Famiglia nel bosco, la ministra Roccella attesa a Palmoli per incontrare i genitori

Un'immagine della ministra Eugenia Roccella

Arriva la ministra della famiglia Eugenia Roccella oggi pomeriggio a Palmoli, nell’Alto Vastese, per incontrare i genitori della famiglia (neorurale) nel bosco. Appuntamento in municipio alla presenza del sindaco Masciulli e del legale dei genitori Simone Pillon, ex parlamentare della Lega. L’incontro avviene dopo che la famiglia è stata riunita per il fine settimana nella nuova casa messa a disposizione del Comune. I bambini vanno a scuola a Vasto e un po’ alla volta si va verso il ricongiungimento auspicato dal tribunale per i minorenni dell’Aquila. Il pensiero della ministra Roccella è noto: “Io penso che si separano i bambini dai genitori in condizioni di rischio veramente forte, per la vita, di abusi. Separare le madri e i padri dai figli è veramente una misura estrema”, ha detto a proposito del caso della famiglia nel bosco. “Separare i bambini dai genitori – ha sottolineato – è una decisione pesante. Chiunque di noi ricorda nella propria infanzia il rapporto con i genitori. L’idea di essere separati e di essere trasportati in una condizione del tutto diversa rispetto al proprio stile di vita è già abbastanza traumatica, ma la separazione dai genitori è davvero una decisione molto forte da parte dello Stato”. “Credo che si vuole intervenire in condizioni di disagio, – ha osservato Roccella – gli esperti dovrebbero secondo me aiutare il nucleo familiare, cercando di ricostruirlo, tenerlo unito e di far capire dove ci sono eventualmente errori, non partire immediatamente da una separazione che è traumatica”. Oggi il nuovo incontro con i genitori in un contesto sicuramente migliore.




Famiglia nel bosco, i bambini trascorreranno il fine settimana a casa a Palmoli con i genitori

Il ricongiungimento gradualeCome da programma, a partire da settembre sono iniziati gli incontri diurni tra i componenti della "famiglia nel bosco". Il comune ha concesso un'abitazione gratuita ai due coniugi, mentre i minori sono ospiti di una casa famiglia a Vasto. Il 22 settembre, i tre fratelli erano entrati per la prima volta nella nuova abitazione dei genitori, e il 29 settembre erano poi tornati nel casolare di Palmoli, dove avevano trascorso circa un'ora e mezza con la coppia. Il secondo incontro, come dichiarato da Pillon, era passato tra giochi, biscotti allo zenzero e una cena cucinata da mamma Catherine. I bambini dormiranno nella nuova casa, ma di giorno potranno tornare nel casolare del bosco, dove rivedranno gli animali con cui vivevano prima dell'allontanamento. Il sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli ha detto che i vari step richiesti a Catherine Birmingham e Nathan Trevallion sono stati eseguiti: "Oramai il problema casa non esiste, il problema scolarizzazione non esiste, il problema socializzazione non esiste, tutte le visite mediche possibili e immaginabili sono state condotte da specialisti sulla famiglia e sui bambini e tutti gli psicologi e neuropsichiatri che si sono occupati della vicenda hanno raccomandato il rapido congiungimento dei minori con la famiglia".

Una buona notizia per i genitori della “famiglia nel bosco”. I bambini potranno trascorrere il fine settimana a casa con mamma e papà, senza che ci sia qualcuno a supervisionare. La richiesta avanzata da Catherine e Nathan è stata accolta, dopo 11 mesi di attesa. Si tratta di un altro passo avanti nella strada per il pieno ricongiungimento è alle battute finali. I bimbi rimarranno con mamma e papà per una notte e poi torneranno alla casa famiglia di Vasto. Come da programma, a partire da settembre sono iniziati gli incontri diurni tra i componenti della “famiglia nel bosco”. Il comune ha concesso un’abitazione gratuita ai due coniugi, mentre i minori sono ospiti di una casa famiglia a Vasto. Il 22 settembre, i tre fratelli erano entrati per la prima volta nella nuova abitazione dei genitori, e il 29 settembre erano poi tornati nel casolare di Palmoli, dove avevano trascorso circa un’ora e mezza con la coppia.

Il secondo incontro, come dichiarato dall’avvocato della famiglia Simone Pillon, era passato tra giochi, biscotti allo zenzero e una cena cucinata da mamma Catherine. I bambini dormiranno nella nuova casa, ma di giorno potranno tornare nel casolare del bosco, dove rivedranno gli animali con cui vivevano prima dell’allontanamento. 




I bambini portati dai genitori: la famiglia nel bosco si riunisce nella nuova casa di Palmoli

I bambini portati dai genitori: la famiglia nel bosco si riunisce nella nuova casa di Palmoli

Si è svolto nel pomeriggio di oggi, intorno alle ore 16,30, l’incontro dei bambini della famiglia nel bosco con i genitori, Nathan e Catherine, nella casa messa a disposizione dal Comune a Palmoli: è la prima volta che tutti e cinque sono insieme nella nuova abitazione. Una reunion che era saltata la settimana scorsa per via dell’eccessiva attenzione mediatica che hanno convinto gli assistenti sociali a spostare l’incontro. La riunione fra tutti i familiari è durata più tempo rispetto al previsto, in accordo con i servizi sociali.

«Questo pomeriggio, dopo 23 giorni dall’ordinanza, i bambini hanno finalmente potuto recarsi a Palmoli per stare con mamma e papà nella casa messa a disposizione dal sindaco. L’incontro é stato gioioso e sereno -il  racconto di Pillon al termine del tempo passato finalmente insieme  -.  Mamma Catherine aveva preparato i biscotti allo zenzero, i bambini hanno giocato e poi hanno preparato tutti insieme la cena con mamma e papà». «Colgo l’occasione – ha aggiunto – per ringraziare il sindaco di Palmoli che ha garantito il servizio d’ordine, i giornalisti che si sono mantenuti alla giusta distanza, come peraltro già accaduto la scorsa settimana, la tutrice e la curatrice presenti insieme alla difesa, e lo stesso servizioche ha garantito l’attuazione delle decisioni del Tribunale per i minorenni. Ci auguriamo tutti che l’ormai iniziato percorso di rientro possa ora svolgersi nel migliore dei modi e senza piú intoppi, anche in vista dell’imminente graduale inserimento dei pernotti». Sollevato anche il sindaco di Palmoli: «L’incontro è andato bene e tutto si è svolto nel migliore dei modi – ha commentato Giuseppe Masciulli -. Presenti anche i due cani di famiglia, Spirit e Sophie. Finalmente è partito il ciclo di rientro dei bambini a casa con la famiglia. I piccoli potranno rivedere anche la vecchia dimora, con l’asino e il cavallo a cui sono affezionati». I bambini frequentano la scuola a Vasto dalla scorsa settimana.




I bambini della famiglia nel bosco a scuola a Vasto: primo giorno tra curiosità e occhi puntati addosso

I bambini della famiglia nel bosco a scuola a Vasto: primo giorno tra curiosità e occhi puntati addosso

Primo giorno di scuola per i tre bambini della famiglia nel bosco di Palmoli. Due sono iscritti alla seconda elementare e uno alla quarta. Primo giorno con gli occhi addosso dei compagni di scuola, genitori e la solita comitiva di giornalisti e fotografi. Primo giorno di socializzazione dopo diversi mesi trascorsi nella vicina casa famiglia denominata Casa accoglienza Genova Rulli che dista qualche chilometro dalla scuola dove sono stati iscritti. I bambini sono arrivati accompagnati dagli assistenti sociali. Nella giornata di martedì era saltato il ritorno a Palmoli per la calca di giornalisti davanti alla casa messa a disposizione dal Comune. L’incontro tra figli e genitori è avvenuto altrove, lontano da occhi indiscreti.




Famiglia nel bosco, il legale: «Annullato l’incontro coi bambini a Palmoli». Ma figli e genitori si sono visti lontano da Palmoli e dalle telecamere

Famiglia nel bosco, il 3 novembre l'appello al tribunale chiesto dall'avvocato Pillon

Troppa attesa, troppi fai puntati su Palmoli. «Il previsto incontro di oggi è stato purtroppo spostato all’ultimo in altra sede, nonostante il sindaco del Comune di Palmoli, su richiesta dei genitori, avesse transennato l’area per garantire la privacy. Lo stesso sindaco ha fatto personalmente andare via i giornalisti, ma, nonostante non ne fosse rimasto neppure uno, gli operatori del servizio hanno comunque imposto di annullare il rientro dei bambini a Palmoli e di tenere l’incontro presso la solita località protetta».

Lo ha annunciato l’avvocato Simone Pillon, legale dei genitori della cosiddetta famiglia nerl bosco. «Spiace perché i piccoli attendevano questo momento da 10 mesi e la loro attesa è andata delusa. Spiace doppiamente – sottolinea il legale – perché la famiglia aveva avvisato gli operatori del servizio sociale già lo scorso venerdì 11 settembre chiedendo loro di adottare misure idonee a prevenire il prevedibile afflusso di stampa. Tale corrispondenza non ha ricevuto alcuna risposta e i genitori hanno dovuto attivarsi in proprio, contando solo sulla preziosa collaborazione del sindaco di Palmoli, salvo poi vedere ancora una volta sacrificati i diritti dei bambini».

Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha spiegato ai giornalisti: «I servizi sociali, che hanno mandato in avanscoperta due assistenti sociali giovani, hanno ritenuto che non vi fossero le condizioni di sicurezza e privacy necessarie».

L’incontro, «protetto», è stato interpretato come un primo passo nel solco tracciato dal tribunale per i minorenni dell’Aquila, che dovrebbe portare la famiglia a passare insieme un weekend intero ad ottobre e poi, successivamente, al ricongiungimento definitivo. Un percorso «a tappe», graduale ma segnato.

In serata il legale Pillon ha confermato che l’incontra tra genitori e figli è comunque avvenuto. Non a Palmoli come ipotizzato e come volevano le parti, ma lontano da occhi indiscreti.




E’ il giorno del primo ricongiungimento della famiglia nel bosco di Palmoli. Da domani bambini a scuola a Vasto

E' il giorno del primo ricongiungimento della famiglia nel bosco di Palmoli. Da domani bambini a scuola a Vasto

A meno di sorprese, oggi è il giorno del primo ricongiungimento, come da disposizione del tribunale per i minorenni dell’Aquila. I tre bambini della famiglia nel bosco di Palmoli potranno trascorrere qualche ora con i genitori anglo-australiani fuori dalla casa famiglia dove si trovano dal 20 novembre scorso. E’ il primo passo del ricongiungimento a tappe disposto dai magistrati contestato e impugnato dall’avvocato della famiglia Simone Pillon. Un’occasione che tutte le parti in causa hanno organizzato nei dettagli perché regali gioia e serenità ai bambini. Che potranno stare con i genitori e probabilmente andranno a vedere per la prima volta la nuova casa a Palmoli che il Comune ha messo a disposizione in comodato d’uso gratuito per due anni. Casa che ha tutti i requisiti richiesti dalla legge. Staranno con i genitori per un primo ricongiungimento e per poi tornare nella casa famiglia alla vigilia dell’ingresso alla scuola primaria di Vasto, in programma mercoledì, che vedrà iscritti i tre figli: due alla seconda elementare e uno alla quarta. Anche questa sarà una prima volta per i bambini della famiglia nel bosco. Si prepareranno ad andare a scuola nel mentre continuano polemiche e dibattiti. Resta il fatto che oggi la famiglia si riunisce per qualche ora e potrà farlo anche nella nuova casa di Palmoli. “Il provvedimento ci ha spezzato il cuore” hanno detto moglie e marito la scorsa settimana. All’orizzonte, però, c’è un giorno speciale per tutta la famiglia.




Martedì il primo ricongiungimento della famiglia nel bosco: i bambini potranno stare con i genitori fuori dalla casa famiglia di Vasto

Martedì il primo ricongiungimento della famiglia nel bosco: i bambini potranno stare con i genitori fuori dalla casa famiglia di Vasto

Il giorno da cerchiare in rosso sarà quello di martedì 15 settembre. I tre bambini della famiglia del bosco di Palmoli potranno ricongiungersi per qualche ora con i genitori anglo-australiani. E’ il primo passo del ricongiungimento a tappe disposto dal tribunale minorile dell’Aquila contestato e impugnato dall’avvocato della famiglia Simone Pillon. I bambini potranno stare con i genitori anche fuori dalla casa famiglia che li ospita, a Vasto, da una decina di mesi. E quindi potranno fare ritorno a Palmoli nella casa nel bosco. Staranno con i genitori per un primo ricongiungimento e per poi tornare nella casa famiglia. Si prepareranno ad andare a scuola nel mentre continuano polemiche e dibattiti. Resta il fatto che martedì la famiglia potrà riunirsi per qualche ora e potrà farlo anche nella ormai casa nel bosco di Palmoli. “Il provvedimento ci ha spezzato il cuore” hanno detto moglie e marito la scorsa settimana. All’orizzonte, però, c’è un giorno speciale per tutta la famiglia.




Famiglia nel bosco: ‘La decisione ci spezza il cuore, faremo ricorso’. Video dopo la decisione del tribunale e l’avvocato attacca i servizi sociali

Famiglia nel bosco: 'La decisione ci spezza il cuore, faremo ricorso'. Video dopo la decisione del tribunale e l'avvocato attacca i servizi sociali

“Una decisione che ci ha spezzato il cuore”: Catherine e Nathan, i genitori dei tre bambini della famiglia nel bosco, commentano così in un video (in un italiano stentato) la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila dei giorni scorsi che ha avviato il percorso per il graduale ricongiungimento dei minori con la famiglia.

La coppia ha annunciato il il ricorso contro il provvedimento, mentre il loro legale Simone Pillon denuncia “l’inerzia” dei servizi sociali nell’attuazione delle disposizioni dei giudici.

Il provvedimento del Tribunale prevede un percorso a tappe, con il rientro graduale a Palmoli e il monitoraggio dei servizi sociali, chiamati a verificare il reinserimento dei minori. Secondo Pillon, a diversi giorni dal deposito della decisione non sarebbe però ancora stato avviato il programma di rientro dei tre bambini, che dallo scorso novembre si trovano nella casa-famiglia di Vasto, né sarebbe stata fissata una data per l’incontro tra i soggetti coinvolti. Il legale riferisce di avere chiesto una riunione per affrontare gli aspetti pratici del percorso e sostiene che tutrice, curatrice e medici della Neuropsichiatria infantile di Atessa abbiano dato immediatamente la propria disponibilità, mentre il Servizio sociale affidatario avrebbe rinviato. Nel video i genitori ricordano che i tre figli sono separati dalla famiglia da dieci mesi.

“Dovranno fare avanti e indietro senza una chiara prospettiva per il loro futuro, rimanendo in una casa famiglia chissà per quanto tempo”, affermano. “Rimaniamo convinti – sottolineano – dell’urgenza di riportare i nostri preziosi bambini alla sicurezza, alle cure e all’amore della loro famiglia”. La coppia esprime inoltre “profonda preoccupazione” per la salute e il benessere dei figli e sostiene che i medici che li seguono abbiano indicato nel ritorno immediato a casa l’unico modo per ridurre i rischi per la loro salute. “Tutto ciò è stato ignorato”, accusano. Da qui la decisione di fare ricorso, chiedendo che siano considerate “le esigenze di salute dei figli e il nostro e il loro diritto all’istruzione domiciliare”. I genitori contestano l’iscrizione alla scuola pubblica, spiegando di avere presentato un programma dettagliato di istruzione domiciliare, simile a quello seguito finora anche in casa-famiglia. “Abbiamo scelto l’Italia – affermano – per le sue libertà e i diritti che tutelano migliaia di famiglie” che hanno optato per l’istruzione parentale, ribadendo la volontà di continuare a collaborare con le persone e le realtà coinvolte nella vicenda.




Famiglia nel bosco: niente rientro immediato a casa per i tre figli. Sarà un ricongiungimento a tappe

Famiglia nel bosco: niente rientro immediato a casa per i tre figli. Sarà un ricongiungimento a tappe

I tre figli dei coniugi della cosiddetta famiglia nel bosco non rientreranno subito a casa con i loro genitori a Palmoli. Non ci sarà l’immediato ricongiungimento. Resteranno per il momento ( e fino a data da destinarsi) nella struttura protetta di Vasto, frequenteranno la scuola dell’obbligo sempre a Vasto e per loro è previsto un reinserimento a tappe in famiglia.  Tra un mese, se la relazione delle assistenti sociali sarà positiva, i tre minori potranno trascorrere un weekend intero (il primo dopo tanti mesi)  nella casetta in pietra a Palmoli, insieme ai loro genitori e con anche i loro amati animali.
È arrivata stamattina l’attesa decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila (anticipata dal Corriere della Sera) che doveva pronunciarsi sulla richiesta di ricongiungimento dei tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la cui potestà genitoriale è stata sospesa nel novembre 2025. 
Il provvedimento di oggi probabilmente non soddisfa in pieno il legale della famiglia, avvocato Pillon, che sperava nel pieno ricongiungimento:  «Presenteremo reclamo alla Corte di Appello» – dice Pillon intervistato a Ore 11, su Retequattro .




La deputata Brambilla chiede al Tribunale per i minorenni di decidere in fretta sul ricongiungimento della famiglia nel bosco

La deputata Brambilla chiede al Tribunale per i minorenni di decidere in fretta sul ricongiungimento della famiglia nel bosco

La vicenda della famiglia nel bosco torna al centro del dibattito dopo le parole di Michela Vittoria Brambilla, che ha contestato il ritardo del Tribunale per i minorenni dell’Aquila sulla decisione legata al ricongiungimento familiare. La deputata e presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza ha parlato di una situazione che continua a pesare sui tre bambini e sui loro genitori, Catherine e Nathan.

“Per i bambini della ‘famiglia nel bosco’ l’incubo sembra non finire mai”, ha detto la deputata Brambilla, sottolineando che i piccoli hanno già trascorso il Natale lontano dai genitori e rischiano ora di vivere anche il Ferragosto in casa famiglia.

Secondo Michela Vittoria Brambilla, il difensore aveva presentato l’istanza di ricongiungimento il 25 giugno, ma il Tribunale per i minorenni dell’Aquila non si è ancora espresso. Brambilla ha anche spiegato che, per quanto risulta, “manca solo la decisione del tribunale”.

La pronuncia del Tribunale per i minorenni dell’Aquila è attesa in questi giorni. I giudici dovranno stabilire se i tre bambini della famiglia nel bosco, allontanati dai genitori nel novembre scorso, potranno tornare a Palmoli seguendo un percorso con precise prescrizioni oppure se dovrà continuare la permanenza nella struttura protetta di Vasto.

Nel frattempo, la famiglia nel bosco ha avviato la costruzione di una nuova abitazione ecosostenibile nella proprietà di Palmoli e, in attesa del completamento dei lavori, il Comune ha messo a disposizione un alloggio.

Inoltre, i tre bambini sono stati iscritti alla scuola primaria del paese. L’ingresso a scuola, ritenuto dai giudici un passaggio fondamentale per garantire istruzione e relazioni con i coetanei, potrebbe incidere in modo decisivo sull’esito della vicenda.




I giudici chiamati a decidere sul ricorso della famiglia nel bosco di Palmoli: da oggi si attende il verdetto

I giudici chiamati a decidere sul ricorso della famiglia nel bosco di Palmoli: da oggi si attende il verdetto

Sono giorni decisivi per le sorti della famiglia nel bosco di Palmoli. Già oggi o comunque in settimana il tribunale dei minorenni dell’Aquila dovrebbe pronunciarsi sul ricorso presentato dalla coppia anglo-australiana per riottenere i figli che da mesi vivono nella casa famiglia di Vasto. “E’ intervenuta un’altra importante notizia: il Comune di Palmoli ha comunicato il rilascio in via definitiva del permesso di costruire e, dunque, i lavori di costruzione della nuova casetta sulla proprietà della famiglia nel bosco potranno iniziare già nei prossimi giorni. Confidiamo che il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila apprezzi le significative modifiche intervenute e i copiosi elementi allegati e accolga di conseguenza le istanze dei familiari”, ha detto l’avvocato Simone Pillon, legale di Nathan e Catherine, per i quali si riaccendono le speranze di un ricongiungimento con i tre figli, da 8 mesi ospitati in una casa-famiglia di Vasto. Ieri sono scaduti i termini per il deposito dei documenti di parte, Pillon precisa: “La memoria della difesa sarà molto breve e farà riferimento alle precedenti istanze”. Il Tribunale sarà chiamato poi a decidere sulla corposa istanza di rientro dei minori in famiglia depositata lo scorso 25 giugno.

Da oggi ogni giorno sarà buono per il pronunciamento dei giudici chiamati a decidere se, e come, ricongiungere la famiglia, valutando il percorso fatto dai genitori, cui venivano contestati in particolare la scarsa istruzione dei figli, l’assenza di tutele sanitarie e le precarie condizioni in cui vivevano nel bosco di Palmoli.




Una nuova casa nel bosco a Palmoli per andare incontro alle richieste del Tribunale

Una nuova casa nel bosco a Palmoli per andare incontro alle richieste del Tribunale

Ci sarà una nuova casa nel bosco. Il Comune di Palmoli, infatti, ha rilasciato un permesso per costruire  per realizzare una casa vicino a quella già esistente. Un progetto redatto per andare incontro a quanto richiesto dagli assistenti sociali e, quindi, dal tribunale dell’Aquila. Tutto questo dopo che i tre ragazzi sono stati promossi a scuola.  Insomma, qualche sorriso in attesa della ventilata ricongiunzione tra genitori e figli. Della nuova casa aveva parlato lo stesso avvocato

Simone Pillon qualche giorno dopo aver preso la rappresentanza della famiglia: “L’architetto Maria Mascarucci, per conto dei coniugi Trevallion-Birmingham ha presentato la domanda di permesso di costruire relativa alla nuova abitazione da edificarsi nel terreno di proprietà”. Permesso che sta per essere accordato, utile per agevolare la risoluzione dei problemi.




Famiglia nel bosco, anche la ministra Roccella a Vasto: “Sono qui per sostenere i servizi sociali”

Continua la passerella di ministri e personaggi di vario genere a Vasto. La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha visitato la casa famiglia in cui si trovano i tre bimbi del bosco (figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham) dal 20 novembre: «Non sono venuta per incontrare i bambini, non l’ho fatto e nemmeno parlare con i genitori. Ho voluto incontrare gli operatori. Sono qui per ribadire che i servizi sociali servono a sostenere le famiglie. Non bisogna avere paura che di rivolgersi loro perché portano via i bambini». La visita della ministra è durata circa due ore. L’obiettivo era ricreare un clima di fiducia nei confronti dei servizi sociali. Che hanno relazionato i giudici i quali poi hanno preso i provvedimenti del calco. Al momento tutti legittimi, a prova di ispezioni e verifiche di legge.

Continua la passerella di ministri e personaggi di vario genere a Vasto. La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha visitato la casa famiglia in cui si trovano i tre bimbi del bosco (figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham) dal 20 novembre: «Non sono venuta per incontrare i bambini, non l’ho fatto e nemmeno parlare con i genitori. Ho voluto incontrare gli operatori. Sono qui per ribadire che i servizi sociali servono a sostenere le famiglie. Non bisogna avere paura che di rivolgersi loro perché portano via i bambini».

La visita della ministra è durata circa due ore. L’obiettivo era ricreare un clima di fiducia nei confronti dei servizi sociali. Che hanno relazionato i giudici i quali poi hanno preso i provvedimenti del calco. Al momento tutti legittimi, a prova di ispezioni e verifiche di legge.




Casa nel bosco di Palmoli, gli ispettori del ministero della Giustizia certificano la correttezza dell’operato dei magistrati aquilani

Attaccati da una parte politica, compresa la premier Giorgia Meloni, poco prima del referendum sulla giustizia, minacciati e insultati, ai magistrati che si sono occupati della famiglia nel bosco nulla va e andava rimproverato. Il ministero della Giustizia, che aveva inviato gli ispettori dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio, ha escluso qualsiasi profilo di illecito disciplinare a carico dei magistrati coinvolti. La nota ufficiale di via Arenula è arrivata con la conclusione degli accertamenti disposti nei mesi scorsi su impulso del ministro Carlo Nordio. “All’esito dell’inchiesta sulla ‘famiglia nel bosco’ disposta dal Ministro della giustizia, non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati”, si legge nel documento diffuso dal Ministero. Nella stessa nota viene ribadito un principio centrale dell’ordinamento: “Le decisioni di merito in ossequio all’indipendenza e all’autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione”.

Attaccati da una parte politica, compresa la premier Giorgia Meloni, poco prima del referendum sulla giustizia, minacciati e insultati, ai magistrati che si sono occupati della famiglia nel bosco nulla va e andava rimproverato. Il ministero della Giustizia, che aveva inviato gli ispettori dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio, ha escluso qualsiasi profilo di illecito disciplinare a carico dei magistrati coinvolti. La nota ufficiale di via Arenula è arrivata con la conclusione degli accertamenti disposti nei mesi scorsi su impulso del ministro Carlo Nordio. “All’esito dell’inchiesta sulla ‘famiglia nel bosco’ disposta dal Ministro della giustizia, non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati”, si legge nel documento diffuso dal Ministero. Nella stessa nota viene ribadito un principio centrale dell’ordinamento: “Le decisioni di merito in ossequio all’indipendenza e all’autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione”.




Gli avvocati della famiglia nel bosco di Palmoli rinunciano, il nuovo legale è il leghista Pillon

Gli avvocati della famiglia nel bosco di Palmoli rinunciano, il nuovo legale è il leghista Pillon

Irrompe l’avvocato Simone Pillon nella vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli. La notizia arriva a sorpresa. Marco Femminella e Danila Solinas hanno notificato la loro rinuncia al mandato.
«La nostra decisione è maturata a seguito di divergenze sulla linea difensiva divenute insostenibili – ha commentato l’avvocata Solinas raggiunta al telefono-Ognuno va per la sua strada».

Femminella e Solinas erano subentrati lo scorso novembre, all’avvocato Giovanni Angelucci. Anche lui aveva deciso di rinunciare al mandato a sorpresa. Probabilmente i caratteri poco morbidi di Catherine e Nathan Trevallion hanno avuto un peso in entrambe le vicende. Da qui l’ingresso in scena di Simone Pillon, ex parlamentare della Lega, e nuovo legale della famiglia




Scritte sui muri di Vasto contro i giudici della famiglia nel bosco di Palmoli: due indagati di Pescara

Scritte sui muri di Vasto contro i giudici della famiglia nel bosco di Palmoli: due indagati di Pescara

Svolta nelle indagini. Sono stati individuati dalla polizia i presunti responsabili delle scritte ingiuriose apparse nelle scorse settimane su alcuni edifici di Vasto contro le istituzioni coinvolte nella vicenda della famiglia neorurale che viveva nel bosco di Palmoli.

 Gli indagati sarebbero un uomo e una donna, entrambi residenti a Pescara.

Nel corso delle operazioni gli agenti hanno sequestrato indumenti, scarpe, un cappello, bombolette spray, dispositivi elettronici e soprattutto munizioni di vario genere. Le indagini sono condotte dalla Digos di Pescara e coordinate dalla Procura di Campobasso, competente per territorio perché tra i bersagli delle scritte compariva anche un magistrato del Tribunale per i minorenni, oltre ad assistenti sociali e forze dell’ordine. Vicenda che ha fatto discutere a tutti i livelli, soprattutto politici. Il Comune sarebbe pronto a costituirsi parte civile.

Le scritte, realizzate con vernice spray, erano state scoperte la mattina del 13 aprile, giorno del compleanno di Catherine Birmingham, madre della famiglia nel bosco. A lei e al marito Nathan Trevallion, dal 20 novembre 2025, è sospesa la responsabilità genitoriale. Da quella stessa data i loro tre figli sono affidati a una casa famiglia di Vasto.




Il vice premier Salvini in Abruzzo, a Palmoli, per incontrare i genitori della famiglia nel bosco

Il vice premier Salvini arriva in Abruzzo (a Palmoli) per incontrare i genitori della famiglia nel bosco

E’ arrivato, ovviamente. L’aveva promosse Matteo Salvini. E’ andato a Palmoli con il codazzo di giornalisti e cineoperatori che si crea quando si muove il vice premier. Matteo Salvini è andato a Palmoli, nell’Alto Vastese, per incontrare il sindaco, Giuseppe Masciulli, e i genitori della famiglia nel bosco, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. “Da genitore mi vergogno di come sono stati trattati loro e soprattutto i tre bambini”, ha dichiarato il ministro dei Trasporti, puntando il dito contro il “sistema” composto da “tribunale dei minori, assistenti sociali e curatori”.

Poco dopo le ore 15, il leader della Lega è arrivato, accolto in municipio dal sindaco Giuseppe Masciulli. Con tanto di diretta televisiva su Ore 14, trasmissione condotta da Milo Infante su Rai 2.  “Vengo per ascoltare”, ha detto Matteo Salvini, “mettermi a disposizione di una famiglia che non merita altre settimane di sofferenza. Una violenza istituzionale che da genitore mi fa rabbrividire. Cinque mesi sono già troppi. Mesi di lontananza, di separazione dei bambini dalla mamma e dal papà, non occorre essere psichiatri o psicologi per capire che questi bimbi sicuramente stavano meglio coi genitori: non capisco veramente come dopo mesi di fallimenti questo sistema” – formato da “tribunale dei minori, assistenti sociali, curatori, non capisca che sta  facendo il male dei bambini“




La famiglia nel bosco, il libro del giornalista Zunino tra diritto, società e coscienze

La famiglia nel bosco, il libro del giornalista Zunino tra diritto, società e coscienze

Crescere i figli lontano da tutto: dalla scuola, dalla città, dalle regole condivise. È la scelta radicale al centro di La famiglia nel bosco, il nuovo libro di Corrado Zunino, inviato di la Repubblica, che racconta una storia vera capace di interrogare diritto, società e coscienze.

Nel cuore del racconto, una famiglia che ha trasformato il bosco in casa e orizzonte educativo per i propri figli. Una decisione vissuta come gesto di libertà e protezione, ma che entra rapidamente in conflitto con il sistema legislativo del diritto di famiglia: obbligo scolastico, tutela dei minori, intervento dei servizi sociali e del tribunale per i minorenni.

Zunino segue il caso passo dopo passo, intrecciando testimonianze e atti giudiziari, e mette a fuoco una domanda cruciale: fino a dove può spingersi la responsabilità genitoriale? E quando diventa dovere dello Stato intervenire?

Più che un semplice reportage, La famiglia nel bosco è un’inchiesta che illumina una tensione sempre più attuale tra libertà individuale e responsabilità collettiva. Nel silenzio del bosco si consuma così un conflitto che riguarda tutti: quello tra il diritto dei genitori di scegliere e il diritto dei figli a essere tutelati.

Dalla prefazione di Paolo Di Paolo

Una famiglia sceglie il bosco. Non per vacanza, non per un mese, ma per vivere. Una casa tra gli alberi, l’acqua della fonte, il fuoco acceso la sera, l’alba da salutare insieme. E tre figli cresciuti lontano dalla scuola, dalle città, dalle regole ordinarie. Poi lo Stato li trova, per un incidente. E arrivano i carabinieri, un’assistente sociale, il Tribunale dei minorenni. E separano quella famiglia. In questo libro Corrado Zunino, inviato di «Repubblica», racconta una storia che dal novembre 2025 non ha mai cessato di scuotere le coscienze del Paese. Quella che per i genitori è una scelta di libertà e protezione, per le istituzioni può diventare isolamento, rischio per la salute, violazione dell’obbligo scolastico. Dove finisce la responsabilità genitoriale e dove comincia il dovere dello Stato di intervenire? E un tribunale che stabilisce il confine tra educazione alternativa e pregiudizio per il minore, può farlo allontanando tre bambini di sette e nove anni da un padre e una madre amorevoli? Si può davvero vivere, oggi, rispettando la natura, mettendo al bando le plastiche, eliminando la nostra impronta sulla fragile Terra?  Attraverso documenti giudiziari, testimonianze inedite e un’immersione diretta nella vita della famiglia, Zunino ricostruisce un confronto serrato tra autonomia privata e diritto di famiglia, tra amore genitoriale e tutela dei minori. Il bosco si trasforma, così, in uno spazio simbolico in cui si misura una domanda radicale: di chi sono davvero i bambini? Un reportage potente e necessario, che interroga il nostro tempo e mette a nudo le fragilità del sistema legislativo chiamato a proteggere l’infanzia senza soffocare la libertà.




I veleni della famiglia nel bosco, a Vasto scritte sui muri contro assistenti sociali e giudici

I veleni della famiglia nel bosco, a Vasto scritte sui muri contro assistenti sociali e giudici

Scritte contro assistenti sociali, giudici del tribunale dei minori e forze dell’ordine sono apparsi nella notte a Vasto. Il riferimento è alla ormai nota vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli e a commentare in primis l’accaduto sono il sindaco Menna e l’assessora alle Politiche sociali Anna Bosco esprimendo solidarietà, anche a nome dell’intera amministrazione comunale.

Le scritte ingiuriose sono comparse in diversi punti della città, tra cui anche luoghi altamente simbolici come l’area antistante la sede della Polizia di Stato, la scuola primaria Martella e la chiesa dell’Incoronata.

“Quanto accaduto a Vasto è grave e inaccettabile. Le scritte ingiuriose comparse contro assistenti sociali, magistrati e forze dell’ordine non sono semplici atti vandalici: sono il segnale di un clima pericoloso, alimentato da una narrazione distorta che delegittima chi lavora per tutelare i più fragili, in una vicenda delicata e complessa”, così il segretario regionale del partito democratico Daniele Marinelli.

“Esprimo piena solidarietà a nome di tutta la comunità del Pd, verso le professionalità coinvolte, che svolgono la propria funzione a servizio della città e dello Stato – sottolinea – . È evidente che queste sono anche le conseguenze di una strumentalizzazione politica che abbiamo visto andare in onda negli ultimi mesi sul caso della “famiglia nel bosco”. Trasformare vicende complesse e delicate come quella in slogan o terreno di scontro ideologico, mentre l’Italia resta il paese dei problemi irrisolti per famiglie imprese e giovani, significa soffiare sul fuoco della rabbia e della sfiducia. E quando questa operazione arriva anche da chi ricopre ruoli istituzionali, com’è accaduto, la responsabilità è ancora più grave. Non possiamo accettare che si alimenti odio verso chi garantisce diritti, legalità e protezione, soprattutto quando si parla di minori. Serve invece senso delle istituzioni, equilibrio e rispetto per il lavoro di chi opera in contesti difficili. Condanno con fermezza questi atti e ribadisco che non deve esserci spazio per intimidazioni, disinformazione o campagne di delegittimazione. Difendere le istituzioni e chi le rappresenta significa difendere la nostra democrazia. Piena solidarietà al Sindaco e alla città di Vasto, oggetto di questa azione di inciviltà”.




Famiglia nel bosco, i bambini restano nella casa famiglia di Vasto

Famiglia nel bosco, i bambini restano nella casa famiglia di Vasto

Un’altra puntata della vicenda di Palmoli. Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso l’allontanamento dei ‘bimbi del bosco’ dalla casa famiglia di Vasto dove sono ospitati da oltre quattro mesi, modificando l’ordinanza del 6 marzo scorso con cui aveva disposto il trasferimento della mamma Catherine – eseguito nello stesso giorno – e degli stessi minori, mai eseguito.

 A convincere i giudici a sospendere l’allontanamento sono state le ultime relazioni della casa famiglia e la marcia indietro della stessa struttura che ha comunicato “la propria disponibilità a proseguire l’accoglienza dei minori presso la casa di accoglienza”




La vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli diventa un libro in uscita a maggio scritto da mamma Catherine

La vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli diventa un libro in uscita a maggio e scritto da mamma Catherine

L’odissea giudiziaria e mediatica della famiglia Trevallion – meglio conosciuta come famiglia nel bosco –  diventa un libro. A firmarlo è Catherine Birmingham, madre dei cosiddetti “bambini del bosco”, con un lavoro dal titolo “La nostra vita libera”, edito da Solferino e in uscita nelle librerie il  5 maggio. Al prezzo di 18,50euro.

L’editore presenta l’opera come «il memoir-manifesto della mamma dei bambini del bosco», un testo che punta ad andare oltre il caso di cronaca per aprire una riflessione più ampia su temi come il conformismo, la sorveglianza e lo spazio concesso a modelli di vita alternativi. «Mi concentro sulla verità e sul risveglio dell’umanità», anticipa l’autrice. Non si tratta del suo primo lavoro: già nel 2015 aveva pubblicato il saggio “Cavalcare per la vita. I tre principi d’oro per i cavalieri”.

La vicenda dei Trevallion, seguita da mesi dalle cronache nazionali, ha assunto i contorni di una vera e propria storia da romanzo: amori, tensioni, incomprensioni e colpi di scena, ma con un finale ancora tutto da scrivere. Tutto ha avuto inizio il 20 novembre scorso, quando il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale per Catherine e Nathan, con il trasferimento dei loro tre figli in una struttura protetta a Vasto. Sospensione dovuta al fatto che non erano stati rispettati alcuni obblighi genitoriali.




La famiglia nel bosco in Senato dal presidente La Russa, la lettera e le lacrime della mamma

La famiglia nel bosco ricevuta in Senato dal presidente La Russa, la lettera e le lacrime della mamma

Da Palmoli a Roma. Dalla casa nel bosco al Senato della Repubblica. «Abbiamo scelto l’Italia perché aveva gli stessi valori che con cui volevamo crescere i nostri bambini e cioè la famiglia, l’amore, lo stare insieme, il vivere e mangiare in maniera naturale e più di tutto un’esistenza piena di amore e pace dove le persone si supportano»: parole di Catherine Birmingham che insieme al marito Nathan Trevallion (sono i  genitori della cosiddetta famiglia nel bosco) ha incontrato a Palazzo Giustiniani il presidente del Senato, Ignazio La Russa. «Siamo qui per essere ascoltati e per poter tornare a essere di nuovo una famiglia» il contenuto di una lettera rivolta in inglese da Catherine in lacrime al presidente del Senato. Il colloquio è durato circa mezz’ora. Queste le parole di La Russa: «Non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell’autorità giudiziaria né tanto meno voglio giustificare lo stile di vita di Nathan e Catherine. Spero possa essere utile invitare tutti, con la mia moral suasion, affinché vengano eliminate le rigidità di tutti e tutte le rigidità in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita». 

Un incontro «assolutamente d’aiuto, siamo davvero contenti» le parole di Martina Aiello, la psicologa consulente di parte della famiglia, anche lei ospite a Palazzo Giustiniani. 




La passerella mediatica della tiktoker napoletana De Crescenzo a Palmoli dalla famiglia nel bosco

La tiktoker napoletana De Crescenzo in visita a Palmoli dalla famiglia nel bosco

Un’occasione da non perdere. Lo aveva promesso e lo ha fatto: Rita De Crescenzo è andata a Palmoli, dalla famiglia nel bosco, per offrire sostegno ai genitori Nathan e Catherine. Con un cappotto con collo di pelliccia e tailleur bianco la tiktoker napoletana si è presentata nel paese dell’Alto Vastese, postando alcuni scatti e attimi sui suoi canali social. Con lei Piergiovanni Gallerati, abruzzese doc. De Crescenzo ha raggiunto l’abitazione dei Birmingham-Trevallion, per poi incontrarsi con il vicino della coppia Osvaldo. «Avevo detto che non facevo video, ma vi volevo presentare questa persona che andava da Natin», ha spiegato Rita ai suoi followers. L’augurio della titktoker è «che presto presto possano tornare a casa, che si aggiusta tutta la situazione». «Non posso fare niente ma tengo il social», ha aggiunto la donna che ha preso al volo l’occasione per una passerella mediatica. Quasi un calcio di rigore a porta vuota per lei.  «Io che rappresento la Campania voglio fare qualcosa di bello per la famiglia nel bosco», aveva detto  Rita De Crescenzo (oltre 2 milioni di follone) nei giorni scorsi nell’annunciare la visita per «far sentire la vicinanza di tutti i  seguaci» a Catherine Birmingham e Nathan Trevellion, la coppia aglo-australiana che, con i loro tre figli, è da mesi al centro del dibattito pubblico. 




Famiglia nel bosco, in arrivo anche la tiktoker napoletana Rita Di Crescenzo

Famiglia nel bosco, in arrivo a Palmoli la tiktoker napoletana Di Crescenzo

Una miscela esplosiva. Un’influencer  più   una vicenda molto mediatica. Anche Rita De Crescenzo  interviene per la famiglia nel bosco diventata nei mesi un caso mediatico e giudiziario. La tiktoker napoletana, famosa (anche) per aver portato migliaia di persone a Roccaraso, ha annunciato che sarà a Palmoli per “far sentire la vicinanza di tutti i suoi seguaci” a Catherine Birmingham e Nathan Trevellion. “Io che rappresento la Campania voglio fare qualcosa di bello per la famiglia nel bosco”. Nel video in cui annuncia il suo viaggio c’è anche Pier Giovanni Gallerati, un venditore di auto abruzzese che spiega il progetto di una “visita alla famiglia nel bosco a Palmoli, martedì, per dare un aiuto a 360 gradi”. 

A segnalare l’intenzione della visita della tiktoker a Palmoli è stato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra italiana, Francesco Emilio Borrelli. E gli utenti di Facebook hanno subito commentato: “Nathan e Catherine non la capiranno mai” si legge tra le reazioni. E in molti si chiedono “in che lingua si comunicheranno?”. De Crescenzo spiega la scelta del giorno della visita: “Posso andare solo martedì. Dopo devo andare a Sharm el-Sheikh dove ho tanti impegni”. Anche per la famiglia nel bosco la settimana sarà ricca di impegni. Mercoledì Catherine Birmingham e Nathan Trevellion, saranno infatti ricevuti dal presidente del Senato, Ignazio La Russa.




Famiglia nel bosco, i riflessi economici della lite possono penalizzare il Comune di Palmoli

Famiglia nel bosco Palmoli, il grido d'allarme dell'associazione Konsumer

Grido d’allarme dell’associazione Konsumer Abruzzo che, pur non entrando nel merito della dibattuta vicenda che vede il coinvolgimento di istituzioni al più alto livello,  vuole sottolineare  che le preoccupazioni del sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli sulla nota vicenda della famiglia nel bosco deve trovare risposte istituzionali immediate per evitare che la vicenda trovi una riduzione dei servizi alla popolazione locale e la minaccia di default.

Il sindaco è stato chiaro, l’amministrazione comunale di Palmoli non può sostenere economicamente la vicenda della famiglia del bosco e far pagare lo scotto alla popolazione, con riduzione dei servizi, le somme utilizzate per la vicenda potranno portare anche ad un potenziale default del Comune che conta circa 850 abitanti.

L’associazione Konsumer chiede al Prefetto di Chieti un intervento per verificare con gli enti interessati una soluzione che non può farsi attendere.




Famiglia nel bosco, al tribunale dell’Aquila in arrivo gli ispettori inviati dal ministro Nordio

Famiglia nel bosco, ispettori al tribunale dell'Aquila

All’Aquila arriveranno a giorni gli ispettori del Ministero della Giustizia: dovranno far luce sugli ultimi sviluppi del caso giudiziario della famiglia nel bosco di Palmoli, dopo che la madre dei tre bambini, Catherine, è stata allontanata dalla struttura protetta di Vasto che li ospitava da quattro mesi, per tornare nel casolare dove ha sempre vissuto il padre, Nathan. Intanto, hanno fatto visita ai bimbi anche la nonna e la zia. I  legali della famiglia vanno verso il ricorso contro la decisione del Tribunale dei minorenni. La vicenda continua a tener banco nel dibattito politico. La premier Giorgia Meloni ha criticato la decisione dei magistrati, parlando di decisioni “figlie anche di letture ideologiche” che infliggono ai minori in causa “un altro pesantissimo trauma”, ha detto a Rete 4. 

Intanto il presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, e il procuratore della Repubblica, David Mancini, hanno pubblicato una nota congiunta sulla vicenda, ribadendo che “ogni iniziativa giudiziaria di loro competenza è ispirata ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto internazionale”.

Il  Ministero della Giustizia, già a novembre aveva avviato un’istruttoria, in concomitanza con l’ordinanza di sospensione della responsabilità genitoriale della coppia anglo-australiana. Al momento era limitata all’esame della documentazione, ma ora il ministro Nordio ha attivato le procedure per inviare gli ispettori al Tribunale dei minorenni dell’Aquila. Non si esclude che possano ascoltare i magistrati o anche i diretti interessati dalla vicenda. “Direi che ora è arrivato il momento di arrivare a una definitiva conclusione di questa vicenda”, ha detto Nordio a margine di un convegno a Brescia da Fratelli d’Italia in vista del referendum.