Il vicedirettore di Libero Andrea Tempestini, 40 anni, trovato morto nella sua abitazione di Milano

Il vicedirettore di Libero Andrea Tempestini, 40 anni, trovato morto nella sua abitazione di Milano

Il vicedirettore di Libero Andrea Tempestini, 40 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione in via Belinzaghi a Milano. Sul posto, ieri sera, dopo l’allarme dato da una famigliare, sono giunti i Vigili del fuoco e il 118, i cui medici hanno potuto solo constatarne il decesso. Il corpo è stato trovato in cantina e gli accertamenti sono stati effettuati dai carabinieri. Sul posto anche la Sezione investigazioni scientifiche. Sul corpo dell’uomo non sono stati trovati elementi che possano far pensare a un’aggressione. Giornalista professionista dal 2010, Tempestini era digital editor di liberoquotidiano.it. In passato aveva lavorato per il Sole 24 Ore e per Rai Corporation.




L’abruzzese De Antonis protagonista alla Milano Design week 2026

L'abruzzese De Antonis protagonista alla Milano Design week 2026

Per la prima volta nella storia del Fuorisalone, durante la Milano
Design week 2026, venerdì 24 aprile, l’Europa del progetto si riunisce a Casa Lombardia. Un vertice
internazionale su sicurezza, inclusività e normative, presentato dalla Fondazione Pio
Manzù con la collaborazione della Regione Lombardia – Assessorato alla Cultura.
Dopo i tristi fatti di Crans-Montana il design non può più essere soltanto una questione di
estetica e funzionalità. Oggi il design deve essere, prima di tutto, responsabilità.
Con questa consapevolezza nasce l’evento “Responsible Design”, un momento di svolta
per la professione dell’interior design.
Antonio De Antonis, voce abruzzese del design responsabile – Affermato interior
designer professionista con una consolidata esperienza maturata in importanti progetti in
Italia e all’estero, ricopre un ruolo di primo piano anche come voce autorevole di EIDD –
Design for All. Alla guida di AIPI (Associazione Italiana Professionisti Interior Designers)
dal 2021, si impegna a livello internazionale con passione per la valorizzazione della figura
professionale dell’interior designer, per l’innalzamento degli standard qualitativi della
categoria e per la promozione di un design inclusivo e responsabile.




Alfagomma in vendita, interessati anche i siti produttivi di Teramo e Ortona

Alfagomma in vendita, interessati anche i siti produttivi di Teramo e Ortona

 Quattro sedi produttive a Teramo e una a Ortona. Anche l’Abruzzo è interessata, di riflesso, a una vicenda che sta facendo parlare da mesi il mondo dell’economia e della finanza milanese. Si profila una corsa fino a cinque per rilevare la Alfagomma, la multinazionale italiana che produce sistemi integrati per la gestione di fluidi industriali e idraulici (tubi idraulici e industriali in gomma e termoplastici, raccordi, adattatori etc) con 600 milioni di ricavi e 105 milioni di margine operativo. Multinazionale che sei anni fa ha rilevato un sito produttivo in vendita ad ortona in aggiunta quelli già detenuti a Teramo. Interessati decine e decine di lavoratori. Per la fase due, quella che porterà all’offerta vincolante entro l’8 maggio, sono stati selezionati il colosso statunitense dei sistemi idraulici Gates, la svedese Trelleborg affiancata dal fondo Triton. C’è poi Enrico Gennasio, ex ceo del gruppo Alfagomma che con il fratello Guido (ex presidente) ha il 50% dell’impresa con sede a Vimercate. In partita si presenta affiancato dal fondo inglese Icg, specializzato in debito. Non risulta chiaro se sarà accolta la proposta dei danesi di Danfoss. E non si esclude che in partita possa rientrare anche la francese Michelin che aveva mostrato interesse in un’operazione che, secondo le stime, dovrebbe valere tra 1,2 e 1,3 miliardi. Ma non è solo questione di prezzo. Il compratore dovrà garantire il mantenimento di lavoratori (4 mila, la metà in Italia) e impianti (tre su 28 nella Penisola).

A questa rosa si è arrivati dopo una scrematura curata con l’advisor Lazard che ha portato di fatto ad accogliere in larga parte investitori industriali per un’azienda che continua a crescere e che quest’anno punta a un fatturato 650 milioni e a un margine operativo di 120 milioni. Entro l’estate si potrebbe così chiudere una vicenda nata oltre un anno fa quando i due soci, Guido ed Enrico Gennasio hanno iniziato a confrontarsi sul futuro del gruppo. L’impossibilità di trovare concordia nelle scelte di governance aveva spinto il presidente della sezione Imprese del Tribunale di Milano Angelo Mambriani a nominare tre liquidatori per garantire la continuità aziendale. Vale a dire Claudio Calabi, Enrico Cotta Ramusino e Andrea Amaduzzi che hanno dovuto, secondo gli accordi con il Tribunale, valorizzare l’impresa con un processo di vendita.

Enrico Gennasio sarebbe pronto a rilanciare acquistando il 50% di proprietà del fratello attraverso il supporto del fondo Igt che metterà a disposizione strumenti di debito.
Gli industriali in gara integreranno le attività di Alfagomma che ha posizioni di rilievo nel mercato della gestione dei fluidi e clienti come Caterpillar, John Deer nel movimento terra ma anche grandi realtà dell’industria estrattiva, della cantieristica e della difesa. Guido Gennasio che avrebbe voluto superare il modello familiare di Alfa- gomma attraverso una gestione manageriale si è reso disponibile a fornire supporto all’acquirente.