Enrico Barattucci di San Salvo è morto in un incidente stradale a Foggia

Un'immagine della polizia di stato intervenuta sul luogo dell'incidente

Si chiama Enrico Barattucci, di San Salvo la persona di 62 anni morta nel grave incidente stradale avvenuto all’alba di oggi, mercoledì 21 ottobre, lungo la Statale 16 (ingresso da via San Severo), a Foggia.

Intorno alle 6 del mattino, per cause in corso di accertamento, si è verificato un violento impatto frontale tra due veicoli. Nulla da fare per il conducente di uno dei mezzi: l’uomo, 62enne di San Salvo, che viaggiava in direzione Foggia, è deceduto sul colpo. Lavorava all’ospedale di San Severo. Ferito gravemente – politrauma, con fratture a mandibola e femore sinistro – il conducente dell’altro mezzo, che viaggiava in direzione San Severo. L’uomo è trasferito al Policlinico Riuniti in ‘codice rosso’ con un’ambulanza del 118.

Sul posto, insieme agli operatori sanitari, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Foggia, che hanno estratto vittima e ferito dagli abitacoli dei rispettivi mezzi, bonificato e messo in sicurezza la zona. I rilievi per la ricostruzione della dinamica del sinistro sono al vaglio della polizia stradale.




Un altro morto sulle strade d’Abruzzo: a San Salvo scontro fatale a un pensionato di Montenero di Bisaccia

Un altro morto sulle strade d'Abruzzo: a San Salvo scontro fatale a un uomo di Montenero di Bisaccia

Altro sangue, un’altra vittima della strada. Tragico incidente a San Salvo. Un impatto tra due auto si è verificato poco dopo delle ore 18 di oggi sulla parallela della SS650 Trignina, chiamata strada di Pepe, in prossimità di un incrocio stradale. Nello scontro una persona, di Montenero di Bisaccia, Elio Marraffino, 86 anni, alla guida di una Volkswagen Golf, è deceduta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Vasto e due ambulanze del 118. 




Moto contro auto: un morto e quattro feriti a Manoppello. Il 35enne Leonardo Di Sipio deceduto in ospedale

Moto contro auto: un morto e quattro feriti a Manoppello. Il 35enne Leonardo Di Sipio deceduto in ospedale

Una lunga scia di sangue sulla strade d’Abruzzo, questa volta ha toccato Manoppello Uno schianto frontale dalle prime ricostruzioni: un morto e quattro feriti. Un’automobile, una Fiat Punto, e una moto si sono scontrate ieri sera, sabato 26 settembre, intorno alle ore 21, in località Vallone a Manoppello lungo la strada che porta al Volto Santo.
Sia chi era in sella alla moto che gli occupanti della vettura sono rimasti feriti in modo grave. L’uomo alla guida della moto, Leonardo Di Sipio, di 35 anni, di Orsogna è deceduto una volta arrivato all’ospedale di Pescara.

Sul posto è giunto il personale del 118 giunto con 4 ambulanze: la medicalizzata della Life di Pianella, l’India di Manoppello, la medicalizzata di Chieti e quella della Life di Villa Raspa di Spoltore. In totale sono state trasportate 4 persone: due nell’ospedale di Pescara e altrettante in quello di Chieti. Una quinta ambulanza della Life di Pescara è giunta sul posto per occuparsi di un altro ferito più lieve. 

Sono intervenuti anche i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area e i carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Popoli che si sono occupati dei rilievi utili a ricostruire l’esatta dinamica del sinistro.




Martedì a Chieti l’autopsia di zia e nipote morti nell’incidente di San Salvo, sequestrati i mezzi coinvolti

Crollo solaio Liceo di Guardiagrele, l'ipotesi del sindaco: lavori velocizzati per rispettare le scadenze del Pnrr

Si svolgerà martedì all’ospedale di Chieti l’autopsia sui corpi di Claudio Santavenere, 16 anni, e Annabella Cerbone, 23 anni, morti nella notte tra giovedì e venerdì a San Salvo a seguito di un incidente stradale in via Grasceta. Santavenere sul colpo e Cerbone dopo qualche ora dopo all’ospedale di Vasto. Nipote e zia viaggiavano sulla stessa auto, una Fiat Grande Punto, insieme ad altri due diciannovenni rimasti feriti nello scontro con un’altra auto, Fiat Bravo. Sarà il dottor Pietro Falco a svolgere l’esame sui corpi che poi saranno riconsegnati alle famiglie. Santavenere era il figlio dell’assessore comunale di San Salvo Esposito. La famiglia Santavenere ha radici a Lentella, altra comunità sconvolta dal dolore. Probabile che i funerali si svolgano venerdì, ma una data non è stata ancora fissata. Inchiesta in corso per stabilire dinamica dell’incidente e responsabilità. Mezzi sequestrati e immagini della videosorveglianza al vaglio per verificare il percorso delle vetture e se una o entrambe le vetture viaggiavano a velocità sostenuta. La macchina di zia e nipote era diretta alla Marina dopo che i quattro erano stati nell’attività pubblica di famiglia. Per il giorno dei funerali il sindaco di San Salvo De Nicolis ha proclamato il lutto cittadino.




Notte di sangue: morto un giovane di 18 anni a Città Sant’Angelo

Notte di sangue: morto un giovane di 18 anni a Città Sant'Angelo

Notte di sangue sulle strade. Si è consumata un’altra tragedia, questa volta sul ponte Filomena Delli Castelli, che collega Città Sant’Angelo a Montesilvano.

Un giovane di 18 anni, Gabriele Falcone di Montesilvano, ha perso la vita in un violento scontro frontale tra un’auto e il motorino su cui viaggiava. Secondo quanto emerso con il passare delle ore, la tragedia si è consumata verso l’una di notte. Tre motorini viaggiavano sul ponte in direzione nord, dall’altra parte una Punto nera. Il primo motorino è riuscito a schivare l’auto, il secondo no. Scontro frontale.

Per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti il personale del 118, la polizia locale e i carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. Che ha rilanciato il dibattito sulla sicurezza stradale del posto. Molti lamentano la poca sicurezza del ponte.




Ancora sangue sulle strade d’Abruzzo: motociclista aquilano finisce contro un albero tra Navelli e Collepietro

Il Collegio dei revisori dei conti non ha fatto in tempo a terminare il suo lavoro ed esprimere il parere sulla legge di assestamento di bilancio, che sarebbe dovuta approdare oggi in consiglio regionale.

Ancora sangue sulle strade. Un altro motociclista ha perso la vita dopo l’incidente di domenica sera nel Teramano. Un 51enne, Antonio Di Carlo, ha perso la vita nel pomeriggio in un incidente avvenuto lungo la strada tra Navelli e Collepietro, nell’Aquilano.

L’uomo, originario di Bussi sul Tirino, ma residente all’Aquila, viaggiava in sella alla propria moto quando, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo del mezzo ed è uscito dalla carreggiata, finendo contro un albero ai margini della strada.

L’impatto è stato particolarmente violento. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche quella di un malore. La salma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria. La procura della Repubblica dell’Aquila ha aperto un fascicolo.




Incidente sulla Rieti-Terni, scontro tra pullman e camper: 6 morti. Coinvolte anche tre auto

Incidente sulla Rieti-Terni, scontro tra pullman e camper: 6 morti. Coinvolte anche tre auto

Grave incidente  nella giornata di domenica sulla Statale 79 «Ternana» a Colli sul Velino, in provincia di Rieti al confine con l’Umbria. Coinvolti un pullman, un camper e tre auto. Il bilancio è tragico: 6 morti – i due conducenti e due passeggeri del bus e 2 passeggeri del camper – e 30 feriti, dei quali 3 gravi trasferiti in codice rosso in ospedale. Sul posto i soccorsi medici e i vigili del fuoco.

L’impatto, tra il camper che procedeva in direzione Terni e il pullman che viaggiava sulla corsia opposta, verso Rieti, è stato particolarmente violento. Dopo il frontale, coinvolte anche tre vetture. La prima non sarebbe riuscita ad evitare il sinistro già avvenuto, e così – a catena – anche le altre.




E’ un pescarese di 55 anni il motociclista morto nell’incidente stradale sulla A14 tra Ortona e Lanciano

E' un pescarese di 55 anni il motociclista morto nell'incidente stradale sulla A14 tra Ortona e Lanciano

Si chiama Marco D’Amico il motociclista morto ieri mattina a causa di uno contatto con un’autocisterna sulla A14. Un motociclista pescarese di 55 anni. Incidente avvenuto nel tratto tra Ortona e Lanciano. Autostrada chiusa e code chilometriche. Ma, soprattutto, la tragedia di un uomo sbalzato dalla moto poco dopo le 9 del mattina una volta superato il viadotto Feltrino. La stradale è al lavoro per ricostruire la dinamica del contatto e il conducente del mezzo pesante potrebbe essere indagato per omicidio stradale, un provvedimento necessario per fare piena luce sull’accaduto. I soccorritori hanno trovato il corpo di Marco D’Amico a una decina di mertri dalla moto.




Incidente mortale sulla A14: code chilometriche. Il tratto tra Ortona e Lanciano chiuso e poi riaperto

Incidente mortale sulla A14: code chilometriche. Il tratto tra Ortona e Lanciano è chiuso

Giornata difficile per chi viaggia sulla autostrada A14. Un incidente avvenuto stamane all’altezza del km 412+500 ha causato la chiusura del tratto tra Ortona e Lanciano, in direzione di Bari. Secondo l’ultimo aggiornamento delle ore 10,58 si registrano 7 km di coda all’interno del tratto chiuso, con tempi di percorrenza nettamente più lunghi rispetto alla norma.

L’incidente sulla A14 ha causato un morto e coinvolto un camion e una moto; le operazioni di sgombero, che vedono impegnati il personale di Autostrade per l’Italia, sono ancora in corso. Per chi è diretto verso Bari la situazione è critica: viene segnalata infatti un’ulteriore coda di 2 km, per giunta in aumento, tra Pescara sud e l’uscita obbligatoria di Ortona, con tempo di percorrenza stimato in 20 minuti (+12′).

A chi è diretto verso Bari, dopo l’uscita obbligatoria ad Ortona si suggerisce di seguire la Strada Statale 16 Adriatica e rientrare in autostrada a Lanciano. Ai soli veicoli pesanti si consiglia invece di anticipare l’uscita a Pescara sud e rientrare in A14 a Val di Sangro.

Poco dopo le 12, sulla A14 Bologna-Taranto, è stato riaperto il tratto compreso tra Ortona e Lanciano, in direzione Bari, precedentemente chiuso. Attualmente, fa sapere Autostrade per l’Italia, il traffico scorre su tutte le corsie disponibili.




Ancora sangue sulle strade d’Abruzzo: un centauro morto in uno scontro sulla Statale 16 tra Tortoreto e Alba

Ancora sangue sulle strade d'Abruzzo: un centauro morto in uno scontro sulla Statale 16 tra Tortoreto e Alba

Ancora sangue sulle strade d’Abruzzo. Un motociclista questa mattina ha perso la via nell’incidente stradale avvenuto lungo la Statale 16, tra Tortoreto e Alba Adriatica. L’impatto del centauro contro un furgone si è rivelato fatale. La vittima si chiama Aladin Hamida,  29 anni.  Di famiglia originaria del Marocco, il giovane era nato e cresciuto a San Benedetto, ma adesso risiedeva a Martinsicuro

E’ risultato vano l’intervento degli operatori del 118.  Sono arrivati l’automedica di Giulianova, l’ambulanza di Alba Adriatica e l’elisoccorso decollato da Pescara. Sul posto anche gli agenti della Polizia locale alle prese con la ricostruzione della dinamica dell’incidente.
La circolazione lungo la Statale 16 ha subito pesanti rallentamenti per consentire le operazioni di soccorso, la messa in sicurezza della carreggiata e gli accertamenti delle forze dell’ordine. La statale 16 è stata chiusa per oltre 1 ora.




Un 38enne di San Salvo morto in un incidente stradale a Vasto in località Vignola

Un 38enne di San Salvo morto in un incidente stradale a Vasto in località Vignola

Ancora sangue sulle strade d’Abruzzo. Una persona di 38 anni, originaria di Napoli e residente a San Salvo, Fabio Di Carlo è morta in un incidente stradale avvenuto oggi pomeriggio a Vasto sulla Statale 16. A scontrarsi, attorno alle 16,30, sono stati un camion e un’auto, una Peugeot 3008. L’impatto è avvenuto in località Vignola, all’altezza dell’incrocio tra la Statale e via della Vela. Niente da fare per i soccorritori che hanno potuto solo constatare il decesso dell’uomo nell’auto. Sul posto vigili del fuoco, 118 e polizia locale. Gli agenti della Polizia hanno eseguito i rilievi per riscostruire la dinamica dell’impatto e hanno sentito il conducente del mezzo pesante




Si schianta contro un albero nella notte: L’Aquila piange la morte di Claudio Ciuffetelli

 L’Aquila si è svegliata con un lutto. Schianto mortale nella notte tra venerdì e sabato lungo la statale 17, nei pressi della stazione ferroviaria della frazione di Paganica. Un furgone, che viaggiava verso la città, si è schiantato contro un albero. L’uomo che era al volante dell’automezzo, Claudio Ciuffetelli, di 59 anni, è deceduto mentre una donna che era con lui ha avuto una prognosi di trenta giorni.

Tra le cause della tragedia, in via di accertamento, un colpo di sonno, un malore, una distrazione, comunque i carabinieri sembrano per ora intenzionati a escludere il coinvolgimento di altri mezzi.




Donna di Vacri arrestata dopo lo scontro a Miglianico che ha causato la morte di un anziano

Donna di Vacri arrestata dopo lo scontro a Miglianico che ha causato la morte di un anziano

 Avrebbe provocato la morte di un anziano perché era alla guida sotto l’effetto di stupefacenti e senza patente. Paola Belvedere, 48 anni, residente a Vacri, che ieri mattina si è schiantata frontalmente contro la Fiat Panda di Vincenzo Barone, 79 anni, residente a Filetto, causandone la morte qualche minuto dopo l’impatto. Per l’anziano alla guida lungo la strada di contrada Elcine, a Miglianico, non c’è stato niente da fare. Dopo lo scontro, la donna avrebbe tentato la fuga, sbandando poco dopo lo scontro e finendo così la sua corsa. Arrestata dai carabinieri della compagnia di Ortona, ora è piantonata nell’ospedale di Chieti.




Incidente mortale a Miglianico: un anziano di Filetto perde la vita, alcuni feriti in ospedale

Incidente mortale a Miglianico: un anziano perde la vita, alcuni feriti in ospedale

Un morto e alcuni feriti ricoverati in ospedale a Pescara: è il bilancio dell’incidente avvenuto a Miglianico in contrada Elcine. L’impatto frontale, nelle prime ore della giornata, è stato particolarmente violento. Da accertare se a causa di un sorpasso azzardato o l’alta velocità. Immediati i soccorsi da parte del personale del 118, necessario anche l’intervento di un’eliambulanza. Per il conducente di una delle due autovetture, Antonio Vincenzo Barone, 80 anni, nato ad Ari e residente a Filetto, non c’è stato nulla da fare. La salma è già stata  trasferita all’obitorio dell’ospedale civile di Pescara. Per le altre persone le condizioni di salute restano da valutare. Sul posto anche carabinieri e polizia locale per i rilievi e per gestire la viabilità che ha inevitabilmente subito dei rallentamenti.




Morte dopo l’inseguimento: nessun carabiniere indagato, oggi l’autopsia sul corpo di Ciarelli

Morte dopo l'inseguimento: nessun carabiniere indagato, oggi l'autopsia sul corpo di Ciarelli

Prime indiscrezioni dalla Procura di Teramo sull’inchiesta relativa alla morte del pescarese Massimo Ciarelli avvenuta mercoledì sera. Oggi la dottoressa Donatella Fedeli effettuerà l’autopsia sul corpo del 43enne vittima dell’incidente nel tratto della statale adriatica tra Città Sant’Angelo e Silvi. Non ci sono elementi al momento che facciano pensare all’iscrizione nel registro degli indagati, da parte del pm Esisabetta Labanti, del carabiniere che guidava il fuoristrada dell’Arma contro il quale lo scooter si è andato a schiantare. Uno scooter guidato da Massimo Ciarelli, secondo l’avvocato Giancarlo De Marco, legale della mamma di Ciarelli. L’avvocato ha fatto chiarezza sul fatto, perché le prime voci davano il 43enne in semilibertà alle spalle di un guidatore sullo scooter. E, invece, no, guidava Ciarelli che è stato riconosciuto dai carabinieri, mercoledì sera, sin da Montesilvano. E’ stato seguito fino all’alt, nel tratto tra Città Sant’Angelo e Silvi; poi, l’inseguimento visto che non si è fermato. De Marco ha fornito una versione dei fatti che ha comunque bisogno di approfondimenti e di ulteriori indagini.

Le indagini sono curate dagli agenti della polizia stradale di Teramo.   

Secondo quanto raccontato dall’avvocato De Marco, Ciarelli non si sarebbe fermato all’alt dei carabinieri perché non aveva con sé la patente di guida. Ciarelli, inoltre, non sarebbe potuto uscire dal comune di residenza, Pescara, e questo potrebbe essere un altro motivo per cui lo scooter non si sarebbe fermato. Uno scooter sul quale viaggiava un’altra persona, interrogata e poi rilasciata.  Ciarelli era stato condannato per l’omicidio Rigante. Era in semilibertà.

La sera dell’omicidio Rigante – primo maggio 2012 – era con il fratello gemello e altri tifosi in un appartamento al piano terra di via Polacchi, quando Ciarelli, arrivò insieme a due suoi cugini. Con una pistola, Ciarelli colpì sul gluteo Rigante, che poco dopo morì.
Inizialmente Ciarelli era stato condannato a 30 anni, poi ridotti a 17 dopo l’annullamento dell’aggravante della premeditazione da parte della Cassazione e la successiva rimodulazione della pena, nel 2017, da parte della Corte d’assise d’appello di Perugia.
Lo scorso anno aveva ottenuto la semilibertà e di sera, alle 21, doveva rientrare in carcere.




L’avvocato De Marco: “Guidava Ciarelli”. Si indaga per chiarire le zone d’ombra. La solidarietà del Prefetto di Pescara

L'avvocato De Marco: "Guidava Ciarelli". Si indaga per chiarire le zone d'ombra. La solidarietà del Prefetto di Pescara

Guidava Massimo Ciarelli. Lo ha detto l’avvocato Giancarlo De Marco ai microfoni del Tg3 Abruzzo. Giancarlo De Marco è il legale della mamma di Ciarelli. E ha fatto chiarezza sul fatto, perché le prime voci davano il 43enne in semilibertà alle spalle di un guidatore sullo scooter. E, invece, no, guidava Ciarelli che è stato rinosciuto dai carabinieri, mercoledì sera, sin da Montesilvano. E’ stato seguito fino all’alt, nel tratto tra Città Sant’Angelo e Silvi, e l’inseguimento visto che non si è fermato. De Marco fornisce una versione dei fatti che ha comunque bisogno di approfondimenti e di ulteriori indagini.

Le indagini sono curate dagli agenti della polizia stradale di Teramo. Intanto si attende che il pubblico ministero Elisabetta Labanti, della Procura di Teramo, disponga l’autopsia sulla salma.  

Secondo quanto stabilito, Ciarelli non sarebbe potuto uscire dal comune di residenza, Pescara, e questo potrebbe essere il motivo per cui lo scooter non si sarebbe fermato all’alt dei carabinieri. Ciarelli era stato condannato per l’omicidio Rigante. Era in semilibertà.

La sera dell’omicidio Rigante – primo maggio 2012 – era con il fratello gemello e altri tifosi in un appartamento al piano terra di via Polacchi, quando Ciarelli, arrivò insieme a due suoi cugini. Con una pistola, Ciarelli colpì sul gluteo Rigante, che poco dopo morì.
Inizialmente Ciarelli era stato condannato a 30 anni, poi ridotti a 17 dopo l’annullamento dell’aggravante della premeditazione da parte della Cassazione e la successiva rimodulazione della pena, nel 2017, da parte della Corte d’assise d’appello di Perugia.
Lo scorso anno aveva ottenuto la semilibertà e di sera, alle 21, doveva rientrare in carcere. La famiglia di Ciarelli farà di tutto per fare chiarezza e ottenere giustizia qualora dovessero emergere delle responsabilità. Intanto, i carabinieri hanno incassato la solidarietà del Prefetto di Pescara: “Hanno fatto il loro dovere”, ha detto Luigi Carnevale che ha soprattutto espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia di Massimo Ciarelli.




La polizia indaga sui carabinieri per la morte di Ciarelli, la Procura di Teramo apre un’inchiesta. I familiari della vittima non ci stanno

La polizia indaga sui carabinieri per la morte di Ciarelli, la Procura di Teramo apre un'inchiesta. I familiari della vittima non ci stanno

Si indaga a tutto campo. La morte di Massimo Ciarelli ha bisogno di approfondimenti. Lo ha deciso la Procura di Teramo che ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale per la morte del 43enne in semilibertà sulla nazionale a Marina di Città Sant’Angelo. I familiari della vittima, attraverso il legale, contestano la riocostruzione effettuata dalle forze dell’ordine e sostengono che Ciarelli non fosse alla guida dello scooter, ma fosse invece il passeggero sbalzato dalla sella in seguito al violento impatto frontale con la Jeep dei carabinieri. Per questo si dicono pronti a nominare un consulente di parte.

Il suv dei militari era intervenuto a supporto della pattuglia di Montesilvano, impegnata nell’inseguimento dello scooter che non si era fermato all’alt dei militari. Un’ora dopo l’incidente, alle 21, Ciarelli sarebbe dovuto tornare in carcere a Pescara per rispettare il regime di semilibertà cui era sottoposto dopo la condanna a 17 anni per l’omicidio di Domenico Rigante, tifoso del Pescara, commesso il primo maggio 2012.

Le indagini sono curate dagli agenti della polizia stradale di Teramo. Intanto si attende che il pubblico ministero Elisabetta Labanti, della Procura di Teramo, disponga l’autopsia sulla salma.

 Secondo le norme non sarebbe potuto uscire dal comune di residenza, Pescara per l’appunto e questo potrebbe essere il motivo per cui lo scooter non si sarebbe fermato all’alt dei carabinieri.

La sera dell’omicidio Rigante – primo maggio 2012 – era con il fratello gemello e altri tifosi in un appartamento al piano terra di via Polacchi, quando Ciarelli, arrivò insieme a due suoi cugini. Con una pistola, Ciarelli colpì sul gluteo Rigante, che poco dopo morì.
Inizialmente Ciarelli era stato condannato a 30 anni, poi ridotti a 17 dopo l’annullamento dell’aggravante della premeditazione da parte della Cassazione e la successiva rimodulazione della pena, nel 2017, da parte della Corte d’assise d’appello di Perugia.
Lo scorso anno aveva ottenuto la semilibertà e di sera, alle 21, doveva rientrare in carcere.




Scooter contro Suv, incidente mortale: Teramo piange la scomparsa di Marco Aquilani

Scooter contro Suv, incidente mortale: Teramo piange la scomparsa di Marco Aquilani

Tragico incidente stradale a Villa Zaccheo, frazione di Castellalto, in provincia di Teramo. Un uomo di 44 anni, in sella a uno scooter, ha perso la vita dopo essersi scontrato frontalmente con un Suv. Inutile il pur tempestivo intervento dei sanitari del 118. Ancora in corso di accertamento le cause del violento impatto. 

 Il teramano Marco Aquilani era alla guida del suo scooter Piaggio X9 che è finito contro Suv guidato da un 37enne (rimasto illeso), lungo la strada provinciale 25/A, per cause ancora in corso di accertamento e al vaglio delle autorità. Il centauro è morto praticamente sul colpo. I soccorsi sono infatti scattati immediatamente, ma il personale sanitario del 118, giunto rapidamente sul posto, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del motociclista.




Incidente agricolo ad Atessa: è morto Vincenzo Cinalli, probabilmente a causa di un malore

Incidente agricolo ad Atessa: è morto Vincenzo Cinalli, probabilmente a causa di un malore

Incidente agricolo ad Atessa nella serata di martedì. E’ morto Vincenzo Cinalli, 72 anni, titolare di un’azienda. Stava lavorando il terreno di proprietà in contrada Sciola quando, probabilmente per un malore, ha perso il controllo del trattore che si è ribaltato. Inutili i soccorsi arrivati sul posto. Il corpo dell’uomo è stato portato all’ospedale di Pescara per verificare se all’origine dell’incidente c’è stato un malore dell’uomo come si sospetta. Diversi anni fa il papà di Vincenzo Cinalli è morto sempre per un incidente agricolo nelle campagne di Atessa.




Scontro sulla Sora-Avezzano: tre morti, identificate le vittime. La Procura apre un’inchiesta per omicidio stradale

Scontro sulla Sora-Avezzano: tre morti, la Procura apre un'inchiesta per omicidio stradale

Incidente mortale sulla Sora-Avezzano. Lo scontro è avvenuto intorno alle 17 in prossimità dello svincolo di Sora Nord tra un furgone con operai a bordo e un camion con rimorchio. Il Renault Track 480 era condotto da un uomo di 57 anni di Raiano: l’uomo non è in pericolo di vita. Il furgone cassonato Fiat 250 era invece guidato da un ventottenne nigeriano, morto sul colpo, così come il passeggero di 66 anni, di Monte San Giovanni Campano. Un ulteriore passeggero del furgone è stato trasferito al pronto soccorso di Sora ed è deceduto una volta giunto in ospedale. Sono dunque tre le vittime: Dario Persichetti, sessantaseienne di Monte San Giovanni Campano; le altre due sono giovani lavoratori stranieri, uno originario del Gambia e l’altro della Nigeria.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il conducente di un furgone avrebbe tentato un sorpasso che non sarebbe riuscito a completare.

Il mezzo si sarebbe quindi scontrato frontalmente con l’autocarro che procedeva nella direzione opposta.

La Procura della Repubblica di Avezzano ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.




Due donne investite ad Atri, una è morta e l’altra è in gravi condizioni all’ospedale di Teramo

Due donne investite ad Atri, una è morta l'altra è in gravi condizioni all'ospedale di Teramo

Incidente mortale questa mattina ad Atri. Alle ore 10 circa un conducente di un’autovettura Fiat Panda in transito in via Aldo Moro, nel centro abitato della cittadina ducale, con direzione di marci Silvi-Atri, ha investito due pedoni nei pressi del supermercato Eurospin. L’impatto ha causato gravi lesioni alle due signore investite e sul posto è intervenuto anche l’elisoccorso del 118 da Pescara. Gabriella Pelusi, classe 1947, è stata trasportata in elisoccorso in gravi condizioni all’ospedale Pescara ed è deceduta dopo pochi minuti. Fiorella Piovani, , classe 1950, è stata trasportata in gravi condizioni all’ospedale di Atri. E successivamente a quello di Teramo. Sul posto è arrivata una pattuglia del distaccamento Polizia Stradale di Pineto per svolgere tutte le attività di ricostruzione del sinistro. Il conducente dell’autovettura,. D. O. W., un uomo di 40 è stato sottoposto ai controlli sullo stato psico-fisico relativi all’accertamento della presenza di alcol e droga per i quali si attendono ancora le risultanze. Gli operatori stanno anche verificando la presenza di eventuali filmati utili alla ricostruzione dell’evento installati negli esercizi pubblici della zona e nelle abitazioni private.