Nei locali confiscati alla Marina di San Salvo ora c’è una foresteria della guardia di finanza

Nei locali confiscati alla Marina di San Salvo ora c'è una foresteria della guardia di finanza

Nuova foresteria della guardia di finanza alla Marina di San Salvo. E’ stata inaugurata martedì mattina 29 settembre. Foresteria nata dalla confisca dei locali alla criminalità. Taglio del nastro questa mattina alla presenza del comandante regionale dell’Abruzzo delle fiamme gialle generale di brigata Fabio Massimo Mendella, del prefetto di Chieti Silvana D’Agostino, di politici e di amministratori. Mendella nel suo discorso ha rimarcato come la riqualificazione dell’immobile sia la dimostrazione della presenza dello Stato nella lotta alla criminalità.  Prima della cerimonia, don Raimondo Artese, parroco della chiesa di San Giuseppe, ha benedetto i locali.

L’appartamento, recentemente ristrutturato, è stato acquisito dallo Stato grazie a un decreto di confisca dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata (ANBSC). Il sindaco De Nicolis ha messo in evidenza l’importanza di restituire alla legalità un bene precedentemente confiscato alla criminalità organizzata.




Un intreccio internazionale con lavoro in nero ed evasione fiscale: 14 denunce della Guardia di Finanza di Chieti

Un intreccio internazionale con lavoro in nero ed evasione fiscale: 14 denunce della Guardia di Finanza di Chieti

Un intreccio internazionale di lavoro in nero ed evasione fiscale. La Guardia di Finanza di Chieti, sotto la direzione della locale Procura, ha concluso un’indagine sulla somministrazione fraudolenta di manodopera nel settore del trasporto merci su gomma, facendo emergere un sistema di frode transnazionale finalizzato all’evasione fiscale e contributiva, con lavoratori soprattutto di nazionalità albanese. L’inchiesta, avviata dagli approfondimenti del gruppo delle Fiamme Gialle, ha portato alla luce l’utilizzo strumentale del distacco internazionale da parte di alcune società teatine. Grazie alla cooperazione con la General Directorate of Taxation albanese, gli investigatori hanno accertato che le imprese estere coinvolte erano in realtà società schermo prive di una reale struttura operativa, utilizzate per reclutare autisti, pagarli meno del dovuto ed evitare il versamento di imposte e contributi. Secondo gli investigatori le imprese italiane erano gli effettivi datori di lavoro e i 95 autisti individuati sono stati qualificati come lavoratori in nero. Complessivamente sono risultate coinvolte 18 società, di cui quattro estere e cinque operanti nel Chietino, alle quali sono state contestate anche violazioni in materia di responsabilità amministrativa degli enti. Sono 14 le persone denunciate all’Autorità giudiziaria, ritenute responsabili, a vario titolo, di reati tributari e societari, somministrazione fraudolenta di manodopera e truffa aggravata ai danni dello Stato. L’evasione fiscale contestata alle sole società teatine ammonta a circa 6 milioni di euro tra Ires, Irpef, Iva e Irap, mentre sono state emesse fatture per operazioni inesistenti per oltre 3,5 milioni. La stima dell’evasione contributiva previdenziale e assistenziale supera invece 1,2 milioni di euro.




Mercato nero del gasolio: la Guardia di Finanza di Pescara denuncia 15 persone e sequestra quattro automezzi

Mercato nero del gasolio: la Guardia di Finanza di Pescara denuncia 15 persone e sequestra quattro automezzi

Le Fiamme Gialle di Pescara hanno scoperto un mercato nero dei carburanti. Gasolio destinato al riscaldamento che, secondo le accuse, veniva sottratto durante le consegne, anche quelle effettuate nei confronti di clienti pubblici, per essere successivamente rivenduto in nero e finire nei distributori locali. Un sistema che avrebbe consentito di guadagnare sia sulle quantità di carburante sottratte sia sulla differenza tra le accise applicate al gasolio da riscaldamento e quelle, più elevate, previste per l’autotrazione.

È il meccanismo scoperto dalla Guardia di Finanza di Pescara al termine di un’attività investigativa che ha portato alla denuncia di 15 persone e al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca diretta o per equivalente, di quattro autovetture di lusso per un valore complessivo di circa un milione di euro. Sotto sequestro sono finiti anche quattro automezzi appartenenti alla società coinvolta nell’inchiesta. Il dominus dell’organizzazione sarebbe una persona della Marsica.

Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, dietro le operazioni ci sarebbe stata un’associazione per delinquere organizzata per evadere le accise sul gasolio da riscaldamento attraverso il sistema della cosiddetta “destinazione abusiva”.

Il carburante sarebbe stato sottratto durante le consegne. Attraverso la presunta manomissione dei contatori installati sugli automezzi, ai clienti sarebbero state infatti erogate quantità di gasolio inferiori rispetto a quelle acquistate e pagate.

La parte di prodotto così risparmiata non sarebbe però rimasta nei depositi della società. Secondo gli investigatori avrebbe alimentato un vero e proprio circuito commerciale parallelo, completamente in nero.

Il gasolio sarebbe stato ceduto in contanti ad alcuni distributori locali, dove veniva miscelato con quello per autotrazione regolarmente presente negli impianti e successivamente commercializzato.

Un meccanismo che, secondo la Guardia di Finanza, avrebbe garantito un doppio vantaggio economico: da una parte i proventi delle vendite in nero venivano sottratti alla tassazione; dall’altra si sfruttava la consistente differenza tra l’aliquota delle accise applicata al prodotto destinato al riscaldamento e quella prevista per il carburante utilizzato per alimentare i veicoli.

Le contestazioni formulate a vario titolo nei confronti dei 15 indagati riguardano la sottrazione all’accertamento o al pagamento delle accise sui prodotti energetici, la frode nelle pubbliche forniture, la ricettazione, l’infedele e omessa dichiarazione e l’autoriciclaggio.

L’indagine pescarese si inserisce nella più ampia offensiva avviata dalla Guardia di Finanza nel settore dei carburanti, anche alla luce delle tensioni che interessano i mercati energetici internazionali.

I controlli vengono condotti lungo l’intera filiera e riguardano sia le frodi sui prodotti energetici e l’evasione delle accise sia il rispetto degli obblighi di trasparenza sui prezzi praticati alla pompa.

I numeri registrati a livello nazionale danno la dimensione del fenomeno. Tra il primo marzo e il 31 luglio 2026 i reparti della Guardia di Finanza hanno concluso 1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, denunciando complessivamente 265 persone.

Nello stesso periodo sono stati sequestrati oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici e accertati consumi in frode superiori a 6,5 milioni di chilogrammi.




Un arresto per droga della Guardia di Finanza nel quartiere Rancitelli di Pescara

Un arresto per droga della Guardia di Finanza di Pescara. Sequestrati 116 grammi di cocaina, 2.175 euro in contanti, un bilancino elettronico di precisione e materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi: è il bilancio dell’operazione portata avanti dagli uomini del comando provinciale a seguito di un’attività di osservazione e controllo nei pressi di un’abitazione nel quartiere Rancitelli, dove sarebbero stati individuati diversi acquirenti in possesso di dosi di cocaina destinate all’uso personale e successivamente segnalati alla Prefettura.

Durante la perquisizione, il presunto responsabile avrebbe tentato di disfarsi della chiave di un’autovettura lanciandola dalla finestra del bagno. La chiave è stata recuperata dai finanzieri appostati all’esterno dell’edificio. Il successivo controllo del veicolo, anche con l’ausilio delle unità cinofile, ha svelato la sostanza stupefacente nascosta nell’abitacolo all’interno di un involucro sottovuoto.

Nell’abitazione sono stati inoltre trovati denaro contante, ritenuto dagli investigatori collegato all’attività di spaccio, e strumenti compatibili con il confezionamento delle dosi.

Secondo quanto fatto sapere dalla Guardia di Finanza l’operazione rientra nelle attività di contrasto al traffico di droga nelle aree considerate più esposte di Pescara.

Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata definitivamente solo con una sentenza irrevocabile di condanna.




E’ morta la giovane di 22 anni precipitata dal terzo piano della caserma della Guardia di Finanza di Coppito

E' morta la giovane di 22 anni precipitata dal terzo piano della caserma della Guardia di Finanza di Coppito

Non ce l’ha fatta. L’Aquila. E’ morta nella notte la ragazza di 22 anni precipitata dal terzo piano (da un’altezza di dodici metri) ieri pomeriggio dalla finestra della sua camera alla scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, all’Aquila. Restano da chiarire le dinamiche dell’accaduto.

Le condizioni della giovane erano apparse da subito disperate. Sono risultati vani i tentativi di salvarla da parte dei medici dell’ospedale San Salvatore. L’allieva era stata operata per i gravi traumi riportati alla testa e al bacino.

La ragazza era una allieva maresciallo e frequentava la scuola da un anno: nei giorni scorsi la giovane aveva ricevuto la tradizionale consegna delle fiamme, che equivale allo status di allievo finanziere maresciallo.

Secondo quanto trapelato, la festa in programma lunedì  per salutare i finanzieri del terzo anno in partenza dalla scuola sarebbe ora a rischio.




La revoca della gestione dello Stadio del Mare a Francavilla scatena anche la polemica politica

La revoca della gestione dello Stadio del Mare a Francavilla scatena anche la polemica politica

Un nuovo fronte di polemica a Francavilla. La revoca della concessione della gestione dello Stadio del Mare nella zona Foro ha scatenato non poche reazioni. Con determina pubblicata il 14 luglio 2026 è stata dichiarata la decadenza della concessione e il Comune ha ordinato alla società concessionaria di riconsegnare l’immobile entro 15 giorni. Struttura affidata alla società il Gatto e la Volpe di Claudia Ciavalini che la gestiva con il padre Sandro dal 2022. Provvedimento adottato dal Comune per alcune violazioni emerse in seguito agli accertamenti della Guardia di Finanza e riassunti nell’atto di decadenza. La società ha affidato la difesa agli avvocati Antonio Luciani e Marco De Merolis. Antonio Luciani è l’ex sindaco che sta preparando il ritorno sulla scena politica. E ha da tempo messo nel mirino l’operato della giunta guidata da Luisa Russo. E ha subito commentato l’accaduto: “Qual è la logica che spinge un Comune “turistico” a chiudere strutture nel mezzo della stagione estiva, in pieno agosto, invece di aspettare settembre e convocare un tavolo per affrontare e risolvere eventuali problemi in contraddittorio? Tanto difficile farlo? Troppo lavoro? Godiamo a far fallire attività turistiche?”. La motivazione è insita nel provvedimento, ovvero violazioni accertate dalla Guardia di Finanza. “Questo dopo il totale disinteresse dell’ente nei quattro anni di gestione. Io vorrei che il Comune si alleasse con imprenditori e cittadini e non sempre contro. Che li aiutasse a investire e vivere e non operasse per far chiudere tutto”. E poi c’è Daniele D’Amario (Forza Italia), consigliere regionale e sottosegretario alla presidente della Regione con delega al turismo. Immancabile il post: “A Francavilla oramai sul lungomare gli edifici sono quasi tutti sequestrati dall’autorità giudiziaria…. Ma per l’amministrazione comunale è tutto apposto….. Jammesu”. In ogni caso e comunque la si pensi: tutto parte dall’accertamento della Guardia di Finanza. E comunque c’è una convenzione tra il Comune e il gestore: senza sapere che cosa c’è scritto e che cosa prevede la legge ogni commento da parte della politica appare superfluo.




Scoperta maxitruffa Superbonus: indagati anche due professionisti della provincia di Chieti

Scoperta maxitruffa Superbonus: indagati anche due professionisti della provincia di Chieti

C’è l’Abruzzo al centro dell’ultima inchiesta sul Superbonus. Una sessantina di società fittizie avrebbero gestito interventi di riqualificazione edilizia in tutta Italia, da Como a Siracusa, ma non avevano né una sede né un dipendente. È il cuore dell’inchiesta che ha portato la Guardia di Finanza di Siracusa a sequestrare oltre mezzo miliardo di euro di crediti fiscali legati al Superbonus 110%, mai supportati da lavori reali.

Secondo la Procura, l’organizzazione avrebbe costruito un meccanismo fraudolento capace di sfruttare le pieghe normative della cessione del credito per generare, con un semplice click, crediti fiscali inesistenti ma perfettamente spendibili nel circuito tributario.

Le indagini – condotte in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali di Roma e con il Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate – hanno individuato oltre 60 società sparse sul territorio nazionale. Molte, per l’inchiesta, erano meri involucri: nessuna sede operativa, nessun macchinario, nessun dipendente. Eppure, sulla carta, risultavano aver eseguito interventi milionari di riqualificazione su 22 condomini distribuiti tra Bergamo, Como, Macerata, Messina, Monza Brianza, Padova, Pavia, Roma, Salerno, Siracusa, Varese, Vercelli e Verona.

Gli immobili esistevano, e in molti casi erano oggetto di lavori reali. Ma le imprese coinvolte nei cantieri veri non avrebbero avuto nulla a che fare con il circuito fraudolento. I dati catastali e le informazioni tecniche sarebbero stati “clonati” all’insaputa di amministratori e proprietari. Il sodalizio, secondo gli inquirenti, faceva capo a un gruppo di professionisti con base in Lombardia.

L’anello operativo era invece in Abruzzo: due professionisti della provincia di Chieti, di Lanciano e Casalbordino, abilitati all’accesso alla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per la cessione dei crediti. Avrebbero trasmesso oltre 2.000 comunicazioni, ciascuna remunerata, generando così i crediti fittizi nei cassetti fiscali delle società “esecutrici”.

Una volta creati, i crediti venivano avviati verso la fase più delicata: la cessione a terzi, che li avrebbero utilizzati per compensare debiti tributari reali o li avrebbero monetizzati cedendoli ulteriormente, trasformando il vantaggio illecito in liquidità.

La Procura di Siracusa è intervenuta prima che i crediti entrassero definitivamente nel circuito delle cessioni, dove sarebbero diventati di fatto irrecuperabili. Sono stati emessi quattro decreti di sequestro preventivo d’urgenza, tutti convalidati dal gip, mentre l’Agenzia delle Entrate ha attivato un blocco telematico immediato.

Un intervento che, secondo gli investigatori, ha evitato un danno “rilevantissimo” per l’Erario: centinaia di milioni che, una volta dispersi in una catena di passaggi, sarebbero stati impossibili da ricostruire.

Ai 12 indagati vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.




Guardia di Finanza di Teramo: sequestrati sette immobili del valore di 1,4 milioni di euro a due imprenditori

Guardia di Finanza di Teramo: sequestrati sette immobili del valore di 1,4 milioni di euro a due imprenditori

Il Tribunale di Teramo, dopo le indagini svolte dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Giulianova, ha disposto il sequestro preventivo nella forma per equivalente finalizzato alla confisca di beni immobili dal valore di mercato stimato in 1.418.705 euro, costituente il presunto profitto illecito di un’articolata distrazione patrimoniale realizzata da amministratori di società immobiliari, tra l’altro, con la compiacenza di un commercialista, al fine di evitare il recupero patrimoniale da parte dell’Erario e degli organi della liquidazione giudiziale. Tutte le operazioni distrattive/dissimulatorie sono state effettuate nell’arco temporale successivo alla conclusione di una verifica fiscale eseguita dai finanzieri della Compagnia di Giulianova nei confronti della società fallita. A seguito di tale attività ispettiva, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione di Teramo ha emesso e notificato una cartella di pagamento per complessivi 1.544.377 euro, costituente la maggior parte della massa creditoria della liquidazione giudiziale. Le attività, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno consentito di ricostruire le varie fasi delle attività finalizzate a trasferire la proprietà di diversi beni immobili della società fallita e individuare condotte distrattive realizzate mediante la compravendita di fabbricati con neo-società e soggetti compiacenti, con il versamento di corrispettivi irrisori. Al termine delle indagini, le Fiamme Gialle hanno segnalato all’A.G. inquirente tre persone per l’ipotesi di reato di “Bancarotta Fraudolenta Patrimoniale” e “Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte” avanzando al contempo una proposta di sequestro preventivo dei beni immobili distratti e/o dissimulati per un valore complessivo di 2.473.705 euro al fine di assicurare tale patrimonio all’attivo fallimentare. Il Gip del Tribunale di Teramo, su richiesta della Procura della Repubblica di Teramo, ha emesso un decreto di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca, per sette immobili situati nel comune di San Benedetto del Tronto, del valore complessivo di 1.418.955 euro. Il servizio descritto testimonia il costante presidio esercitato dalla Guardia di Finanza di Teramo sul territorio a salvaguardia delle leggi e a tutela del mercato dei capitali. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e resta fermo il principio di presunzione di innocenza per i soggetti coinvolti, la cui eventuale responsabilità potrà accertarsi solo con sentenza definitiva.