanno visto il buon lavoro svolto insieme. Senza forzature, dunque, hanno deciso di proseguire il percorso con me come rappresentante. La nostra coalizione si allargherà con altre forze politiche con le quali stiamo dialogando. C’è la volontà di dare continuità al lavoro che abbiamo avviato in questi anni. Ci sono progetti da portare a compimento, altri da far crescere e, soprattutto, c’è una visione di città sulla quale abbiamo lavorato molto e che ha ancora importanti possibilità di sviluppo. Ma c’è anche un altro aspetto che per me conta moltissimo: le opinioni che raccolgo ogni giorno tra le persone sono positive e mi danno grande energia. Trascorro molto tempo in mezzo alla gente, parlo con i cittadini, ascolto quello che pensano, le loro esigenze, le critiche, i suggerimenti e anche il loro incoraggiamento. È un confronto continuo, autentico, che considero una parte fondamentale del mio modo di amministrare. Ed è proprio stando tra le persone che percepisco la voglia di continuare insieme il percorso intrapreso. Sento di poter dare ancora molto alla mia città, con lo stesso entusiasmo e lo stesso senso di responsabilità con cui ho affrontato questo incarico fino ad oggi. Amministrare significa certamente occuparsi del presente e dare risposte quotidiane, ma significa anche avere la capacità di guardare avanti e immaginare dove vogliamo portare la nostra comunità nei prossimi anni. Ed è evidente proseguire in questa direzione”.

5) Come e perché è entrata in politica? “Ho respirato la politica fin da bambina. Mio padre, Marcello Russo, ha ricoperto per molti anni importanti incarichi all’interno della Regione Abruzzo e questo mi ha permesso di crescere in un contesto nel quale l’interesse per la cosa pubblica, la partecipazione e il senso di responsabilità verso la propria comunità erano valori concreti e quotidiani. In politica sono entrata nel 2018, quando sono diventata assessore esterno della precedente amministrazione. Ho scelto di mettermi in gioco non perché vedessi la politica come un percorso personale, ma perché la consideravo uno strumento attraverso il quale poter essere utile alla mia città e contribuire concretamente alla sua crescita. La mia professione di avvocato amministrativista mi ha sicuramente aiutata in questo percorso, perché mi consente di conoscere e comprendere i meccanismi, le procedure e le regole che stanno alla base delle decisioni amministrative e che poi si traducono in interventi e servizi per i cittadini. Da allora le responsabilità sono aumentate e il mio impegno è cresciuto, ma la motivazione che mi guida è rimasta la stessa: l’amore per Francavilla e la convinzione che, quando si hanno competenze, idee ed energie da mettere a disposizione della propria comunità, sia giusto farlo”.

6) Quando ha “rotto” con l’ex sindaco Antonio Luciani? “Sin dall’inizio del mio mandato Luciani ha tentato di decidere al mio posto. Il fatto di non essere riuscito nell’intento ha già incrinato i rapporti. Abbiamo comunque tentato di portare avanti un percorso comune, ma nel frattempo sono sorte divergenze di visione di città, soprattutto nel campo dell’urbanistica. La rottura politica definitiva è avvenuta quando Luciani ha scelto di abbandonare il percorso di centrosinistra che avevamo costruito insieme e di candidarsi alle elezioni regionali nel centrodestra, a sostegno di Marco Marsilio. Sia chiaro: non condanno il fatto che una persona possa cambiare idea o maturare una posizione politica diversa. È assolutamente legittimo. Quello che non potevo accettare era la pretesa che quel cambiamento dovesse coinvolgere anche me e che io dovessi seguirlo in una scelta che non condividevo. Io avevo ricevuto dai cittadini un mandatopreciso e ho scelto di rispettarlo, restando coerente con la coalizione civica e di centrosinistra con cui sono stata eletta. E credo che la pretestuosità della sua scelta sia evidente. Luciani mi ha indicata prima come assessore e poi ha sostenuto la mia candidatura a sindaco. Evidentemente, quindi, aveva riconosciuto in me delle capacità. È difficile pensare che, appena un mese dopo la mia elezione, quelle capacità fossero improvvisamente scomparse e io fossi diventata inadeguata. Io questa pretestuosità l’ho colta immediatamente e poco dopo l’hanno colta anche i cittadini. Per questo ritengo che le ragioni della rottura vadano cercate sul terreno politico, non in una presunta e improvvisa incapacità amministrativa. E poi c’è un altro dato che per me ha pesato molto: Luciani ha scelto di schierarsi con lo stesso centrodestra, composto sostanzialmente dalle stesse persone che fino a poco tempo prima lui stesso aveva contestato e combattuto politicamente. Se ci fosse stato un progetto completamente nuovo, con persone nuove, figure valide e una proposta politica diversa, avrei potuto comprenderne maggiormente le ragioni, pur senza necessariamente condividerle. Ma non era questo il caso. La sua scelta quindi è stata di convenienza politica e non un autentico cambio di convinzioni. E su questo le nostre strade non potevano che separarsi. Io sono rimasta nel progetto e nella coalizione con cui ci siamo presentati ai cittadini; Luciani ha scelto di andare altrove. E ciò che non poteva pretendere era che la sua scelta diventasse automaticamente anche la mia”.

Che cosa si rimprovera in questi quattro anni? “In questi anni abbiamo cambiato il volto di Francavilla rivoluzionando alcuni spazi che sono diventati simbolo di una città moderna e sostenibile. Ma non solo, la nostra città è migliorata sotto tanti aspetti, dalle opere pubbliche, alle manutenzioni ordinarie, passando per la sostenibilità, il verde, la visione urbanistica, le politiche sociali e tanto altro, ma un mandato non basta. Ci sono interventi che riesci a realizzare, altri che avvii e altri ancora per i quali, nonostante il lavoro e l’impegno, devi attendere l’occasione giusta. Penso ad esempio alla riqualificazione del palazzetto dello sport. Abbiamo partecipato a diversi avvisi e cercato opportunità di finanziamento, ma fino ad oggi non siamo riusciti a ottenere le risorse necessarie. Non per questo abbiamo rinunciato. Anzi, a breve presenterò un nuovo piano di rigenerazione dell’intero Parco dello Sport, all’interno del quale naturalmente sarà compreso anche il palazzetto. Voglio lasciare alla città, e anche alle amministrazioni che verranno dopo di noi, una visione chiara di come quell’area possa trasformarsi e diventare un grande polo dedicato allo sport, alla socialità e alle famiglie. Perché amministrare significa anche questo: non limitarsi a ciò che si riesce a inaugurare durante il proprio mandato, ma progettare oggi quello che Francavilla potrà essere domani. Poi c’è anche un rammarico politico: non essere riuscita a convincere Antonio Luciani a non abbandonare la nostra coalizione e a non scegliere di abbracciare il centrodestra. Ho provato a fargli comprendere che quella scelta avrebbe significato interrompere un percorso politico e amministrativo costruito insieme negli anni. Credo che, alla prova dei fatti, sia stata una decisione che lo ha fortemente penalizzato. E questo appare ancora più evidente se si considera che il resto della maggioranza ha scelto di rimanere compatto, continuando insieme a me il percorso politico e amministrativo intrapreso e rispettando il mandato ricevuto dai cittadini”.

Anche Daniele D’Amario di Forza Italia non perde occasione per criticarla. Non eravate amici d’infanzia? “Più che amici d’infanzia, siamo stati compagni di scuola e ci conosciamo quindi da moltissimi anni. Già allora capitava spesso di discutere e confrontarci perché avevamo idee e punti di vista differenti, ma lo abbiamo sempre fatto nel rispetto reciproco. Quanto ai suoi attacchi più recenti, li considero spesso pretestuosi e credo vadano letti alla luce del clima della campagna elettorale. Fa parte della dialettica politica e non mi sottraggo certamente alle critiche, soprattutto quando sono costruttive e riguardano nel merito scelte importanti per la città. Francamente, però, nelle sue parole più recenti faccio fatica a individuare contestazioni sostanziali sull’azione amministrativa o proposte alternative concrete. Mi sembra che molto spesso ci si soffermi su sfumature, aspetti marginali o occasioni utili ad alimentare la contrapposizione politica. Preferisco confrontarmi sui contenuti, sui progetti e sulla visione futura della città: credo sia questo il terreno sul quale i cittadini si aspettano che la politica si misuri, alzare la qualità del confronto”.

Lei nel PD, suo fratello Michele al fianco di Marsilio. Ne parlate tra di voi? “Premetto che né io sono tesserata con il PD, né mio fratello è tesserato con FdI o con altri partiti di centrodestra. Con lui mi confronto maggiormente su questioni legate alla comunicazione, che è la sua professione. Quando, raramente, ci confrontiamo su temi o posizioni politiche non lo facciamo mai con approccio ideologico o dogmatico. Può capitare che sostenitori di centrosinistra apprezzino opinioni di sostenitori del centrodestra e viceversa. Del resto, chi fa il sindaco deve farlo con atteggiamento pragmatico, aperto e volto alla soluzione dei problemi dei cittadini, non certo con l’assunzione di posizioni ideologiche




A Francavilla l’ex sindaco Luciani: “Politica nel degrado assoluto, esponente della maggioranza rifiuta di farsi vedere in pubblico con me”

A Francavilla l'ex sindaco Luciani: "Politica nel degrado assoluto, esponente della maggioranza rifiuta di farsi vedere in pubblico con me"

A Francavilla la politica è un triangolo che ruota attorno a tre personaggi: il sindaco di centrosinistra Luisa Russo, l’ex primo cittadino Antonio Luciani (ex centrosinistra transitato in una civica di centrodestra nelle regionali del 2024) e il consigliere regionale Daniele D’Amario di Forza Italia. E’ un continuo punzecchiarsi considerato che l’anno prossimo si tornerà a votare per le comunali. Se possono Luciani e D’Amario attaccano la Russo che gioca in difesa e ogni tanto contrattacca. Una telenovela che porterà all’apertura ufficiale della campagna elettorale che, nei fatti è già iniziata. Polemiche che spesso si sviluppano sui social con dei post. L’ultimo è di Antonio Luciani che mette su Facebook una sua foto su una poltrona a due in cui manca una persona. Lui stesso spiega il motivo. “Ieri mi hanno scattato questa foto su questo divano sul mare. Accanto a me c’era una persona che fa parte dell’attuale maggioranza (eliminata con l’IA e vi spiego in questo post perché)”, scrive Luciani che è stato sindaco di Francavilla per due mandati per poi lasciare a Luisa Russo che lui stesso ha proposto, salvo poi litigarci. “Credevo”, aggiunge, “che tra noi ci fosse un rapporto cordiale. Anzi, fino a ieri avrei usato parole più importanti: stima ed amicizia. Subito dopo la foto mi ha detto: «Però non pubblicarla sui social». Stupito ho chiesto perché e la risposta è stata fulminea: «Perché tu parli male dell’amministrazione». Questa frase mi ha fatto riflettere. Penso si possa criticare un’amministrazione e continuare a salutarsi. Si può pensarla diversamente e conservare rispetto, libertà e dignità. Io non ho mai “parlato male” di qualcuno: ho giudicato azioni, atti, scelte e risultati politici. E continuerò a farlo. Se persino una fotografia o un rapporto personale devono dipendere dall’appartenenza politica, allora siamo davvero diventati piccoli. Molto piccoli. Se bisogna “rendere conto” lo siamo ancor di più”. Luciani analizza: “Non provo rabbia ma molta delusione ed amarezza. L’atteggiamento “o sei con me o sei un nemico insieme al quale non mi faccio vedere”, “o mi ami oppure ti odio e devono odiarti tutti quelli che stanno con me”, non mi è mai appartenuto. Vorrà dire che per il futuro eviterò queste persone per non metterle in difficoltà. Ricordassero però che la politica passa ma il modo in cui trattano le persone, invece, resta. Questo clima d’odio, che qualcuno alimenta, va combattuto in un solo modo, con l’amore. Sappiate che io sono pronto a fare una foto con ognuno di voi, con il sorriso, come sempre ma solo se lo gradite. Sono libero e non devo rispondere a nessuno per fortuna”. Luciani si meraviglia, ma l’atmosfera è abbastanza avvelenata in città. E nessuno è esente da responsabilità, più o meno consapevolmente. Ma non è finita perché il primo dei commenti è di Daniele D’Amario che, evidentemente, conosce l’identità della persona di cui Luciani non fa il nome e scrive rivolto all’ex sindaco: “Le hai preferito Luisa Russo nella scelta a candidato sindaco e l’hai cacciata dalla giunta per un manifesto con la sua faccia che ti aspettavi un applauso?”. Trattasi di una donna alla luce delle parole del sottosegretario alla presidenza della giunta regionale con delega al turismo. Luisa Russo è in vacanza, nel frattempo legge i social. Chi sarà mai la mister X che non vuole farsi vedere in pubblico con Luciani?




Sicurezza a Roseto, Bellachioma (Lega): più controlli, più forze dell’ordine e tolleranza zero verso spaccio e illegalità

Sicurezza a Roseto, Bellachioma (Lega): più controlli, più forze dell'ordine e tolleranza zero verso spaccio e illegalità

“La sicurezza non è né di destra né di sinistra: è un diritto dei cittadini e uno dei primi doveri delle istituzioni. Roseto deve continuare ad essere una città nella quale famiglie, giovani, anziani, commercianti e turisti possano vivere e muoversi liberamente e serenamente”. Ad affermarlo è Giuseppe Bellachioma, già deputato della Lega e consigliere comunale, che interviene sul tema della sicurezza urbana chiedendo l’apertura di un confronto concreto sulle misure da adottare in città. 

“Non vogliamo alimentare paure né creare allarmismi. Vogliamo fare esattamente il contrario: prevenire oggi quei fenomeni che, se sottovalutati, domani potrebbero diventare molto più difficili da contrastare. Particolare attenzione deve essere rivolta al contrasto dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti, attraverso controlli mirati nelle zone maggiormente sensibili, nei luoghi di aggregazione, nelle aree più frequentate dai giovani e nei punti nei quali vengono eventualmente segnalate situazioni di degrado o illegalità”.

Per Bellachioma è, inoltre, necessario affrontare senza pregiudizi, ma anche senza ipocrisie, il tema dell’accoglienza.

“Chi arriva legalmente, rispetta le nostre leggi, lavora e si integra – sottolinea – deve trovare una comunità capace di accoglierlo. Ma accoglienza non può significare assenza di controllo. Legalità, integrazione e rispetto delle regole devono procedere insieme”. 

Per questo la Lega chiede che sulle strutture di accoglienza presenti sul territorio vi sia una costante collaborazione tra Prefettura, Questura, Forze dell’Ordine, Comune e soggetti gestori, verificando il rispetto delle condizioni previste dalla legge e intervenendo tempestivamente qualora emergano comportamenti illegali. 

“Non si tratta di criminalizzare gli stranieri – precisa Bellachioma – ma di applicare un principio semplicissimo: chiunque viva a Roseto, italiano o straniero, deve rispettare le stesse regole. E nei confronti di chi delinque lo Stato deve intervenire con fermezza, utilizzando nei confronti degli stranieri irregolari o condannati anche gli strumenti di allontanamento ed espulsione previsti dalla normativa”. 

Piu’ uomini e donne sul territorio

Secondo Bellachioma, la sicurezza non può essere affrontata soltanto attraverso il tema dell’immigrazione. “Sarebbe un errore – dice -. Sicurezza significa contrastare spaccio, furti, vandalismo, violenza, occupazioni abusive, degrado, guida pericolosa e ogni comportamento che limita la libertà delle persone perbene”. Da qui una serie di proposte: rafforzamento dell’organico della Polizia Locale, adeguandolo alle reali dimensioni e necessità di Roseto; maggiore presenza delle pattuglie sul territorio, soprattutto nelle ore serali e notturne e durante la stagione estiva; richiesta al Prefetto e al Questore di Teramo di un rafforzamento coordinato dei controlli delle Forze dell’Ordine nei periodi di maggiore afflusso turistico; potenziamento della videosorveglianza, individuando preventivamente le aree più sensibili; controlli mirati contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto nei luoghi frequentati dai più giovani; maggiore controllo delle strutture di accoglienza e collaborazione costante tra gestori e autorità competenti; maggiore illuminazione e cura delle zone nelle quali degrado e scarsa frequentazione possono favorire comportamenti illeciti; istituzione di un tavolo permanente sulla sicurezza urbana tra Comune, Polizia Locale, Forze dell’Ordine e Prefettura, con particolare attenzione alla stagione estiva.

Prevenire prima che i problemi diventino emergenza

“Roseto durante l’estate cambia dimensione – sottolinea Bellachioma – e una città che moltiplica le proprie presenze non può essere controllata con gli stessi strumenti e gli stessi organici dei mesi invernali. La sicurezza estiva deve quindi essere programmata prima, non affrontata quando l’emergenza è già esplosa”. La proposta è quella di predisporre ogni anno un vero Piano Estate Sicura, individuando preventivamente uomini, turni, aree sensibili, manifestazioni, controlli, videosorveglianza e coordinamento tra le diverse Forze dell’Ordine.

“Più divise nelle strade non significano una città militarizzata. Significano esattamente il contrario: una città nella quale il cittadino perbene si sente libero e chi pensa di poter delinquere sa che esiste un controllo reale del territorio”. 

La linea della Lega è quindi quella della fermezza accompagnata dalla prevenzione. “Non vogliamo aspettare che Roseto abbia un problema di sicurezza per cominciare ad occuparcene. Vogliamo impedire che quel problema nasca o si consolidi. Per questo chiediamo più prevenzione, più controlli, più Polizia Locale, maggiore coordinamento con Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, contrasto senza sconti allo spaccio e verifica rigorosa delle situazioni di irregolarità. Accogliere chi rispetta le nostre regole, integrare chi vuole far parte della nostra comunità e intervenire con fermezza contro chi delinque. Questa non è propaganda sulla sicurezza. È semplicemente – conclude – il modello di città che vogliamo. Una Roseto aperta e accogliente, ma soprattutto sicura, ordinata e libera”. 




L’ex sindaco di Francavilla Antonio Luciani chiama la sua gente a raccolta in vista delle elezioni del 2027

L'ex sindaco di Francavilla Antonio Luciani chiama la sua gente a raccolta in vista delle elezioni del 2027

L’ex sindaco di Francavilla Antonio Luciani chiama a raccolta i fedelissimi attorno all’associazione Nuova Mente, in vista delle elezioni comunali dell’anno prossimo. “In questi mesi abbiamo parlato, discusso, raccolto idee e, soprattutto, incontrato tante persone. È arrivato il momento di capire se ci sono davvero l’entusiasmo, le energie e le persone per costruire una proposta seria per Francavilla nel 2027”, sostiene l’ex primo cittadino per due mandati. “Lunedì 14 settembre, alle ore 20.30, ci ritroveremo con tutti gli amici che hanno voglia di partecipare a questo percorso. Non per fare proclami ma per decidere tre cose molto concrete: capire quanti siamo, quanto entusiasmo c’è e se esistono davvero le condizioni per costruire una proposta credibile e competitiva per le elezioni comunali del 2027; scegliere i candidati; senza personalismi e senza decisioni già prese. Se il progetto c’è, dovremo individuare insieme le persone migliori per rappresentarlo; organizzare il lavoro, ovvero stabilire obiettivi, gruppi di lavoro, incontri, ascolto della città e un calendario preciso per i prossimi mesi”. Infine la chiamata alle armi: “Io sono pronto a fare la mia parte, in qualsiasi ruolo sarà ritenuto più utile. Dobbiamo capire se possiamo costruire una squadra e un progetto capaci di far ripartire Francavilla”. Antonio Luciani è stato sindaco di Francavilla a capo di una coalizione di centrosinistra; negli ultimi anni ha avuto come vice Luisa Russo (PD) che ha sostenuto nelle ultime consultazioni amministrative. Poi, la rottura. E la decisione di correre per l’elezione del consiglio regionale nella lista del presidente Marco Marsilio. Ovvero passando dall’altra parte della barricata politica. Con 1712 preferenze è stato il primo dei non eletti nella circoscrizione di Chieti dietro a Luciano Marinucci con 2.168. Ora si prepara a una nuova avventura tenendo conto della presenza del centrosinistra della sindaca Luisa Russo e del centrodestra che fa capo a Daniele D’Amario di Forza Italia, sottosegretario alla presidenza della giunta regionale con delega al turismo.




D’Elpidio dell’Udc: a Roseto prima il progetto e poi i nomi, ricostruiamo l’unità del centrodestra

D'Elpidio dell'Udc: a Roseto prima il progetto e poi i nomi, ricostruiamo l'unità del centrodestra

Riceviamo e pubblichiamo:

Mentre la politica rosetana sembra essere già entrata nella stagione della ricerca dei candidati sindaco, delle alleanze e delle strategie elettorali, una parte del centrodestra continua a lavorare per un obiettivo che considero ancora possibile e soprattutto necessario: ricostruire l’unità dell’intera coalizione, da Fratelli d’Italia a Forza Italia, dalla Lega a Noi Moderati e all’UDC.

Forza Italia, Lega e UDC hanno scelto di proseguire insieme un percorso che parte non dai nomi, ma dai problemi di Roseto e dalle possibili soluzioni. E continueremo fino all’ultimo a cercare di riprendere il cammino momentaneamente interrotto con Fratelli d’Italia e Noi Moderati.

Rispettiamo le proposte e le interlocuzioni che questi partiti stanno portando avanti con alcune realtà civiche. Ma ci chiediamo se un centrodestra che possiede storia, valori, classe dirigente e capacità di governo debba davvero rinunciare preventivamente a ricercare al proprio interno una sintesi politica e programmatica, rischiando così di abdicare al proprio ruolo di guida.

Non è però nostra intenzione trasformare questa riflessione nell’ennesima disputa tra partiti. Il vero problema non è stabilire oggi chi debba essere il candidato sindaco. Il problema è stabilire quale Roseto vogliamo costruire.

Perché mentre discutiamo di candidature e alleanze, i cittadini continuano a confrontarsi ogni giorno con problemi concreti che chiedono risposte altrettanto concrete.

Noi abbiamo iniziato a individuare alcune priorità e vogliamo farlo ascoltando cittadini, associazioni, categorie economiche e professionali. Non abbiamo la presunzione di conoscere da soli tutti i problemi né, tantomeno, tutte le soluzioni.

Per questo il nostro messaggio è semplice: non ci servono cinquanta aspiranti sindaci, ci servono cinquanta buone idee per Roseto. E magari anche cento.

Dobbiamo tornare a spiegare a un cittadino perché dovrebbe uscire di casa per andare a votare, soprattutto in un momento di forte sfiducia verso la politica. Non possiamo chiedergli soltanto di scegliere un nome: dobbiamo indicargli quale città immaginiamo tra cinque o dieci anni, cosa intendiamo realizzare, con quali risorse e in quali tempi.

Negli anni abbiamo visto troppi programmi elettorali ambiziosi trasformarsi, dopo le elezioni, in promesse dimenticate. Noi vorremmo cambiare metodo.

La parola data deve tornare ad avere un valore. Una stretta di mano, per la cultura politica alla quale appartengo, vale più di cento carte bollate sottoscritte.

Sono un democristiano di lungo corso e continuo a credere nell’arte della mediazione. Mediare non significa essere deboli né rinunciare alle proprie idee: significa avere la capacità di mettere attorno allo stesso tavolo persone che possono pensarla diversamente e trovare ciò che le unisce nell’interesse della comunità.

Una mia guida spirituale mi ricordava che, quando qualcuno sbaglia, non bisogna limitarsi a criticarlo, ma provare ad aiutarlo. È con questo spirito che continueremo a cercare il dialogo con tutte le componenti del centrodestra.

Forza Italia, con Maristella Urbini, può mettere a disposizione una lunga esperienza politica e amministrativa unitamente al  proprio partito che sta mostrando una significativa capacità di crescita;

la Lega, con Giuseppe Bellachioma, protagonista di un’intensa stagione politica e titolare di rapporti istituzionali consolidati sia a livello regionale che nazionale,  è dotato di una significativa esperienza politica, capacità di lettura dei diversi scenari e grande determinazione.

Per quanto mi riguarda, porto nella politica quelli che sono i valori di una vita spesa nel volontariato e nella professione: dedicarsi al prossimo e ai  più bisognosi di aiuto organizzando, programmando,  fissando obiettivi e misurando risultati che solo una buona politica fatta di servizio per i cittadini e con i cittadini rosetani deve e può garantire.

Vorrei che anche nell’amministrazione pubblica esistesse una sorta di “VERIFICA PERMANENTE DEI RISULTATI” da pubblicare trimestralmente: abbiamo promesso questo, quanto abbiamo realizzato? In quali tempi? Dove siamo rimasti indietro e perché?

Perché la bontà della politica, alla fine, si misura sui risultati e non sulle dichiarazioni, sui post o sui selfie.

Ed è su questo terreno che vogliamo coinvolgere direttamente i rosetani. Segnalateci i problemi, anche quelli che non abbiamo ancora individuato. Proponeteci soluzioni. Chi vive quotidianamente una difficoltà può mostrarci aspetti che la politica, osservandola da un’altra prospettiva, rischia di non vedere.

La nostra idea di politica è innanzitutto servizio alla comunità e non uan comunità della quale servirsi per le proprie carriere politiche personali.

Per questo rivolgiamo ancora una volta un appello agli amici di Fratelli d’Italia e Noi Moderati: riprendiamo il cammino insieme. Sediamoci attorno a un tavolo partendo dal progetto della Roseto dei prossimi dieci anni. Se riusciremo a condividere una visione della città, sarà molto più semplice individuare anche la persona migliore per rappresentarla.

Forza Italia, Lega e UDC continueranno fino all’ultimo a lavorare per ricostruire un centrodestra integro in tutte le sue componenti. Questa è la nostra casa politica e questo rimane il percorso naturale e prioritario.

Ma una casa politica deve essere capace di costruire, non diventare un recinto nel quale appartenenze, veti e ambizioni personali finiscano per prevalere sul progetto.

Per questo vogliamo essere altrettanto chiari: se, nonostante ogni nostro tentativo, non dovessero maturare all’interno dell’intera coalizione le condizioni per condividere metodo, progetto e visione, non avremmo difficoltà ad esaminare responsabilmente altri percorsi capaci di condurci agli obiettivi che ci siamo prefissati.

Non significherebbe rinnegare valori, storia o appartenenza politica. Significherebbe affermare un principio molto semplice: prima vengono Roseto e i suoi cittadini, poi le strategie e le convenienze delle singole persone o dei partiti.

Il nostro auspicio resta quello di realizzare questo progetto con un centrodestra finalmente riunito: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e UDC, insieme alle migliori energie civiche della città.

Lavoreremo fino all’ultimo perché questo accada.

Ma se qualcuno dovesse renderlo impossibile, non rinunceremo al progetto per salvare una formula: cercheremo la formula migliore per salvare e realizzare il progetto.

Perché Roseto non ha bisogno di una politica che guardi soltanto alle prossime elezioni.

Ha bisogno di una politica capace di guardare ai prossimi dieci anni.

Dante D’Elpidio
Responsabile UDC – Roseto degli Abruzzi




Tortoreto 2027, Lega al lavoro sulle proposte per il centrodestra: sicurezza, tecnologia e più strumenti per la polizia locale

Tortoreto 2027, Lega al lavoro sulle proposte per il centrodestra: sicurezza, tecnologia e più strumenti per la polizia locale

In attesa dell’avvio del tavolo del centrodestra per la definizione del programma e della proposta amministrativa in vista delle elezioni comunali del 2027, la Lega di Tortoreto è al lavoro per portare al confronto della coalizione idee e proposte concrete per la prossima consiliatura. Tra i primi temi individuati c’è quello della sicurezza e del rafforzamento della polizia locale attraverso l’assunzione di nuovi agenti, l’acquisto di mezzi moderni e l’aggiornamento delle dotazioni tecnologiche e di difesa, oltre ad un ammodernamento e potenziamento della videosorveglianza del territorio comunale. “Vogliamo arrivare al tavolo del centrodestra – spiega – con proposte concrete e realizzabili, partendo dai problemi che riguardano ogni giorno cittadini, famiglie, attività economiche e turisti. Il programma dovrà naturalmente nascere dal confronto tra tutte le forze della coalizione, ma crediamo sia giusto iniziare fin da ora a lavorare sui contenuti”.

Videosorveglianza e nuove tecnologie: una delle priorità sarà un nuovo piano di investimenti nella videosorveglianza, con il potenziamento della rete esistente e l’individuazione dei punti strategici nei quali installare nuove telecamere. L’obiettivo è dotare Tortoreto di un sistema sempre più moderno e integrato, capace di supportare concretamente il lavoro quotidiano della polizia locale e delle forze dell’ordine nella prevenzione e nell’accertamento degli illeciti. Accanto alla videosorveglianza, la Lega propone di valutare nuovi strumenti tecnologici per il controllo del territorio e della viabilità, investendo sulle dotazioni operative a disposizione degli agenti.

Più presenza nelle aree sensibili: particolare attenzione dovrà essere dedicata alle aree ciclopedonali e alla pista ciclabile, prevedendo controlli mirati e, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico, anche pattuglie della polizia locale in bicicletta. Nelle aree più esposte a fenomeni di degrado, abusivismo o comportamenti illeciti potrà inoltre essere valutato l’impiego mirato di personale in abiti civili, nell’ambito delle competenze della polizia locale.

Più strumenti per valorizzare il lavoro della polizia locale: la proposta della Lega parte dalla volontà di valorizzare il personale e le professionalità già presenti nella polizia locale di Tortoreto, mettendo gli agenti nelle condizioni di operare con strumenti, tecnologie e risorse sempre più adeguati alle esigenze di una località turistica che nei mesi estivi vede aumentare considerevolmente la propria popolazione. In questa direzione rientra anche il rafforzamento degli strumenti necessari alla gestione dei rilievi degli incidenti stradali, così da consentire alla polizia locale di svolgere sempre più efficacemente  e velocemente le proprie funzioni. “Investire sulla polizia locale – sottolinea – significa investire sulla sicurezza di Tortoreto. Più tecnologia, più strumenti e una migliore capacità di presidio consentono di valorizzare il lavoro degli agenti”. Per la Lega la sicurezza sarà, quindi, uno dei temi da portare al prossimo tavolo programmatico del centrodestra, insieme alle altre priorità per lo sviluppo della città. “L’obiettivo – conclude – è costruire, con tutte le forze della coalizione, un programma concreto per i prossimi cinque anni, basato su interventi realizzabili, investimenti sostenibili e risultati verificabili dai cittadini”.




Il Psi dell’Aquila mette in campo le idee per la città a un anno dal voto

Il Psi dell'Aquila mette in campo le idee per la città a un anno dal voto

Il PSI Avanti – Unità Riformista presenta idee e proposte per il buon governo della città dell’Aquila.

Appuntamento lunedì 15 giugno alle ore 11 nella sala preconsiliare di Palazzo Margherita all’Aquila. “ Unità riformista presenta le proposte per il buon governo della città”, il titrolo dell’incontro.

In una stagione politica caratterizzata da contrapposizioni ideologiche e da estremismi privi di senso, con protagonisti spesso spregiudicati e abituati a cambiare schieramento per opportunismo, è auspicabile un ritorno alla buona politica: quella che rimette al centro gli interessi generali, lo sviluppo della città e del territorio, il decoro urbano e la valorizzazione della sua bellezza.

“Una politica che si occupi concretamente dei parcheggi e dei servizi per i cittadini, che favorisca la realizzazione di meno centri commerciali e di più centri sociali e culturali e che rilanci il tema delle infrastrutture, con particolare attenzione al collegamento ferroviario tra L’Aquila e Roma”, sostiene Lelio De Santis, coordinatore provinciale PSI L’Aquila. “Una buona politica capace di ascoltare i cittadini e di rispettare gli avversari politici; una politica che sappia riconoscere gli atti amministrativi positivi dell’Amministrazione in carica, ma che consenta anche all’opposizione di vedere accolte le proprie proposte quando risultino utili per la città”.

A un anno dal rinnovo del consiglio comunale, in un quadro politico cittadino incerto e poco definito, sia da una parte sia dall’altra, con il rischio che la scelta dei candidati sindaco venga decisa nei bar o imposta dall’alto, il PSI aquilano intende far sentire la propria voce e proporre alla città, con trasparenza, idee, progetti e persone perbene per il futuro amministrativo del capoluogo.

L’appello è chiaro: “Riformisti aquilani, uniamoci per il buon governo della città!”




A Roseto degli Abruzzi nel 2027 Di Giuseppe sarà uno degli sfidanti di Nugnes per la poltrona di sindaco

A Roseto degli Abruzzi Di Giuseppe sarà uno degli sfidanti di Nugnes per la poltrona di sindaco

A un anno dal voto per le comunali a Roseto degli Abruzzi cominciano a incastrarsi i primi tasselli del mosaico politico. Il centrodestra si sta schierando attorno al nome di Francesco Di Giuseppe. Sarà il 37enne consigliere comunale di Fratelli d’Italia il candidato sindaco chiamato a sfidare il primo cittadino uscente Mario Nugnes, pronto a correre per il secondo mandato. La decisione è stata presa al termine di un confronto tra le forze della coalizione, che avrebbe trovato l’intesa su una candidatura unitaria. Sono sei le liste pronte a sostenere Di Giuseppe: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Noi Moderati e la civica Forza Roseto.   

Francesco Di Giuseppe, classe 1989, dal 2021 siede in consiglio comunale a Roseto degli Abruzzi, dove è stato eletto con 411 preferenze nella lista di Fratelli d’Italia a sostegno di William Di Marco. E’ capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale.




Il centrodestra a Tollo lancia la candidatura a sindaco dell’avvocato Mariani per le elezioni del 2027

Il centrodestra a Tollo lancia la candidatura a sindaco dell'avvocato Mariani per le elezioni del 2027

Il centrodestra di Tollo si porta avanti. Il 16 maggio, alle ore 18, al locale “Da Dam – Pub & Lounge Bar, l’avvocato e consigliere di opposizione Filomena Mariani annuncerà quel che ormai è di dominio pubblico, ovvero la candidatura a sindaco in vista delle prossime elezioni amministrative del 2027.

“Un momento importante per condividere idee, progetti e una nuova visione per il futuro del paese”, fa sapere l’avvocato Mariani.  Che anche nelle ultime settimane non ha perso occasione criticare l’operato del sindaco Angelo Radica (PD). “A Ortona, durante il corteo del Perdono di San Tommaso (e non è la prima volta), molti hanno notato un dettaglio che non è passato inosservato:

il sindaco di Tollo indossava la fascia della Provincia, anziché quella comunale”, ha scritto in un post sui social. “Perché di nuovo questa scelta? Perché non rappresentare ufficialmente il Comune con la fascia da sindaco? E perché affidarla non al vicesindaco, ma all’assessore? Forse si è ritenuto più importante dare lustro alla Provincia anziché al Comune di Tollo? O forse si considera quella carica più rilevante rispetto al ruolo di sindaco? Tollo merita considerazione”. La sensazione è che l’avvocato Mariani voglia approfittare di qualche passaggio a vuoto del sindaco PD per lanciare una campagna elettorale lunga. Che a Tollo più che altrove di solito è senza esclusione di colpi.




Al voto nel 2027: anche l’ipotesi Bergamotto per la successione di Biondi all’Aquila

Al voto nel 2027: c'è anche l'ipotesi Bergamotto per la successione di Biondi a sindaco dell'Aquila

Voci, illazioni e veleni. Sta per iniziare la corsa a Palazzo Margherita che Pierluigi Biondi lascerà l’anno prossimo avendo esaurito il suo mandato. Si dice che potrebbe essere il candidato del centrodestra alle prossime elezioni regionali per il centrodestra al posto di Marsilio. Si dice, si vedrà. Più imminente la corsa alla poltrona di sindaco dell’Aquila.  Tra le voci e le ipotesi sta prendendo consistenza quella di  Fausta Bergamotto, ex presidente del Castel di Sangro calcio,  sottosegretario del governo Meloni.  Scegliere una persona di assoluta fiducia di Biondi che nello stesso tempo abbia una preparazione politica strategica notevole e la  volontà per portare a compimento  i progetti della passata amministrazione per la città di l’Aquila. Di certo il parere di Biondi nella scelta del candidato della coalizione avrà il suo peso. Non fosse che per l’amicizia con Giorgia Meloni.  La Bergamotto sembra essere una  figura politica in grado di  riscuotere consensi dei cittadini aquilani e riunire i compagni di partito, sanare i malumori e le incomprensioni.  Sembra, inoltre, che la Bergamotto riscuota anche “un notevole apprezzamento politico” della stessa premier e di Marsilio. Per ora solo una voce. Di certo credibile anche alla luce del lavoro che sta svolgendo Fausta Bergamotto negli ultimi anni. E la sua moderazione politica in grado di catalizzare attenzioni bipartisan.