Lettera del sindaco Masci per richiedere l’attivazione di un tavolo di crisi  per il porto di Pescara

Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ha inviato  una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministero dell’Interno, al presidente della Regione Abruzzo, al presidente del Consiglio Regionale, alla Direzione Marittima di Pescara, all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e, per conoscenza, al Prefetto di Pescara e alle associazioni “Il Maestrale” e “Mimmo Grosso”, per richiedere l’attivazione di un tavolo di crisi  per il porto di Pescara, la dichiarazione dello stato di calamità e sollecitare interventi di somma urgenza a seguito degli eventi meteorologici avversi.

Ecco il testo integrale della lettera: “L’ondata di eccezionale maltempo dei giorni scorsi, che ha colpito duramente l’intero territorio cittadino, ha determinato una situazione di estrema criticità per il porto di Pescara e per l’intero comparto marittimo. A subire le conseguenze di questa paralisi è il cuore pulsante dell’economia del capoluogo adriatico: marittimi, armatori, commercianti, ristoratori e operatori balneari, le cui attività risultano oggi gravemente compromesse.

I fondali portuali, nonostante il recente intervento di dragaggio — tuttora in fase di ultimazione — risultano oggi completamente impraticabili a causa dell’imponente accumulo di detriti e materiali depositati alla foce.

È prioritario evidenziare come tale fenomeno rappresenti la conseguenza diretta di una dinamica territoriale di area vasta: il fiume Pescara funge infatti da collettore di un bacino idrografico che attraversa oltre venti Comuni e tre diverse Province. Nel suo scorrere verso il mare, l’asta fluviale raccoglie quotidianamente ingenti quantità di materiali che si riversano inevitabilmente nell’area portuale e anche all’esterno. In occasione degli ultimi eventi meteorologici, questo fenomeno ha raggiunto livelli di criticità assoluta, determinando il blocco totale dello scalo e invadendo le spiagge con detriti di ogni natura. Le conseguenze sono gravissime: l’impossibilità per le imbarcazioni, che rappresentano la più grande flotta d’Abruzzo e una delle più importanti d’Italia, di uscire o rientrare in sicurezza sta portando l’intero comparto verso un punto di non ritorno, una stasi totale, una paralisi dalle conseguenze nefaste.

In qualità di Sindaco, pur nel pieno rispetto delle competenze statali sulla gestione dell’infrastruttura portuale e fluviale, ho il dovere istituzionale di non rimanere inerte. È necessaria una risposta corale e immediata da parte di tutta la filiera istituzionale e proprio per questa ragione, ritengo doveroso informare Sua Eccellenza il Prefetto, affinché monitori con la massima attenzione l’evolversi di una situazione che investe direttamente la nostra comunità, dal punto di vista economico e sociale.

Nulla può essere ulteriormente rinviato, visto che la questione dell’insabbiamento del porto si protrae da oltre quindici anni e anche alla luce dei pareri favorevoli espressi dai Ministeri MIC, MIT e MASE per la procedura di V.I.A. del progetto di deviazione del porto — opera strategica per il futuro — è indispensabile gestire l’emergenza odierna con strumenti straordinari.

Si richiede, pertanto, l’immediata attivazione delle seguenti misure:

* Intervento di Somma Urgenza: per il ripristino immediato della navigabilità e della piena fruibilità dei fondali.

* Misure di Sostegno Economico: attivazione tempestiva di ristori per gli armatori e della Cassa Integrazione per i marittimi o anticipo temporale del fermo biologico per garantire la tenuta sociale delle famiglie coinvolte in questa stasi forzata.

* Dichiarazione dello Stato di Calamità: per il porto di Pescara, al fine di attivare i canali di finanziamento e le deroghe necessarie.

* Convocazione di un Tavolo Permanente: da istituire presso la Direzione Marittima con il coinvolgimento di Ministeri competenti, Regione Abruzzo, Autorità di Sistema Portuale e rappresentanze locali.

Il porto di Pescara rappresenta una priorità assoluta non solo per la nostra città, ma per l’intero sistema logistico regionale. Gli operatori del settore e la cittadinanza attendono risposte concrete e immediate.




LA DIFESA D’UFFICIO di Mauro Febbo al suo alleato Leo Castiglione

Il vero responsabile della mancata escavazione dei fondali del porto di Ortona, con la Regione Abruzzo distrattasi in maniera imbarazzante. Una gestione politica ed amministrativa che penalizza non solo la città ma anche l’Abruzzo per come vengono affrontate le questioni serie

Ortona, 8 gennaio 2023. Precisando che la correttezza procedurale dell’operato dell’Amministrazione D’Ottavio è stata cristallizzata dalla Magistratura competente, serve riepilogare ogni passaggio, alla luce di tanta approssimazione.

Riepiloghiamo i vari passaggi: a fine 2012 il Comune di Ortona riusciva a salvare il finanziamento per l’escavazione dei fondali del Porto di Ortona presentando quasi alla scadenza il progetto preliminare;

– nell’ambito del programma PAR FAS 2007-2013, con deliberazione n. 917 del 9.12.2013, la Giunta Regionale d’Abruzzo concedeva al Comune di Ortona (quale soggetto attuatore) il finanziamento di euro 9.350.000,00 per la escavazione dei fondali del Porto di Ortona, approvando, anche lo schema di convenzione per la regolazione del rapporto tra la Regione Abruzzo ed il Comune per la gestione del finanziamento;

– il 14.04.2014 veniva sottoscritto dai rappresentanti della Regione Abruzzo e del Comune di Ortona il disciplinare di concessione del finanziamento relativo al progetto “Escavazione ed approfondimento dei fondali del bacino portuale di Ortona”;

– con Determinazione dirigenziale del Settore Attività Tecniche e Produttive n. 15 del 27/01/2016 veniva disposta l’aggiudicazione definitiva dell’appalto in favore della costituenda A.T.I. LA DRAGAGGI srl – MARITER S.r.l. – SAPIR Engineering S.r.l., per l’importo complessivo netto per lavori, oneri di progettazione definitiva, esecutiva e oneri sicurezza non soggetti a ribasso di euro 5.283.087,45;

– avverso tale aggiudicazione veniva proposto ricorso dinanzi al Giudice Amministrativo da parte della seconda classificata Nuova Co.Ed.Mar. s.r.l.;

– il Consiglio di Stato, sezione V, con sentenza n. 2689/2018 del 07.05.2018,  accoglieva l’appello proposto dalla Dragaggi s.r.l. e respingeva il ricorso di primo grado proposto dalla Nuova Co.Ed.Mar. s.r.l.;

– il Consiglio di Stato, sezione V, con sentenza n. 7205/2018 del 21.12.2018, dichiarava altresì inammissibile il ricorso per revocazione della suddetta sentenza n. 2689/2022 proposto dalla Nuova Co.Ed.Mar. s.r.l.

Concludendo, ad oltre 4 anni dalla fine del relativo contenzioso, cioè nel corso della prima amministrazione Castiglione, con la Magistratura che ha accertato la correttezza dell’operato dell’Amministrazione precedente, non sono ancora iniziati i lavori in questione, con gravi ripercussioni per l’economia portuale e cittadina, nonché rischiando di arrecare un danno economico agli operatori portuali che, facendo affidamento sugli annunci dell’Amministrazione comunale di un imminente avvio dei lavori in oggetto, hanno effettuato importanti investimenti per il potenziamento delle attrezzature logistiche in previsione di un aumento dei traffici portuali derivante dall’aumento della profondità dei fondali del bacino portuale.

Solo grazie all’attuale opposizione, nel corso della prima seduta del Comitato Porto, tenutasi il 7 dicembre 2022, su richiesta della stessa minoranza, il sindaco Leo Castiglione ha dovuto ammettere pubblicamente che ci sono gravi ritardi dell’amministrazione comunale in merito ai lavori di escavazione dei fondali e all’iter di approvazione del piano regolatore portuale.

Eppure, bastava leggere le carte…

Solo Ortona Nella Testa