La lettera aperta di Marullo direttore di Oculistica dell’ospedale di Pescara alla famiglia Barchiesi: “Grati per il vostro gesto”

Questa mattina il dottor Cristian D’Ovidio effettua l’autopsia sul corpo di Diomede Barchiesi, il 50enne operaio Stellantis di Lanciano morto nei giorni scorsi a seguito di un pugno ricevuto da un 18enne di Fossacesia. La famiglia ha dato l’ok per l’espianto degli organi dell’uomo che era intervenuto a difesa di due figli coinvolti in una discussione sul Lungomare di Fossacesia dopo una serata in discoteca. Un gesto che ha indotto il dottor Miche Marullo, direttore della U.O.C. Oculistica dell’ospedale Spirito Santo di Pescara, a un pubblico ringraziamento con una lettera aperta pubblica sui social: “Gentilissima famiglia Barchiesi, desidero rivolgervi, a nome mio personale e di tutta l’équipe della U.O.C. di Oculistica dell’Ospedale di Pescara”, scrive Marullo, “il più profondo e sentito ringraziamento per il gesto di straordinaria generosità e civiltà che avete compiuto.
In un momento di immenso dolore per la perdita del vostro caro”, ha aggiunto, “avete saputo guardare oltre la sofferenza, compiendo una scelta d’amore puro: la donazione degli organi e, in particolare, delle cornee. Grazie alla vostra sensibilità”, ha scritto il direttore di Oculistica, “il prelievo eseguito dal nostro reparto si è trasformato in un atto concreto di rinascita, restituendo a chi era nel buio non solo la vista, ma la speranza e la dignità di una vita nuova.
Il vostro esempio rappresenta un altissimo encomio morale e invita tutti noi a una profonda riflessione sull’importanza fondamentale della donazione delle cornee. Troppo spesso la mancanza di informazione o la paura frenano un gesto che, nella sua semplicità, ha il potere miracoloso di cambiare per sempre il destino di una persona. Donare le cornee”, rimarca Marullo, “significa permettere alla luce di continuare a vivere e a brillare negli occhi di qualcun altro”. Parole di cuore che solo in parte aiutano a lenire il dolore per la perdita di un marito e di un padre di tre figli.