L’università “d’Annunzio” protagonista al FLA con “Agorà”: l’Architettura apre il dialogo con la città

Un'immagine della professoressa Clara Verazzo

Dal 6 all’8 novembre a Pescara, il Dipartimento di Architettura dell’università degli studi Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara parteciperà al “FLA – Festival di Libri e Altrecose” con“Agorà”, la rassegna dedicata all’architettura, alla città e al territorio.

Nata nel 2022 e giunta alla sua evoluzione tematica, l’iniziativa testimonia l’impegno della d’Annunzio nel valorizzare la Terza Missione, portando i temi della ricerca scientifica e della cultura del progetto a diretto contatto con la cittadinanza, fuori dalle aule universitarie, trasformando i libri in occasioni di confronto pubblico sul futuro del territorio.

Curata dalla professoressa Clara Verazzo, docente di Restauro architettonico al Dipartimento di Architettura della d’Annunzio, la rassegna propone quattro appuntamenti per riflettere sull’abitare, sulla tutela dell’eredità costruita e sulle trasformazioni urbane. Con Agorà la d’Annunzio riafferma la centralità del proprio Dipartimento di Architettura nel dibattito contemporaneo, offrendo alla città chiavi di lettura accessibili e rigorose per comprendere i luoghi in cui viviamo e immaginarne il futuro.

Il programma degli incontri

Venerdì 6 novembre, alle 19, Museo Cascella, con il tema “Abitare l’esistente. Un Laboratorio urbano per il quartiere di via Rigopiano a Pescara” (Edicom Editore), di Alberto Ulisse e Davide Giffi. Un focus sulla casa pubblica, la sostenibilità ecologica e la rigenerazione inclusiva del patrimonio residenziale pescarese. Sabato 7 novembre, alle 11, Museo Cascella, con La ricerca dipartimentale nel dibattito pubblico. Dialogo tra Claudio Varagnoli, Antonio Alberto Clemente e Clara Verazzo attorno alle due riviste scientifiche del Dipartimento, Opus. Nuova Serie (Gangemi International) e PPC Piano Progetto Città (Franco Angeli), tra conservazione storica e visioni per il territorio.

Sempre sabato 7 novembre, alle 19, Nuovo Spazio FLA, il dibattito su “Biblioteche, architetture e città con Sara Marini. Una disamina sul ruolo delle biblioteche come presìdi culturali e civici, in equilibrio tra spazio fisico, dimensione digitale e vita di comunità”. Infine, domenica, 8 novembre, alle 19, Bagno Borbonico L’architettura dialoga con la città (Marsilio Arte), curato da Pierre-Alain Croset. Incontro con Vincenzo Corvino sui trent’anni di attività dello studio e sul confronto concreto del mestiere dell’architetto con le preesistenze e il paesaggio urbano.

Il pensiero della Verazzo

“Abitiamo l’architettura ogni giorno, ma spesso ne discutiamo soprattutto nei luoghi specialistici, – spiega la professoressa Clara Verazzo, curatrice della rassegna – È fondamentale aprire il dialogo con una comunità più ampia: prendersi cura del mondo significa interrogarsi sui manufatti ereditati, sul progetto del nuovo, sulle opportunità del riuso e sulle direzioni collettive che intendiamo intraprendere”.




Il Post torna al FLA di Pescara: sette appuntamenti tra giornalismo, libri e storie

Un'immagine di Francesco Costa

Per molti anni il Post e il FLA hanno condiviso idee, ospiti, incontri e una certa abitudine a fare le cose insieme. Adesso tornano a incontrarsi. In occasione della ventiquattresima edizione del FLA – Festival di Libri e Altrecose, il Post sarà protagonista di sette appuntamenti dedicati al giornalismo, all’attualità, alla letteratura e alle storie.

Il ritorno riprende un rapporto che ha accompagnato una lunga stagione di crescita del festival, curato fino al 2020 da Luca Sofri, oggi direttore editoriale del Post. In un articolo pubblicato il 31 ottobre, il giornale ha ricordato la «lunga e affettuosa storia» con Pescara e con il FLA, anche come esperienza da cui sono nati molti dei suoi successivi eventi dal vivo. Quest’anno quella storia continua con Francesco Costa, Luca Sofri, Luca Misculin e Matteo Caccia, protagonisti di quattro appuntamenti del Post, ai quali si aggiungono la presentazione del nuovo libro di Costa e gli incontri di Sofri con Enrico Mentana (nella foto in alto) e Niccolò Ammaniti.

«Con il Post abbiamo fatto tante cose belle. Poi abbiamo continuato a farne, ciascuno per conto proprio. Adesso ne facciamo di nuovo qualcuna insieme. Mi sembra una buona notizia per il FLA, per il Post e soprattutto per chi verrà ad ascoltarci», ha commentato Vincenzo d’Aquino, direttore del FLA.

Venerdì 6 novembre: Francesco Costa e “Come se ne esce”

Si comincia venerdì 6 novembre alle ore 21, al CineTeatro Massimo, con Francesco Costa, direttore del Post, che presenterà il suo nuovo libro “Come se ne esce” (Mondadori) in dialogo con Vincenzo d’Aquino, direttore del FLA.

Un incontro dedicato alla politica, alle crisi e alle trasformazioni che attraversano il nostro tempo. Costa proverà a mettere in ordine problemi e possibili soluzioni, partendo da una domanda che riguarda tutti: come si esce dalle situazioni che sembrano non avere una via d’uscita?

Sabato 7 novembre: i giornali, Gaza, Mentana Caccia e Ammaniti

La giornata di sabato si apre alle ore 11, al CineTeatro Massimo, con “I giornali spiegati bene”, la tradizionale rassegna stampa del Post. Luca Sofri e Francesco Costa leggeranno e commenteranno i quotidiani del giorno, soffermandosi sulle notizie, sui titoli e sulle scelte delle redazioni. Un’occasione per capire meglio non soltanto quello che succede, ma anche come viene raccontato.

Alle ore 17, sempre al CineTeatro Massimo, Luca Sofri intervisterà Enrico Mentana. Due direttori e due esperienze giornalistiche diverse: una cresciuta soprattutto davanti alle telecamere, l’altra nel mondo dell’informazione digitale. Mentana, che ha annunciato l’intenzione di lasciare a dicembre la direzione del TG La7, ripercorrerà oltre quarant’anni di giornalismo, tra politica, televisione, grandi notizie e cambiamenti nel modo di informarsi.

Alle 17,30, all’Auditorium Petruzzi, sarà la volta di Luca Misculin con “Gaza prima di Gaza”. Il giornalista del Post, che si occupa di esteri e conduce “Morning Weekend”, proporrà un racconto dedicato alla storia della Striscia di Gaza, per ricostruire il contesto necessario a comprendere una delle questioni più complesse e dolorose del presente.

Alle ore 19, al CineTeatro Massimo, Matteo Caccia porterà sul palco “Orazio Live”, una puntata dal vivo del suo podcast. Caccia parte dalle storie delle persone, dai dettagli apparentemente secondari e dalle coincidenze che cambiano il corso delle cose. Ogni puntata parte da una storia e ne incontra altre lungo la strada, tra coincidenze, ricordi e dettagli che sembravano insignificanti. Questa volta succederà davanti al pubblico del FLA.

La giornata si concluderà alle ore 21, al CineTeatro Massimo, con Niccolò Ammaniti, per la prima volta ospite del FLA. Lo scrittore presenterà “Il custode” (Einaudi) in dialogo con Luca Sofri e Vincenzo d’Aquino. Il nuovo romanzo racconta la storia di un ragazzo di tredici anni che vive con la madre e la zia in un borgo siciliano, dove le due donne custodiscono un segreto antico. Una storia di adolescenza, desiderio, paura e legami familiari, raccontata con lo sguardo inconfondibile dell’autore di “Io non ho paura” e “Come Dio comanda”.

Domenica 8 novembre: Luca Sofri e i libri

L’ultimo appuntamento è domenica 8 novembre alle ore 10.30 all’Auditorium Petruzzi, con Luca Sofri e “Cose che ho imparato sui libri”. Una lezione dedicata al mondo dell’editoria, alle sue abitudini e ai suoi meccanismi, a partire dall’esperienza di Sofri come giornalista, lettore ed editore. Come nasce un libro? Che cosa succede prima che arrivi in libreria? Quali decisioni ne accompagnano la pubblicazione? E che cosa è cambiato nel modo in cui i libri vengono scritti, venduti e letti?

Libri, incontri e firmacopie

A margine degli appuntamenti, gli autori del Post saranno disponibili per i firmacopie dei rispettivi libri e delle pubblicazioni del giornale.

Informazioni e biglietti

La ventiquattresima edizione del FLA – Festival di Libri e Altrecose si svolgerà a Pescara dal 5 all’8 novembre 2026. Gli appuntamenti in collaborazione con il Post sono in programma dal 6 all’8 novembre, al CineTeatro Massimo e all’Auditorium Petruzzi.




Presentazione al FLA di Belle fijole, un omaggio alle cantrici d’Abruzzo

Un'immagine della locandina dedicata alla partecipazione di Carlo Di Silvestre al FLA di Pescara

Domenica 8 novembre alle 12 a Pescara al Laboratorio didattico del Museo delle Genti d’Abruzzo, nell’ambito del FLA, sarà presentato il volume Belle fijole. Il repertorio orale delle cantrici d’Abruzzo (Di Felice Edizioni) di Carlo Di Silvestre, stimato etnomusicologo e attualmente docente al Conservatorio di Musica G.B. Martini di Bologna.

Belle fijole è un omaggio alle donne. A quei talenti che, attraverso il canto di tradizione orale, testimoniano i diversi ruoli rivestiti nell’ambito della civiltà agro-pastorale abruzzese di questi ultimi sessant’anni. L’autore propone l’ascolto e l’analisi di 201 documenti sonori della vocalità femminile. Che formano il vasto e complesso repertorio lirico e narrativo. Che risulta composto da ninne-nanne, filastrocche, serenate, canti d’amore e sdegno, canti funebri, preghiere e scongiuri, ballate, storie e orazioni, canti del triduo pasquale, di pellegrinaggio, devozionali e di questua, canti sul lavoro agricolo come le arie della mietitura e della raccolta delle olive. I documenti sonori, raccolti in una elegante card USB, presentano a corredo le schede analitiche descrittive e le trascrizioni dei testi poetici e delle musiche.

Dialogherà con l’autore l’editrice Valeria Di Felice. Verranno eseguiti alcuni canti di tradizione orale a cura del Trio La Firlinghina, con Carlo Di Silvestre (chitarre e calascione), Graziella Guardiani (canto e flauto) e Antonio Di Silvestre (chitarra e percussioni).




“Sopra le righe. Cronache poetiche di una vita bipolare” della rosetana Claudia Spielrein Guizzardi selezionato per il FLA di Pescara

“Sopra le righe. Cronache poetiche di una vita bipolare” della rosetana Claudia Spielrein Guizzardi selezionato per il FLA di Pescara

Importante riconoscimento per la cultura e la sensibilizzazione sociale di Roseto degli Abruzzi: il libro e progetto “Sopra le righe. Cronache poetiche di una vita bipolare”, scritto dall’autrice rosetana Claudia Spielrein Guizzardi, è stato selezionato per Abruzzo L.O.C., la sezione del FLA – Festival di Libri e Altrecose dedicata alla produzione editoriale e agli autori del territorio, in programma a Pescara dal 5 all’8 novembre prossimi.

Claudia Spielrein Guizzardi, autistica, bipolare e madre caregiver del piccolo Daniele (anch’egli autistico), da sempre promuove l’importanza dell’autorappresentanza per le persone con disabilità e neurodivergenze, mettendo il proprio talento e la propria storia a disposizione della comunità per superare pregiudizi e disinformazione.

Il libro è stato la base per creare uno spettacolo che è stato portato anche alla Villa Comunale di Roseto degli Abruzzi, che rappresenta una sintesi unica tra espressione artistica e divulgazione scientifica sulla salute mentale. Nato dalla raccolta poetica pubblicata lo scorso anno (con testi scritti a partire dal 2009), “Sopra le righe” si è evoluto in uno spettacolo multidisciplinare in cui si alternano monologhi, poesie lette da attori e brani musicali dal vivo (di Fabrizio De André e Giorgio Gaber fino ai Pinguini Tattici Nucleari, Giovanni Truppi, Paola Turci e Calcutta), integrando al contempo gli interventi clinici di psichiatri e psicoterapeuti. Un format inclusivo che ha spinto molte persone a superare le proprie esitazioni e a intraprendere percorsi di supporto psicologico.

La svolta nella vita dell’autrice arriva nel 2023 quando, su intuizione del neuropsichiatra infantile del figlio, riceve le diagnosi formali di disturbo bipolare di tipo 2 e di disturbo dello spettro autistico di livello 1 ad alto potenziale cognitivo.

“Ora tutto torna – racconta Claudia Spielrein Guizzardi – Ripercorro la mia infanzia e adolescenza: i periodi in cui mi spegnevo e non riuscivo ad alzarmi dal letto, seguiti da momenti di recupero straordinario; l’incanto per i libri e la sensazione di estraneità rispetto ai miei coetanei. Per anni mi hanno etichettata come “sopra le righe” senza andare a fondo. Se l’avessi saputo prima, avrei potuto curarmi tempestivamente. Sono Dottoressa in Scienze Politiche e studio per conseguire anche le lauree in Servizio Sociale e al DAMS dell’Università di Teramo, continuando a formarmi sulla salute mentale e condividendo sui social la mia quotidianità senza filtri per mostrare anche ciò che non funziona nei servizi per la salute mentale. Nonostante le difficoltà, non demordo: canto, recito in teatro e continuo la mia battaglia per sollevare il velo di Maya che ancora avvolge la malattia mentale”.




Flap 2026, la poesia entra nelle attività storiche di Pescara

FLAP 2026, la poesia entra nelle attività storiche di Pescara

Per quattro giorni il FLA cambia ancora una volta nome. Da domani al 5 ottobre torna a Pescara il FLAP – Festival di Libri, Altrecose e Poesia, la rassegna dedicata alla poesia contemporanea che quest’anno arriva alla quinta edizione e anticipa di un mese il FLA – Festival di Libri e Altrecose, in programma dal 5 all’8 novembre.

Quattro giorni, quattro poeti e quattro luoghi che normalmente fanno tutt’altro. Gli incontri del FLAP 2026 saranno infatti ospitati nelle attività storiche di Pescara: negozi che negli anni sono cambiati insieme alla città, mantenendo però una continuità familiare e una storia riconoscibile. Una scelta che parte dal tema di questa edizione, “La poesia è un affare di famiglia che si nutre del tempo”, e porta versi e conversazioni tra vetrine, banconi, occhiali, strumenti musicali e dolci.

Nato da un’idea della direttrice artistica Barbara Giuliani, il FLAP è uno dei progetti del FLA e ogni anno aggiunge una “P” al nome del festival per costruire uno spazio interamente dedicato alla poesia. Dopo aver attraversato nelle precedenti edizioni luoghi e temi diversi – nel 2025 gli incontri erano entrati nei luoghi del lavoro – quest’anno il festival mette in relazione la scrittura poetica con un’altra forma di permanenza: quella delle attività che attraversano generazioni, cambiano senza perdere le proprie radici e continuano a far parte della vita quotidiana della città.

Ad aprire il programma sarà venerdì 2 ottobre alle 18.30 Vincenzo Ostuni, ospite di Dolci Sport, in via Roma 64, in dialogo con Matteo Auciello. Nato a Roma nel 1970, Ostuni è poeta ed editor: dal 2008 lavora alla narrativa e alla saggistica di Ponte alle Grazie, di cui è co-responsabile editoriale. Il suo Faldone, pubblicato integralmente dal Saggiatore nel 2025 dopo un lavoro sviluppato nel corso di molti anni, è entrato nella cinquina del Premio Strega Poesia 2026.

Sabato 3 ottobre, sempre alle 18.30, il FLAP si sposta da Ottica Servadio, in via Venezia 12/9, per l’incontro con Stefania Lai, in dialogo con Maria Giovanna Palermo. Poeta, artista multidisciplinare e arteterapeuta, Lai lavora sul confine tra parola, arti visive, materia e paesaggio. Nella sua ricerca la poesia può uscire dalla pagina e diventare segno fisico, libro d’artista, installazione o “land poetry”. Nel 2026 ha pubblicato per Ensemble la raccolta Rimettersi al mondo.

Il terzo appuntamento è domenica 4 ottobre alle 18,30 al Bar del Sole, in viale John Fitzgerald Kennedy 12, con Patricia Peterle, che converserà con Michele Paladino. Poeta e traduttrice di origine italo-brasiliana, Peterle insegna Letteratura italiana all’Universidade Federal de Santa Catarina di Florianópolis, in Brasile. Alla scrittura poetica affianca da anni il lavoro di studiosa e traduttrice della letteratura italiana: tra gli autori di cui si è occupata figurano Andrea Zanzotto, Giorgio Caproni, Valerio Magrelli, Antonella Anedda e Maria Grazia Calandrone.

A chiudere il FLAP sarà lunedì 5 ottobre alle 18,30 Alessandra Racca, ospite di Bruno Carota strumenti musicali, in via Venezia 51, in dialogo con Francesco Coscioni. Autrice di versi e prose, Racca lavora da anni sulla poesia anche come pratica collettiva, attraverso laboratori rivolti ad adulti, bambini e ragazzi. Collabora con la Scuola Holden, è tra i fondatori della LIPS ed è fondatrice e curatrice dei festival Metronimìe e Fonema. Tra le pubblicazioni più recenti, Di pancia (e altri organi vitali) e Alberi di parole.

Tutti gli appuntamenti cominceranno alle 18.30 e saranno a ingresso libero. Il FLAP arriva a un mese esatto dalla ventiquattresima edizione del FLA – Festival di Libri e Altrecose, che dal 5 all’8 novembre tornerà a occupare teatri, musei e numerosi altri spazi di Pescara.

Per quattro giorni, però, prima dei libri e delle altrecose viene la poesia. Basta aggiungere una P.




Al Marina di Pescara c’è lo scrittore Manzini, l’ideatore di Rocco Schiavone

Al Marina di Pescara c'è lo scrittore Manzini, l'ideatore di Rocco Schiavone

Dopo l’apertura affidata a Enrico Galiano, il secondo appuntamento di FLA in Estatica vedrà protagonista Antonio Manzini, tra gli autori italiani più letti e amati degli ultimi anni. Lo scrittore sarà a Pescara mercoledì 22 luglio alle ore 21,15, all’Arena del Porto Turistico Marina di Pescara, per presentare il suo ultimo libro I tramezzini di Rocco Schiavone (Sellerio), in dialogo con Vincenzo d’Aquino, direttore del FLA. Con il vicequestore Rocco Schiavone, protagonista di una fortunata serie di romanzi pubblicata da Sellerio e diventata anche una delle fiction italiane più seguite, interpretata da Marco Giallini, Manzini ha dato vita ad uno dei personaggi più riconoscibili della narrativa contemporanea. Negli anni Schiavone è diventato qualcosa di più di un protagonista di romanzi polizieschi: le indagini restano il motore delle storie, ma a riportare ogni volta i lettori dentro quel mondo sono soprattutto i personaggi, i dialoghi, le amicizie, le piccole ossessioni quotidiane e quella malinconia trattenuta che attraversa tutta la serie.
Con I tramezzini di Rocco Schiavone Manzini torna torna a esplorare l’universo del vicequestore scegliendo una strada diversa dal romanzo. Il volume raccoglie racconti inediti che attraversano il passato e il presente di Rocco Schiavone, riportando alla luce episodi, incontri e ricordi che hanno contribuito a definirne il carattere. Dall’infanzia nella Trastevere degli anni Settanta alle prime indagini, fino alla comparsa del fantasma di Marina, la moglie uccisa che continua ad accompagnarlo, il libro ricompone l’album delle origini di uno dei personaggi più amati dai lettori italiani. Accanto a questi racconti trovano spazio anche alcuni casi polizieschi che restituiscono la formazione professionale di Schiavone, il suo intuito investigativo e quel sarcasmo anarchico che da sempre ne rappresenta il tratto distintivo. L’opera è attraversata anche dal ricordo di 

Andrea Camilleri, maestro di Manzini all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e figura fondamentale nel suo percorso umano e letterario, cui il libro è dedicato. 
Più che un nuovo capitolo della serie, I tramezzini di Rocco Schiavone è un ritorno dentro un universo narrativo che, negli anni, si è allargato ben oltre i confini del noir. Attraverso episodi, frammenti di vita e dettagli apparentemente marginali, Manzini mostra come una storia possa continuare a crescere anche nei suoi margini, là dove spesso prendono forma i dettagli che i lettori finiscono per sentire più familiari. L’incontro sarà l’occasione per accompagnare il pubblico tra le pagine della serie di Rocco Schiavone, attraversando storie, curiosità e retroscena che hanno accompagnato la nascita e l’evoluzione della serie. Un dialogo con Antonio Manzini dedicato ai libri, ma anche al lavoro quotidiano della scrittura e al percorso che porta un personaggio a conquistare, libro dopo libro, i suoi lettori.L’evento è realizzato in collaborazione con Estatica, la rassegna promossa dal Porto Turistico Marina di Pescara, e anticipa la 24ª edizione del FLA – Festival di Libri e Altrecose, in programma dal 5 all’8 novembre 2026.




Lo scrittore Luigi Nacci a Pescara per un appuntamento a cura del FLA

Lo scrittore Luigi Nacci a Pescara per un appuntamento a cura del FLA

Un figlio che guarda i propri genitori invecchiare. Un appartamento popolare alla periferia di Trieste. Il pane comprato ogni mattina. Le telefonate della sera. Le cose rotte che nessuno riesce a buttare. È da qui che parte “Il tempo dei semplici” (Einaudi), il libro di Luigi Nacci protagonista di un nuovo appuntamento Extra FLA in programma mercoledì 10 giugno alle ore 18,30 al Bagno Borbonico del Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara. L’evento è organizzato dal FLA – Festival di Libri e Altrecose in collaborazione con Bradamante Teatro. L’autore dialogherà con Vincenzo d’Aquino e Francesca Camilla D’Amico. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Poeta, scrittore, insegnante e guida naturalistica, Luigi Nacci è una delle voci più riconoscibili della narrativa italiana contemporanea legata ai temi del cammino, dei margini e delle relazioni umane. Dopo il successo di “I dieci passi dell’addio”, torna con un libro che affronta un altro tipo di separazione: quella, lenta e inevitabile, tra un figlio e i propri genitori ancora vivi.

“Il tempo dei semplici” è ambientato in una Trieste periferica e di frontiera, lontana dall’immaginario turistico della città mitteleuropea. Una Trieste fatta di palazzi popolari, vento, fabbriche, famiglie operaie e piccoli gesti quotidiani. Una città lontana dalla retorica e molto vicina alla vita concreta delle persone. Al centro del romanzo ci sono un padre e una madre anziani, osservati dal figlio mentre cambiano lentamente davanti ai suoi occhi. Lei compra i ravioli già pronti dopo averli preparati a mano per tutta la vita. Lui, che aggiustava qualsiasi cosa, inizia ad arrendersi alle cose rotte.

Più che una storia lineare, il libro costruisce una serie di scene brevi e molto concrete.
Il pranzo di Natale. Il tavolo storto mai cambiato. Le fotografie scattate ai genitori mentre dormono. “Ma il vero fuoco di queste pagine non è la vecchiaia né la fine: è la vita che le ha precedute e che ancora pulsa”, si legge nella presentazione editoriale del volume. Nacci osserva il tempo che passa senza retorica e senza sentimentalismi. Racconta la paura della perdita, ma anche la forza dei legami costruiti nel tempo. Una scrittura essenziale, capace di trasformare dettagli minimi in immagini molto riconoscibili. Ed è probabilmente proprio lì, dentro quelle cose apparentemente piccole, che il romanzo trova la sua forza.

L’appuntamento rientra nel calendario degli Extra FLA, il progetto del FLA – Festival di Libri e Altrecose che porta durante tutto l’anno incontri e autori fuori dal programma del festival di novembre.




Il FLA inaugura “FLA nei Borghi” con due giorni tra letteratura e Medioevo a Castiglione a Casauria

Il FLA inaugura “FLA nei Borghi” con due giorni tra letteratura e Medioevo a Castiglione a Casauria

Il Medioevo come spazio da attraversare, più che da ricostruire. Non un tempo lontano e immobile, ma un archivio ancora vivo di parole, simboli, paure, memoria e immaginazione. Nasce da questa idea “Fra letteratura e Medioevo”, la nuova iniziativa del FLA – Festival di Libri e Altrecose in programma sabato 30 e domenica 31 maggio a Castiglione a Casauria. Due giornate di incontri, laboratori, lectio e spettacoli itineranti che coinvolgeranno l’Abbazia di San Clemente a Casauria, Palazzo De Petris e il borgo storico del paese. Tutti gli appuntamenti saranno gratuiti, ad eccezione del workshop di scrittura guidato da Antonio Pascale. Quella di Castiglione a Casauria sarà anche la prima tappa di “FLA nei Borghi”, un nuovo progetto con cui il festival proverà a portare libri, storie e incontri dentro i paesi dell’Abruzzo, facendo dialogare la cultura con i luoghi che la ospitano.

Il programma si aprirà sabato 30 maggio alle 17 con Remo Rapino e il talk dedicato a “La scortanza”, il nuovo romanzo dello scrittore abruzzese Premio Campiello 2020, in collaborazione con Qui 365 Festival, il progetto culturale realizzato dal FLA insieme alla Fondazione Pescarabruzzo per portare libri, autrici e autori durante tutto l’anno in diversi luoghi dell’Abruzzo. In conversazione con Vincenzo d’Aquino, Rapino porterà al centro dell’incontro il personaggio di Rosinello Capobianco e il mondo degli “sfasulati”: figure marginali, fragili e ostinate che attraversano le sue pagine tra oralità, malinconia e memoria popolare. Un racconto fatto di vite apparentemente minime, desideri irregolari e ricordi capaci di diventare una forma di resistenza contro l’oblio.

Alle 18,30 spazio ad Antonio Pascale con la lectio “Cose umane. La storia dei nostri conflitti, con la terra, l’energia e l’amore, dall’inizio ad oggi, passando per il Medioevo”. Pascale proporrà una riflessione sul passaggio da un mondo ancora vicino alla dimensione medievale alla contemporaneità segnata da velocità, consumo e trasformazioni continue. Terra, energia, amore e desiderio diventano i punti cardinali di un monologo ironico e insieme profondamente contemporaneo.

La giornata di domenica 31 maggio inizierà alle 11:00 con il laboratorio “Scriptorium”, dedicato a bambine e bambini dai 9 ai 12 anni. Un percorso sulla scrittura medievale, i codici miniati e la calligrafia per scoprire il valore lento e materiale delle parole scritte a mano.

Sempre alle 11:00 verrà presentata “Due rapporti opposti”, opera dello scultore Luigi d’Alimonte realizzata in pietra paglierina della Maiella e spago. Un lavoro costruito sul dialogo tra leggerezza e tensione, destinato a diventare simbolicamente parte del patrimonio del paese.

Uno degli incontri centrali della rassegna sarà il dialogo tra Donatella Di Pietrantonio e Jana Karšaiová, previsto domenica alle 11,30 all’Abbazia di San Clemente. Al centro dell’incontro il romanzo “Io non parlo russo”, in cui Karšaiová racconta il ritorno di una donna nella Slovacchia contemporanea, tra tensioni identitarie, memoria familiare e nuove forme di nazionalismo. Una storia che attraversa lingua, appartenenza, migrazione e trasformazioni politiche dell’Europa contemporanea.

Sarà anche l’incontro tra due scrittrici che, pur partendo da esperienze e geografie molto diverse, condividono uno sguardo simile sulle relazioni umane e sulle fragilità private attraversate dalla storia collettiva. Nei loro libri le famiglie diventano spesso il luogo in cui si riflettono cambiamenti politici, silenzi, paure e identità in trasformazione. Un confronto tra due voci tra le più significative della narrativa contemporanea europea, capaci di raccontare il presente senza rinunciare alla complessità emotiva delle persone.

Nel pomeriggio Antonio Pascale guiderà il workshop “Trovare la voce. Un corso (medievale) base per ogni scrittura (e ogni scrittore)”, in programma dalle 15:00 alle 19:00 a Palazzo De Petris. Un laboratorio pratico dedicato alla lettura e alla costruzione della propria voce narrativa attraverso testi, esercizi e confronto diretto. Il workshop è riservato a un massimo di 20 partecipanti.

A seguire gli appuntamenti con “Ars Heraldica”, laboratorio creativo dedicato agli stemmi medievali, l’incontro di Nunzio Mezzanotte su Angelo da Furci, il talk “Il tempo della cura” con Manuela Toto ed Emanuele Dragone e la lectio dello storico Enzo Fimiani “Una bella Storia”, dedicata alle rappresentazioni contemporanee del Medioevo.

La chiusura della manifestazione sarà affidata domenica alle 18,30 allo spettacolo itinerante “Evo in fabula” de I Guardiani dell’Oca. Giullari, musica, racconti popolari e personaggi in movimento attraverseranno le strade del borgo trasformandole in una scena aperta. Un finale pensato per riportare il Medioevo dentro una dimensione popolare, teatrale e condivisa, fatta di incontri, attraversamenti e storie raccontate camminando.




La Fondazione Pescarabruzzo e il FLA realizzano un ciclo di incontri con Rapino, Sofri e Aprile

La Fondazione Pescarabruzzo e il FLA – Festival di Libri e Altrecose presentano un nuovo ciclo di incontri tra letteratura e attualità: Remo Rapino, Luca Sofri, Marianna Aprile e RabihAlameddine tra gli ospiti del calendario fino a giugno

Dopo il successo della prima edizione, torna Qui 365 Festival, la rassegna promossa dalla Fondazione Pescarabruzzo e dal FLA – Festival di Libri e Altrecose che porta a Pescara autori e libri lungo tutto l’arco dell’anno. La seconda edizione prenderà il via il 31 marzo al Clap Museum con Remo Rapino e proseguirà con un calendario di appuntamenti fino a giugno, tutti a ingresso gratuito. La rassegna riprenderà poi a settembre con nuovi incontri.

Il progetto nasce dall’idea che la cultura non debba essere un evento straordinario ma una presenza costante, accessibile e diffusa sul territorio. Dopo l’esordio del 2025, che ha registrato una forte partecipazione sin dal primo appuntamento e ha portato a Pescara autori come Donatella Di Pietrantonio, Jamaica Kincaid, Erri De Luca, Nadia Terranova, Vera Gheno ed Elena Kostioukovitch, la rassegna torna con una nuova programmazione che consolida la collaborazione tra il FLA e la Fondazione Pescarabruzzo.

«La qualità e la varietà degli ospiti testimoniano la volontà di allargare lo sguardo, intrecciando letteratura e attualità in un dialogo aperto e inclusivo. Questo progetto conferma come la cultura possa diventare un’infrastruttura quotidiana, capace di generare consapevolezza e partecipazione diffusa nel tempo», ha dichiarato Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione Pescarabruzzo.

«La cosa più interessante che sta succedendo è che i libri stanno uscendo dai momenti speciali e stanno entrando nei giorni normali. Qui 365 funziona così. Non aggiunge eventi, cambia abitudine. E quando cambia un’abitudine, cambia anche una città», ha dichiarato Vincenzo d’Aquino, direttore del Fla.

Il calendario degli incontri

Martedì 31 marzo ore 18,30

Pescara, Clap Museum

Remo Rapino – “La scortanza” (Minimum Fax)

Dopo il Premio Campiello vinto con Vita morte e miracoli di Bonfiglio Liborio, Remo Rapino torna con un nuovo romanzo che prosegue il suo lavoro sulla memoria e sulle vite marginali. La scortanzaè un racconto fatto di frammenti, ricordi e voci che si intrecciano, dando forma a un mondo popolato da personaggi sospesi tra realtà e immaginazione. Al centro, ancora una volta, c’è una lingua personale e riconoscibile, capace di restituire dignità e poesia a ciò che spesso resta ai margini.

Venerdì 17 aprile ore 18,30

Pescara, MicHub

Luca Sofri – “Playlist” (Altrecose)

Direttore editoriale de Il Post, Luca Sofri presenta Playlist, un libro che raccoglie e racconta oltre tremila canzoni, nate prima come ascolti e poi diventate storie, costruito a partire dal lavoro quotidiano della newsletter Le canzoni. Più che una semplice selezione, è un percorso personale dentro la musica: ogni brano diventa un pretesto per spiegare, ricordare, collegare. Il risultato è una guida che si può leggere in ordine o aprire a caso, seguendo un modo di ascoltare che non cerca classifiche ma relazioni. Un libro che parla di musica, ma soprattutto del modo in cui la musica entra nelle vite e ci resta.

Giovedì 21 maggio ore 18,30

Pescara, MicHub

Marianna Aprile – “La Promessa” (Rizzoli)

Giornalista e volto televisivo, Marianna Aprile racconta in La promessa la lunga storia dei diritti delle donne in Italia, a partire dal voto del 1946 fino ai giorni nostri. Tra le firme più autorevoli del giornalismo italiano, è oggi anche tra le voci più riconoscibili del dibattito pubblico grazie a programmi di approfondimento come In Onda su La7. Attraverso biografie, passaggi storici e domande aperte sul presente, il libro ricostruisce un percorso fatto di conquiste e contraddizioni, interrogandosi su quanto quella promessa di cittadinanza piena sia stata davvero mantenuta.

Venerdì 5 giugno ore 18,30

Pescara, Fondazione Pescarabruzzo

RabihAlameddine– “La vera vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre)” (La Nave di Teseo)

Scrittore e artista visivo di origine libanese, RabihAlameddine è un autore internazionale tradotto in oltre venti lingue, finalista al National Book Award e vincitore del PEN/Faulkner Award for Fiction. Pittore e scrittore, ha esposto negli Stati Uniti, in Europa e nel Medio Oriente e collabora con testate come il Los Angeles Times e il Corriere della Sera. Vive tra San Francisco e Beirut.Con La vera vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre) intreccia ironia e profondità in un racconto che segue la vita di un professore di Beirut tra memoria personale, relazioni familiari e tensioni politiche. Un romanzo che attraversa decenni e luoghi diversi, mantenendo uno sguardo lucido e insieme affettuoso sulle fragilità e le contraddizioni dell’esistenza.