Menna (Abruzzo Insieme): “Fioccano i casi sanità che non funziona”

Menna (Abruzzo Insieme): "Fioccano i casi sanità che non funziona"

C’è ancora la sanità nel mirino di Vincenzo Menna, consigliere regionale di Abruzzo Insieme. «Apprendo con soddisfazione che la vicenda del signor Donato Cappello (ex finanziere in attesa di visita medica, ndr) abbia trovato una soluzione positiva. Lo stesso Cappello ha voluto ringraziarmi personalmente e pubblicamente per l’interessamento e questo non può che farmi piacere. Quando le istituzioni riescono a dare risposte ai cittadini, è sempre una buona notizia”. Ma non è finita perché i casi di sanità che non funziona come dovrebbe fioccano.
“Tuttavia, non possiamo limitarci a risolvere i singoli casi e considerarci soddisfatti. Proprio in queste ore sono emerse altre due vicende che devono far riflettere profondamente chi ha responsabilità di governo della sanità abruzzese.
La prima”, secondo Vincenzo Menna, “riguarda la signora Maria Di Croce, che si è trovata di fronte all’ennesimo paradosso delle liste d’attesa: una visita urgente prescritta al padre anziano, da effettuare entro dieci giorni, con una prima disponibilità addirittura oltre un anno dopo. Una situazione semplicemente inaccettabile.
Ancora più drammatico il caso di una cittadina di Vasto affetta da una patologia oncologica che, a causa dell’esiguità della propria pensione sociale, aveva maturato la decisione di interrompere le cure perché non più sostenibili economicamente.
In questo caso desidero esprimere apprezzamento nei confronti del sindaco di Vasto, Francesco Menna, che si è immediatamente attivato per garantire un sostegno economico alla signora attraverso gli strumenti sociali a disposizione del Comune. Così come prendo atto dell’interessamento manifestato dal senatore Sigismondi e dal consigliere regionale Prospero”. E poi la stoccata politica: “Detto questo, credo sia necessario fare una riflessione politica seria. Il senatore Sigismondi e il consigliere Prospero appartengono alle forze che governano la Regione Abruzzo. È certamente importante intervenire per risolvere le singole emergenze, ma da chi amministra la sanità regionale mi aspetterei soprattutto un impegno concreto per eliminare le cause che generano questi problemi.
La vera sfida non è rincorrere le emergenze una alla volta. La vera sfida è abbattere le liste d’attesa, assumere medici, infermieri e personale sanitario qualificato, rafforzare gli ospedali e i presidi territoriali, garantire servizi efficienti e accessibili ai cittadini.
I problemi della sanità abruzzese sono ormai sotto gli occhi di tutti. Ogni giorno emergono nuove storie che raccontano difficoltà, rinunce alle cure e cittadini costretti a rivolgersi al privato o ad attendere tempi incompatibili con il proprio stato di salute.
La politica regionale deve smettere di inseguire le conseguenze e iniziare finalmente ad affrontare le cause. Gli abruzzesi non chiedono favori o interventi straordinari: chiedono semplicemente che venga garantito il loro diritto alla salute.»




Costretto a diffidare la Asl per una visita urologica: la solidarietà di Vincenzo Menna di Abruzzo Insieme

Costretto a diffidare la Asl per una visita urologica: la solidarietà di Vincenzo Menna di Abruzzo Insieme

Vincenzo Menna, consigliere regionale di Abruzzo Insieme, prende carta e penna e denuncia. “Esprimo piena solidarietà al signor Donato Cappello, cittadino vastese ed ex appartenente alla Guardia di Finanza, costretto addirittura a diffidare formalmente la Asl Lanciano-Vasto-Chieti per ottenere una visita urologica urgente nei tempi previsti dalla legge”. Da qui parte la disamina sulla sanità regionale:

“La sua vicenda purtroppo non rappresenta un caso isolato”, sostiene il consigliere regionale di Atessa, “ma l’ennesima testimonianza di un sistema sanitario regionale che sta progressivamente negando ai cittadini abruzzesi il diritto costituzionale alla salute. È inaccettabile che una prestazione classificata con priorità “B”, quindi da garantire entro dieci giorni, venga fissata dopo oltre due mesi.

Ancora più grave è che a pagare il prezzo più alto siano spesso le persone fragili, gli invalidi, gli anziani e chi ha difficoltà negli spostamenti. Non si può pensare di risolvere le inefficienze organizzative scaricando il problema sui cittadini e costringendoli a spostarsi fuori territorio oppure, di fatto, a rivolgersi al privato”. Poi, l’analisi politica: “Da tempo denunciamo una situazione diventata ormai insostenibile in tutta la regione Abruzzo: liste d’attesa interminabili, reparti in sofferenza, carenza di personale e servizi sempre più lontani dai cittadini. La sanità pubblica sta perdendo la sua funzione principale, quella di garantire cure accessibili a tutti.

Oggi per troppi abruzzesi la salute è diventata una chimera. O si aspetta per mesi mettendo a rischio la propria condizione clinica oppure si è costretti a pagare visite ed esami privatamente. È una deriva che non possiamo accettare.

Per questo mi metto immediatamente a disposizione del sig. Cappello per seguire personalmente la vicenda e sollecitare una soluzione urgente, affinché venga garantita la prestazione richiesta nel rispetto dei suoi diritti e della dignità che ogni cittadino merita.

Continueremo a batterci dentro e fuori il Consiglio regionale affinché il diritto alla salute torni ad essere realmente garantito e non soltanto scritto sulla carta”.




Menna (Abruzzo Insieme): Arap e altro, la giunta regionale va avanti con la politica degli annunci. Solo chiacchiere

Menna (Abruzzo Insieme): Arap e altro, la giunta regionale va avanti con la politica degli annunci. Solo chiacchiere

“Sul futuro delle aree industriali abruzzesi e sul passaggio delle competenze dal Consorzio Industriale Chieti-Pescara ad ARAP, la Giunta Marsilio continua a procedere senza chiarezza, senza un vero piano industriale e soprattutto senza dare risposte concrete a imprese e territori”.
Lo dichiara il consigliere regionale Vincenzo Menna, intervenendo sulla vicenda relativa alla liquidazione coatta amministrativa del CSI Chieti-Pescara e al conseguente trasferimento delle funzioni ad ARAP.
“Quello che emerge dagli atti e dalle relazioni tecniche è un quadro estremamente preoccupante. Da una parte un Consorzio con oltre 21 milioni di euro di debiti e infrastrutture industriali ormai compromesse; dall’altra un ente come ARAP che già oggi fatica a garantire servizi adeguati nelle aree industriali abruzzesi, dalla Val di Sangro al Vastese, passando per le altre realtà produttive regionali. Eppure la destra regionale continua ad annunciare riforme senza spiegare con quali risorse economiche, con quale personale e con quali tempi intenda gestire una transizione così delicata”.
Per Menna “il vero problema non è soltanto la liquidazione del Consorzio, ma il ‘dopo’, che ad oggi appare privo di una strategia credibile e sostenibile. Si parla di assorbimenti minimi di personale mentre le aree industriali necessitano di manutenzioni, investimenti infrastrutturali, progettazione tecnica e presenza costante sul territorio. Le imprese continuano invece a pagare anni di immobilismo e scelte sbagliate”.
“Le condizioni delle strade industriali, sopratutto quella della Val di Sangro, sono sotto gli occhi di tutti: carreggiate dissestate, buche pericolose, illuminazione insufficiente e servizi ridotti al minimo. Più volte ho segnalato il degrado dell’area industriale più importante d’Abruzzo, ma fino a oggi abbiamo assistito soltanto a promesse e passerelle elettorali, ben poco è stato fatto, così le infrastrutture restano al limite della praticabilità”.
Secondo il consigliere regionale “serve finalmente chiarezza anche sui lavori annunciati nella zona industriale della Val di Sangro: ARAP e Regione dicano quando partiranno concretamente gli interventi, quali strade saranno interessate e in quali tempi verranno completate le opere”.
Menna punta poi l’attenzione anche sulla situazione interna dell’ente. “I numeri parlano chiaro: ARAP oggi si trova in una situazione finanziaria estremamente delicata, con debiti enormi e costi cresciuti in maniera significativa negli ultimi anni. Allo stesso tempo, dalle audizioni in Commissione regionale e dalle denunce sindacali sono emerse criticità nella gestione del personale, con dubbi sull’eccessiva discrezionalità nelle progressioni economiche e nei trattamenti adottati all’interno dell’ente. Questioni che meritano trasparenza e approfondimenti”.
“Il centrodestra continua a parlare di rilancio industriale, ma la realtà racconta altro: aree produttive lasciate nell’abbandono, servizi insufficienti e totale assenza di programmazione. Prima è stato annunciato il progetto ARUAP come una rivoluzione epocale, poi sono arrivate retromarce e divisioni interne alla stessa maggioranza. Oggi il rischio è che il prezzo dell’improvvisazione venga pagato ancora una volta da imprese, lavoratori e territori”.
Menna conclude chiedendo “serve massima chiarezza da parte della Giunta regionale sulle risorse economiche disponibili, sugli investimenti previsti e sulle misure immediate per la messa in sicurezza delle infrastrutture industriali. Qui non si parla soltanto di procedure amministrative, ma di sicurezza pubblica, sviluppo economico e tutela del tessuto produttivo abruzzese. Inoltre non dimentichiamo che le aziende versano ogni anno canoni importanti ad ARAP: è legittimo chiedersi dove finiscano queste risorse e come vengano realmente utilizzate”.




Tratturi e demanio armentizio, Vincenzo Menna: “Serve una gestione più vicina ai territori”

Tratturi e demanio armentizio, Vincenzo Menna: “Serve una gestione più vicina ai territori"

Il consigliere regionale Vincenzo Menna (Abruzzo Insieme) ha inviato una nota all’assessore Emanuele Imprudente, agli uffici competenti della Regione Abruzzo, alle Soprintendenze territorialmente interessate e, per conoscenza, ai Comuni attraversati dai percorsi tratturali, per chiedere l’apertura di un confronto sulla gestione del Demanio Armentizio e dei tratturi abruzzesi.

Al centro della proposta vi è la necessità di valutare la cessione amministrativa delle superfici demaniali armentizie ai Comuni, mantenendo in capo alla Regione il ruolo di pianificazione generale e coordinamento.

“Si tratta di un patrimonio storico, culturale e territoriale enorme – sottolinea Menna – che oggi rischia di rimanere inespresso a causa delle difficoltà della Regione nel garantire una gestione puntuale ed efficace di aree così vaste e diffuse sul territorio”.

Nella lettera viene evidenziato come i Comuni, già oggi, svolgano funzioni di controllo e sorveglianza sulle superfici interessate ai sensi dell’articolo 78 del DPR 24 luglio 1977, elemento che dimostra la loro conoscenza diretta delle criticità e delle potenzialità di questi territori.

Secondo Menna, affidare ai Comuni la gestione amministrativa dei tratturi e delle aree demaniali, in raccordo con le Soprintendenze competenti, consentirebbe di valorizzare maggiormente queste superfici, favorendo iniziative agricole, turistiche e di promozione territoriale, oltre a migliorare manutenzione, tutela e prevenzione del degrado.

“L’obiettivo – conclude il consigliere regionale – è aprire un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati per costruire una gestione più dinamica, efficiente e vicina alle esigenze delle comunità locali, trasformando i tratturi in una reale opportunità di sviluppo sostenibile per l’Abruzzo”.




Menna (Abruzzo Insieme): sanità abruzzese allo sbando, colpa della premiata ditta Marsilio&Verì

Menna (Abruzzo Insieme): sanità abruzzese allo sbando, colpa della premiata ditta Marsilio&Verì

“La sanità abruzzese è ormai allo sbando. Le responsabilità politiche del presidente Marco Marsilio e dell’assessore Nicoletta Verì sono evidenti: dobbiamo fare i conti con liste d’attesa infinite, diritti negati e addirittura cittadini costretti a rinunciare alle cure o a pagarle di tasca propria”. È quanto dichiara il consigliere regionale Vincenzo Menna (Abruzzo Insieme), che in una nota evidenzia “due casi emblematici che fotografano una situazione ormai fuori controllo. Il primo riguarda un cittadino  della provincia aquilana che vive con una pensione sociale e che necessita con urgenza di una visita neurochirurgica.  Un caso sollevato domenica scorsa dalla trasmissione ‘Fuori dal coro’ di Mario Giordano.  Nel suo caso – spiega il consigliere – l’impegnativa del medico prevedeva un controllo entro 30 giorni. Al cup, invece, gli è stato fissato un appuntamento addirittura a giugno 2027, con la motivazione surreale che ‘le priorità non esistono più’. Una frase gravissima, che smentisce apertamente quanto previsto dalla normativa vigente. Ancora più paradossale è che la stessa prestazione, in intramoenia, era disponibile nel giro di pochi giorni”. “La giornalista ha poi provato a chiedere spiegazioni al direttore generale Paolo Costanzi che è stato molto evasivo ed è andato via senza dare risposte al malcapitato di turno” aggiunge Menna. “Il secondo caso – prosegue – è quello denunciato sui social da un cittadino e riguarda il presidio ospedaliero di Lanciano: un’anziana di 80 anni lasciata per oltre dieci ore al pronto soccorso, abbandonata su una barella senza assistenza, senza dignità, conclusa con il fatto che la signora si è urinata addosso e a quel punto è stata costretta a chiamare il figlio chiedendogli di riportarla a casa. Una vicenda che non ha bisogno di commenti e che rappresenta una ferita profonda per tutta la nostra comunità”. “Questi non sono casi isolati, ma il sintomo di un sistema che non funziona più. Non si tratta di incapacità del personale ma bensì di unità ridotte alla stremo che cercano di fare quello che possono. Una gestione che ha distrutto la sanità pubblica, allontanandola dai bisogni reali dei cittadini e trasformandola in un percorso a ostacoli, dove chi può paga e chi non può resta indietro” rileva il consigliere. Menna ricorda inoltre “un aspetto fondamentale spesso ignorato: è bene che i cittadini sappiano che, in presenza di una prestazione con priorità non garantita nei tempi previsti dal servizio pubblico, la legge consente di effettuare la visita in regime di intramoenia e ottenere successivamente il rimborso dalla Asl. È un diritto preciso, che deve essere rispettato”. “Se al cup dovessero negare questa possibilità o fare ostruzionismo – conclude – i cittadini possono e devono far valere i propri diritti, anche richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine per accertare eventuali inadempienze da parte della stessa ASL. Non è più tollerabile che si giochi sulla pelle delle persone. Serve un cambio di passo immediato. La sanità deve tornare ad essere un diritto garantito, non un privilegio per pochi”. (com/red)