IL COSTO DEI CARBURANTI e le accise della Meloni

Il perentorio programma elettorale di Giorgia

8 gennaio 2023

Chi sta tornando dalle vacanze trova l’amara sorpresa del balzo dei carburanti, giunti nel caso del Diesel a 2,5 euro a litro alla pompa dei distributori autostradali. Il solito modo di fregare gli italiani e far subito rientrare loro quel poco di spensieratezza goduta durante le ferie natalizie o di fine anno. E questo a dispetto della relativa tranquillità che si registra sul mercato dei carburanti, il Brent è tornato sotto gli 80 dollari a barile, e della quasi piena ricostituzione delle scorte.

Il Governo Meloni non ha prorogato il congelamento delle accise decise per un lungo periodo da quello di Mario Draghi. E ne vediamo risultati e conseguenze. L’attuale Esecutivo sembra non avere alcuna intenzione di tornare sopra la decisione per affidarsi ad un termine molto in voga di questi tempi, utilizzato soprattutto quando non s’intende intervenire seriamente e adeguatamente, quella “moral suasion” che dovrebbe essere indirizzata verso le compagnie petrolifere. Evidentemente, oltre il danno si vuole aggiungere anche la beffa, visto che parliamo di società che da sempre vivono della massimizzazione dei profitti.

Paradossalmente, ci si trova di fronte alle dichiarazioni dei rappresentanti di quelle compagnie, raggruppate in quella che una volta si chiamava Unione petrolifera e che oggi è, invece, l’Unione energie per la mobilità (Unem), secondo i quali, i rincari di queste ore sono dovute quasi esclusivamente proprio alla decisione di non sterilizzare più le accise facendo così tornare il costo dei carburanti alle pompe tra i più alti in Europa. Insomma, la colpa è della Meloni e non dei petrolieri.

Qualche giorno fa abbiamo dato conto del video che sempre più spesso circola sulle roboanti a barricadiere dichiarazioni che Giorgia Meloni faceva contro le tasse e le accise che gravano sui carburanti (CLICCA QUI). Ci siamo ora presi la briga di spulciare il Programma elettorale di Fratelli d’Italia che nel punto 17, dall’ambizioso titolo “Energia pulita, sicura e a costi sostenibili” contiene, a proposito del tema del giorno una sola frase, ma perentoria: “Sterilizzazione delle entrate dello Stato da imposte su energia e carburanti e automatica riduzione di Iva e accise”.

Possiamo dire che di perentorio oggi ci ritroviamo solo con la presa in giro per gli italiani?




SIMBOLI (?) Giornata del Tricolore

Dichiarazioni che non convincono

Chieti, 7 gennaio 2023. Dispiace non essere completamente d’accordo con le dichiarazioni dei Presidenti Mattarella e Meloni, ma il tricolore oggi non unisce e non ricuce un bel nulla.

Quello che unisce ancora, che rende libero e solidale questo nostro paese è solo il buon senso degli italiani del silenzio e dell’impegno. Senza di loro, quale Italia?  

Questa Italia del buon senso, nonostante tutto il ridicolo, l’ingiustizia, l’arroganza, la sfacciataggine di certo potere, sta reggendo ancora; fino a che punto è difficile da capire. Tutto potrebbe saltare sotto i colpi che minano addirittura la sussistenza.

Anche le cosiddette valvole di sfogo, molto dinamiche qualche tempo fa, stanno cominciando a traballare e l’insofferenza sta cominciando a dilagare sotto il peso insostenibile di carichi, adesso, solo frutto di cinismo e cecità politica.

Chissà cosa ci prospetta questo 2023.

Già dai primi giorni, comunque, si avverte aria molto, ma molto pesante.

Una cosa è certa: anche gli italiani del buon senso adesso stanno esaurendo ogni sorta di riserva  …

Seguono le dichiarazioni dei Presidenti:

Mattarella: ” … simbolo della unità e indivisibilità del Paese e di quel patrimonio di valori e principi comuni solennemente sanciti dalla nostra Carta costituzionale …”

https://www.ansa.it/…/mattarella-tricolore-simbolo-di…

Meloni: ” … ricuce gli strappi … racchiude i valori di libertà, solidarietà e uguaglianza …”

https://www.ilgiornale.it/…/giornata-tricolore-2102641…

NM