Casa dello studentato a Chieti, botta e risposta tra Giovani del Pd e Tavani (Ater) sulle tariffe

Casa dello studentato a Chieti, botta e risposta tra Giovani del Pd e Tavani (Ater) sulle tariffe

“Tariffe fuori mercato” per la nuova casa dello studente dell’Ater in via Gran Sasso, a Chieti. La denuncia arriva dal Partito democratico e dai Giovani democratici che chiedono se i sono stati concordati con l’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu).

Su 45 posti letto messi a disposizione, soltanto 14 saranno assegnati attraverso la convenzione con Adsu alla tariffa DSU di 174,70 euro mensili. Gli altri 31 vengono invece proposti a cosiddette “tariffe di mercato”: fino a 600 euro al mese per una camera singola e fino a 400 euro mensili a persona per un posto in camera doppia.

Non si è fatta attendere la replica di Antonio Tavani, segretario provinciale di Fratelli d’Italia, presidente dell’Ater di Chieti e sindaco di Fara San Martino.

“Sorprende l’analfabetismo istituzionale dei giovani del PD che dimostrano ancora una volta di non saper leggere le carte di un avviso pubblico”, l’attacco frontale, “e con il loro maldestro intervento – che sa solo di menzognera calunnia e propaganda politica di basso livello – tendono a screditare l’unica offerta PUBBLICA di posti letto universitari a Chieti.

A loro, ma soprattutto agli studenti in cerca di posti letto, precisiamo:

•          € 300 è il costo di un posto letto in camera doppia

•          € 390 è il costo di un posto letto in camera singola

Questa tariffa include:

1.         Utenze (luce e gas)

2.         Connessione internet

3.         Pulizia settimanale delle camere

4.         Sale comuni, sale ricreative sale studio

5.         Utilizzo delle cucine di piano

6.         Portierato e Vigilanza

7.         Palestra attrezzata da 300 mq

8.         Reception e Accoglienza

Naturalmente sono sempre salvaguardati i 14 posti letto a tariffe ulteriormente ribassate gestiti da ADSU Chieti-Pescara”.

E poi l’affondo politico: “Per i polemisti incalliti del PD sarebbe meglio tornare alla scuola primaria, affinché anche questi avventati politicanti dell’ultima ora possano in futuro imparare almeno a leggere le carte, e riconoscere il duro lavoro che Ater a presidenza Tavani, con il suo cda e la magnifica collaborazione della struttura tecnica, ha portato a casa dopo venticinque anni”. Infine, Tavani sposta il mirino: “Li invito a capire cosa stia facendo il Comune di Chieti a conduzione PD per assicurare il trasporto diretto Città-Università, nell’ambito dei suoi km di Trasporto Pubblico Locale, una linea dedicata aiuterebbe non solo Casa dello Studente Gran Sasso ma anche le realtà private che sono sorte in questi mesi.




Referendum sulla magistratura, mobilitazione dei giovani Pd e del fronte del No

Referendum magistratura, mobilitazione dei giovani Pd per il No

I Giovani Democratici d’Abruzzo annunciano l’avvio di un’ultima settimana di mobilitazione in tutta la regione in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo, con iniziative diffuse nelle piazze, nei mercati, alle università e nei luoghi di incontro delle città abruzzesi per sostenere le ragioni del No e informare cittadine e cittadini sui contenuti della riforma.

La mobilitazione dell’organizzazione giovanile si affiancherà e rafforzerà le iniziative promosse dai comitati per il No, attraverso momenti di confronto pubblico, volantinaggi e attività di sensibilizzazione che coinvolgeranno diversi territori della regione.

“Sarà una settimana intensa di presenza nei territori – dichiara Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici d’Abruzzo – perché crediamo che su una riforma così delicata serva informazione, partecipazione e confronto. Noi invitiamo a votare No perché questa riforma non rafforza la giustizia né migliora il funzionamento delle istituzioni, ma rischia di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Altro che risolvere il problema delle correnti di cui la maggioranza straparla da mesi: il rischio concreto è quello di aprire la strada a una politica che controlla con i fili la magistratura, con un accentramento di poteri pericoloso per la qualità della nostra democrazia e per lo Stato di diritto. È una deriva che va evitata, e per questo chiediamo ai cittadini di partecipare e di votare”.