Sanità, Uil Abruzzo: “Aggiornamento dei Lea passaggio importante, ma in Abruzzo la sfida è garantire i servizi e superare le liste d’attesa”

Sanità, Uil Abruzzo: “Aggiornamento dei Lea passaggio importante, ma in Abruzzo la sfida è garantire i servizi e superare le liste d’attesa”

“L’estensione dei Livelli essenziali di assistenza è una buona notizia, ma senza risorse, personale e riorganizzazione sanitaria le nuove prestazioni rischiano di rimanere sulla carta. La Regione garantisca equità e tempestività nelle cure per tutti gli abruzzesi”, questa la posizione di Uil Abruzzo, espressa dal segretario generale Michele Lombardo, rispetto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2026 che segna un momento di svolta nell’aggiornamento dei Lea, ridefinendo le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire gratuitamente o tramite ticket a tutti i cittadini.

 Un provvedimento articolato che, insieme al decreto sulle tariffe della specialistica e della protesica e agli aggiornamenti tecnici dedicati, amplia il perimetro delle tutele: dallo screening neonatale esteso a ulteriori otto patologie rare e alla SMA, ai test prenatali non invasivi, fino ad arrivare a importanti novità in campo oncologico, con l’introduzione dello screening per la ricerca delle varianti dei geni BRCA1 e BRCA2 per la prevenzione del tumore alla mammella e all’ovaio.

 Il segretario Lombardo, pur ribadendo l’importanza dell’aggiornamento, sottolinea le criticità strutturali presenti sul territorio regionale: “L’aggiornamento e l’ampliamento dei Livelli essenziali di assistenza rappresentano senza dubbio un passo in avanti fondamentale per adeguare l’offerta sanitaria alle nuove tecnologie e ai progressi della medicina. Tuttavia, come Uil ribadiamo con forza che l’inserimento di una prestazione nei Lea non equivale automaticamente a un’effettiva ed equa erogazione sui territori. La vera differenza la fa la capacità organizzativa e finanziaria dei servizi sanitari regionali. ​In Abruzzo viviamo da tempo una situazione complessa sul fronte della sanità pubblica: carenza di personale, liste d’attesa estenuanti e troppi cittadini costretti a ricorrere alla sanità privata o a rinunciare alle cure. Se alle novità normative sui Lea, dalle malattie rare e croniche fino al rinnovo dei nomenclatori di specialistica e protesica, non seguono investimenti precisi in assunzioni, strutture e risorse finanziarie, il rischio è che questi diritti restino solo sulla carta”.

“​Non possiamo permetterci una sanità a due velocità, dove il diritto alla salute dipende dal comune di residenza – conclude Lombardo -.  Chiediamo alla Regione Abruzzo di recepire tempestivamente queste novità e di mettere in atto una vera programmazione che valorizzi la sanità pubblica e la medicina territoriale. Garantire cure tempestive, prevenzione oncologica e assistenza adeguata alle cronicità e alle disabilità deve essere la priorità assoluta per il nostro territorio”.




Rottamazione cartelle esattoriali, la posizione della Uil Abruzzo: “La reiterazione di sanatorie indebolisce la fiducia tra cittadini e Stato”

Rottamazione cartelle esattoriali, la posizione della Uil Abruzzo: "La reiterazione di sanatorie indebolisce la fiducia tra cittadini e Stato"

Uil Abruzzo interviene sulla rottamazione delle cartelle esattoriali che concede la possibilità di accedere alla definizione agevolata per chi ha vecchi debiti relativi a Imu, Tari, Tasi, multe e bollo auto. 

“La recente estensione della definizione agevolata, la cosiddetta “rottamazione”, ai debiti verso Regioni ed enti locali riapre un dibattito fondamentale sul futuro del nostro sistema fiscale, dell’equità sociale e della qualità dei servizi pubblici nei territori – dichiara il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo -. L’articolo 10-quinquies del Decreto legge n. 38 del 2026 consente a Regioni e Comuni di applicare la definizione agevolata ai carichi affidati all’Agenzia delle entrate Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. I contribuenti interessati potranno presentare domanda dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, con pagamenti dilazionabili fino a 54 rate bimestrali. Come Uil Abruzzo e Servizio fiscale Uil nazionale, riteniamo condivisibile l’obiettivo di migliorare la riscossione e recuperare crediti altrimenti inesigibili. Tuttavia, esprimiamo forte preoccupazione per la reiterazione di sanatorie straordinarie che rischiano di indebolire ulteriormente la fiducia tra cittadini e Stato.

Infatti, per i lavoratori dipendenti e i pensionati, il prelievo sui redditi avviene direttamente alla fonte. Chi versa regolarmente IMU, TARI, bollo auto o rispetta i piani di rateizzazione ordinari non deve sentirsi penalizzato. Condoni e rottamazioni ricorrenti rischiano di far passare il messaggio errato, che rinfocolare il debito sia più conveniente che adempiere ai propri doveri tributari”.

“La scelta di aderire – continua Lombardo – è lasciata ai singoli enti locali. Questo genera forti sperequazioni: due cittadini con la stessa posizione debitoria riceveranno un trattamento diverso da un Comune all’altro in base alla residenza.  Nei territori geograficamente o economicamente più fragili, anche come diversi enti della nostra regione, la rinuncia alle quote accessorie rischia di tradursi in minori servizi essenziali o nell’aumento delle aliquote per chi già paga. È importante chiarire ai cittadini che per le sanzioni amministrative non tributarie (come le multe stradali), la norma non cancella la sanzione principale, ma solo gli interessi e l’aggio.  Pertanto, riteniamo che parlare genericamente di “rottamazione delle multe” genera illusioni e disinformazione.  ​Crediamo oggi più che mai, che occorra distinguere la difficoltà economica dall’evasione fiscale “strategica”. Un calo improvviso del reddito, una malattia o una perdita del lavoro richiedono risposte adeguate e concrete.  La tutela delle fragilità economiche deve avvenire tramite strumenti ordinari di flessibilità, come piani di rateizzazione ordinari davvero accessibili e riallineabili in caso di difficoltà documentate. ​Serve una trasparenza negli oneri di notifica e assistenza garantita anche per chi non ha strumenti digitali. Ma nello stesso tempo occorre trasparenza assoluta da parte degli enti locali sui dati effettivi di recupero e sulle somme rinunciate”.

 ​“Per la Uil Abruzzo, la vera sfida consiste nel rafforzare la capacità amministrativa ordinaria degli enti territoriali – conclude il segretario -. Occorre Investire in personale stabile e formato, banche dati interoperabili e cooperazione rafforzata tra Comuni, Agenzia delle Entrate e Agente della riscossione. Le eventuali entrate straordinarie recuperate con la definizione agevolata non devono giustificare tagli strutturali o essere usate come risorsa permanente, ma destinate a migliorare i servizi e alleggerire la pressione su TARI e addizionali IRPEF. Il volano più efficace, per noi è: meno tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni, ma insieme contrasto sistematico all’evasione e progressività reale del prelievo.  ​Servono un’autonomia responsabile e un sistema di perequazione che garantisca i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) a tutti i cittadini, a prescindere dal codice di avviamento postale. Chi si trova in difficoltà va aiutato a pagare, ma chi adempie non può continuare a sostenere da solo il peso di tutti i servizi pubblici”.




Dati Inail primo semestre 2026. Uil Abruzzo: “Oltre i numeri le nuove fragilità del lavoro”

Dati Inail primo semestre 2026. Uil Abruzzo: “Oltre i numeri le nuove fragilità del lavoro"

Per il Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo, questi numeri riferiti al primo semestre 2026 sollecitano una riflessione attenta su fattori non casuali come la parcellizzazione del lavoro, i livelli di precarietà e l’attenzione complessiva riservata alle misure di prevenzione nelle realtà produttive del territorio regionale.

“Dietro il bilancio del primo semestre 2026 non vogliamo limitarci a denunciare solo la conferma di un trend negativo, ma deve emergere quello che questi numeri nascondono: criticità che risiedono nella mancata prevenzione sui rischi emergenti e su fattori strutturali come precarietà, invecchiamento della forza lavoro, integrazione culturale e differenze di genere”, osserva Valerio Camplone, componente della segreteria regionale Uil Abruzzo con delega alla Salute e Sicurezza sul lavoro.

Nel bilancio dei primi sei mesi dell’anno si riscontra un aumento degli infortuni in itinere (+17,85%, da 773 a 911 casi). Un fenomeno che richiede un’analisi approfondita sull’organizzazione del lavoro e sui fattori di rischio psicosociale associati.

In questo ambito emerge con forza la questione di genere: le denunce tra le lavoratrici registrano un balzo del +21,45%, passando da 387 a 470 casi. Un dato, secondo la Uil, che accende i riflettori sulla gestione degli orari, sulla rigidità dei tempi di lavoro, sui ritmi di spostamento e sulla necessità di approfondire anche i fattori di stress occupazionale che possono incidere in misura maggiore sulla componente femminile. Una prospettiva che trova un preciso riferimento nell’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008, che impone di considerare, nella valutazione dei rischi, anche quelli connessi alle differenze di genere e allo stress lavoro-correlato.

L’esame dettagliato dei dati del primo semestre 2026 evidenzia inoltre andamenti differenti a seconda delle fasce anagrafiche. Tra i lavoratori anziani (fascia 60-74 anni) gli infortuni crescono del 9,95% (da 734 a 807 casi), con un incremento marcato nella fascia 60-64 anni (+12,19%). Sul fronte giovanile (15-24 anni) si registra un aumento del 6,34% (da 584 a 621 casi) e, allargando l’analisi agli under 35 (15-34 anni), la crescita si attesta al +4,97% (da 1.408 a 1.478 casi).

Dalle rilevazioni Inail sul primo semestre 2026 emerge la crescente vulnerabilità dei lavoratori stranieri, che evidenzia importanti criticità sia sul fronte degli infortuni sia su quello delle malattie professionali. Per quanto riguarda il totale delle denunce d’infortunio, quelle che coinvolgono i lavoratori extra-Ue registrano un balzo del +12,08% (passando da 687 a 770 casi complessivi), un dato che pone al centro dell’agenda il tema dell’integrazione sostenibile nel tessuto economico e sociale con l’urgenza di rafforzare gli interventi formativi e linguistici in azienda. Per il sindacato, lo scenario si fa ancora più allarmante sul versante delle malattie professionali, dove la totalità dei lavoratori nati all’estero (Ue ed extra-Ue) fa segnare un’impennata complessiva del +33,51%, con i casi che salgono da 388 a 518. Un aumento che vede una crescita diffusa su entrambe le componenti: sia per i lavoratori extra-Ue del +29,32% (da 266 a 344 casi), che per i lavoratori provenienti dai Paesi dell’Unione Europea +42,62% (da 122 a 174 denunce).

In vista della definizione del nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2026-31, attualmente in fase di confronto con la Regione Abruzzo al  Comitato regionale di coordinamento ex art. 7 del D.Lgs. 81/2008, il Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della UilAbruzzo individua queste dinamiche di fragilità come priorità da integrare nella bozza di prossima discussione con le parti sociali.

In merito alle azioni da intraprendere, Camplone sottolinea come sia indispensabile trasformare la prevenzione in uno strumento di gestione concreto e sartoriale, aggiornando i Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendali in modo mirato: prevedere una formazione preventiva e specifica per i giovani che fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro; considerare l’evoluzione della salute e le patologie correlate all’età per i lavoratori anziani; verificare la reale conoscenza della lingua e la comprensione delle procedure operative per i lavoratori stranieri. Risulterà fondamentale, inoltre, arrivare ad una diffusa valutazione dei rischi psicosociali e dello stress lavoro-correlato, valorizzando pienamente la collaborazione con gli RLS e gli RLST sui territori. Infine, secondo l’analisi del Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo, all’interno del Piano Regionale della Prevenzione 2026-31, uno spazio prioritario deve essere riservato alla prospettiva di genere, perché accorciare le distanze in ottica di parità significa garantire ambienti lavorativi sani, rispettosi e tutelati. In questa direzione, la Uil Abruzzo chiede di dare piena ed effettiva attuazione e verifica alle novità introdotte dal Decreto Legge 159/2025,che ha modificato l’articolo 15 del Testo Unico prevedendo, già dal 2026, l’obbligo esplicito per le aziende di programmare misure volte a prevenire comportamenti violenti o molesti nei luoghi di lavoro: un passaggio decisivo per azzerare i divari e costruire un sistema occupazionale regionale davvero inclusivo e sicuro

Il quadro della sicurezza sul lavoro in Abruzzo continua a mostrare elementi di criticità. L’analisi complessiva curata dal Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo sui dati del primo semestre 2026 messi a disposizione dall’Inail conferma un trend negativo: tra gennaio e giugno di quest’anno gli infortuni complessivi sul lavoro registrano un incremento del 3,58%, passando da 5.945 a 6.158 casi, mentre le malattie professionali segnano un ulteriore incremento dell’ 8,25%, salendo da 4.645 a 5.028 denunce.

Per il Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo, questi numeri riferiti al primo semestre 2026 sollecitano una riflessione attenta su fattori non casuali come la parcellizzazione del lavoro, i livelli di precarietà e l’attenzione complessiva riservata alle misure di prevenzione nelle realtà produttive del territorio regionale.

“Dietro il bilancio del primo semestre 2026 non vogliamo limitarci a denunciare solo la conferma di un trend negativo, ma deve emergere quello che questi numeri nascondono: criticità che risiedono nella mancata prevenzione sui rischi emergenti e su fattori strutturali come precarietà, invecchiamento della forza lavoro, integrazione culturale e differenze di genere”, osserva Valerio Camplone, componente della segreteria regionale Uil Abruzzo con delega alla Salute e Sicurezza sul lavoro.

Nel bilancio dei primi sei mesi dell’anno si riscontra un aumento degli infortuni in itinere (+17,85%, da 773 a 911 casi). Un fenomeno che richiede un’analisi approfondita sull’organizzazione del lavoro e sui fattori di rischio psicosociale associati.

In questo ambito emerge con forza la questione di genere: le denunce tra le lavoratrici registrano un balzo del +21,45%, passando da 387 a 470 casi. Un dato, secondo la Uil, che accende i riflettori sulla gestione degli orari, sulla rigidità dei tempi di lavoro, sui ritmi di spostamento e sulla necessità di approfondire anche i fattori di stress occupazionale che possono incidere in misura maggiore sulla componente femminile. Una prospettiva che trova un preciso riferimento nell’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008, che impone di considerare, nella valutazione dei rischi, anche quelli connessi alle differenze di genere e allo stress lavoro-correlato.

L’esame dettagliato dei dati del primo semestre 2026 evidenzia inoltre andamenti differenti a seconda delle fasce anagrafiche. Tra i lavoratori anziani (fascia 60-74 anni) gli infortuni crescono del 9,95% (da 734 a 807 casi), con un incremento marcato nella fascia 60-64 anni (+12,19%). Sul fronte giovanile (15-24 anni) si registra un aumento del 6,34% (da 584 a 621 casi) e, allargando l’analisi agli under 35 (15-34 anni), la crescita si attesta al +4,97% (da 1.408 a 1.478 casi).

Dalle rilevazioni Inail sul primo semestre 2026 emerge la crescente vulnerabilità dei lavoratori stranieri, che evidenzia importanti criticità sia sul fronte degli infortuni sia su quello delle malattie professionali. Per quanto riguarda il totale delle denunce d’infortunio, quelle che coinvolgono i lavoratori extra-Ue registrano un balzo del +12,08% (passando da 687 a 770 casi complessivi), un dato che pone al centro dell’agenda il tema dell’integrazione sostenibile nel tessuto economico e sociale con l’urgenza di rafforzare gli interventi formativi e linguistici in azienda. Per il sindacato, lo scenario si fa ancora più allarmante sul versante delle malattie professionali, dove la totalità dei lavoratori nati all’estero (Ue ed extra-Ue) fa segnare un’impennata complessiva del +33,51%, con i casi che salgono da 388 a 518. Un aumento che vede una crescita diffusa su entrambe le componenti: sia per i lavoratori extra-Ue del +29,32% (da 266 a 344 casi), che per i lavoratori provenienti dai Paesi dell’Unione Europea +42,62% (da 122 a 174 denunce).

In vista della definizione del nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2026-31, attualmente in fase di confronto con la Regione Abruzzo al  Comitato regionale di coordinamento ex art. 7 del D.Lgs. 81/2008, il Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della UilAbruzzo individua queste dinamiche di fragilità come priorità da integrare nella bozza di prossima discussione con le parti sociali.

In merito alle azioni da intraprendere, Camplone sottolinea come sia indispensabile trasformare la prevenzione in uno strumento di gestione concreto e sartoriale, aggiornando i Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendali in modo mirato: prevedere una formazione preventiva e specifica per i giovani che fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro; considerare l’evoluzione della salute e le patologie correlate all’età per i lavoratori anziani; verificare la reale conoscenza della lingua e la comprensione delle procedure operative per i lavoratori stranieri. Risulterà fondamentale, inoltre, arrivare ad una diffusa valutazione dei rischi psicosociali e dello stress lavoro-correlato, valorizzando pienamente la collaborazione con gli RLS e gli RLST sui territori. Infine, secondo l’analisi del Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo, all’interno del Piano Regionale della Prevenzione 2026-31, uno spazio prioritario deve essere riservato alla prospettiva di genere, perché accorciare le distanze in ottica di parità significa garantire ambienti lavorativi sani, rispettosi e tutelati. In questa direzione, la Uil Abruzzo chiede di dare piena ed effettiva attuazione e verifica alle novità introdotte dal Decreto Legge 159/2025,che ha modificato l’articolo 15 del Testo Unico prevedendo, già dal 2026, l’obbligo esplicito per le aziende di programmare misure volte a prevenire comportamenti violenti o molesti nei luoghi di lavoro: un passaggio decisivo per azzerare i divari e costruire un sistema occupazionale regionale davvero inclusivo e sicuro.




All’Aquila un incontro su tema della casa ed emergenza abitativa

All’Aquila un incontro su tema della casa ed emergenza abitativa

All’Aquila, nella cornice del Palazzetto dei Nobili, si è tenuto l’incontro di sensibilizzazione dedicato al progetto “La Casa Include”, promosso da Uniat APS Nazionale e Uniat Abruzzo e finanziato da Ebitemp. Un momento di confronto per riportare al centro del dibattito il tema della casa, dell’abitare e le possibili soluzioni alla crisi abitativa. Al convegno sono intervenuti esponenti politici, enti e istituzioni della scena sociale regionale. Il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo ha ricordato che per il sindacato la garanzia di un’abitazione accessibile e inclusiva si intreccia con la dignità e la valorizzazione dell’individuo in quanto la casa è sinonimo di sicurezza individuale e stabilità sociale. E che il Piano Casa proposto dal governo non è sufficiente a garantire il diritto della casa in maniera estesa chiedendo la necessità di rivedere l’impianto normativo approvato.

L’assessore alle Politiche Sociali del Comune dell’Aquila Manuela Tursini ha toccato un nodo cruciale nel dibattito sulla coesione urbana. Il contesto post-sisma dell’Aquila ha rappresentato un laboratorio unico e complesso a livello nazionale. La creazione del Progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili) e delle altre soluzioni abitative ha risposto in prima battuta a una necessità emergenziale. Tuttavia, oggi, la disponibilità diffusa di quegli alloggi ha rappresentato per L’Aquila un’ancora di salvataggio per garantire il diritto alla casa e la tenuta del tessuto sociale. Secondo la senatrice Gabriella Di Girolamo, la sovrapposizione strutturale tra crisi abitativa e povertà energetica, rischia di amplificare l’emergenza sociale. Non riuscire a garantire il benessere termico o la copertura delle bollette non significa solo vivere nel disagio, ma innesca processi di emarginazione. In questo contesto, la critica della senatrice Di Girolamo si è focalizzata sulla scelta del Governo di ridurre i finanziamenti a strumenti storici di welfare come il Fondo nazionale per la morosità incolpevole. Il presidente dell’Ater di Pescara, Domenico Di Meo, in un cambio di prospettiva, ha scelto di mettere al centro lo sforzo straordinario compiuto dallo Stato per salvaguardare e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico. Grazie ai fondi del PNRR e altri fondi straordinari, molti complessi abitativi di Pescara e provincia, sono stati oggetto di interventi volti a restituire decoro, efficienza energetica e sicurezza alle famiglie residenti o sono stati messi nella disponibilità dei soggetti in graduatoria. Il direttore Ater L’Aquila, Giancarlo Alterio, ha sottolineato che a fronte di un canone di locazione medio di 14,93 euro si riscontra un’elevata morosità degli inquilini. Ciò comporta sia l’impossibilità di programmare interventi di manutenzione degli immobili, sia l’attivazione di procedure straordinarie di riscossione dei canoni che generano un elevato contenzioso. A chiudere il quadro degli interventi è stato il direttore dell’ADSU dell’Aquila, Michele Soriani, che ha rivendicato l’impegno profuso dall’ente nel garantire alloggi a prezzi accessibili ai fuori sede, evidenziando tuttavia una criticità strutturale: per soddisfare appieno l’alta domanda universitaria è ormai indispensabile ed urgente realizzare nuovi immobili. In risposta a questa emergenza abitativa si è inserita la proposta di Lino Cipollone, presidente dell’Ada Marsica (Associazione Diritti degli Anziani), che suggerisce una soluzione al contempo pragmatica e dal forte valore sociale: l’abitare condiviso intergenerazionale. L’idea è quella di offrire accoglienza e alloggio agli studenti universitari all’interno delle abitazioni degli anziani che vivono soli. Per Uniat Nazionale Aps è intervenuta la direttrice nazionale Ofelia Oliva che ha illustrato l’esperienza dell’associazione e il percorso svolto dal progetto, rappresentando l’importanza sociale delle attività a sostegno di cittadini/lavoratori. Le tante forme di fragilità emerse possono essere superate solo tessendo una solida rete di cooperazione, attivando sinergie tra i diversi soggetti: associazioni degli inquilini e sindacato, enti gestori dell’edilizia pubblica, istituzioni e amministrazioni locali, mondo universitario e rappresentati delle diverse componenti sociali. Solo questa convergenza di sguardi e competenze può trasformare le singole esperienze positive del territorio in modelli strutturali di welfare di comunità e assicurare inclusione e coesione sociale.




Zes Unica, Uil Abruzzo: “Primo semestre 2026 Abruzzo in affanno: necessario rafforzare la capacità di attrarre investimenti”

Zes Unica, Uil Abruzzo: "Primo semestre 2026 Abruzzo in affanno: necessario rafforzare la capacità di attrarre investimenti”

La Uil Abruzzo analizza i dati relativi alle autorizzazioni della Zes Unica nel primo semestre del 2026 che, secondo il sindacato, rappresentano un’occasione di riflessione sulla capacità dell’Abruzzo di intercettare gli investimenti e valorizzare il proprio tessuto produttivo. La regione ha ottenuto solo 10 autorizzazioni, pari al 2,4% del totale nazionale, un dato che impone una riflessione sul posizionamento dell’Abruzzo nella competizione tra i territori del Mezzogiorno. “La Zes Unica deve diventare una leva di sviluppo industriale capace di generare occupazione stabile e di qualità per una transizione ecologica e industriale che sia giusta ma sostenibile, soprattutto in presenza di una crescita costante dell’influenza dell’IA all’interno dei futuri processi produttivi –  dichiara Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo – con il passaggio dalla Zes regionale alla Zes Unica è aumentata inevitabilmente la competizione tra i territori del Mezzogiorno. Proprio per questo l’Abruzzo deve essere messo nelle condizioni di giocare questa partita con una strategia chiara, puntando sulle proprie eccellenze industriali, investendo sulle infrastrutture e rafforzando la capacità di accompagnare gli investimenti. In questo senso, una maggiore responsabilità regionale nella programmazione e nel coordinamento delle politiche di sviluppo diventa fondamentale. L’esperienza della Zes regionale ci ha insegnato quanto sia importante il confronto con le parti sociali. L’allora commissario Miccio aveva attivato tavoli condivisi con le organizzazioni sindacali e datoriali per monitorare l’andamento degli investimenti e accompagnare i processi di sviluppo del territorio. Oggi questo passaggio territoriale è venuto meno. Riteniamo invece necessario ripristinare momenti strutturati di confronto e monitoraggio, affinché gli investimenti autorizzati si traducano concretamente in crescita economica, occupazionale e sociale per l’Abruzzo”.Per la Uil Abruzzo è necessario rafforzare il raccordo tra politiche industriali, formazione, infrastrutture e sviluppo delle aree produttive, affinché la Zes possa rappresentare, non solo semplificazioni burocratiche e incentivi fiscali per le aziende, ma un reale motore di crescita per il territorio e per il sistema produttivo abruzzese nei settori strategici della manifattura, della logistica, dell’energia e dell’innovazione. “I dati del primo semestre 2026, fonte Dipartimento per il Sud della Uil, evidenziano come alcune regioni stiano intercettando una quota ben più consistente degli investimenti previsti: la Campania, con 185 autorizzazioni uniche rilasciate, e la Puglia, con 148, rappresentano da sole oltre il 78% del totale”, dichiara Valerio Camplone, componente della segreteria regionale Uil Abruzzo.“L’Abruzzo cresce in termini di Pil ed export, ma il vero indicatore della qualità dello sviluppo resta la sua capacità di tradursi in salari competitivi, lavoro stabile e tutelato dai contratti collettivi maggiormente rappresentativi, nel pieno rispetto della salute e la sicurezza per lavoratrici e lavoratori. La crescita economica, da sola, non basta: lo sviluppo è tale solo se produce benessere diffuso e riduce le disuguaglianze – aggiunge Camplone –  Riteniamo che la Zes Unica rappresenti uno strumento fondamentale per attrarre investimenti e rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale. La sua efficacia, però, deve essere valutata anche in relazione agli effetti che gli investimenti stessi saranno in grado di produrre nel tempo sul tessuto economico e sociale del territorio regionale. Questa è la sfida sulla quale la Uil Abruzzo chiede di fare di più”.




L’allarme della Uil sul lavoro in Abruzzo tra precarietà, stipendi bassi e “lavoratori fantasma”

L’allarme della Uil sul lavoro in Abruzzo tra precarietà, stipendi bassi e “lavoratori fantasma”

Forte discontinuità, contratti a termine, part-time involontario e salari ben al di sotto della media nazionale: è il quadro che emerge dallo studio del Servizio Uil Lavoro, Coesione e Territorio e Uil Abruzzo, basato sul 25° Rapporto annuale Inps e sul Rapporto dell’Ispettorato nazionale del lavoro sui dati del 2025 e del 2026.

I numeri dell’Abruzzo confermano come la precarietà sia una costante strutturale che penalizza in modo particolare i giovani e le donne. L’occupazione cresce poco e gli stipendi sono sotto la media. La qualità complessiva dell’impiego rimane fortemente problematica: la retribuzione media annua pro capite in media è di 20.966 euro, un dato significativamente inferiore alla media nazionale dei dipendenti privati (25.387 euro) e molto distante dalle regioni del Nord come la Lombardia (31.867 euro).

 ​Per quanto riguarda le giornate retribuite all’anno: la media si attesta su 237 giornate. ​Soltanto il 68,9% dei dipendenti ha un contratto a tempo indeterminato, Il restante 37% è imbrigliato in contratti part-time, che riducono drasticamente le entrate e penalizzano la futura copertura pensionistica, mentre la percentuale di contratti full-time si ferma al 63,0%. ​Le donne rappresentano il 41,6% dei dipendenti privati extra-agricoli, mentre i giovani under 30 costituiscono solo il 20,1%.

Michele Lombardo, segretario generale della Uil Abruzzo commenta: “I dati emersi dal Rapporto INPS e da quello dell’Ispettorato del Lavoro ci confermano che non possiamo più limitarci ad esultare per i soli numeri assoluti sulla crescita degli occupati. Bisogna guardare dentro quei numeri per capire che tipo di lavoro si sta creando. In Abruzzo abbiamo una retribuzione media annua che supera di poco i 20.000 euro, ben lontana dalle regioni trainanti del Paese. La nostra campagna “NO AI LAVORATORI FANTASMA” nasce proprio per dare voce e visibilità a tutte quelle persone che vivono un’esistenza lavorativa frammentata, fatta di contratti part-time non scelti e discontinuità. Senza retribuzioni adeguate e stabilità contrattuale non c’è un vero futuro né per i nostri giovani né per lo sviluppo del nostro territorio”.

​Massimo Longaretti (nella foto in alto), componente della segreteria Uil Abruzzo aggiunge: “L’analisi mette a nudo divari di genere e generazionali pesantissimi che si riflettono in modo drammatico sul nostro tessuto regionale. Un giovane under 30 guadagna a livello nazionale oltre 12.000 euro in meno rispetto ad un lavoratore adulto, lavorando in media solo 198 giorni l’anno; le donne affrontano un gap retributivo che nel settore privato sfiora il 29% e un divario pensionistico del 25,2%. A questo si aggiunge la sofferenza delle madri lavoratrici, che affrontano carenze dei servizi e rigidità aziendali che spesso costringono alle dimissioni”.

Secondo il report della Uil, la precarietà a livello nazionale colpisce in modo orizzontale le fasce più fragili. Chi lavora a tempo indeterminato guadagna in media 30.560 € l’anno, contro gli 11.034 € delle opzioni a tempo determinato e i 9.188 € dei lavoratori stagionali. Un lavoratore part-time guadagna in media 12.583 € a fronte dei 31.686 € del tempo pieno.  Per quanto riguarda la genitorialità nel 2025 sono state circa 60.000 le convalide di dimissioni nei primi tre anni di vita del bambino, riguardanti per il 68% le madri. Le motivazioni principali risiedono nelle difficoltà legate ai servizi di supporto (38%) e all’organizzazione del lavoro (28,4%).

 Inoltre, la discontinuità e il part-time involontario si convertono in una penalizzazione pensionistica per le donne, che percepiscono un assegno mensile medio lordo di 1.619,39 € contro i 2.165,78 € degli uomini (-25,2%).




Lombardo della Uil denuncia: in Abruzzo la lotta all’evasione fiscale resta una chimera

Lombardo della Uil denuncia: in Abruzzo la lotta all'evasione fiscale resta una chimera

“Dopo oltre un decennio dall’introduzione degli strumenti per coinvolgere le amministrazioni comunali nel contrasto all’evasione fiscale, la partecipazione dei Comuni resta un’illusione”, questo il commento del segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo in seguito allo studio condotto dal Servizio stato sociale, Politiche fiscali e Previdenziali della Uil nazionale e Uil Abruzzo.

A livello nazionale, a fronte di un potenziale magazzino di crediti fiscali locali, stimato in 25 miliardi di euro – che si tradurrebbe in un recupero spettante ai Comuni di circa 12,5 miliardi di euro – le somme effettivamente recuperate e spettanti alle amministrazioni locali per le riscossioni effettuate nel 2024, ed erogate nel 2025, ammontano ad appena 2,5 milioni di euro, lo 0,02% del potenziale recuperabile.

 In Abruzzo le somme recuperate dai Comuni e spettanti come quota incentivante per le attività di accertamento ammontano complessivamente a soli 1.337,94 euro. L’unico comune abruzzese ad aver registrato un recupero è Pescara, che porta a casa l’intera somma regionale di 1.337,94 euro. Per tutti gli altri, compresi i capoluoghi di provincia L’Aquila, Chieti e Teramo, il dato è fermo a zero.

​“Questo non è solo un problema di numeri, è un fallimento politico e amministrativo che incide direttamente sulla carne viva dei nostri cittadini e del nostro territorio – dichiara con fermezza Michele Lombardo – . In una regione che soffre per le carenze strutturali della sanità, per i tagli ai trasporti locali, per le difficoltà delle scuole e per un welfare sempre più in affanno, specialmente nelle zone interne, non possiamo permetterci di lasciare miliardi di euro nelle mani degli evasori.  L’evasione fiscale è una piaga sociale che grava interamente sulle spalle dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e delle famiglie abruzzesi, ovvero coloro che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo attraverso la trattenuta in busta paga o sulla pensione, e che si trovano a subire servizi pubblici inefficienti proprio a causa di chi si sottrae al proprio dovere costituzionale. Se in tutto l’Abruzzo solo il Comune di Pescara riesce a recuperare una cifra simbolica, mentre il resto della regione è non pervenuto, significa che il sistema così com’è non funziona. D’altra parte, non possiamo colpevolizzare i sindaci o le singole amministrazioni comunali: la verità è che i nostri Comuni sono stati svuotati di personale negli ultimi quindici anni. Mancano uffici tributi strutturati, competenze professionali specifiche e una digitalizzazione davvero integrata con l’Agenzia delle Entrate”.

 ​Per invertire la rotta, Uil Abruzzo indica le priorità d’azione in linea con le rivendicazioni della segreteria confederale nazionale: “È urgente sbloccare il turn-over e assumere figure professionali qualificate negli uffici tributi dei Comuni abruzzesi. La caccia all’evasore oggi richiede competenze avanzate, informatiche e di analisi finanziaria. I piccoli Comuni dell’Abruzzo, che costituiscono la spina dorsale del nostro territorio interno, non hanno la forza per fare accertamenti da soli. Occorre spingere sulla gestione associata di questi servizi attraverso le Unioni dei Comuni per creare massa critica ed efficienza. Il potenziamento tecnologico e il supporto continuo dell’Agenzia delle Entrate sono indispensabili. Anche la ventilata ipotesi in Legge di Bilancio di affidare alla società pubblica “Amco” la riscossione dei tributi locali richiede un confronto serrato con il sindacato per tutelare i profili occupazionali e garantire una governance trasparente e vicina ai territori”.

 ​“La lotta all’evasione fiscale è la più grande battaglia di giustizia sociale del nostro tempo – conclude Michele Lombardo -. Recuperare queste risorse significa restituire dignità ai servizi pubblici abruzzesi, abbassare le tasse locali a chi già le paga e ristabilire un patto di fiducia tra cittadini e istituzioni.  Chiediamo alla Regione Abruzzo e all’Anci regionale, di aprire un tavolo di confronto urgente: i nostri Comuni devono essere messi in condizione di fare la propria parte, uscendo da questa marginalità che penalizza l’intera comunità abruzzese”.




Sanità, Uil Abruzzo su monitoraggio LEA: “Necessario un cambio di passo su assunzioni e medicina territoriale”

Sanità, Uil Abruzzo su monitoraggio LEA: “Necessario un cambio di passo su assunzioni e medicina territoriale”

 “Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) restituisce un’immagine della sanità abruzzese con prestazioni complessivamente adeguate, ma la sufficienza formale non può essere scambiata per un traguardo di eccellenza”. È questo il commento del segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, e del componente segreteria con delega alla Sanità Fabrizio Truono, in merito all’analisi dei dati del Monitoraggio LEA effettuata dal Servizio stato sociale e Politiche economiche della Uil nazionale.

Dalla griglia ministeriale emerge come l’Abruzzo si attesti sopra la soglia minima di garanzia (fissata a 60 punti) in tutte e tre le macroaree assistenziali, ovvero per la prevenzione 80 punti, per l’assistenza distrettuale 74 punti, per l’assistenza ospedaliera 75 punti.

“Il raggiungimento della soglia di sufficienza conferma la tenuta del sistema, ma non dobbiamo dimenticare che il sistema di valutazione attribuisce la qualifica di ‘adempiente’ tanto a chi supera di poco i 60 punti quanto a chi sfiora i 100 – dichiarano Lombardo e Truono -. Questo rischia di appiattire differenze che, nella realtà quotidiana dei cittadini abruzzesi, si traducono in liste d’attesa estenuanti, difficoltà di accesso alle prestazioni e crescenti disuguaglianze rispetto alle regioni del Centro-Nord, come Veneto, Emilia-Romagna o Toscana, che viaggiano su medie ben più elevate”.

L’analisi evidenzia come l’assistenza distrettuale e territoriale rimanga l’anello debole della catena.  Nonostante l’Abruzzo registri un punteggio di 74, le regioni del Centro-Sud mantengono performance mediamente inferiori.  Secondo la Uil, il percorso di riorganizzazione previsto dal Pnrr – con le case della comunità e gli ospedali di comunità – rischia di rimanere una scatola vuota se non supportato da adeguate risorse umane. Inoltre la stabilità dei dati ospedalieri (75 punti) e della prevenzione (80 punti) è quasi interamente merito del sacrificio dei lavoratori.

“La tenuta dei LEA in Abruzzo è garantita, in larga misura, dalla straordinaria resilienza e dal senso di responsabilità di medici, infermieri, professionisti sanitari e personale amministrativo – incalzano i segretari – Tuttavia, operare costantemente in condizioni di sottorganico, con elevati carichi assistenziali e senza un reale ricambio generazionale, rende l’attuale sistema insostenibile nel medio-lungo periodo”.

Occorrono, secondo il sindacato, digitalizzazione, equità e un piano straordinario di assunzioni.

“Accogliamo positivamente l’introduzione nel monitoraggio dell’indicatore sull’equità di accesso, che traccia la rinuncia alle cure per motivi economici o organizzativi, un fenomeno che purtroppo sta assumendo dimensioni preoccupanti anche sul territorio abruzzese – dichiarano i segretari – ma per invertire la rotta serve un piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione del personale precario per alleggerire la pressione sui reparti e valorizzare le professionalità interne. Così come una riforma della governance digitale per superare i ritardi della raccolta dati attuale (i dati del 2024 vengono discussi a metà 2026) attraverso una piattaforma nazionale digitale in tempo reale, sfruttando l’Intelligenza Artificiale e il Fascicolo sanitario elettronico come veri strumenti di programmazione e non solo di certificazione retrospettiva. E poi un incremento strutturale del Fondo Sanitario Nazionale rapportato al costo effettivo delle prestazioni, per garantire l’universalità e la gratuità delle cure, sancite dall’articolo 32 della Costituzione”.

“Chiediamo con urgenza l’apertura di un confronto strutturato e permanente a livello regionale tra istituzioni e parti sociali – concludono Michele Lombardo e Fabrizio Truono – Solo investendo con decisione sul capitale umano e accelerando la riforma della sanità territoriale potremo trasformare una sufficienza formale in un diritto reale alla salute, equo e accessibile per tutti i cittadini abruzzesi”.




La Uil Abruzzo non ci sta: servono maggiore tutela e sicurezza, morire di lavoro non ha senso

La Uil non ci sta: servono maggiore tutela e sicurezza, morire di lavoro non ha senso

Quanto accaduto questa mattina nello stabilimento Arca Defence Italy di Casalbordino non può essere archiviato solo come un’ennesima tragica fatalità. Saranno gli organi inquirenti ad accertare le cause dell’esplosione e le eventuali responsabilità. Non intendiamo anticipare giudizi, né utilizzare l’ennesima tragedia sul lavoro come terreno di polemica sterile. La Uil Abruzzo esprime il più profondo cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita. Perchè il nostro pensiero va anche a chi e soprattutto a chi resta, a chi da oggi dovrà affrontare un dolore immenso e, spesso, anche pesanti conseguenze economiche. Non va ignorato un dato che impone una riflessione profonda. In quello stabilimento, indipendentemente dalla ragione sociale, si contano sette lavoratori deceduti in sei anni. Un numero che non ha eguali nel nostro Paese e che rende impossibile liquidare questi eventi come semplici fatalità. Negli ultimi mesi il sito produttivo Sabino Esplodent, già noto per essere stato scenario di infortuni mortali, è passato sotto la proprietà di Arca Defence Italy, società appartenente a un gruppo multinazionale turco.  Con l’arrivo di questa nuova società, ad ottobre 2025, si annunciavano circa 100 milioni di investimenti per il rilancio dell’attività produttiva, assicurando maggiore sicurezza nello stabilimento ed un cambio dell’attività lavorativa principale, garantendo un minor rischio di esposizione per la sicurezza dei lavoratori.  Nell’ambito degli investimenti, la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori avrebbe dovuto essere la priorità assoluta sin dal primo giorno. Investire nella prevenzione non può essere una conseguenza delle tragedie, ma deve essere il presupposto di qualsiasi progetto industriale, a maggior ragione in un contesto dove per ben due volte si sono verificati incidenti mortali che hanno riguardato più lavoratori. Crediamo che la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro non si costruiscono con le commemorazioni successive agli incidenti ma con un impegno quotidiano, attraverso formazione di qualità, controlli efficaci, investimenti, organizzazione del lavoro e una cultura della prevenzione che coinvolga imprese, lavoratori e istituzioni. È necessario superare una logica fatta di adempimenti formali e per affermare un modello fondato sulla responsabilità e sulla prevenzione reale. Per questo la Uil Abruzzo continuerà la propria battaglia per l’unico obiettivo sostenibile in una società moderna, ovvero “Zero morti sul lavoro”. Un obiettivo raggiungibile chiedendo più formazione certificata, maggiori investimenti nella sicurezza, un rafforzamento dell’attività ispettiva e un sistema di controlli e sanzioni capace di svolgere una reale funzione di deterrenza.

 Proprio lunedì scorso, nel corso della riunione del Comitato regionale ex art. 7 del D.Lgs. 81/2008, si è aperto il confronto con la Regione Abruzzo sul nuovo Piano regionale della prevenzione 2026-2031. In quella sede la Uil Abruzzo ha ribadito la necessità di investire nella qualità della formazione, nella certificazione dei percorsi formativi e nel monitoraggio della loro effettiva efficacia, perché la prevenzione non può esaurirsi in un obbligo formale. Siamo stanchi di continuare a piangere lavoratrici e lavoratori, madri, padri, figli, che perdono la vita per un rischio a cui sono stati esposti per il profitto di qualcun’altro. E quando una lunga scia di sangue continua a ripetersi senza che vengano accertate responsabilità, il rischio è che il concetto stesso di sicurezza perda credibilità. A quel punto non si può più parlare soltanto di incidenti, ma di veri e propri omicidi sul lavoro.

Michele Lombardo – Segretario Generale UIL Abruzzo

Valerio Camplone – Componente Segreteria Regionale Uil Abruzzo
​​        Responsabile Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza UIL Abruzzo




Salute e sicurezza sul lavoro, i sindacati plaudono al Piano prevenzione, ma gli incidenti in Abruzzo sono in aumento

Salute e sicurezza sul lavoro, i sindacati plaudono al Piano prevenzione, ma gli incidenti in Abruzzo sono in aumento

Nella sede del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo a Pescara, si è riunito il comitato regionale di coordinamento ex art. 7 del D.Lgs. 81/2008, organismo deputato a promuovere il coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, favorendo l’integrazione tra istituzioni, servizi di prevenzione, enti ispettivi e parti sociali, con l’obiettivo di rendere più efficace il sistema regionale di tutela dei lavoratori in sinergia con il mondo imprenditoriale regionale.

Alla riunione, presieduta dall’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, hanno preso parte anche le organizzazioni sindacali Cgil Abruzzo Molise, Cisl Abruzzo Molise e Uil Abruzzo. Nel corso dell’incontro è stata illustrata la Strategia Nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2031, approvata il 21 maggio 2026 in Conferenza Stato-Regioni, che dovrà ora trovare concreta attuazione attraverso il nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2026-2031, da predisporre entro il prossimo 30 settembre e da approvare entro la fine dell’anno. 

La Strategia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro si articola in cinque assi strategici: affrontare i cambiamenti del mondo del lavoro; rafforzare la resilienza del sistema istituzionale; rendere più efficaci le tutele per i lavoratori; sostenere le micro, piccole e medie imprese negli investimenti e nell’organizzazione della sicurezza; diffondere la cultura della prevenzione, promuovendo la consapevolezza dei rischi e il valore della sicurezza come elemento centrale della qualità del lavoro e dello sviluppo del Paese. 

Particolarmente significativo è il rafforzamento del ruolo delle parti sociali, chiamate a concorrere stabilmente alla definizione e all’attuazione delle politiche di prevenzione. In tal senso, nel corso della riunione, l’assessore Verì ha assicurato a Cgil, Cisl e Uil regionali il coinvolgimento diretto delle organizzazioni sindacali nella stesura della bozza del Piano Regionale della Prevenzione.

«Si tratta di un impegno importante – dichiarano unitariamente Cgil Abruzzo Molise, Cisl Abruzzo Molise e Uil Abruzzo – perché da questo Piano dipenderanno molti degli strumenti che dovranno rafforzare il sistema regionale della salute e sicurezza sul lavoro. Solo attraverso una programmazione condivisa, fondata sulla prevenzione, sulla partecipazione e sul controllo della qualità degli interventi, sarà possibile affrontare la sfida dell’azzeramento delle morti sul lavoro, del contenimento degli infortuni e del contrasto alle malattie professionali, fenomeni che continuano a rappresentare una vera emergenza sociale».

L’Abruzzo, infatti, continua a registrare numeri che impongono la massima attenzione. Sebbene nel primo quadrimestre dell’anno si sia registrata una riduzione degli infortuni mortali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il numero complessivo degli infortuni denunciati continua a mantenersi elevato, passando da 3.776 a 3.940 (+4,3%) e soprattutto prosegue la crescita delle malattie professionali che passano da 3.091 a 3.326 denunce (+7,6%), segnale evidente di un sistema produttivo nel quale la prevenzione non è ancora sufficientemente radicata.

Nel confronto è stato inoltre affrontato uno dei temi più delicati previsti dal Programma Predefinito PP5 – Sicurezza negli ambienti di lavoro, relativo alla qualità della formazione.

Le organizzazioni sindacali condividono la necessità di arrivare ad una vera certificazione dei percorsi formativi, sia rispetto ai soggetti che erogano la formazione sia rispetto alle modalità con cui essa viene svolta, superando logiche meramente formali. Fondamentale sarà inoltre dotarsi di strumenti di monitoraggio che consentano di verificare l’effettiva efficacia della formazione e il suo impatto sui comportamenti nei luoghi di lavoro. È stata inoltre condivisa la necessità di dedicare un approfondimento specifico al tema delle malattie professionali, fenomeno in costante evoluzione e sempre più rilevante nel quadro della tutela della salute dei lavoratori. In tale prospettiva, è stata anche proposta l’istituzione di una cabina di regia permanente per le malattie professionali a livello regionale che favorisca il confronto tra istituzioni, organizzazioni sindacali, patronati e medici competenti, con l’obiettivo di migliorare l’emersione delle patologie lavoro-correlate, uniformare gli orientamenti e rafforzare le azioni di prevenzione e sorveglianza sanitaria.

Particolare attenzione dovrà essere riservata alle piccole e medie imprese, dove troppo spesso la salute e sicurezza viene ancora percepita come un semplice adempimento burocratico anziché come un investimento sulla qualità del lavoro, sulla competitività delle imprese e sulla tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori.

Cgil Abruzzo Molise, Cisl Abruzzo Molise e Uil Abruzzo confermano fin da ora la piena disponibilità a contribuire alla costruzione del nuovo Piano Regionale della Prevenzione, per mettere al centro del confronto anche il punto di vista del mondo del lavoro per un confronto istituzionale che si traduca in azioni concrete.




Ricostruzione post-sisma, il segretario Uil Abruzzo Lombardo: «Bene i dati, ora serve un piano contro lo spopolamento»

Ricostruzione post-sisma, il segretario Uil Abruzzo Lombardo: «Bene i dati, ora serve un piano contro lo spopolamento»

Occupazione in crescita nel cratere (+17%), ma la rinascita dell’Appennino passa per servizi essenziali, legalità e lavoro di qualità. Un cambio di passo evidente, certificato dai numeri, ma che non deve trasformarsi in un’illusione passeggera.  È questa, in sintesi, la posizione della Uil Abruzzo specificata dal segretario generale Michele Lombardo, a seguito della presentazione del Rapporto annuale 2026 sulla Ricostruzione del Centro Italia post-sisma 2016-2017.

I dati macroeconomici emersi dal documento tracciano un quadro indubbiamente positivo. Al 31 maggio 2026, la ricostruzione privata conta ben 36.149 richieste di contributo (per un valore di 17,82 miliardi di euro) e oltre 23 mila cantieri autorizzati, trainati dall’avanzamento della “ricostruzione pesante” (oltre il 56% delle pratiche).  Ottime notizie arrivano anche sul fronte pubblico, con il 97,5% dei 3.667 interventi programmati già avviati.

Ciò che salta maggiormente all’occhio è l’impatto sul mercato del lavoro. Nel periodo 2022-2025, il cosiddetto “Cratere ristretto” ha registrato un’impennata dei nuovi posti di lavoro pari al 17%, un dato clamoroso se confrontato con la media nazionale del 4%.  ll tasso di occupazione ha toccato il 66,1%, evidenziando parallelamente un calo dei giovani Neet e un aumento dell’occupazione femminile superiore alla media del Paese.

“Risultati che dimostrano come gli investimenti pubblici possano rappresentare uno straordinario strumento di sviluppo, inclusione e coesione sociale – commenta il segretario Lombardo -. Tuttavia, questa dinamica è ancora fortemente sostenuta dalla spesa straordinaria dei cantieri e dal programma NextAppennino. La vera sfida inizia adesso”.

Per la Uil, la ricostruzione non può e non deve essere ridotta a una mera operazione edilizia o infrastrutturale. I territori colpiti dal sisma soffrivano già prima del 2016 di mali cronici: spopolamento, invecchiamento demografico e carenza di servizi. Per evitare che i borghi ricostruiti si trasformino in “paesi fantasma”, il sindacato chiede una vera politica di coesione territoriale che metta al centro: lavoro di qualità e attrattivo per le giovani generazioni; servizi pubblici efficienti (sanità, istruzione, trasporti e mobilità nelle aree interne); gestione delle grandi transizioni, affrontando il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici attraverso una visione integrata tra prevenzione e sviluppo economico.

Un passaggio chiave della posizione del sindacato riguarda il monitoraggio dei cantieri attuali. La Uil ribadisce con forza la necessità di rafforzare la legalità negli appalti e la sicurezza sul lavoro, contrastando in modo severo il dumping contrattuale e il lavoro irregolare tramite la piena applicazione dei contratti collettivi nazionali.

“Le competenze e le professionalità maturate dai lavoratori in questi anni non vanno disperse – spiega Michele Lombardo – l’idea è quella di traghettarle subito all’interno di un grande piano nazionale di manutenzione del territorio, efficientamento energetico e valorizzazione delle filiere produttive locali. Senza lavoro di qualità, senza servizi e senza investimenti nelle persone non esiste vera ricostruzione. La rinascita dell’Appennino centrale si compirà solo se saremo capaci di lasciare in eredità un modello di sviluppo stabile e sostenibile”.




La Uil Abruzzo: LFoundry di Avezzano è la vertenza più preoccupante. Tassazione iniqua

La Uil Abruzzo: LFoundry di Avezzano è la vertenza più preoccupante. Tassazione iniqua

Nella nuova sala riunioni della sede di Teramo, il segretario generale Michele Lombardo ha convocato il primo consiglio regionale. Una riunione cruciale per fare il punto sul futuro dell’Abruzzo, sintetizzata in una relazione ricca di temi urgenti e strategici per la nostra comunità.

​Ecco i punti chiave affrontati:

 Gestione Idrica ed Acqua Pubblica: un obiettivo storico finalmente colto. L’acqua resta un bene pubblico e un diritto garantito per tutti i cittadini.

​ Emergenza Aree Interne: preoccupano due dati drammatici. Il primo è la denatalità, con l’Abruzzo che purtroppo si attesta tra le peggiori regioni d’Italia (un trend che si acuisce drammaticamente nelle zone interne). Il secondo è l’invecchiamento della popolazione, con un’età media nelle aree interne che ha ormai raggiunto i 50 anni.

 Fisco: netta la posizione sulla tassazione regionale, giudicata attualmente iniqua e da rivedere per non pesare sempre sui soliti noti.

 Lavoro e Politiche Industriali: i tavoli aperti

​La relazione ha dedicato ampio spazio alle grandi vertenze e agli asset industriali della regione:

​Stellantis (Atessa): il piano industriale conferma il sito come centrale a livello mondiale. Un asset fondamentale che salvaguarda 20.000 lavoratori della metalmeccanica e di tutto l’indotto.

 Indotto Marelli: massima attenzione per i 500 addetti. È necessario lavorare fin da subito per ottenere buone notizie e garantire la tenuta occupazionale, fondamentale anche per la sopravvivenza delle aree interne.

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LFoundry (Avezzano): la situazione più preoccupante. L’azienda occupa 1.300 persone più l’indotto ed è in forte difficoltà, complice la gestione di un fondo di Stato cinese che rischia di mettere in discussione il futuro dello stabilimento. Il Governo fino ad oggi è rimasto immobile: serve un cambio di passo immediato. Questa sarà una delle vertenze su cui ci batteremo con più forza nei prossimi mesi.

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“Non c’è futuro per l’Abruzzo senza il rilancio delle aree interne, una tassazione equa e la difesa del nostro patrimonio industriale e occupazionale.”

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La denuncia della Uil: in Abruzzo aumentano gli infortuni e le malattie professionali

La denuncia della Uil: in Abruzzo aumentano gli infortuni e le malattie professionali

Uil Abruzzo interviene sui dati Inail del primo quadrimestre del 2026 sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, sottolineando la necessità di una lettura seria e responsabile.

Secondo i dati, rispetto allo scorso anno, sono diminuite le denunce di infortunio mortale, passando dalle otto vittime nel periodo gennaio-aprile 2025, alle tre in quello gennaio-aprile 2026. Ma fermarsi a questo dato, secondo il sindacato, sarebbe un errore, poiché anche solo una vittima sul lavoro rappresenta uno stato di emergenza, per cui è necessario trovare le corrette soluzioni.

Il vero campanello d’allarme, poi, è l’aumento complessivo degli infortuni e delle malattie professionali. Le denunce di infortunio sono passate da 3.776 nel primo quadrimestre del 2025 a 3.940 casi nello stesso periodo del 2026, con un incremento del 4,3%, mentre le malattie professionali, sempre nello stesso periodo di riferimento, sono salite da 3.091 a 3.326 denunce, registrando una crescita del 7,6%.

“Sono numeri che raccontano una realtà diversa da quella di un sistema che avrebbe già imboccato la strada del miglioramento strutturale – dichiarano il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo e Valerio Camplone (nella foto in basso) del Dipartimento regionale Ambiente salute e sicurezza Uil e membro della segreteria Uil Abruzzo -. Se aumentano gli infortuni e le malattie professionali significa che persistono criticità organizzative, preventive e formative che non possono essere sottovalutate”.

Particolarmente significativo è, per la Uil, l’incremento degli infortuni in itinere, passati da 455 (da gennaio ad aprile 2025) a 561 casi (+23%) nel 2026, segnale che impone una riflessione più ampia sui tempi di lavoro, sullo stress da lavoro correlato e sull’organizzazione della mobilità dei lavoratori.

“I dati mostrano inoltre come il fenomeno non riguardi esclusivamente i comparti tradizionalmente considerati più esposti – sottolineano Lombardo e Camplone – Accanto ai livelli ancora elevati delle costruzioni e della manifattura, crescono le denunce nella sanità e assistenza sociale, nel trasporto e magazzinaggio, nel commercio e in diversi comparti del terziario. Ciò dimostra come la sicurezza sul lavoro non può più essere affrontata come una questione confinata a pochi settori produttivi. Anche sul fronte delle malattie professionali emerge una tendenza che merita attenzione. Continuano ad aumentare le patologie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, che rappresentano la quota più rilevante delle denunce, segnale evidente dell’impatto che organizzazione del lavoro, movimentazione dei carichi, posture e ritmi produttivi elevati continuano ad avere sulla salute dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Per la Uil Abruzzo è quindi necessario rafforzare immediatamente le attività di vigilanza e controllo, aumentare la presenza degli organismi ispettivi e investire con maggiore decisione nella prevenzione. “Siamo pienamente consapevoli – aggiungono – che in termini di numeri organici degli ispettori, le responsabilità non sono solo ed esclusivamente regionali. Proprio per questo, nel confronto avviato nell’ambito del tavolo regionale ex articolo 7 del decreto legislativo 81/2008, la UIL Abruzzo ha proposto la costruzione di una piattaforma condivisa sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo di mettere in rete istituzioni, parti sociali, sistema scolastico, enti bilaterali e soggetti della formazione. Una proposta che aveva registrato un’importante apertura e una iniziale condivisione da parte dell’assessore regionale Nicoletta Verì e sulla quale attendiamo ora sviluppi concreti. La formazione non può essere considerata un mero adempimento burocratico. Deve diventare uno strumento permanente di prevenzione, cultura della sicurezza e partecipazione dei lavoratori, puntando ad un riconoscimento di qualità del percorso e non al mero ottenimento dell’attestato”.

“La diminuzione delle morti sul lavoro – concludono Michele Lombardo e Valerio Camplone – rappresenta un segnale incoraggiante che nessuno intende sottovalutare. Ma proprio perché ogni vita salvata conta, oggi abbiamo il dovere di guardare anche agli altri indicatori. Gli aumenti registrati negli infortuni e nelle malattie professionali ci dicono che la sfida della sicurezza in Abruzzo è tutt’altro che vinta e che servono azioni più incisive, coordinate e strutturali”.




La Uil si allarga: aperta la nuova sede ad Atri alla presenza del segretario Lombardo

La Uil si allarga: aperta la nuova sede ad Atri alla presenza del segretario Lombardo

Alla presenza del segretario generale UIL Abruzzo, Michele Lombardo, del segretario generale UIL Pensionati Abruzzo Alfredo Moschettini, del coordinatore provinciale della Uil Teramo Massimiliano Bravo e della presidente del CAF regionale Annarita di Domenicantonio è stata ufficialmente inaugurata la nuova sede UIL di Atri!

​”Quest’apertura rappresenta un passo fondamentale per rafforzare la nostra presenza sul territorio, offrendo un punto di riferimento solido, accessibile e vicino ai bisogni dei lavoratori, dei pensionati e di tutti i cittadini”, dichiara il segretario generale Michele Lombardo, che ha ringraziato della presenza il sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti e tutta l’amministrazione comunale.

“Essere presenti capillarmente significa dare risposte concrete, tutele e servizi dove le persone ne hanno più bisogno. La nuova sede di Atri nasce proprio con questo obiettivo: ascoltare e supportare la comunità”.




Stato di agitazione alla Asl di Chieti, i sindacati si rivolgono al Prefetto dopo il silenzio del direttore aziendale

Stato di agitazione alla Asl di Chieti, i sindacati si rivolgono al Prefetto dopo il silenzio del direttore aziendale

Non solo rose e fiori alla Asl Lanciano Vasto Chieti. Ci sono anche delle spine e FP Cgil e FP Uil hanno proclamato lo stato di agitazione del personale Tlsb e Tsrm. I sindacati chiedono l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione davanti al Prefetto di Chieti. La decisione è arrivata dopo la mancata risposta della direzione aziendale alla nota del 25 maggio, in cui le sigle sindacali denunciavano l’insufficienza delle assunzioni previste per i Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (TSLB) e per i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica(TSRM).

«L’Azienda non ha fornito alcun riscontro formale, né ha ritenuto di attivare un’interlocuzione preliminare, neppure informale, su criticità che riguardano servizi essenziali e professionalità strategiche. Questo silenzio non è accettabile» dichiarano FP CGIL e UIL FP.

Secondo le organizzazioni sindacali, l’impianto delle assunzioni non risponde al reale fabbisogno dei servizi. Le stime raccolte nei reparti indicano la necessità di almeno 17 Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico e 16 Tecnici Sanitari di Radiologia Medica.

«Numeri indispensabili non per potenziare i servizi, ma per garantire il solo turn-over legato a pensionamenti, dimissioni, aspettative, maternità e assenze prolungate.
Le conseguenze sono già evidenti: difficoltà nella programmazione dei turni, aggravamento dei carichi di lavoro, criticità nella fruizione delle ferie estive e progressivo deterioramento delle condizioni operative.
Le criticità investono settori centrali dell’assistenza aziendale: Patologia Clinica e Diagnostica d’Urgenza, Servizio Trasfusionale, Radiologia e Diagnostica per Immagini.

Nei laboratori si registrano difficoltà nella piena continuità delle attività diagnostiche, criticità nei tempi di refertazione degli esami urgenti provenienti dai Pronto Soccorso e dai servizi oncologici, oltre all’allungamento dei tempi di refertazione degli esami di microbiologia. Nel Servizio Trasfusionale emergono difficoltà nella lavorazione delle sacche, nella qualificazione biologica, nella gestione degli emocomponenti e nella sostenibilità delle reperibilità. In Radiologia permangono criticità sulle attività di screening mammografico, sugli esami radiologici di routine, sul servizio Cone Beam presso il Distretto di San Salvo e sull’avvio delle radiologie domiciliari.

Al personale va riconosciuto il merito di continuare a garantire i servizi con abnegazione e professionalità, ma la continuità assistenziale non può reggersi solo sul sacrificio dei lavoratori. Servono risposte vere, misure concrete e una programmazione assunzionale coerente con i fabbisogni reali» proseguono le organizzazioni sindacali.

FP CGIL e UIL FP chiedono la convocazione urgente della direzione aziendale dinanzi al Prefetto di Chieti, affinché l’azienda fornisca risposte puntuali, verificabili e non più rinviabili.

«Se la procedura di raffreddamento e conciliazione non porterà a soluzioni concrete o a impegni formali coerenti con i reali fabbisogni dei servizi, attiveremo ogni ulteriore iniziativa consentita, compresa la proclamazione dello sciopero del personale interessato, nel rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali. La tutela dei lavoratori e la continuità dei servizi richiedono risposte immediate» concludono i due sindacati.




Addizionali Irpef in Abruzzo: una “lotteria fiscale” che pesa sui più deboli. La Uil Abruzzo chiede equità e trasparenza

Addizionali Irpef in Abruzzo: una "lotteria fiscale" che pesa sui più deboli. La Uil Abruzzo chiede equità e trasparenza

 “La fiscalità locale in Abruzzo, e in Italia, si è trasformata in una vera e propria “lotteria territoriale” a danno dei cittadini più fragili”, il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo commenta i dati divulgati dall’ultimo studio nazionale sulle addizionali Irpef realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali della Uil e dalla Uil Abruzzo. “L’autonomia fiscale di Regioni e Comuni è nata con i migliori propositi: rafforzare la responsabilità amministrativa, garantire la trasparenza e migliorare la qualità dei servizi sul territorio attraverso un rapporto diretto tra tasse pagate e prestazioni ricevute – spiega Lombardo -. Ma allo stato attuale chi risiede in un territorio anziché in un altro, pur avendo il medesimo reddito, si trova a pagare cifre nettamente diverse in termini di addizionali Irpef regionali e comunali. Un’ingiustizia strutturale in cui le aree economicamente più fragili del Paese, o gli enti locali in sofferenza finanziaria, finiscono per scaricare sui contribuenti il peso di inefficienze amministrative, disavanzi e della mancata capacità di contrastare l’evasione fiscale.  Si genera così un corto circuito insopportabile: si paga di più per avere, spesso, servizi meno efficienti”.

Dallo studio, infatti, emerge con chiarezza l’impatto della frammentazione sui bilanci delle famiglie, sia per chi ha un reddito di 20.000 euro, sia per chi raggiunge i 40.000 euro. Per un reddito di 20.000 euro, il prelievo totale delle addizionali Irpef si attesta a 494 euro complessivi (di cui 160 euro di addizionale comunale) a Chieti, Pescara e Teramo, e 454 euro complessivi (con un’addizionale comunale più contenuta, pari a 120 euro) all’Aquila. Quando il reddito sale a 40.000 euro, l’esborso complessivo per i cittadini abruzzesi cresce in maniera significativa, con una tassazione che si uniforma verso l’alto.  A livello regionale l’addizionale sale a 812 euro, portando il totale versato rispettivamente a 1.132 euro per Chieti, Pescara e Teramo (comprensivo della quota comunale di 320 euro) e 1.052 euro per L’Aquila (comprensivo di 240 euro della quota comunale).

 “Questi numeri – commenta il segretario Michele Lombardo – dimostrano che l’Abruzzo si colloca in una fascia di prelievo tutt’altro che trascurabile, specialmente se confrontata con realtà nazionali virtuose dove l’assenza di addizionali comunali o l’applicazione di forti esenzioni alleggeriscono nettamente il carico fiscale sui redditi medio-bassi. È un sistema iniquo. Mentre la Costituzione sancisce il principio della capacità contributiva e della progressività, a livello locale assistiamo a una forte presenza di “aliquote uniche”.  Se a livello regionale l’Abruzzo adotta un sistema a scaglioni, fortemente voluto dai sindacati confederali, Uil in testa, nei capoluoghi come L’Aquila, Chieti e Pescara l’applicazione di un’aliquota unica con esenzione rischia comunque di non tutelare appieno le fasce intermedie, appiattendo il prelievo senza una reale proporzionalità. Non possiamo più permettere che il peso del finanziamento della sanità regionale e dei servizi comunali continui a gravare quasi esclusivamente sui soliti noti: lavoratori dipendenti e pensionati.  In molti territori della nostra regione persistono ancora ampie e inaccettabili sacche di evasione ed elusione fiscale locale. Bisogna attivare con decisione le leve di contrasto all’evasione fiscale e alleggerire il carico su chi le imposte le ha sempre pagate fino all’ultimo centesimo”.




Mercato del lavoro, Uil Abruzzo: “Serve una riflessione, a partire da salari e qualità dell’occupazione”

Mercato del lavoro, Uil Abruzzo: “Serve una riflessione, a partire da salari e qualità dell’occupazione”

 Secondo la Uil Abruzzo, i dati diffusi in questi giorni dalla Cgia sulla difficoltà di reperimento del personale in Abruzzo aprono una riflessione che non può essere affrontata soltanto sul piano quantitativo: nel 2025, a fronte di 123.880 ingressi previsti nel mercato del lavoro, si è registrata una carenza di  39.459 candidati, evidenziando un significativo divario tra domanda e offerta di lavoro. Il tema riguarda certamente competenze, formazione e incontro tra domanda e offerta, ma sempre di più anche la qualità e la chiarezza delle condizioni di lavoro proposte. 

“La dignità del lavoro non può più essere un tema secondario. Se vogliamo ragionare davvero sull’attrattività delle offerte di lavoro, il salario deve tornare centrale”, sottolineano Valerio Camplone e Massimo Longaretti della segreteria regionale Uil Abruzzo.

Una riflessione che emerge anche dai dati Inps 2024. Nella regione risultano occupati 557.872 lavoratori che, complessivamente, hanno prodotto un reddito pari a circa 12,8 miliardi di euro. Il reddito medio annuo per occupato si attesta intorno ai 22.944 euro lordi, mentre il reddito medio settimanale è di circa 542 euro lordi, a fronte di oltre 42 settimane lavorate mediamente all’anno (invece che le classiche 52).

“Numeri che raccontano il tema della capacità delle retribuzioni di garantire qualità della vita, stabilità e prospettive di crescita professionale – sottolineano i segretari regionali -. Un elemento che incide inevitabilmente anche sulle difficoltà di reperimento del personale. Non è casuale, inoltre, che le maggiori criticità emergano nelle province dell’Aquila e di Teramo, dove le selezioni andate deserte superano il 34%. Si tratta di territori in cui si concentrano comparti oggi più esposti alla carenza di personale, come edilizia, manifattura e turismo, ma anche aree interne segnate da spopolamento e difficoltà di attrattività”.

Una riflessione, secondo la Uil,  che non può prescindere neppure dal dato dei circa 39mila giovani Neet abruzzesi tra i 15 e i 34 anni, non occupati e non inseriti in percorsi di istruzione o formazione.

“Non possiamo ridurre tutto al racconto del giovane che non vuole lavorare. Esistono questioni legate alla trasparenza retributiva, alla precarietà e al diffuso ricorso al part-time involontario”, evidenziano Camplone e Longaretti.

In questo quadro assume particolare rilievo il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, che entro il 2026 introdurrà anche in Italia nuovi obblighi informativi nelle offerte di lavoro. Gli annunci dovranno indicare il livello salariale o almeno una fascia retributiva prevista per la posizione, oppure queste informazioni dovranno essere fornite prima del colloquio. Inoltre, non sarà più possibile chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite nei precedenti impieghi. A questo si aggiungono le novità introdotte dal Decreto Primo Maggio, che rafforzano il principio del giusto salario individuato dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

“Molte delle difficoltà evidenziate riguardano settori strategici per l’economia regionale, come edilizia, servizi, turismo, logistica, manifattura e utilities – concludono – è quindi necessario rafforzare politiche attive, formazione tecnica e professionale e strumenti come l’apprendistato, valorizzando qualità occupazionale, competenze e stabilità. Oggi la sfida non è soltanto creare lavoro, ma costruire un mercato del lavoro più trasparente, stabile e con salari dignitosi, capace di trattenere giovani e professionalità sul territorio regionale”.




Salario accessorio sanità, Uil Fp Abruzzo chiede chiarezza su stanziamento risorse del Decreto Calabria

Salario accessorio sanità, Uil Fp Abruzzo chiede chiarezza su stanziamento risorse del Decreto Calabria

“Chiediamo lumi alla Regione Abruzzo sulle risorse destinate alla quattro aziende sanitarie abruzzesi”, il segretario generale Uil Fp Abruzzo, Antonio Ginnetti, torna sulla vicenda dei tagli al salario accessorio nel comparto sanità. Il sindacato, infatti, continua a mostrare forte preoccupazione sulle conseguenze della riduzione del trattamento accessorio dovuto al mancato utilizzo delle risorse del Decreto Calabria. “Ci siamo battuti perchè si scongiurasse il peggio ma il danno salariale che avevamo preventivato mesi fa sta toccando in maniera importante le tasche dei lavoratori– continua Ginnetti –. Il mancato utilizzo dei fondi derivanti dal decreto sta impattando negativamente anche sulle progressioni economiche orizzontali dei lavoratori del comparto, con effetti sia sui salari attuali che sulle future pensioni.  E di conseguenza sulle procedure di stabilizzazioni”.

“La Regione si era impegnata con il programma operativo per il triennio 2026, 2027 e 2028 a destinare circa 21 milioni di euro per anno – spiega -.  L’intervento è al momento oggetto di valutazione da parte dei ministeri, della Sanità e dell’Economia e Finanze. Vogliamo capire cosa sta accadendo. Se possiamo considerare le risorse già fruibili dalle aziende sanitarie, se dobbiamo aspettare ancora e quanto dobbiamo aspettare. Siamo già a metà del 2026 e oltre 16mila operatori sanitari della nostra regione sono in forte difficoltà”.

Ammontano a più di 25 milioni di euro i tagli effettuati sul salario accessorio di medici, infermieri, OSS e personale tecnico-amministrativo tra il 2024 e il 2025. Un intervento che ha avuto effetti negativi sulle buste paga del personale sanitario, sulle progressioni economiche orizzontali e sulla produttività per l’intera area del comparto. Tutti elementi che si ripercuotono, non solo sui salari dei lavoratori, ma anche sulla qualità e l’efficienza di servizi.  Aggravando, inoltre, la carenza di personale e favorendo il trasferimento di professionisti verso altri paesi europei che sono più attrattivi dal punto di vista salariale e delle opportunità di crescita professionale.

“Tutto questo è inaccettabile – conclude Antonio Ginnetti -. Siamo molto preoccupati per i lavoratori e per la tenuta dell’intero sistema sanitario abruzzese. Chiediamo chiarezza e, se a breve non avremo un riscontro da parte della Regione, saremo costretti ad iniziare un percorso di mobilitazione, insieme alle altre organizzazioni sindacali”.




Lombardo confermato segretario regionale della Uil Abruzzo alla presenza di Bombardieri

Lombardo confermato segretario regionale della Uil Abruzzo alla presenza di Bombardieri

Michele Lombardo è stato rieletto all’unanimità segretario generale della Uil Abruzzo. La sua elezione è avvenuta, al termine del dodicesimo congresso regionale del sindacato che si è svolto al Grand Hotel Adriatico di Montesilvano. Confermati anche Fabrizio Truono e Massimo Longaretti come membri della segreteria e Monica Gammaraccio nel ruolo di tesoriere. Entrano inoltre nella neoeletta segreteria Valeria Nicolai e Valerio Camplone.

Grande attenzione per l’intervento del segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri che a Montesilvano ha ribadito: “Qualsiasi discussione sui contratti, sui salari, sui diritti rischia di essere insufficiente se non salvaguardiamo la vita umana: i due incidenti sul lavoro, di cui uno mortale, accaduti in questi giorni in Abruzzo, dimostrano che su questo tema dobbiamo fare ancora tanto. È sicuramente una questione culturale e, di certo, dobbiamo investire di più sulla prevenzione e sulla formazione, aumentare il numero delle ispezioni e degli ispettori, evitare le gare al massimo ribasso. Inoltre, però, insistiamo nel chiedere che siano istituiti sia il reato di omicidio sul lavoro sia una procura speciale”. “Spesso, infatti – ha sottolineato Bombardieri – non si tratta di incidenti: quando i dispositivi di sicurezza vengono manomessi per aumentare il profitto e non si fermano le macchine per produrre di più o, ancora, sui ponteggi salgono 67enni e oltre l’orario di lavoro, e quando a causa di queste scelte ne derivano tragedie, non si può non parlare di omicidi e come tali queste vicende vanno trattate. Così come – ha rimarcato il leader della Uil – è necessario assistere le famiglie delle vittime, perché altrimenti siamo di fronte a una doppia tragedia: la perdita drammatica di una persona cara e la mancanza di mezzi di sostegno a chi è rimasto solo. Anche sul fronte della sicurezza sul lavoro, poi dobbiamo valorizzare l’aiuto che può giungere dall’uso dell’intelligenza artificiale, strumento potentissimo di innovazione e di rivoluzione tecnologica”. “Si stanno già facendo importanti ed efficaci sperimentazioni relative, ad esempio, a badge di cantiere e a dispositivi personali elettronici o a sistemi incrociati di vigilanza: bisogna avere il coraggio e la forza di continuare su questa strada e sulla quale – ha concluso Bombardieri – la Uil sarà in prima linea per la difesa della vita e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Un congresso che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del mondo istituzionale e sindacale e cha ha attraversato temi di strettissima attualità che riguardano l’intera regione. Dalla sanità alle aree interne, dall’occupazione alle infrastrutture e ai trasporti fino alle nuove sfide proposte dall’intelligenza artificiale che il mondo del lavoro dovrà affrontare con le giuste competenze.   Ed è proprio sull’AI che si è focalizzata la tavola rotonda di ieri pomeriggio, “AI diritti lavoro e legalità”, organizzata nell’ambito delle iniziative della Uil Abruzzo con il Premio nazionale Paolo Borsellino e moderata da Graziano Fabrizi. Al dibattito ha partecipato tra gli altri il fondatore e direttore del quotidiano Il Dispaccio Claudio Cordova.

Tanti gli ospiti che hanno partecipato al XII Congresso regionale del sindacato: l’assessore regionale Tiziana Magnacca, il sindaco del Comune di Montesilvano Ottavio De Martinis, rappresentanti di Confindustria, di Confcommercio, della Camera di Commercio Chieti-Pescara e di quella Gran Sasso d’Italia. Oltre ai numerosi membri della segreteria nazionale e ai responsabili dei principali organismi collegati: il segretario organizzativo Emanuele Ronzoni, il tesoriere Benedetto Attili, i segretari nazionali Ivana Veronese, Vera Bonomo, Santo Biondo, il coordinatore nazionale Uil Artigianato Mauro Sasso, il presidente Ital Uil Giuliano Zignani, il presidente Caf Uil Giovanni Angileri, i vicepresidenti Adoc Alessandro Cafagna e Laura Pulcini, il responsabile della segreteria generale Uil Francesco Maria Gennaro.

Queste le parole del segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo, dopo essere stato rieletto segretario generale: “Ringrazio Pierpaolo Bombardieri e tutta le struttura nazionale per l’affetto, il supporto e la collaborazione che danno alla nostra regione e per l’amicizia che da sempre ci lega. Ringrazio i ragazzi e le ragazze che hanno contribuito in maniera determinante all’organizzazione e alla buona riuscita di questo appuntamento. Insieme ai delegati e alle delegate che vi hanno partecipato e al grande supporto della mia famiglia sono stati e sono parte integrante di questo percorso. Che porterò avanti con determinazione e convinzione, sempre a tutela dei lavoratori e di tutte le persone che la Uil rappresenta”.




Morte sul lavoro a Bazzano, Uil e Pd: “E’ la sconfitta di un sistema. Inaccettabile nel 2026”

Morte sul lavoro a Bazzano, Uil e Pd: "E' la sconfitta di un sistema. Inaccettabile nel 2026"

Morte sul lavoro a Bazzano. La vittima è Marco Rocchini, aquilano. Secondo le prime ricostruzioni è rimasto schiacciato da un carrello elevatore nella fabbrica Hca. Sul posto sono subito accorsi i vigili del fuoco e i sanitari del 118 dell’ospedale San Salvatore. Non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’operaio.

La scena si sarebbe consumata davanti agli occhi del fratello, che lavora nella stessa fabbrica. L’azienda produce rotoli di alluminio. Sulla vicenda diverse le reazioni. E’ intervenuto il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo: “È l’ennesima sconfitta di un sistema che non tutela la vita e l’incolumità dei lavoratori – dice -. Come sindacato esprimiamo vicinanza alla famiglia e ai colleghi  del giovane operaio e proviamo un senso di tristezza di fronte ad un episodio che si inserisce nei numerosi incidenti sul lavoro che affliggono anche la nostra regione”. “La Uil – aggiunge – è da sempre impegnata in prima linea, innanzitutto con la campagna Zero morti sul lavoro che ha l’obiettivo di sensibilizzare sul tema e di raggiungere obiettivi concreti per l’azzeramento di episodi di questo genere. Perché ogni lavoratore ha diritto a tornare a casa sano e salvo, e ogni perdita rappresenta una sconfitta per l’intera società”.
“È necessario – conclude Lombardo – rafforzare i controlli, investire nella sicurezza e promuovere una cultura del lavoro che metta al centro la vita e la dignità delle persone”. Commento anche del PD.

“Alla famiglia dell’operaio 47enne, ai colleghi e a chi gli voleva bene arrivi il nostro cordoglio più sincero”,  così il segretario regionale del Partito Democratico Abruzzo, Daniele Marinelli, e la responsabile Lavoro della segreteria regionale, Monia Pecorale e Stefano Albano, segretario provinciale PD L’Aquila. “Continuare a morire di lavoro nel 2026 è inaccettabile. Non può essere considerato un destino né una fatalità. Dietro ogni incidente ci sono condizioni che vanno verificate fino in fondo: organizzazione del lavoro, formazione, sicurezza, prevenzione e controlli – proseguono – . Ma accanto alla doverosa ricostruzione dei fatti c’è un tema più ampio e non più rinviabile: la sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità reale e quotidiana, non un impegno evocato solo dopo le tragedie. Il nodo centrale è la prevenzione, servono più controlli, più ispettori, più investimenti e una cultura della sicurezza che coinvolga imprese e istituzioni. Non possiamo continuare ad assistere a questo bollettino di guerra. Il lavoro deve essere dignità e futuro, non rischio e morte. Su questo chiediamo un impegno concreto a tutti i livelli, perché ogni vita persa è una sconfitta per l’intero Paese”




Primo maggio, domani la Uil Abruzzo presente alla manifestazione di Giulianova

Primo maggio, domani la Uil Abruzzo presente alla manifestazione di Giulianova

 Il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo interverrà venerdì 1 maggio alla manifestazione che si terrà in via Matteotti a Giulianova. L’iniziativa si inserisce nel calendario degli appuntamenti nazionali dei sindacati confederali. La tutela del lavoro dignitoso insieme ad una contrattazione che rispetti i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e al cambiamento che l’intelligenza artificiale porterà nel comparto sono i temi della manifestazione di domani. Il segretario Lombardo sul palco di Giulianova non mancherà di ribadire le criticità che riguardano l’Abruzzo in questo particolare momento storico. 

 “La nostra regione si trova oggi a un bivio decisivo – spiega – continuare a subire un lento declino oppure costruire con coraggio una nuova stagione di sviluppo equo e sostenibile. Le criticità sono evidenti, a partire da una sanità pubblica in affanno, segnata da carenze di risorse, personale e organizzazione, fino al crescente divario tra costa e aree interne, sempre più esposte a spopolamento e marginalità. Serve una visione unitaria e scelte nette: una governance sanitaria più efficiente, investimenti mirati nei servizi di prossimità e un piano straordinario per rafforzare il capitale umano. Allo stesso tempo, è indispensabile rilanciare le aree interne con infrastrutture moderne e opportunità economiche concrete”. “L’industria e il lavoro – aggiunge Lombardo- restano pilastri fondamentali, ma vanno accompagnati nella transizione tecnologica, contrastando precarietà e bassi salari”. “L’Abruzzo – conclude – può e deve diventare una vera cerniera strategica tra territori e mercati, valorizzando le proprie risorse. Ma per farlo occorre  costruire un progetto regionale fondato su responsabilità condivise e interesse collettivo”.




La Uil applaude al ritorno dei voli in continuità territoriale dall’Abruzzo a Milano Linate e Torino

La Uil applaude al ritorno dei voli in continuità territoriale dall'Abruzzo a Milano Linate e Torino

La Uil e Uiltrasporti Abruzzo, con una nota, accolgono con estremo favore la firma del decreto da parte del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che sancisce ufficialmente il ritorno dei voli in continuità territoriale dallo scalo di Pescara verso Milano Linate e l’attivazione della nuova rotta su Torino Caselle.

“Si tratta di un risultato storico per la nostra regione e per i lavoratori che rappresentiamo,” dichiarano i segretari regionali Michele Uil Lombardo e Vincenzo Marcotullio Uiltrasporti. “Dopo l’interruzione del collegamento con Linate nell’agosto 2023, il nostro scalo ha sofferto un isolamento che ha penalizzato non solo l’utenza business e i lavoratori, ma l’intero sistema produttivo abruzzese. Il ritorno di queste tratte strategiche è la risposta concreta che il territorio attendeva.”

La Uiltrasporti sottolinea l’importanza dei criteri stabiliti nel decreto, che prevedono:

Frequenze minime garantite per tutto l’anno su entrambe le tratte.

Fasce orarie strategiche (partenze mattutine e rientri serali) per favorire la mobilità pendolare e professionale.

Tariffe agevolate per residenti, persone con disabilità, studenti e anziani, garantendo un reale diritto alla mobilità.




Il congresso di Francavilla conferma Vincenzo Marcotullio alla guida del settore trasporti della Uil Abruzzo

Il congresso di Francavilla conferma Vincenzo Marcotullio alla guida del settore trasporti della Uil Abruzzo

Si è concluso a Francavilla al Mare l’appuntamento congressuale della Uiltrasporti Abruzzo: un momento che ha sancito il consolidamento della leadership di Vincenzo Marcotullio alla guida della segreteria regionale. L’assise, che ha visto la partecipazione dei vertici nazionali, dei delegati provenienti da tutte le province abruzzesi e della politica abruzzese, ha tracciato la rotta per il prossimo quadriennio in un settore, quello dei trasporti, che sta attraversando una trasformazione senza precedenti. Vincenzo Marcotullio, già protagonista delle battaglie nel settore del Trasporto Pubblico Locale in qualità di componente di segreteria, ha ricevuto il pieno mandato per guidare l’organizzazione in questa fase di transizione.

Durante la relazione, Marcotullio ha toccato i punti nevralgici dell’agenda sindacale abruzzese:

  • Logistica e GDO: focus particolare sui poli strategici, come quello di San Salvo, dove la Uiltrasporti punta alla stabilizzazione occupazionale e al miglioramento delle condizioni di welfare.
  • Trasporto Pubblico Locale: l’urgenza di un piano regionale integrato che superi le attuali frammentazioni, garantendo efficienza per gli utenti e sicurezza per gli autisti.
  • Infrastrutture e PNRR: il monitoraggio dei fondi destinati al potenziamento ferroviario e aeroportuale, affinché gli investimenti si traducano in occupazione di qualità e non in appalti al ribasso.

«Il nostro obiettivo è chiaro: non permetteremo che la transizione ecologica e digitale venga pagata dai lavoratori», ha dichiarato Marcotullio a margine dei lavori. «L’Abruzzo deve diventare un hub logistico moderno, ma questo non può prescindere dalla sicurezza sul lavoro e da salari dignitosi che recuperino il potere d’acquisto perso in questi anni».

L’assise di Francavilla ha confermato anche la squadra che affiancherà il Segretario, con la riconferma di figure chiave come il tesoriere Valerio Di Zio e i delegati territoriali Pietro Angileri, Francesco Lo Campo, Primo Cipriani e Gaetano Mazzarino. A testimoniare la volontà di rinnovamento dell’organizzazione, si registra inoltre l’ingresso di forze giovani come Marco Fasciani e Alessandra Murinni.

Il congresso si è chiuso con un segnale di unità: la Uiltrasporti Abruzzo riparte da Francavilla con una strategia definita e una leadership solida, pronta a confrontarsi con la politica regionale per disegnare il futuro della mobilità in Abruzzo.




Troppe tasse: la Uil Abruzzo prepara un tavolo per monitorare la fiscalità sul territorio

Troppe tasse: la Uil Abruzzo prepara un tavolo per monitorare la fiscalità sul territorio

Un tavolo regionale permanente per monitorare l’impatto reale della tassazione sulle famiglie e maggiore trasparenza da parte dei comuni, quando decidono di aumentare un’imposta. Queste le proposte della Uil Abruzzo che punta il dito contro l’eccessiva tassazione a carico dei nuclei familiari abruzzesi e l’opacità amministrativa degli enti che spesso è correlata all’inefficienza dei servizi.

​“In Abruzzo, la fiscalità territoriale è divenuta una “lotteria fiscale” che colpisce sempre i soliti noti: lavoratrici, lavoratori e pensionati – spiegano il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo e il componente di segreteria Massimo Longaretti -. Questo ha causato una ferita aperta nel patto tra istituzioni e cittadini. L’autonomia territoriale non può e non deve tradursi in arbitrio fiscale”.

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Il quadro che emerge dall’ analisi del sindacato confederale abruzzese è un sistema frammentato dove la tassazione locale è cresciuta spesso a dismisura, tutto a discapito della garanzia dei diritti che è rimasta al palo. Tra i punti critici c’è la mancata attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep)che fa sì che la qualità della vita dipenda troppo spesso dalla capacità amministrativa del singolo comune. Le tariffe elevate nell’erogazione del servizio idrico a fronte di servizi carenti, con reti colabrodo, razionamenti e manutenzioni insufficienti. La tassa sui rifiuti che, secondo la Uil, è diventata di fatto un bancomat per coprire le inefficienze di un sistema di smaltimento carente di impianti, tant’è che spesso chi produce meno rifiuti o differenzia meglio non sempre paga meno.I costi energetici, così come gli aumenti dei prezzi dei carburanti, che incidono in modo significativo sui bilanci familiari.L’Imu, basata su rendite catastali obsolete che non riflettono più il valore reale degli immobili, creando distorsioni profonde tra centri urbani e aree interne.

C’è poi la questione degli asili nido, per i quali famiglie abruzzesi con lo stesso Isee pagano rette totalmente differenti da un comune all’altro.

In conclusione, Lombardo e Longaretti aggiungono: “La fiscalità deve tornare ad essere uno strumento di giustizia sociale. Rimettere ordine in questo caos significa ridare dignità a chi, ogni giorno, sostiene con le proprie tasse l’ossatura della nostra regione”.