Sospiri (FI) esulta: la riforma del Servizio idrico Integrato è legge della Regione Abruzzo

La riforma in materia di Servizio Idrico Integrato è legge della Regione Abruzzo. Legge approvata poco dopo le 22 in una seduta del consiglio regionale poi rinviata all’11 giugno. Ma tutte le attenzioni erano rivolte a una riforma contestata, penalizzante per il Teramano secondo il sindaco Gianguido D’Alberto (PD). “Abbiamo approvato una legge di importanza storica: una riforma strategica e fondamentale che va a dare certezza ad un ambito così delicato come la gestione dell’acqua”, il commento del presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri (FI), dopo il voto favorevole dell’aula. Una proposta dello stesso Sospiri e della vice presidente, Marianna Scoccia. Il Consiglio regionale dell’Abruzzo si è espresso con il voto favorevole dei presenti e l’astensione dei soli consiglieri, Luciano D’Amico (Gruppo misto), Francesco Taglieri e Erika Alessandrini (M5S). “L’acqua, che è sempre stata e resterà comunque di proprietà pubblica, – ha aggiunto Sospiri – sarà di nuovo gestita in house, però da società pubbliche detenute dai Comuni. Scenderemo da sei ambiti a massimo a due”. La nuova norma “si propone l’obiettivo di incrementare l’efficienza del servizio idrico integrato regionale mediante una riduzione degli attuali sub ambiti in cui risulta suddiviso l’Ambito Territoriale Unico Regionale, ai fini della gestione del servizio idrico”. L’Ente regionale del servizio idrico, secondo il calendario dettato dalla norma, si dovrà esprimere entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, “predisponendo uno studio in ordine alla fattibilità di suddivisione o meno dell’ATUR, Ambito Territoriale Unico Regionale, in sub ambiti territoriali per il conseguimento delle finalità e sulla base dei parametri quali efficienza, efficacia ed economicità della gestione; equa ripartizione delle fonti di approvvigionamento idrico e ottimizzazione della qualità del servizi”. La giunta regionale, sulla base dello studio Ersi, e dopo aver acquisito il parere obbligatorio delle commissioni consiliari competenti in materia, da rendere entro e non oltre 15 giorni dalla ricezione della proposta, delibera confermando l’Atur o individuando i sub-ambiti territoriali eventualmente proposti. La norma prevede, inoltre, la tutela dei livelli occupazionali degli attuali gestori. L’assemblea dei Sindaci (ASSI), sarà costituita all’interno dei sub ambiti eventualmente individuati, o nell’Ambito unico e sarà presieduta e convocata dal sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti oppure, in caso di Ambito unico, dal presidente della Regione, ed entro trenta giorni delibererà il proprio Regolamento per il funzionamento dell’ASSI. Si prevede altresì, per i piccoli Comuni, capacità di voto ponderato in modo da garantire una giusta rappresentanza a tutte le comunità. La riforma si concretizzerà alla scadenza della concessione dei contratti in corso, a partire dal 1° gennaio 2032.

