Terme di Caramanico: Areacom e Regione Abruzzo disertano la commissione di vigilanza. Blasioli (PD): “Fatto gravissimo”

Ancora una volta salta la commissione vigilanza relativa alla questione Caramanico Terme per assenza degli auditi. La prima volta, il 6 agosto, era saltata per l’assenza di Aca. La seconda, prevista per ieri, è saltata per il diniego di Areacom e Regione Abruzzo. Siamo davanti a una questione dirimente per il territorio di Caramanico terme e per tutti i cittadini del comprensorio. È indispensabile fare luce dove ancora il pressapochismo di qualcuno genera ombre. Per questo, nonostante sia saltato il punto all’odg della Commissione, “poniamo le nostre questioni pubblicamente. I cittadini, i commercianti e tutto il comune di Caramanico merita attenzione e chiarezza” lo afferma il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli, che spiega: “Nella richiesta che ho presentato al presidente della commissione era espressamente indicato che l’interesse della Commissione non contemplava alcuna intromissione sulla valutazione di una Commissione di gara, peraltro non ancora neanche nominata. Quella della gara “per la concessione pluriennale dello sfruttamento delle acque minerali, termali e di sorgente ubicate nella Regione Abruzzo, relativo a quelle collocate nel Comune di Caramanico Terme” indetta con Determinazione n. 125 del 3 luglio 2025, è una procedura farraginosa, incoerente e con aspetti molto dubbi.

Un po’ di storia

Nel corso degli anni, Areacom, per conto della Regione Abruzzo, ha più volte rinviato il termine per la presentazione delle offerte, motivando queste proroghe con l’esigenza di riallineare la procedura alle aste fallimentari riguardanti i due lotti del fallimento: quello del complesso termale e quello della Reserve. Tale riallineamento, tuttavia, non è avvenuto in occasione della seduta del 29 luglio 2026, nonostante la curatela fallimentare avesse fissato, già il 24 giugno 2026, la nona asta per la vendita dei due lotti di Caramanico Terme alla data del 13 ottobre 2026.

Areacom si è quindi discostata  rispetto alla linea seguita con la determina n. 220 del 17 novembre 2025, nella quale si giustificava la proroga dell’avviso di sfruttamento delle acque proprio con la volontà di riallineare le scadenze di questo bando con quello delle aste. Ciò alla luce del fatto che anche che il disciplinare di gara prevedeva, all’art. 13, ben 20 punti di premialità per chi partecipasse all’avviso di sfruttamento delle acque avendo già acquisito gli stabilimenti termali. Anche la determinazione n. 64 del 23 febbraio 2026 prevedeva la proroga per le stesse finalità. La stessa motivazione è stata poi adottata per la terza proroga, con determinazione n. 138 del 20 aprile 2026.

Sia chiaro che parliamo di proroghe legittime. Il disciplinare di gara parla di acque da finalizzare alla ripartenza dell’impianto termale. E del resto è Areacom che nel disciplinare di gara prevede che ci siano 20 punti di premialità per il soggetto che ha in possesso, proprietà o locazione l’edificio termale.

Cosa è cambiato, dunque? Perché Areacom ha scelto di comportarsi diversamente rispetto a quanto fatto in occasione delle precedenti proroghe? Chi ha impartito questo indirizzo? È stata forse la Giunta? Sono queste le domande che avremmo voluto porre ad Areacom e al Presidente Marsilio. Del resto, tale richiesta emergeva con assoluta chiarezza dalla richiesta di convocazione della Commissione.

I dubbi

Quello che potrebbe accadere qualora Areacom decidesse di proseguire su questa strada è un’eventualità che non mi lascia affatto tranquillo e che desta non poche preoccupazioni.

Potrebbe accadere che l’acquisizione del diritto di utilizzo delle acque determini una posizione di indubbio vantaggio per il soggetto al quale tale diritto venisse attribuito, almeno con riferimento al lotto 1 della procedura fallimentare, quello relativo allo stabilimento termale. È infatti evidente che l’eventuale aggiudicazione dello stabilimento, senza la possibilità di sfruttare l’acqua termale, rischierebbe di tradursi nel possesso di una vera e propria “scatola vuota”, sostanzialmente inutilizzabile. Una circostanza che, inevitabilmente, potrebbe ridurre l’interesse degli operatori a partecipare all’asta. Al contrario, il soggetto già concessionario delle acque potrebbe scegliere di attendere lo svolgimento di ulteriori aste successive alla nona, beneficiando di un eventuale ulteriore ribasso del prezzo base.

Ricordo, inoltre, che, secondo quanto riportato da notizie giornalistiche, i due soggetti interessati, Terme Inn e ACA, avrebbero presentato ai curatori, al di fuori della procedura d’asta, offerte pari a circa 1,2 milioni di euro per il primo lotto. Un dato significativo se si considera che il valore del medesimo lotto è oggi sceso a una base d’asta di 3.192.125 euro.

In questa situazione potrebbe configurarsi, in via ipotetica, un danno per i creditori della procedura. Tra questi vi è anzitutto il Comune di Caramanico Terme, ma anche tutti gli altri soggetti creditori coinvolti. Una simile dinamica rischierebbe infatti di incidere negativamente sull’interesse alla partecipazione all’asta e, di conseguenza, sul valore di realizzo dei beni oggetto della procedura fallimentare. A ciò si aggiunge il danno che potrebbe ricadere sull’intera comunità di Caramanico Terme, che attende ormai da sei anni la riapertura delle terme.

Avremmo voluto affrontare questo tema in Commissione. Un tema di interesse centrale che però viene scansato dall’assenza, seppur comunicata, dagli attori interessati.

Aggiungiamo un’altra riflessione, che deriva da un fatto nuovo

Il verbale di gara del 31 luglio 2026 dà atto che l’unico operatore ad aver presentato domanda nei termini è stato Terme Inn, che ha completato l’invio il 23 luglio alle ore 19.59. Il termine per la presentazione delle offerte era infatti fissato al 24 luglio alle ore 12. Successivamente, però, interviene la disposizione di servizio del Direttore di Areacom, datata 11 agosto 2026, con la quale viene impartita al RUP l’indicazione di consentire il completamento del caricamento della domanda di ACA. Un intervento che si colloca dopo la chiusura dei termini e che incide direttamente sulla gestione della procedura che consente l’”invio fuori termine” al soggetto che a detta di Areacom non avrebbe completato nei tempi la domanda.

La determinazione n. 301 dell’11 agosto 2026, consente di ricostruire meglio le ragioni e le modalità dell’intervento successivamente disposto da Areacom. Si legge nella stessa che dall’analisi di svolta sulla piattaforma in uso ad Areacom non ci sarebbero stati problemi e che Aca avrebbe iniziato il caricamento della documentazione “in un termine estremamente prossimo alla scadenza del termine perentorio, completandole oltre il termine fissato dalla Piattaforma (cioè oltre il termine delle ore 12 del 24 luglio); non risulterebbero evidenze indisponibilità della Piattaforma G.I.A.D.A. nei giorni di caricamento dell’offerta da parte dell’operatore Economico.  Di conseguenza, pur nella considerazione che non vi siano stati malfunzionamenti della piattaforma, si ritiene opportuno consentire all’operatore sopra richiamato il perfezionamento della domanda in virtù dei principi di risultato e di massima partecipazione previsti dal codice dei contratti (artt.1 e 3 del d.lgs. n.36/2023)”.

Il Rup recepisce l’indicazione con Verbale del 1 settembre 2026 e riammette Aca, scrivendo anche che da seguito alla richiesta del Direttore di Areacom e che restano impregiudicate le prerogative di Terme Inn.

Mi sembra evidente – continua Blasioli – che siamo dinanzi ad una gara “fittizia”. Con questo verbale di riammissione e di costatazione, chiunque facesse ricorso vincerebbe dinanzi alla giustizia amministrativa.

C’è poi da chiedersi se fosse nella disponibilità del Direttore di Areacom effettuare questa disposizione di riammissione. Non era una competenza del RUP l’ammissione dei partecipanti e l’eventuale proroga. La determinazione n. 301 cita una disposizione di servizio inviata dal Direttore Generale, Avv. Donato Cavallo, in data 11 agosto 2026.

Perché si verifica questa ingerenza? Era nella sue competenze? Risponde al vero che la piattaforma utilizzata da Areacom non ha avuto difficoltà? C’è stata una interlocuzione politica prima della determinazione dell’11 agosto 2026 che ha riammesso Aca?

Queste ultime domande, nel rispetto della gara in corso, non le avrei mai poste nella Commissione di vigilanza in cui ho cercato una collaborazione costruttiva ma visto che si fugge ad ogni confronto credo che queste domande, come le precedenti, meritino risposte chiare e inequivocabili. Abbiamo letto pagine e pagine di carteggi, analizzato documenti, procedure e atti. Non ci fermeremo fino a quando non sarà stata fatta la dovuta chiarezza e fino a quando il territorio di Caramanico Terme non sarà tutelato da una burocrazia farraginosa, da una politica scostante e da assenze strategiche e dannose per un territorio che rappresenta il fiore all’occhiello del turismo per la provincia di Pescara e per tutta la regione Abruzzo”, conclude.




Di Marco del PD chiede trasparenza sulle Terme di Caramanico dopo la riammissione dell’Aca spa all’asta

Di Marco del PD chiede trasparenza sulle Terme di Caramanico dopo la riammissione dell'Aca spa all'asta

Interviene il Partito Democratico. “Sul dossier delle Terme di Caramanico continuiamo a registrare passaggi e manovre che sollevano perplessità sempre più profonde. La decisione di Areacom di riammettere in corsa ACA fuori tempo massimo e la complessa gestione delle sorgenti sembrano nascondere una strategia che rischia di penalizzare la ripartenza del complesso termale. Urge un’operazione trasparenza che metta in risalto il ruolo che intende avere la Regione, anche se questo richiederebbe il rinvio dell’apertura delle buste a dopo l’asta di ottobre”, dichiara il consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Ambiente, Antonio Di Marco, che fa il punto sulle ultime evoluzioni legate al bando regionale.

“Dobbiamo evitare scenari poco inclusivi – spiega Di Marco – . Stanti così le cose, c’è il forte sospetto che la proposta avanzata per le sorgenti punti a frazionare l’uso delle acque (dividendole tra imbottigliamento e termalismo), ponendo condizioni economiche e temporali vincolate alla curatela fallimentare, con l’obiettivo di scoraggiare la presenza di altri competitor alle imminenti aste per gli immobili. Una dinamica favorita anche dalla scelta dei curatori di non far coincidere le scadenze dei bandi. La cosa più prevedibile alla luce di ciò è che Areacom prenda tempo per valutare le domande proprio in attesa del 10 ottobre, data fissata per la presentazione delle offerte d’acquisto dei complessi edilizi. Perché allora Areacom non si fa subito parte diligente e non formalizza ufficialmente il rinvio dell’apertura delle buste e dell’assegnazione delle sorgenti a dopo il 10 ottobre? Sarebbe l’unico modo trasparente”, sostiene il Dem Di Marco, “per allineare la concessione delle acque alla reale vendita delle strutture e garantire che chi rileva le Terme possa farlo per rilanciare davvero la sanità e il turismo di Caramanico, senza scorciatoie o rendite di posizione. Mentre siamo ancora in attesa del riscontro PEC alla nostra richiesta di accesso agli atti – conclude Di Marco – ribadisco con forza la necessità di riconvocare immediatamente la Commissione Ambiente e Territorio. La Giunta Marsilio e i vertici di Areacom vengano in Aula a spiegare ai cittadini cosa sta succedendo. Informazioni dovute a Caramanico e anche all’Abruzzo che aspettano di riavere attivo l’epicentro storico del termalismo del territorio”.

Per questo torno a chiedere la **riconvocazione immediata della Commissione Ambiente e Territorio**: Marsilio e Areacom vengano a spiegare in Aula la reale solidità delle proposte e la regolarità delle procedure! 




L’Aca Spa torna in gioco per l’asta per le Terme di Caramanico

L'Aca Spa torna in gioco per l'asta per le Terme di Caramanico

Contrordine: c’è anche l’Aca spa in corsa per le Terme di Caramanico. Gli uffici dell’agenzia regionale AreaCom in un primo tempo avevano verificato l’esistenza di una sola offerta sulla piattaforma sulla quale erano attese le proposte per ottenere la concessione delle acque minerarie delle Terme di Caramanico. Quella con l’offerta redatta e firmata dall’azienda Terme Inn Popoli. Che, ovviamente, gestisce anche lo stabilimento di Popoli. In un primo momento non era stata aperta la busta contenente l’unica offerta perché AreaCom – onde evitare ricorsi – aveva deciso di rinviare il procedimento per verificare la funzionalità della piattaforma, dal momento che ci sarebbe stata un’altra offerta da parte dell’Aca spa. Un’offerta che non sarebbe pervenuta per un difetto della piattaforma che, tra l’altro, secondo quanto filtrato non avrebbe rilasciato la ricevuta di avvenuta consegna. La busta regolarmente arrivata a destinazione senza problemi, invece, è stata quella di Popoli Inn Terme. Che, quindi, non era stata aperta da AreaCom in attesa di sciogliere il nodo Aca spa. Che, nonostante la verificata funzionalità della piattaforma, e l’iniziale esclusione ora è tornata in gioco e, presumibilmente, si contenderà l’asta con Terme Inn Popoli. Questo per quanto riguarda la concessione delle acque minerarie; per ciò che concerne invece la struttura c’è un’altra asta. Differente. Asta prevista per ottobre. Chiaramente chi si aggiudicherà la concessione per le acque minerarie dovrà avere per forza di cosa la strada spianata per l’altra asta. In passato Terme Inn Popoli aveva fatto un’offerta per la struttura di 1,2 milioni con la garanzia di ulteriori cinque milioni di lavori di ammodernamento. Adesso toccherà agli uffici regionali di AreaCom perfezionare la pratica. Posta in palio delicata, alta tensione e polemiche con il consigliere regionale del PD Antonio Di Marco che si è lamentato per essersi visto negare l’accesso agli atti.




Gli interrogativi di Blasioli (PD) sull’asta e sul futuro delle Terme di Caramanico

Gli interrogativi di Blasioli (PD) sull'asta e sul futuro delle Terme di Caramanico

Areacom ha pubblicato il verbale di apertura delle buste per lo sfruttamento in concessione delle acque termali di Caramanico Terme, e risulta arrivata una sola offerta. È stata presentata da Terme Inn.
 
L’unica offerta, si legge nel verbale del 31 luglio 2026 è stata presentata alle ore 19,59 del 23 luglio 2026, mentre il termine di scadenza era fissato per il giorno successivo: 24 luglio.
 
“Ora abbiamo un quadro più chiaro della situazione e si apre la fase della valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma, intanto, è stata fissata dal presidente Sandro Mariani la Commissione di vigilanza che avevo richiesto. Si svolgerà giovedi 6 agosto alle ore 11”, spiega Antonio Blasioli del PD. “Non si occuperà della fase di valutazione dell’offerta che Areacom rimetterà ad una apposita Commissione, come è giusto che sia, ma affronterà tutto quello che è avvenuto fino al verbale del 31 luglio.
 
Si affronteranno i problemi relativi alla presentazione dell’offerta di Aca, di cui abbiamo letto nei giorni scorsi le dichiarazioni sulla stampa.
 
Aca, per mezzo della Presidente aveva dichiarato: “Abbiamo presentato la domanda ma c’è stato un blocco della piattaforma e siamo ancora in attesa della ricevuta di Areacom”.
 
Terme Inn e Aca erano stati gli unici due soggetti a effettuare il sopralluogo preliminare, precondizione obbligatoria per formulare un’offerta.
 
Nella Commissione”, prosegue Blasioli, “sono stati invitati i rappresentanti di Aca per capire cosa sia realmente accaduto. Se la domanda è stata regolarmente inviata, se ci sono stati problemi legati alla piattaforma o che tipo di altro problema ha determinato la richiesta della convocazione urgente del CDA da parte del membro Donato Di Matteo, poi tenutosi il 27 giugno, da cui non è però uscita alcuna comunicazione.
 
Ma abbiamo chiesto anche la presenza di Areacom, del presidente Marsilio e del sindaco Parone. Cosa è cambiato rispetto a prima da determinare il disalineamento della gara dello sfruttamento dell’acqua che è a carico di Areacom con quello delle aste che sono fissate per l’esperimento della nona vendita al 20 ottobre. Voglio ricordare”, aggiunge Blasioli, “che fu Areacom con la Determina n. 220/2025 a giustificare la proroga dell’avviso di sfruttamento delle acque con la volontà di riallineare le scadenze di questo bando con quello delle aste. Oggi cosa è accaduto? Perché questo cambio repentino?”. Interrogativi che ruotano attorno al destino di un paese, di una zona e di unmo stabilimento in grado di dare tanti posti di lavoro. “Nel corso di questi anni Areacom ha giustamente modificato il disciplinare di questa concessione. Prima ha previsto 20 punti per chi era in possesso a qualsiasi titolo di uno stabilimento termale e poi, proprio dopo i miei rilievi in Commissione di vigilanza, ha specificato che si deve trattare di uno stabilimento termale che permetta lo sfruttamento a Caramanico, nel chiaro intento di favorire chi si presentasse con la struttura per riaprire le Terme, acquistandola dall’asta.
 
Poi è stato il presidente Marsilio a rendere pubblica la notizia che Terme Inn aveva presentato ai curatori fallimentari un’offerta fuori asta di 1,2 milioni per l’acquisto del lotto 1, quello dello stabilimento termale, ma l’offerta non è stata accettata dai curatori, che per l’esercizio della loro funzione devono cercare di soddisfare un ammontare creditizio di 25 milioni. tanto che hanno fissato la nona asta al 16 ottobre. A questo punto perché la data di scadenza della procedura ad evidenza pubblica per l’assegnazione della concessione pluriennale dello sfruttamento dell’acqua non è stata rinviata a dopo quella data?”. E ancora Blasioli, vicepresidente del consiglio regionale: “È legittimo per chi soffre della chiusura delle Terme e per chi si occupa di questa vicenda, porsi delle domande. L’ho fatto criticando la posizione dominante del titolare dello sfruttamento dell’acqua, rispetto alle aste, quando non si conoscevano i soggetti che avevano fatto richiesta e lo avanzo anche oggi che la situazione potrebbe creare una fortissima posizione di forza.
 
Il 20 ottobre si terrà la nona asta per i due lotti. Lo stabilimento Termale partiva nel 2023 da un valore di 9 milioni di euro, il 20 ottobre avrà una base d’asta fissata a 2,872 milioni e Terme Inn ha offerto fuori asta la cifra di 1,2 milioni. Avrà la forza di rispondere o aspetterà che la base d’asta scenda sapendo che potrebbe essere prossima ad aggiudicarsi l’uso dell’acqua termale e che nel frattempo gestisce le terme di Popoli?”.




Marsilio e l’asta per le Terme di Caramanico: tutto secondo procedura, il PD disturba il lavoro di AreaCom

Marsilio e l'asta per le Terme di Caramanico: tutto secondo procedura, il PD disturba il lavoro di AreaCom

Interviene il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio. “La gara per la concessione delle acque termali di Caramanico sta procedendo e deve continuare a procedere nella regolarità, nella trasparenza e nella necessaria riservatezza delle notizie che deve essere per legge garantita a buste aperte”, dice il governatore replicando alla nota di Antonio Di Marco del PD che si era lamentato dell’accesso agli atti negato dall’agenzia AreaCom che sta curando l’operazione.

“Quanti stanno più volte al giorno insinuando misteri, ombre e dubbi sulla procedura e invocando la consegna di documenti che al momento non sono stati neanche prodotti (visto che la commissione deve essere ancora insediata, come fa il partito democratico a pretendere l’invio di verbali relativi a sedute che devono essere ancora svolte?) stanno di fatto esercitando indebite pressioni che si risolvono in una vera e propria turbativa d’asta”, sostiene Marsilio che dribbla il caso della mancata apertura delle buste e della verifica della piattaforma sulla quale bisogna far pervenire le offerte.

“È bene chiarire questo aspetto”, sostiene Marsilio, “prima che a doversi rivolgere alla procura per difendere l’interesse pubblico in questa procedura debba essere la regione o la sua agenzia della committenza. Tutti i documenti relativi alle procedure in corso sono pubblicati e continueranno ad esserlo, man mano che verranno prodotti, sul sito di Areacom.

Non c’è nessun bisogno di convocare commissioni di vigilanza che in questo momento, oltre a poter visionare solo gli atti che sono già pubblicati sul sito, non farebbe altro che sollevare polveroni mentre la costituenda commissione deve essere lasciata lavorare nella serenità e senza che la politica si schieri a fare il tifo per l’una o l’altra soluzione.

Il prossimo passo sarà la costituzione della commissione, che procederà alla valutazione tecnica per poi passare alla valutazione della busta amministrativa a cura del Rup ed infine ai controlli di legge prima della definitiva aggiudicazione. Operazioni che si concluderanno verosimilmente nel mese di settembre.

Tutte le operazioni verranno come detto regolarmente e tempestivamente pubblicate. Pretendere di conoscere ora atti che non sono ancora nemmeno in possesso della commissione e che sono attualmente chiusi nelle loro buste, potrebbe ingenerare il leggerissimo sospetto che qualcuno voglia accedere a questi atti per orientare i giudizi della commissione. In gergo tecnico si chiama turbativa d’asta” arriva a minacciare Marco Marsilio.




Terme di Caramanico, unica offerta di Terme Inn Popoli. Aca spa sembra essere in fuorigioco

Terme di Caramanico, unica offerta di Terme Inn Popoli. Aca spa sembra essere in fuorigioco

Gli uffici dell’agenzia regionale AreaCom hanno verificato la piena efficenza della piattaforma sulla quale erano attese le offerte per la concessione delle acque minerarie delle Terme di Caramanico. Questo significa che, entro i termini previsti è arrivata una sola busta. Quella con l’offerta redatta e firmata dalle Terme Inn Popoli. Che, ovviamente gestisce anche lo stabilimento di Popoli. Mercoledì scorso non era stata aperta la busta contenente l’unica offerta perché AreaCom – onde evitare ricorsi – aveva deciso di rinviare il procedimento per verificare la funzionalità della piattaforma, dal momento che ci sarebbe un’altra offerta da parte dell’Aca spa. Un’offerta che non sarebbe pervenuta per un difetto della piattaforma che, tra l’altro, secondo quanto filtrato non avrebbe rilasciato la ricevuta di avvenuta consegna. La busta regolarmente arrivata a destinazione senza problemi, invece, è quella di Popoli Inn Terme. Che, quindi, non era stata aperta da AreaCom in attesa di sciogliere il nodo Aca spa. Oggi, verificata la funzionalità della piattaforma, la busta è stata aperta con l’offerta di Terme Inn Popoli. Questo per quanto riguarda la concessione delle acque minerarie; per ciò che concerne invece la struttura c’è un’altra asta. Differente. Asta prevista per ottobre. Chiaramente chi si aggiudicherà l’asta per le acque minerarie dovrà avere per forza di cosa la strada spianata per l’altra asta. In passato Terme Inn Popoli aveva fatto un’offerta per la struttura di 1,2 milioni con la garanzia di ulteriori cinque milioni di lavori di ammodernamento. Adesso toccherà agli uffici regionali di AreaCom perfezionare la pratica. Posta in palio delicata, alta tensione e polemiche con il consigliere regionale del PD Antonio Di Marco che si è lamentato per essersi visto negare l’accesso agli atti.




Terme di Caramanico, Di Marco (PD): “Negato l’accesso agli atti sulla gara per le acque. Massima trasparenza e basta stalli”

Terme di Caramanico, Di Marco (PD): "Negato l'accesso agli atti sulla gara per le acque. Massima trasparenza e basta stalli: il futuro del plesso non è una partita di appartenenza ma la priorità del territorio"

“Sul futuro delle Terme di Caramanico assistiamo all’ennesimo cortocircuito procedurale che rischia di trasformarsi nel colpo di grazia per un intero comprensorio. A fronte della mia formale richiesta di accesso agli atti e di chiarimento sui verbali, sulle offerte e sul dettaglio dei progetti presentati per la gestione della risorsa idrotermale, l’Agenzia regionale AreaCom mi ha opposto un diniego, rinviando l’ostensione dei documenti a gara conclusa. Una modalità che, seppur schermata da formulette formali, va elegantemente ma fermamente stigmatizzata: le comunicazioni ufficiali non possono ridursi a un mero scudo procedurale mentre all’esterno tutti sanno già tutto della gara e dei relativi contendenti”, dichiara il consigliere regionale e vicepresidente della II Commissione Ambiente e Territorio, Antonio Di Marco, che interviene con decisione all’indomani del riscontro inviato dalla Direzione Generale di AreaCom. 

“Mentre alle istituzioni di controllo l’Areacom risponde che nulla si può sapere per evitare ‘turbative’, la stampa e le cronache locali descrivono già nei dettagli il perimetro dell’asta e i profili dei gruppi in campo, compresa la contrapposizione tra la cordata legata ad ACA e la proposta di Popoli Terme. Da rappresentante delle istituzioni non mi interessano i bilanciamenti di influenza o le presunte vicinanze politiche dei contendenti alle diverse componenti della maggioranza regionale in lizza sul tema: le Terme di Caramanico non sono una scacchiera per posizionamenti di corrente né una questione di appartenenza partitica. L’unica partita che la Regione Abruzzo ha il dovere inderogabile di giocare e vincere è quella del completo recupero, della continuità aziendale e del rilancio dello storico impianto termale, un giacimento economico, sanitario e turistico che per oltre un secolo è stato il motore della Valle dell’Orta e delle nostre aree interne.  Separare la concessione delle acque minerali dalla gestione e dall’alienazione del complesso immobiliare e ricettivo è una scelta che continua a destare profonde perplessità per i rischi di spezzettamento e paralisi operativa che comporta. Per questo avevo chiesto di conoscere in dettaglio le garanzie, i progetti gestionali e i criteri applicati: la trasparenza si fa prima, non a cose fatte.

Impossibile restare a guardare passivamente mentre si consuma il futuro di Caramanico. L’inerzia e il ruolo di ‘freddo notaio’ assunto fino ad oggi dalla Regione sono inaccettabili. Ho già sollecitato l’immediata ripresa dei lavori della Commissione Ambiente e Territorio, riallacciando il filo del lavoro interrotto a primavera, per audire d’urgenza tutti i soggetti chiave: dai vertici di A.C.A. S.p.A. e Terme Inn Popoli S.r.l. ai Sindaci di Caramanico Terme e Popoli Terme”. Infine l’avvertiomento di Antonio Di Marco: “Sia chiaro a tutti: non abbasserò la guardia: qui servono risposte trasparenti e la certezza che le scelte adottate rispondano esclusivamente al rigoroso interesse pubblico e alla salvaguardia dell’economia e dei posti di lavoro. Se la procedura dovesse evidenziare anomalie, forzature o un vulnus al buon andamento amministrativo, siamo pronti ad attivare qualsiasi ulteriore verifica in ogni sede terza e competente. Le Terme di Caramanico devono tornare all’autentico valore e allo splendore che meritano, lontano dai tatticismi e al riparo da ogni ombra”. 




Terme di Caramanico, rinviata l’apertura delle buste per le offerte. Mistero su quella dell’Aca spa

Terme di Caramanico, rinviata l'apertura delle buste per le offerte. Mistero su quella dell'Aca spa

Un velo di mistero attorno al futuro delle Terme di Caramanico. Mercoledì non è stata aperta la busta contenente l’unica offerta per la di concessione delle acque minerarie. AreaCom ha decisi di rinviare il procedimento per verificare la funzionalità della piattaforma, dal momento che ci sarebbe un’altra offerta da parte dell’Aca spa. Un’offerta che non sarebbe pervenuta per un difetto della piattaforma che, tra l’altro, secondo quanto filtrato non avrebbe rilasciato la ricevuta di avvenuta consegna dell’offerta. La busta regolarmente arrivata a destinazione senza problemi è quella di Popoli Inn Terme. Che, quindi, non è stata aperta da AreaCom in attesa di sciogliere il nodo Aca spa. Questo per quanto riguarda la concessione delle acque minerarie; per ciò che concerne invece la struttura c’è un’altra asta. Differente. Asta prevista per ottobre. Chiaramente chi si aggiudicherà l’asta per le acque minerarie dovrà avere per forza di cosa avere la strada spianata per l’altra asta. Ora, però, bisogna sciogliere questo nodo: una o due offerte? Una certa. Per l’altra ci sarebbe un difetto di notifica. Per cercare di evitare ricorsi AreaCom ha preso tempo per testare la piattaforma e e rispondere all’Aca spa che sostiene di aver inviato un’offerta.




Dopo il 24 aprile l’audizione dei soggetti interessati a rilevare le Terme di Caramanico

Terme di Caramanico, dopo il 24 aprile l'audizione dei soggetti interessati in Regione

Ancora un nulla di fatto. Le audizioni dei soggetti interessati a presentare un’offerta per il complesso delle Terme di Caramanico, chiuse da anni, previste in II Commissione regionale si svolgeranno dopo il 24 aprile, data fissata dai curatori come termine ultimo per la presentazione delle proposte. Lo riferisce il consigliere regionale Antonio Di Marco, che aveva sollecitato un confronto istituzionale sul futuro dello storico stabilimento termale attraverso una risoluzione che dal Consiglio regionale era tornata nella Commissione Ambiente e Territorio proprio per dare maggiore attenzione alla proposta di realizzare un vero e proprio piano industriale per il rilancio proposto dal consigliere.

“Riteniamo corretto attendere la scadenza fissata dai curatori per la ricezione delle offerte, così da avere un quadro completo delle proposte in campo. In questo modo la Commissione potrà farsi illustrare dai soggetti interessati la proposta depositata, questo a bocce ferme, senza cioè compromettere decisioni e parametri della scelta preposta al Tribunale – spiega Di Marco –. Ad oggi risultano già tre manifestazioni di interesse: quelle di ACA, delle Terme di Popoli e dell’imprenditore Maresca. È  importante che il Consiglio regionale possa conoscere nel dettaglio queste ipotesi e valutarne le prospettive.