Assenti al Mondiale del business, ma la Figc ci risparmi il ritorno del ct Mancini attratto dai soldi dall’Arabia e del Qatar

Assenti al Mondiale del business, ma la Figc ci risparmi il ritorno del ct Mancini attratto dai soldi dall'Arabia e del Qatar

Tutti davanti alla televisione per vedere il primo mondiale a 48 squadre. Addirittura distribuito su tre Paesi: Usa, Messico e Canada. Un’abbuffata di partite. Una manna dal cielo per i calciofili. Fase finale allargata, ma che per la terza volta di fila non vede l’Italia ai nastri di partenza. Il perché l’hanno spiegato milioni di commentatori e opinionisti. Va rimarcato che la mancata qualificazione è la conseguenza, non il problema del calcio di casa nostra. Il sogno delle notti magiche è di nuovo accantonato. Nessuno potrà immaginare di riempire le piazze per una vittoria della Nazionale di calcio. Pensare di invertire la rotta con l’elezione di Giovanni Malagò (o Giancarlo Abete) che, probabilmente, chiamerà in panchina Roberto Mancini è difficile. Saranno altre le decisioni da prendere per cercare di rilanciare il calcio italiano che non fa altro che riflettere la crisi del Paese. Però, c’è una cosa che il nuovo presidente federale può risparmiare a tutti: richiamare un ct che ha piantato in asso la federazione dall’oggi al domani per inseguire un ingaggio faraonico. Quest’onta è possibile da evitare. Che poi Mancini sia bravo, che abbia infilato con la Nazionale una lunga striscia di risultati positivi, che abbia vinto un Europeo tutto vero. Ma gli uomini vengono prima degli allenatori. E gli uomini si giudicano anche dai comportamenti. E quel che ha fatto nell’estate del 2023 è stato un errore di cui non basta pentirsi. Mollare la Nazionale per farsi riempire di soldi dopo averne guadagnati già tanti non è un buon biglietto da visita. A 61 anni ha un contratto fino al 2028 con l’Al Sadd, con cui ha vinto il campionato in Qatar, ma rescinderlo non sarebbe un problema. Vuole tornare alla guida della Nazionale ed essendo amico di Malagò (frequentazione al circolo Aniene di Roma) ha buone possibilità di riuscirci.

Il Mondiale 2026 è riservato all’elite. Biglietti che costano il doppio che in Qatar. Dovevano essere i mondiali della pace e, invece, va in scena con due guerre aperte. Il presidente Fifa Gianni Infantino genuflesso verso Donald Trump è l’immagine di un Mondiale con le solite contraddizioni in nome e per conto del business. Incredibile – e vergognoso – vedere protagonisti del Mondiale respinti al confine degli Usa. Gente rimpatriata. Roba di un altro secolo.

Va in scena l’ennesimo tentativo di combinare il matrimonio tra il pallone e gli Stati Uniti d’America che nel Dna hanno altri sport. Dal footbal americano al basket, passando per il baseball.  Comandano i soldi, sono loro che fanno rotolare il pallone. Comandano gli sponsor. Il contorno non è all’altezza, ma vuoi mettere quel pallone che gonfia la rete. Vuoi mettere l’entusiasmo negli stadi. Messi contro Cristiano Ronaldo. Vuoi mettere una giocata di Neymar o Yamal. O uno spunto di Mbappè. E poi ci innamoreremo di una nazionale sorpresa. Ci sarà il bello del calcio che ci terrà attaccati alla televisione. Non saranno notti magiche, non sarà un’estate da sballo. Ma il Mondiale di calcio è sempre una libidine per gli sportivi e gli appassionati.




Il calciatore pescarese del Venezia e della Nazionale Dagasso premiato in Comune

Il calciatore pescarese del Venezia e della Nazionale Dagasso premiato in Comune

Una pergamena e un gagliardetto della città a Matteo Dagasso, il centrocampista della Nazionale italiana e del Venezia FC. Questo il riconoscimento della città di Pescara al giovane calciatore che ha raggiunto il Comune per incontrare il sindaco Carlo Masci e l’assessore allo Sport, Patrizia Martelli, e ricevere da loro l’abbraccio della comunità. Dagasso è stato ceduto dal Pescara al Venezia durante il mercato di gennaio per una cifra di circa due milioni di euro.

“Hai raggiunto livelli eccezionali nel calcio, arrivando alla nazionale maggiore”, gli ha detto il sindaco. “Questo traguardo è stato ‘toccato’ nella nostra provincia solo da Verratti ma tu sei l’unico davvero pescarese e ti riconosciamo il merito per questo obiettivo. Un giovane che fa sport, con un impegno costante e con tanti sacrifici, e che raggiunge questi livelli, diventa davvero un esempio per tanti altri giovani perché chi pratica sport impara il rispetto delle regole e dell’avversario e sa che la vittoria e la sconfitta sono due facce della stessa medaglia. Il nostro è un premio anche al modello di vita che segui, un modello sano. E siamo certi che in un momento storico come quello che stiamo vivendo, tu sia un esempio per chi è in difficoltà e non ha riferimenti”, ha concluso Masci mettendo in evidenza i successi di Dagasso. “La città è fiera di te”, gli ha detto.

“Ci siamo lasciati il 2 gennaio in piazza Salotto, al passaggio in città della Fiamma Olimpica”, ha detto Martelli al calciatore.

“Ti consegniamo un riconoscimento per la tua carriera e un attestato di stima della città per il percorso che hai costruito giorno dopo giorno con costanza, determinazione e fatica”.

“E’ stato un anno davvero bello e chiuderlo con questo premio rende tutto ancora più piacevole”, ha detto Dagasso ricevendo la pergamena e il gargliardetto.




Il calciatore pescarese Dagasso premiato in Comune dopo l’esordio in Nazionale maggiore

Il calciatore pescarese Dagasso premiato in Comune dopo l'esordio in Nazionale maggiore

Domani mercoledì 10 giugno, alle ore 10, nella sala Giunta del Comune di Pescara, si svolgerà la cerimonia di premiazione del centrocampista della Nazionale italiana e del Venezia FC, Matteo Dagasso. Il 22enne calciatore pescarese è stato premiato nei giorni scorsi a Coverciano come “Giovane promessa del calcio italiano”. Inoltre Dagasso ha esordito con la maglia della Nazionale maggiore e ha ottenuto la promozione in serie A con il club lagunare. A rendergli omaggio saranno il sindaco di Pescara, Carlo Masci, e l’assessore allo Sport, Patrizia Martelli.




L’Italia vince e il pescarese Dagasso colleziona la seconda presenza in azzurro. E ora tutti davanti alla tv per il Mondiale di calcio

L'Italia vince e il pescarese Dagasso colleziona la seconda presenza in azzurro. E ora tutti davanti alla tv per il Mondiale di calcio

Seconda presenza in maglia azzurra per il centrocampista pescarese del Venezia, Matteo Dagasso. Nella partita vinta dall’Italia contro la Grecia (47° nel ranking) per 1-0, grazie al gol dell’interista Pio Esposito, il 22enne calciatore abruzzese ha giocato un altro spezzone di partita concessogli dal ct Baldini, entrando nella ripresa al posto di Lipani. Al Pankritio Stadium, a Candia, sull’isola di Creta seconda amichevole per l’Italia e secondo successo nel giro di pochi giorni per 1-0 con firma di Esposito. Nelle intenzioni della federazione queste due partite dovevano essere di rodaggio per gli azzurri nel caso si fossero qualificati per i Mondiali. Questo non è avvenuto e da questa settimana calciatori e tifosi italiani vedranno la rassegna iridata in televisione. Per quel che riguarda Dagasso e il ct Baldini un anno fa di questi tempi festeggiavano la promozione in B con il Pescara che nel frattempo è retrocesso in C. Dagasso nella prossima stagione giocherà in A, mentre Baldini riprenderà la guida dell’under 21 che punta a qualificarsi alle Olimpiadi.




Nell’Italia dell’ex biancazzurro Silvio Baldini c’è anche il pescarese Dagasso

Nell'Italia dell'ex biancazzurro Silvio Baldini c'è anche il pescarese Dagasso

Ecco i convocati dell’Ital giovane di Silvio Baldini, fino a un anno fa allenatore del Pescara. Ora guida l’under 21, ma in attesa del nuovo ct sarà lui a guidare gli azzurri nelle prossime amichevoli. E tra i convocati c’è anche il pescarese Matteo Dagasso, centrocampista in forza al Venezia neopromosso in serie A. Partite importanti all’orizzonte. Non è in gioco soltanto la valorizzazione di giovani che devono farsi trovare pronti. C’è anche la questione del ranking Fifa ormai decisivo nei sorteggi. Non si può più sbagliare neanche in amichevole: né con la Grecia né, quattro giorni prima, con il Lussemburgo.

Portieri: Giovanni Daffara (Avellino), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Lorenzo Palmisani (Frosinone). 

Difensori: Honest Ahanor (Atalanta), Davide Bartesaghi (Milan), Fabio Chiarodia (Borussia Monchengladbach), Pietro Comuzzo (Fiorentina), *Costantino Favasuli (Catanzaro), Filippo Mane (Borussia Dortmund), Marco Palestra (Cagliari), Luca Reggiani (Borussia Dortmund).

Centrocampisti: Matteo Dagasso (Venezia), Giacomo Faticanti (Juventus), Luca Lipani (Sassuolo), Cher Ndour (Fiorentina), Niccolò Pisilli (Roma), Lorenzo Venturino (Roma). 

Attaccanti: Francesco Camarda (Lecce), Luigi Cherubini (Sampdoria), Jeff Ekhator (Genoa), Francesco Pio Esposito (Inter), Seydou Fini (Frosinone), Samuele Inacio (Borussia Dortmund), Luca Koleosho (Paris Fc).

Gli azzurri si raduneranno a Coverciano nella serata di giovedì 28 maggio e il giorno seguente sosterranno la prima seduta di allenamento. All’elenco dei convocati si aggiungono i calciatori Tommaso Berti (Cesena), Niccolò Fortini (Fiorentina), Gabriele Guarino (Empoli) e Dominic Vavassori (Atalanta), che parteciperanno alla fase di preparazione delle gare amichevoli da giovedì 28 a domenica 31 maggio.




Calcio femminile, sport e prevenzione: grande partecipazione alla mattinata con il ct azzurro Soncin

Calcio femminile, sport e prevenzione: grande partecipazione alla mattinata con il ct azzurro Soncin

Si è chiusa all’Aquila la quarta edizione di “Gioca con noi, facciamo squadra”, il progetto dedicato al calcio femminile promosso dalla LND Abruzzo insieme al Settore Giovanile e Scolastico FIGC, all’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo, al CONI e agli istituti scolastici del territorio.

Una giornata intensa e partecipata, articolata in due momenti: il convegno del mattino all’Aula Magna del Convitto Nazionale “D. Cotugno” e il pomeriggio dedicato alle finali regionali del torneo interscolastico allo Stadio Gran Sasso d’Italia.

Al centro dell’incontro il tema “Calcio femminile, per noi una questione di prevenzione”, con un approfondimento dedicato ai disturbi del comportamento alimentare e al benessere psicofisico delle giovani atlete. Un tema affrontato attraverso il contributo di istituzioni, scuola, professionisti sanitari e mondo sportivo, sottolineando il valore educativo dello sport e la crescita della consapevolezza tra i più giovani.

Presenti la dirigente scolastica del Convitto Nazionale “D. Cotugno” Serenella Ottaviano, il vicepresidente FIGC Daniele Ortolano, il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo Massimiliano Nardocci, il coordinatore Educazione Motoria, Fisica e Sportiva dell’USR Abruzzo Guido Grecchi, il presidente LND Abruzzo Concezio Memmo e il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della prevenzione, con gli interventi della dirigente psicologa ASL 1 Abruzzo Maria Stolfa e dell’équipe multidisciplinare, oltre al contributo della nutrizionista Giulia Cipriani impegnata nel progetto LND e FIGC “Scegliamo da campioni”, dedicato all’educazione alimentare e alla promozione di corretti stili di vita tra i giovani sportivi.

Uno dei momenti più partecipati è stato quello dedicato alle testimonianze delle ragazze della Rappresentativa Femminile Abruzzo, reduci dallo storico risultato ottenuto all’ultimo Torneo delle Regioni, concluso con il raggiungimento della semifinale: il miglior piazzamento della selezione regionale negli ultimi venticinque anni. La vicepresidente della LND Abruzzo Laura Tinari a capo della rappresentativa, il selezionatore Giuseppe Giovannelli e le giovani calciatrici hanno raccontato questa esperienza invitando le ragazze presenti in sala a cogliere le opportunità che lo sport mette davanti e a vivere fino in fondo ogni occasione di crescita. 

Tra gli interventi più attesi quello del commissario tecnico della Nazionale femminile Andrea Soncin, protagonista di un dialogo dedicato alla crescita del calcio femminile italiano, al rapporto tra scuola e sport e al percorso della Nazionale verso il prossimo Mondiale.
“Il mio compito è ispirare e aiutare le ragazze a comprendere che il miglioramento passa attraverso i passi di ogni giorno e l’impegno continuo. La filiera è un concetto che stiamo cercando di portare avanti con forza: la priorità è mettere la persona al centro e accompagnarla nella crescita sotto tutti gli aspetti, non solo tecnici ma anche fisiologici, medici, motivazionali e psicologici. Lo dico sempre: la Nazionale non sceglie, monitora e accompagna”, ha sottolineato il Ct Andrea Soncin.

Soncin ha poi rivolto un messaggio alle ragazze presenti: “Portate avanti i vostri sogni e le vostre passioni, perché il sogno è il motore delle nostre azioni. Quando brillano gli occhi, si riempie il cuore, e con il cuore pieno si possono fare anche cose che sembrano impossibili”.

“Alla base del calcio dilettantistico deve esserci il divertimento e i valori dello sport. Investire nello sport significa anche prevenzione e salute per il Paese. Il nostro compito è coniugare la dimensione sportiva con quella formativa: per questo la LND ha scelto di investire su temi come la tutela della salute e l’educazione stradale, già affrontati durante Quarto Tempo, per arrivare ai ragazzi e alle ragazze che amano il calcio e consentire a tutti e tutte di praticarlo”, ha dichiarato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete.

“Il gioco di squadra vince sempre su tutto. Il nostro obiettivo è che il calcio femminile abbia una propria identità e una propria autenticità. Solo così può crescere e prosperare. Occorre lavorare quotidianamente per farlo e serve crederci, con umiltà. Grazie a tutti coloro che ci hanno affiancato in questo percorso”, ha sottolineato il presidente LND Abruzzo Concezio Memmo.

Nel pomeriggio le attività si sono spostate allo stadio Gran Sasso d’Italia per le finali regionali del torneo interscolastico, che hanno chiuso simbolicamente una giornata dedicata al valore educativo dello sport e alla crescita del movimento femminile sul territorio.

Le scuole vincenti sono il Liceo Scientifico A. Einstein di Teramo per la categoria Allieve e l’IC Pescara 5 per la categoria Cadette. Per la categoria Allieve hanno partecipato alla fase 

finale gli istituti Mattioli-D’Acquisto di San Salvo, IIS Licei Penne e il Liceo Scientifico “Vitruvio Pollione” di Avezzano. Nella categoria Cadette, si erano qualificate per la fase finale l’IC G. Galilei di San Giovanni Teatino, IC 1 Giulianova e IC “San Giovanni Bosco” di Gioia dei Marsi.




Il pescarese Dagasso si racconta tra sogni, promozione in A con il Venezia e la maglia azzurra

Il pescarese Dagasso si racconta tra sogni, promozione in A con il Venezia e la maglia azzurra

Al Venezia mancano tre punti per tornare in Serie A: venerdì si giocherà alla Spezia un match che potrebbe riconsegnare la massima serie al club lagunare e contestualmente coronare il sogno che Matteo Dagasso aveva sin da bambino. Nato e cresciuto a Pescara e con il Pescara, il centrocampista della Nazionale Under 21, arrivato a Venezia lo scorso gennaio, è il protagonista di Generazione Azzurra, registrata durante l’ultimo ritiro degli azzurrini a Tirrenia.

“Ho iniziato a tirare i primi calci al pallone nel settore giovanile del Pescara da piccolissimo, avevo quattro anni e mezzo – racconta Dagasso stesso -. Riuscire ad arrivare in prima squadra e centrare la promozione in Serie B è stato bellissimo. Venivo da due stagioni complicate per via di infortuni: mentalmente è stata dura, ma ne sono uscito grazie anche alla vicinanza di affetti e familiari”. Dagasso ‘vede’ la prima squadra per la prima volta con Zeman “a cui devo tantissimo, perché mi ha dato la possibilità di giocare sin da subito, è un grande maestro di calcio, lo ringrazierò per sempre. Essendo di Pescara e un centrocampista, Marco Verratti è stato il giocatore che mi ha ispirato più di tutti. I miei idoli erano Pirlo e Del Piero, ora il mio giocatore preferito è Modric”.

 Da Zeman a Baldini il passo è breve: “Con lui e il suo staff c’è un grande rapporto, nell’anno in Serie C mi hanno responsabilizzato molto: il mister è come un secondo padre”. La cavalcata play-off e quella finale incredibile, in cui fra l’altro Dagasso fu espulso “ha rappresentato una emozione incredibile. Giocammo l’ultima partita con lo stadio pieno, davanti a 22.000 persone, c’era tutta la mia famiglia, i miei amici”. Ora la strada di Dagasso ha preso una direzione ben precisa, un treno per il nord, con il sogno Serie A: “A Venezia mi sono trovato benissimo fin da subito. Anche se tutti i miei affetti sono a Pescara, spesso trovano il modo di salire e starmi vicino. D’altronde, la mia famiglia mi ha sempre lasciato molto libero, senza mettermi mai pressioni: i ragazzi devono poter giocare e divertirsi, più vengono lasciati liberi e meglio è”.

Con l’arrivo di Baldini in Nazionale Under 21 si è concretizzato anche il sogno azzurro “che avevo inseguito per tanto tempo. Non ero mai stato in una Nazionale giovanile, è stata una gioia immensa e poterla condividere col mister è ancora più bello”. E così Dagasso ha coronato anche la sua ‘Primavera Azzurra’, con l’obiettivo ora di riuscire a vestire la maglia della Nazionale maggiore, magari sempre con Baldini a fargli da guida (quando l’Italia giocherà le amichevoli con Lussemburgo e Grecia), in un giugno che sarà a forti tinte azzurre e che vedrà l’Under 17 e l’Under 19 impegnate nei rispettivi Europei di categoria.




Prima la promozione in A col Venezia e poi la Nazionale: fine stagione da brividi per il pescarese Dagasso

Prima la promozione in A col Venezia e poi la Nazionale: fine stagione da brividi per il pescarese Dagasso

Probabilmente toccherà anche a Matteo Dagasso esordire in Nazionale. Se – come appare ormai certo –  le due amichevoli di fine stagione saranno affrontate dal ct a interim Silvio Baldini con i ragazzi dell’under 21 che lui stesso sta guidando alla qualificazione verso la fase finale degli Europei di categoria ci sarà spazio anche per il centrocampista pescarese lanciato da Zdenek Zeman. Prima taglierà il traguardo della promozione in serie A con la maglia del Venezia e poi l’emozione del debutto in maglia azzurra, quella della Nazionale maggiore. Dagasso, 22 anni, è uno dei protagonisti di questo ciclo dell’under 21 con cui ha giocato e segnato. E’ stato in biancazzurro fino a gennaio e poi è stato venduto al Venezia con una valutazione di un paio di milioni di Euro. Alla corte di Stroppa sta giocando ed è andato anche in rete. Con l’under 21 è uno dei pilastri di Baldini che nella passata stagione lo ha valorizzato a Pescara. Ora Dagasso vede  il coronamento di un sogno a portata di mano: la Nazionale. L’Italia giocherà in Lussemburgo (3 giugno ore 20,45) e in Grecia (7 giugno ore 20,45 sull’isola di Creta) prima delle vacanze. Le due amichevoli della tristezza: dovevano essere di preparazione mondiale, sono un rito obbligato per questioni di diritti tv. L’ultimo atto prima di sedersi sul divano per ammirare Francia, Spagna e Brasile. Nello staff di Baldini c’è un altro ex Pescara, il match-analist Diego Labricciosa, genero del presidente biancazzurro Daniele Sebastiani.




Crisi senza fine: le squadre italiane di calcio fuori dalle semifinali delle coppe europee

Crisi senza fine: le squadre italiane di calcio fuori dalle semifinali delle coppe europee

Fuori tutte le squadre italiane dalle coppe europee. Anche il Bologna (Europa League) e la Fiorentina (Conference League) ad opera rispettivamente di Aston Villa e Crystal Palace.  La crisi non appartiene solo alla Nazionale, ma a tutto il movimento calcistico. Fuori da tutto non solo dalla fase finale della Coppa del Mondo. Era dalla stagione 2018-19 che non si registrava la totale assenza di club italiani nelle semifinali delle coppe europee.

Contando, invece, le stagioni con tre coppe, erano 39 anni che le semifinali europee non vedevano in gara alcuna squadra proveniente dalla serie A. Era la stagione 1986-87 per l’esattezza. 

CHAMPIONE LEAGUE – L’ANDATA DELLE SEMIFINALI

  •  Psg-Bayern martedì 28 aprile ore 21
  • Atletico Mdrid-Arsenal mercoledì 29 aprile ore 21

RITORN0

  • Arsenal-Atletico Madrid martedì 5 maggio ore 21
  • Bayern-Psg mercoledì 6 maggio ore 21

ORE 18 sabato 30 maggio la finale a Budapest

EUROPA LEAGUE – LE SEMIFINALI

Andata – Braga-Friburgo (giovedì 30 aprile, ore 21); 

Nottingham Forest-Aston Villa (giovedì 30 aprile, ore 21).
Ritorno – Friburgo-Braga (martedì 7 maggio, ore 21); Aston Villa-Nottingham Forest (martedì 7 maggio, ore 21)

Finale mercoledì 20 maggio al  Beşiktaş Park di Istanbul 

CONFERENCE LEAGUE – LE SEMIFINALI

Andata – Shakhtar Donetsk-Crystal Palace (giovedì 30 aprile, ore 21); 

Rayo Vallecano-Strasburgo (giovedì 30 aprile, ore 21).
Ritorno – Crystal Palace-Shakhtar Donetsk (martedì 7 maggio, ore 21)

Starsburgo-Rayo Vallecano (martedì 7 maggio, ore 21).

Finale mercoledì  27 maggio a Lipsia




Il Pescara calcio domenica vicino casa Baldini: Gorgone tra acciacchi e conferme, la Carrarese pensa ai play off

Il Pescara calcio domenica vicino casa Baldini: Gorgone tra acciacchi e conferme, la Carrarese pensa ai play off

Piccoli acciacchi, un po’ di febbre e tanta delusione in casa Pescara a metà settimana dopo la sconfitta casalinga che ha fatto precipitare i biancazzurri al penultimo posto in classifica in serie B a quattro giornate dalla fine. Domenica alle ore 15 trasferta vicino casa Baldini, l’allenatore dell’under 21 nonché ct dell’Italia in attesa del voto federale e della nomina del nuovo commissario tecnico. Baldini è il doppio ex avendo allenato sia la Carrarese che il Pescara. Allo stadio dei Marmi Gorgone dovrebbe avere a disposizione lo stesso organico di sabato scorso.  Ancora differenziato per Lamine Fanne e Faraoni che hanno, tuttavia, concrete possibilità di tornare tra i convocati. Per Tsadjout e Merola bisognerà aspettare. Lavoro fisico per Brugman alle prese con una contusione di lieve entità così come Cagnano. Fermi causa febbre Capellini, Altare e Acampora. Dovrebbero farcela per domenica.

Tra i toscani fuori Zanon per squalifica. Ha recuperato Bouah sostituto naturale. Migliora l’italo-argentino Schiavi. Difficile il recupero di Imperiale e Torregrossa. Ai margini i lungodegenti Mazzini, Guercio e l’ex Salamon. Carrarese-Pescara sarà diretta da Ivano Pezzuto della sezione di Lecce. I toscani puntano al successo per coltivare le speranze di accedere ai play off dopo che sono reduci dalla sconfitta di Reggio Emilia.

 Dopo il Pescara in casa, i marmiferi scenderanno a Frosinone in quella che sarà sulla carta la partita più complicata. Ospiteranno, quindi, il Cesena per concludere  a Chiavari contro la Virtus Entella.




La verità di Gravina dopo le dimissioni dalla Figc: “La Nazionale interessa ai tifosi, non ai club”

La verità di Gravina dopo le dimissioni dalla Figc: "La Nazionale interessa ai tifosi, non ai club"

Dal fallimento contro la Bosnia alla decisione di dimettersi. Gabriele Gravina, ex presidente del Castel di Sangro dei miracoli e della Figc poi, ne parla in un’intervista a ‘Il Corriere della Sera’: “Mi assumo le mie responsabilità. Non ho mantenuto la promessa che avevo fatto ai tifosi italiani. Avevo detto che saremmo dovuti andare al Mondiale anche a nuoto e invece non ci siamo riusciti. Le dimissioni sono un ultimo atto d’amore verso il calcio. E non potevo permettere che gli attacchi al sottoscritto penalizzassero la Federazione. Ma non è tutto qui. Già prima dei playoff avevo pensato di farmi da parte. E non tanto perché non mi sentivo all’altezza, quanto per i vincoli, i legami e gli impedimenti che frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. E tutto ciò, permettetemi di dirlo, è frustrante. Alla fine, ho deciso di rimanere e ho accettato questa Via Crucis. Adesso vivo quasi da recluso tra casa e Federazione“. Sul perché l’Italia non va al Mondiale dal 2014 mentre gli altri sport stanno crescendo è stato chiaro: “Adesso abbiamo avviato un progetto con i bambini per rimettere al centro la tecnica. La verità è che si fa fatica a perseguire l’interesse comune. La filiera del talento italiano non si sviluppa a pieno perché i club, che sono aziende private, perseguono i propri interessi e non ritengono funzionali il tempo e la fatica che servono per far sbocciare un giovane selezionabile per la Nazionale“.




L’ex allenatore del Pescara Silvio Baldini guiderà l’Italia nelle amichevoli di giugno

L'ex allenatore del Pescara Silvio Baldini guiderà l'Italia nelle amichevoli di giugno

Ora è ufficiale: l’ex allenatore del Pescara promosso nel giugno scorso in B, Silvio Baldini, guiderà la Nazionale in attesa delle votazioni in federazione (22 giugno) e della scelta del nuovo commissario tecnico che succederà al dimissionario Gennaro Gattuso. Scelta naturale, dal momento che il tecnico di Carrara è alla guida dell’under 21. L’Italia del calcio tornerà in campo  tra poco meno di due mesi:  la Nazionale affronterà  mercoledì 3 giugno (ore 20.45) allo Stade de Luxembourg il Lussemburgo e domenica 7 giugno (ore 20.45) sarà di scena al Pankritio Stadium di Candia, sull’isola di Creta, per un altro test amichevole con la Grecia. La Figc ha ufficializzato quel che tutti immaginavano: aA guidare gli azzurri in occasione delle due gare sarà il tecnico della Nazionale Under 21 Silvio Baldini, che sarà coadiuvato dal suo staff.




Anche il ct Gattuso lascia la Nazionale dopo la mancata qualificazione ai Mondiali di calcio

Anche il ct Gattuso lascia la Nazionale dopo la mancata qualificazione ai Mondiali di calcio

Dopo Gabriele Gravina, presidente della Figc, e Gianluigi Buffon, capodelegazione azzurra, lascia anche Rino Gattuso, il commissario tecnico della nazionale di calcio. Risoluzione del contratto in scadenza a giugno. Fatale la sconfitta di martedì contro la Bosnia, costata la terza mancata qualificazione ai Mondiali consecutiva, un inedito in Italia. 




Gravina cede al pressing del governo: si dimette da presidente della Figc, elezioni il 22 giugno

Gravina cede al pressing del governo: si dimette da presidente della Figc, elezioni il 22 giugno

Il terzo mancato Mondiale consecutivo, il secondo sotto il suo mandato:  Gabriele Gravina, 72 anni, ex presidente del Castel di Sangro dei miracoli e abruzzese di adozione, si è dimesso da numero uno della Figc dopo la sconfitta di martedì sera ai rigori contro la Bosnia-Erzegovina. Il pressing del governo si è fatto asfissiante e lo stesso ministro dello sport Andrea Abodi è stato chiaro: vuole le dimissioni di Gravina. Che le ha annunciate a seguito del confronto avvenuto con le componenti federali, convocate con urgenza a Roma.

Al termine questo  il testo del comunicato Figc: “Si è svolto oggi nel la sede della Figc a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della Figc per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici. Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo. A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensi erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici).

Dopo l’eliminazione al playoff  di Zenica contro la Bosnia Gattuso non sarà più il commissario tecnico dell’Italia. Dirà addio anche Buffon, capo delegazione dal 2023.




Gravina verso il passo indietro: già oggi è probabile che rassegni le dimissioni da capo della Figc

Gravina verso il passo indietro: già oggi è probabile che rassegni le dimissioni da capo della Figc

Il terzo mancato Mondiale consecutivo, il secondo sotto il suo mandato:  Gabriele Gravina, 72 anni, ex presidente del Castel di Sangro dei miracoli e abruzzese di adozione, oggi potrebbe rassegnare le dimissioni da numero uno della Figc dopo la sconfitta di martedì sera ai rigori dell’Italia contro la Bosnia-Erzegovina. Il pressing del governo si è fatto asfissiante e lo stesso ministro dello sport Andrea Abodi è stato chiaro: vuole le dimissioni di Gravina. Che  sembra aver preso la decisione di fare un passo indietro,  anche se, prima di ufficializzarle, attende comunque un riscontro delle componenti federali, convocate con urgenza in giornata per fare valutazioni approfondite ma soprattutto per capire su chi può contare. O su chi può ancora contare, per disegnare un futuro eventualmente anche senza di lui. Serie A, Serie B, Serie C, Dilettanti, associazione allenatori e associazione giocatori. Le stesse componenti che a febbraio 2025 hanno sostenuto Gravina con il 98% dei voti. I presidenti Simonelli, Bedin, Marani, Calcagno erano a Zenica, accanto allo stesso Gravina. Insieme al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e al ministro dello sport Abodi. Di tutti gli scenari, il più  probabile sono le dimissioni, con elezioni indette entro la metà di luglio. Le pressioni sono forti. Difficile che ci sia spazio per i ripensamenti. La serie A, ad esempio, appare spaccata. C’è il nome di Malagò come possibile candidato per la successione. Dopo l’eliminazione al playoff  di Zenica contro la Bosnia Gattuso non sarà più il commissario tecnico dell’Italia. Dirà addio anche Buffon, capo delegazione dal 2023.




Pressing del governo per ottenere le dimissioni di Gravina dalla Figc dopo la mancata qualificazione ai Mondiali

Gravina verso il passo indietro: già oggi è probabile che rassegni le dimissioni da capo della Figc

La mancata qualificazione dell’Italia del calcio alla fase finale dei Mondiali 2026 ha aperto la caccia al colpevole. E il mirino è puntato sul presidente della Figc Gabriele Gravina, ex patron del Castel di Sangro abruzzese d’adozione. Il governo vuole la sua testa. “Dimissioni Gravina? Mi aspetto una risposta più centrata della Federcalcio. A partire dal presidente Abete dopo i Mondiali del 2014 ci furono sussulti di dignità, il compianto Tavecchio fece la stessa cosa dopo il playoff con la Svezia e si dimise. Potrei essere costretto a prendere decisioni con il Parlamento che avrei preferito lasciare a loro”, ha spiegato il ministro dello sport Andrea Abodi a margine del Premio Città Italiana dei Giovani 2026. “Malago commissario? Penso che il tempo dei nomi debba ancora venire e deve essere valutata tutta la storia degli ultimi 20 anni, che ci lascia molte esperienze negative. Quello che dobbiamo fare è non sbagliare nuovamente o far finta che non sia successo niente”. Gabriele Gravina dopo la partita persa a i calci rigore a Zenica contro la Bosnia-Erzegovina ha rimandato ogni discussione e ogni decisione al consiglio federale dei prossimi giorni.




L’Italia del calcio battuta ai rigori: niente qualificazione ai Mondiali per la terza volta di fila

L'Italia del calcio battuta ai calci di rigore: ai Mondiali andrà la Bosnia-Erzegovina

Un’altra fase finale dei Mondiali da guardare in televisione. L’Italia ha fallito la qualificazione alla manifestazione iridata che si svolgerà da giugno in Messico, Canada e Stati Uniti. Terzo mondiale di fila a casa. Azzurri sconfitti nella finale play off di Zenica dalla Bosnia Erzegovina che guadagna il pass. Sconfitta ai rigori (5-2) dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e supplementari. Decisivi gli errori dal dischetto di Pio Esposito e Bryan Cristante al contrario dei bosniaci che non hanno fallito un tiro. Ancora più decisiva l’inferiorità numerica con cui l’Italia ha dovuto fare i conti per gran parte della serata. Nei 90’ regolamentari vantaggio firmato da Moise Kean che ha realizzato il gol nel primo tempo; pari di Tabakovic a 11’ dalla fine. Poi i supplementari e, infine, i tiri dal dischetto. Gara segnata dall’espulsione di Alessandro Bastoni alla fine della prima frazione di gioco per fallo da ultimo uomo. Dopo due mancate qualificazioni alla fase finale dei Mondiali ecco la terza di fila, la più beffarda. Sarà la Bosnia-Erzegovina del 40enne Edin Dzeko a  giocare la fase finale dei campionati del Mondo in programma in estate in Messico, Canada e Stati Uniti.  Debutterà  nel girone B e il 12 giugno alle ore 21 a Toronto contro il Canada. Qualificati anche Repubblica Ceca, Turchia e Svezia.

Per quanto riguarda l’under 21, la squadra di Silvio Baldini si è imposta 4-0 in Svezia in una gara valida per la qualificazione alla fase finale dei campionati europei di categoria.




L’Italia del calcio a Zenica a caccia della qualificazione alla fase finale dei Mondiali 2026

L'Italia del calcio a Zenica a caccia della qualificazione alla fase finale dei Mondiali 2026

Tutti davanti alla televisione: in palio c’è la qualificazione alla fase finale dei Mondiali in programma la prossima estate in Messico, Stati Uniti e Canada. Dopo due mancate qualificazioni, in Russia e in Qatar, domani sera l’Italia ci riproverà. Appuntamento domani sera alle ore 20,45 (diretta tv su Rai 1)  allo stadio Bilino Polje Zenica – città industriale a 70 chilometri da Sarajevo –  contro la Bosnia-Erzegovina. Novanta minuti più eventuali supplementari e rigori. Facile immaginare lo stadio trasformato in una bolgia con circa novemila spettatori. Sulla carta azzurri favoriti. Chi vincerà  affronterà il 12 giugno, a Toronto, il Canada nella prima giornata del girone B del primo Mondiale a 48 nazioni; nello stesso raggruppamento con Qatar e Svizzera.  Gli azzurri nella semifinale play off, giovedì scorso, hanno battuto 2-0 l’Irlanda del Nord, mentre la Bosnia-Erzegovina ha eliminato ai rigori, a Cardiff, il Galles dopo aver pareggiato (1-1) con Edin Dzeko in prossimità del 90’. In linea di massima il ct Gattuso dovrebbe confermare la squadra di giovedì  con l’ex Pescara Politano nell’undici iniziale e  Kean e Retegui  insieme in attacco,  con Pio Esposito pronto a subentrare.

La formazione contro la Bosnia dovrebbe quindi essere la seguente (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Kean, Retegui.




Insigne si racconta a Sportweek: io, Pescara, Napoli e l’Italia tra passato, presente e futuro

Insigne si racconta a Sportweek: io, Pescara, Napoli e l'Italia tra passato, presente e futuro

Approfittando della sosta della serie B l’attaccante del Pescara Lorenzo Insigne, 34 anni, uno dei protagonisti della risalita in classifica e della rincorsa salvezza, si è raccontato al settimanale Sportweek uscito in edicola in abbinata alla Gazzetta dello Sport, nonostante lo sciopero nazionale dei giornalisti proclamato dalla Fnsi. Dalla promozione in serie A del 2012 fino ai nostri giorni. Sono passati quindici anni dall’arrivo dell’attaccante in riva all’Adriatico voluto da Zeman che l’aveva allenato a Foggia. Oggi ha un orecchino in più, il pizzetto e tatuaggi su tutto il corpo (“Ho smesso di contarli e non ne farò altri: non ho più voglia di sentire dolore”). Il resto è uguale al 2011, quando è arrivato a Pescara per la prima volta. In bacheca un titolo europei, tra gli altri. A  Fabrizio Salvio della Gazzetta dello sport si è raccontato così:”Non sono qui  per chiudere il cerchio della mia carriera. Ho ancora parecchio da dare”. E poi: “Mi sento bene fisicamente. Sto rimettendo a punto il tiraggir. Ricomincio a divertirmi dopo tre anni in cui non ho espresso il mio calcio abituale”. 

E perché? 

“A Toronto, in Canada, dove ho giocato dal 2022 a giugno, non sono mai stato al 100% fisicamente: mi infortunavo, pur di tornare in campo giocavo che non mi ero ancora ripreso del tutto e mi facevo male di nuovo. Poi, nel calcio nordamericano non esistono le retrocessioni: sono stato dodici anni nel Napoli, mi è mancata la pressione cui ero abituato. Più sono sotto pressione e più mi sento a mio agio. Infine, ero in una squadra poco competitiva e questo mi ha calcisticamente depresso”. 

E fuori dal campo? 

“Io, mia moglie e i miei figli stavamo benissimo a Toronto, ogni tanto sentiamo un po’ la nostalgia. Facevamo una passeggiata, andavamo a prendere il gelato, portavo i bimbi al parco… Tutte cose che a Napoli non potevo fare. Toronto è piena di italiani, siamo stati accolti benissimo. Abbiamo conosciuto una famiglia italiana che ci invitava a pranzo o a cena. Ancora ci sentiamo quasi tutti i giorni. Differenze con Napoli? A Toronto c’è molto più traffico. La sola differenza è che là potevo uscire serenamente e a Napoli no, ma Napoli mi è mancata, perché Napoli è casa”. 

Dopo il Canada, a casa ci sei rimasto sul serio, e pure tanto. 

“Cinque, sei mesi, ed è stata dura. Però mi sono sempre allenato, non ho mai mollato. Come sempre nella mia vita. Mi dicevo: ‘Non smetto, ho solo 34 anni’. Se non mi sono arreso è stato per la mia forza di volontà, e per mia moglie e i miei tre figli che ogni giorno mi ricordano quello che sono stato, che sono e che posso ancora essere”. 

Il suo arrivo  ha riportato entusiasmo nello spogliatoio e il Pescara pian piano si sta rialzando. 

“Nel momento in cui ho deciso di tornare qui, ho voluto mettermi a disposizione della squadra, al di là del mio nome e della carriera che ho fatto. I più giovani mi guardano in un certo modo; con ammirazione, diciamo. Cerco di dare l’esempio nel lavoro quotidiano”. 

Si consideri un leader, e lo era a Napoli? 

“Sono un punto di riferimento, è inevitabile. Alzo la voce solo nel momento in cui vedo cose che non mi piacciono, tipo un approccio un po’ molle alla partita. Ma ho trovato un gruppo unito e voglioso di rimettere le cose a posto. Ora sappiamo di poter dare fastidio a tutti. Ai miei inizi nel Napoli stavo ad ascoltare gli altri, anche perché ero giovane. Imitavo gesti e comportamenti dei più grandi e parlavo poco. Crescendo mi sono preso i miei spazi, la fascia di capitano ha fatto il resto. Ma quello spogliatoio aveva tanti campioni dalla forte personalità, il mio compito era più facile rispetto a oggi”. 

Sinceramente: si aspettava una chiamata dalla serie A? Da Napoli è mai arrivata una telefonata? 

“Se è per questo, qualche telefonata è arrivata pure dall’estero, ma i miei interlocutori erano preoccupati del fatto che da giugno a gennaio io mi fossi allenato da solo. Ho sempre detto che, col mio fisico, mi sarebbero bastati 15-20 giorni per tornare in forma, ma loro volevano un giocatore già pronto. A Napoli sarei tornato a piedi. Mi hanno contattato un paio di settimane prima di firmare per il Pescara, non ci dormivo la notte. Pur di vestire di nuovo quella maglia mi ero proposto al minimo dello stipendio, 1.500 euro al mese. ‘Se poi dimostro di star bene, rinnovo. Sennò smetto, ma con la squadra del mio cuore’, pensavo. Non ci sono rimasto male perché le scelte altrui vanno rispettate. E poi, dopo Napoli nel mio cuore c’è Pescara”. 

Zeman le ha cambiato la vita. 

“Ha sempre creduto in me, ha visto qualcosa che gli altri non vedevano, mi ha dato fiducia. Mi ha voluto al Foggia in C e ho fatto 19 gol; mi ha portato al Pescara l’anno dopo in B e ne ho fatti 18, con 14 assist e la promozione in A. Diceva: ‘Gioca spensierato’. Davanti, in quel Pescara, c’eravamo io largo a sinistra, Caprari a destra e Immobile al centro, alle spalle Verratti e poi i grandi vecchi che tanto aiutarono noi giovani: Cascione, Zanon, Balzano, Maniero…”. 

E’  andato via quattro anni fa e il Napoli è diventato due volte campione d’Italia. Quante volte si è mangiato i gomiti? 

“Non mi sono mangiato niente. Io sono un tifoso del Napoli e mi fa solo piacere che abbia conquistato due scudetti. A me resta il rammarico di non aver vinto nell’anno dei 91 punti, ma in fondo con il Napoli ho trionfato ogni giorno: da napoletano, giocare in quello stadio, con quella maglia e con la fascia da capitano è una vittoria”. 

Quanto le ha pesato la pressione dei tifosi, dell’ambiente, il non essere considerato, alla lunga, un vincente? 

“Ha pesato tanto. Andavo in campo con una responsabilità difficile da sopportare. Da giovane ho fatto qualche cavolata, ho litigato coi tifosi. Oggi me ne pento e dico che non lo farei più, perché ho capito che le critiche, anche le più dure, erano fatte per spronarmi. Sai il problema qual è? Che la gente non mi ha capito abbastanza, un po’ anche per colpa mia. Sono uno simpatico, mi piace scherzare. All’inizio però resto sulle mie, diffidente, tengo le distanze perché non puoi mai sapere se, chi ti avvicina, lo fa con qualche secondo fine. E così sono passato per presuntuoso. Ma io tengo troppo alla maglia del Napoli, e la cosa che mi fa rabbia è che non sono riuscito a dare tutto quello che avrei voluto. Non sono riuscito a farmi capire. Quando a gennaio il club mi ha chiamato, avevo le lacrime agli occhi. ‘Che fai, piangi?’, dice mia moglie. ‘Sì’, rispondo. ‘Piango perché io amo il Napoli’”. 

Rifarebbe  la scelta di andar via? Ed è stata una scelta più tua o del club? 

“Dopo 12 anni non avevo più energie fisiche e mentali. Separarsi è stata una cosa voluta da entrambe le parti, senza colpe da attribuire a una o all’altra. È stata una scelta che andava presa. Certo non mi aspettavo di finire in Canada”. 

Il trionfo a Euro 2020. Il primo ricordo che le torna in mente? 

“Io che salto addosso a Donnarumma dopo l’ultimo rigore parato mentre penso: ‘Che abbiamo combinato!’. Posso giocare anche in D, ma alla Nazionale non rinuncio: se mi chiamano, corro”. 




L’Italia batte l’Irlanda del Nord e spera nei Mondiali: martedì sfida decisiva a Zenica contro la Bosnia-Erzegovina

L'Italia batte l'Irlanda del Nord e spera nei Mondiali: martedì la sfida decisiva

I gol  di Sandro Tonali e Moise Kean nel secondo tempo hanno permesso alla Nazionale di calcio di battere l’Irlanda del Nord, a Bergamo, e di conservare le speranze di qualificazione alla fase finale dei Mondiali 2026. Gli azzurri si sono imposti 2-0 nella semifinale play off e martedì sera alle ore 20,45 (diretta tv su Rai 1) giocheranno la finale allo stadio Bilino Polje di Zenica (a un’ora di macchina da Sarajevo) contro la Bosnia-Erzegovina che si è imposta (5-3) a Cardiff dopo i calci di rigore e i tempi supplementari. I tempi regolamentari contro il Galles erano terminati 1-1 dopo le reti di James (51′) e Dzeko (86′). La vincente della sfida di martedì sera andrà ai Mondiali. Gli azzurri hanno fallito la qualificazione nelle ultime due edizioni della fase finale della rassegna iridata. Nel pomeriggio l’under 21 di Silvio Baldini, ex allenatore del Pescara, e del centrocampista pescarese Matteo Dagasso (ora al Venezia) ha battuto 4-0 la Macedonia.