Approvata all’unanimità in consiglio comunale la mozione che chiede la revisione delle tariffe degli impianti sportivi a Pescara
scritto da Redazione Abruzzo Popolare | 26 Ottobre 2026
Il consiglio comunale di Pescara ha approvato oggi all’unanimità la mozione presentata da Adamo Scurti, capogruppo di Noi Moderati Popolari per l’Europa, sulla revisione e rimodulazione delle tariffe degli impianti sportivi comunali.
La mozione mette in evidenza che è “necessario costruire un nuovo modello di tariffazione degli impianti sportivi comunali. L’obiettivo è riconoscere il ruolo delle Asd rispetto ad altre organizzazioni e distingua l’utilizzo degli impianti sulla base della tipologia e della finalità delle attività svolte”. Il documento impegna il sindaco e la giunta ad “avviare una revisione delle tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi. Per renderle maggiormente sostenibili e coerenti alla funzione sociale dello sport”. L’impegno è “ad introdurre un sistema tariffario differenziato che tenga conto:
numero di iscritti
età degli utenti
tipologia della disciplina sportiva
frequenza e durata dell’ utilizzo dell’impianto
natura non lucrativa della ASD
finalità sociali ed educative.
Il documento punta a far “prevedere tariffe agevolate per le attività rivolte prevalentemente a bambini, adolescenti e giovani, persone diversamente abili, anziani che vivono in condizioni personali e familiari di disagio e fragilità economica”. E far “introdurre un sistema di premialità per le Asd che realizzano progetti di particolare rilevanza sociale, educativa, inclusiva e territoriale oltre a garantire attraverso una responsabilità civica la gestione di alcuni ambiti dell’impianto al fine di una riduzione dei costi di gestione”. Si chiede inoltre di “promuovere un confronto con le Asd cittadine. Da fare attraverso un tavolo permanente, finalizzato a raccogliere proposte e individuare sistemi più sostenibili” e di garantire trasparenza attraverso i criteri di eguaglianza ed equità”.
Asili nido e tariffe, l’assessora Capriotti: “Chieti non è la più cara. Confronto omogeneo sulle cifre: ecco quanto pagano le famiglie teatine”
scritto da Redazione Abruzzo Popolare | 26 Ottobre 2026
L’assessora alla Pubblica Istruzione e ai Servizi Scolastici del Comune di Chieti, Elda Capriotti, replica a muso duro alle accuse sulle tariffe degli asili nido nei capoluoghi abruzzesi; interviene per contestualizzare il reale impatto economico sulle famiglie e rivendicare il lavoro politico e amministrativo svolto sul potenziamento dei servizi alla prima infanzia.
“È fondamentale confrontare grandezze omogenee per non generare disinformazione tra i cittadini — premette l’assessora Elda Capriotti —. La cifra di 460 euro mensili indicata per Chieti rappresenta il tempo pieno ordinario comprensivo del servizio mensa. Al contrario, la cifra di 334 euro riportata per Pescara contempla la sola retta di iscrizione (280 euro) senza il costo del pasto, che viene conteggiato a parte (54 euro per la sola quota base, a cui si aggiungono i singoli buoni pasto). Se si sommano tutti i costi reali, le differenze svaniscono”.
A fare la differenza sul bilancio familiare è il costo effettivo finale, tenuto conto dell’integrazione del Bonus Asilo Nido INPS 2026 (fino a 3.600 euro annui, pari a un rimborso mensile fino a 327,27 euro):
Tempo pieno ordinario (retta € 460 con mensa): con il rimborso INPS di € 327,27, il costo effettivo per la famiglia si riduce a € 132,73 al mese.
Tempo pieno calmierato (retta € 330 con mensa): con il rimborso INPS, il costo effettivo scende a soli € 2,73 al mese!
Tempo ridotto ordinario (retta € 360 con mensa): costo effettivo per la famiglia pari a € 32,73 al mese.
Tempo ridotto calmierato (retta € 270 con mensa): il costo per la famiglia è pari a € 0,00 (completamente coperto dall’Inps)!
“Per le famiglie con ISEE fino a 10.000 euro o comunque aventi diritto alla tariffa calmierata, il costo del nido comprensivo di mensa a Chieti è quasi azzerato o del tutto coperto dallo Stato, una ridefinizione voluta dall’Amministrazione Ferrara — evidenzia la Capriotti —. Parlare di Chieti come città più cara significa ignorare la realtà dei fatti e il sistema di welfare integrato che protegge le fasce più deboli. Accettiamo le critiche costruttive, ma non le lezioni da parte di chi oggi siede tra i banchi dell’opposizione ed è stato protagonista della stagione amministrativa precedente. Nel 2020, quando si è insediata l’amministrazione Ferrara, Chieti si trovava con un solo asilo nido operativo in tutta la città, a causa di scelte e chiusure chirurgiche effettuate proprio dal centrodestra. In questi anni, pur operando nel contesto drammatico del dissesto finanziario ereditato, ci siamo prodigati giorno dopo giorno per restituire dignità e servizi alle famiglie teatine. Grazie a un lavoro straordinario sul PNRR e sui fondi comunali, abbiamo riaperto e potenziato le strutture: oggi i nidi operativi sono 3 e altri 2 sono in fase di ultimazione e definizione. Passare da 1 a 5 asili nido significa quintuplicare l’offerta pubblica, garantire il servizio mensa e offrire strutture moderne e sicure. Chi in passato ha smantellato i servizi scolastici oggi cerca di scaricare le colpe su chi ha lavorato a testa bassa per cambiare in meglio le cose. I numeri e i cantieri aperti parlano chiaro: la nostra priorità erano e restano i bambini di Chieti e le loro famiglie”.
A settembre apriranno quattro nuovi asili nido a Pescara grazie ai fondi del Pnrr
scritto da Redazione Abruzzo Popolare | 26 Ottobre 2026
A settembre 2026, a Pescara apriranno quattro nuovi asili nido (in Via delle Fornaci Bizzarri, Via Santina Campana, Via Lago Isoletta e Via Rubicone), realizzati con fondi Pnrr, che si andranno ad aggiungere ai sette nidi comunali già esistenti, da sempre insufficienti per accogliere tutti i bambini che ne fanno richiesta (la fascia d’età è 3 – 36 mesi). Si ampliano notevolmente, quindi, gli spazi: i posti disponibili passano per il prossimo anno scolastico da 280 a 410, cioè 130 in più, tenendo conto che dei sette nidi attualmente aperti, tre saranno chiusi per lavori di risanamento, come era stato già annunciato. A fare il punto della situazione, annunciando anche il nuovo piano tariffario, sono stati il sindaco Carlo Masci e il vice sindaco Gianni Santilli, insieme alla dirigente comunale alle Politiche per il Cittadino Roberta Pellegrino, ricordando che dei sette nidi attuali uno soltanto (La Conchiglia) è a gestione diretta, cioè del Comune, mentre gli altri sono da oltre venti anni tutti affidati all’esterno (e sono Il Bruco, Raggio di Sole, L’Aquilone, Il Gabbiano, Cipì, La Mimosa), con la gestione in scadenza il 30 giugno. La prossima settimana sarà pubblicato l’avviso per le iscrizioni e subito dopo sarà avviata dal Comune la procedura ad evidenza pubblica per individuare chi si occuperà, in coprogettazione con il Comune, della gestione dei nidi da settembre, per l’anno 2026/2027.
“Siamo partiti da uno studio molto approfondito dell’esistente, effettuato dagli uffici, che ringrazio per l’eccellente e puntuale lavoro svolto”, ha detto il sindaco Masci. “Ogni bambino che frequenta il nido costa al Comune, cioè alla comunità pescarese, 952,49 euro al mese, per una spesa totale di quasi 2,9 milioni di euro, mentre le entrate generate dalle rette attuali sono pari a 595.000 euro per cui coprono solo una minima parte dei costi. Abbiamo ripensato tutto il sistema, puntando sulla sostenibilità economica e organizzativa, guardando a modelli positivi, senza rimanere ancorati ai paradigmi superati del Novecento, proprio per trovare il giusto equilibrio tra il notevole ampliamento dell’offerta, il necessario contenimento dei costi, sia per chi usufruisce del servizio che per l’intera comunità che se ne accolla la maggior parte, la qualità dell’offerta socio-educativa, la tutela dei lavoratori. Per questo abbiamo deciso di tenere conto e di sfruttare appieno, cosa che non era mai stata fatta prima d’ora, del “Bonus INPS”, una sorta di tesoretto grazie al quale le famiglie possono usufruire di un sostegno dallo Stato che arriva fino a un massimo di 3.600 euro annui. Proprio l’esistenza di questo bonus ci consente di rimodulare le tariffe, peraltro ferme al 2011, senza gravare sulle famiglie”. Le nuove rette, che entreranno in vigore a settembre, distinte in base alle fasce di reddito, saranno per la maggior parte (e in molti casi totalmente assorbite) dal rimborso che le famiglie ricevono dall’INPS e la quota reale a carico dei genitori sarà azzerata o comunque contenuta per quasi tutte le fasce.
Le tariffe (si veda la tabbela allegata) vanno da 150 a 580 euro al mese ma con il Bonus Inps la quota a carico delle famiglie si riduce: ad esempio, per chi ha l’ISEE da 0 a 8.000 euro, la quota finale a carico dei genitori è pari a zero, grazie al bonus Inps, da 8.001 a 15.500 euro di Isee la quota a carico dei genitori è zero (per i nati dopo il 2024) o di 7,27 € (per i nati prima del 2024, come stabilisce la circolare Inps), per l’ISEE da 15.001 a 40.000 € la quota a carico dei genitori varia tra 22,27 € e 272,73 €, sempre al netto del Bonus Inps, e poi c’è l’ultima fascia, oltre i 40.001 € di Isee, con la quota a carico dei genitori di 443,63 € (identica sia per i nati prima che dopo il 2024), al netto del Bonus.
La retta mensile include già il servizio mensa e resta valido lo sconto fratelli: se più figli frequentano il nido contemporaneamente, il secondo figlio ha diritto a una riduzione del 25% e i successivi del 50%. Sono previste anche misure di supporto transitorie per le famiglie fragili: tenendo conto che il Bonus INPS funziona a rimborso (quindi le famiglie devono prima anticipare la retta), nei primi mesi di applicazione il Comune valuterà l’attivazione di aiuti economici temporanei tramite i servizi sociali — come il Pronto Intervento Sociale (P.I.S.) — per alleggerire l’impatto economico sui nuclei con ISEE più basso (0-8.000 €), in attesa che l’INPS eroghi i primi rimborsi, come ha spiegato Pellegrino.
“Quello dei nidi è il primo esempio di cosa accade con i nuovi servizi offerti dal Pnrr”, ha fatto notare la dirigente. “Si raddoppia l’offerta sul territorio (a regime, con tutti i nidi aperti, i posti saranno 595) e logicamente aumentano il personale impiegato e i relativi costi per la gestione. Il Comune intende rendere i nidi fruibili a tutti, non solo alle famiglie fragili economicamente, che fino ad oggi sono state tutelate, ma anche quelle che hanno entrambi i genitori impegnati a lavoro, fino ad ora rimaste fuori e che adesso hanno possibilità di accedere. Quanto alla gestione, non si è mai parlato di privatizzazione, e non c’è stata alcuna delibera sul cambio di gestione, di competenza del Consiglio. Per il prossimo anno scolastico la formula sarà quella della coprogettazione e sarà un anno di passaggio: per il futuro – quando i posti saranno 595 – si valuterà cosa proporre al Consiglio, ma partiamo dal presupposto che già ora i nidi sono gestiti da soggetti esterni, solo uno è gestito direttamente dal Comune e il personale rimarrà al proprio posto, nel nido comunale”, ha concluso Pellegrino.
“Quanto ai bambini già iscritti, è garantita la continuità, hanno la priorità”, ha assicurato Santilli facendo notare che “a Pescara ci sono sempre state le liste di attesa mentre ora c’è la possibilità di eliminarle, soddisfacendo tutte le famiglie”.