Le fatiche del pornoattore Siffredi: a 62 anni fare sesso per professione e certe performance mi provocano mal di schiena

E’ tornato a fare sesso per professione a 62 anni Rocco Tano, in arte Siffredi. E lo fa con donne che potrebbero essere almeno sue figlie. E’ stato uno dei simboli della pornografia italiana e mondiale. Non ha mai reciso le radici ortonesi, sebbene abbia girato l’Europa e gli Stati Uniti stabilendosi a Budapest dove ha il suo quartier generale familiare e lavorativo. Per lanciare l’allarme ai ragazzi sui rischi che tecnologia e web possono avere sulle loro vite intrecciandosi con la pratica del sesso come professione, ha partecipato a un film, Blue, diretto da Eleonora Puglia, nei cinema italiani dal 23 luglio prodotto da Camaleo e distribuito da PiperFilm. Non certo un porno ma «un film tradizionale», come chiama lui le poche incursioni, una decina, fuori dal suo genere. Nella pellicola è un padre, messo di fronte alla scoperta della figlia adolescente che mostra in rete i suoi rapporti sessuali con il fidanzato. Per saldare un debito del ragazzo ma anche per una sorta di esibizionismo che a quell’età di scoperta dell’eros talvolta si presenta. Con conseguenze però presto drammatiche. In un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera Rocco Tano, in arte Siffredi, ha raccontato il suo momento.

“Sento dire che è pieno di ragazzine di 15 anni che non vedono l’ora di compiere i 18 per mettersi su OnlyFans. Ma poi? La maggior parte di chi ha questi profili approda al porno reale perché magari sulla piattaforma non trova il successo sperato. E allora si dicono: continuiamo in quel mondo. Ma il 95% di loro ha genitori che non sono d’accordo con la loro scelta”, sostiene il pornoattore, “che alla fine, scelta non è, ma è indotta. A quel punto però è tardi, rompi i rapporti, ti rovini la vita, vai in depressione. I ragazzi oggi sono confusi, mi scrivono a migliaia e li vedo persi. In questo caso, sì: una volta era meglio. Come dicevano gli Squallor (gruppo musical-demenziale anni ‘80; ndr) “era meglio quando c’erano gli Squallor”». Ha parlato dei figli Rocco Tano, in arte Siffredi. “Io e mia moglie Rosa (l’ungherese Rózsa Tassi, ex pornoattrice, nota come Rosa Caracciolo; ndr) abbiamo fatto di tutto per tenerli lontani: Leonardo è ingegnere meccanico e Lorenzo, il primogenito, si è laureato in Economia e Commercio. Vero, ora lavorano con me. Ma quello laureato in Economia si è fatto la sua piattaforma da “content creator” e utilizza il porno solo dal punto di vista commerciale. L’altro era una promessa dell’atletica leggera, dei 110 ostacoli. L’anno scorso purtroppo è stato operato d’urgenza al cuore a Milano e ha dovuto smettere. Ora ha rilevato il sito della mia accademia, dove insegnavo ai ragazzi il mondo del porno, e ha creato una piattaforma dove educa i ragazzi alla sessualità intervistando psicologi, psichiatri, sessuologi, urologi. Sesso senza tabù ma trattato da un punto di vista scientifico. Nessuno dei due ha però mai manifestato l’intenzione di prendere il mio posto e di seguire le mie orme davanti alla telecamera».

Lei è tornato a “lavorare” sul set. “Avevo dubbi, a fine ottobre 2025, quando ho ricominciato a 61 anni ma pensavo che le scene che avrei girato avrebbero divertito milioni di persone in giro per il mondo. Solo che fare a quest’età le performance che facevo a 30 mi provoca la notte dolori alla schiena”. E la famiglia a Ortona? Parla del padre Gennaro: “Mio padre alla fine è il riflesso di tutto ciò che sono io. Spero di non diventare mai come mio padre. Ricordo che quando mamma era in punto di morte lui flirtava con la vicina di letto. E lei mi disse “mettimi questo fuori dalla stanza”. Però purtroppo io sono il figlio di Gennaro e non sarei diventato Rocco Siffredi se non fossi stato suo figlio. Mio padre aveva una venerazione per le donne e la sessualità e io l’ho presa in eredità”.





























