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Abruzzo Popolare

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USA VIETA L’ABORTO, un mondo in rivolta

In Italia si dà inizio alla girandola dei salotti tv, delle polemiche in rete e dei succosi interventi mediatici

Una sentenza che, per i modernisti benpensanti, è un salto indietro di secoli, un ritorno al medioevo, come se fossimo chissà dove nel futuro. Ma l’America è sempre nostro riferimento sicuro quando ci conviene, al contrario si trasforma o nella Babilonia del caos e della trasgressione  o nella Salem della caccia alle streghe.

L’ultima in ordine cronologico è dunque la sentenza della suprema corte americana con la quale si pone la decadenza d’ogni diritto costituzionalmente garantito all’aborto. Argomento delicatissimo per via di conquiste sociali, così si chiamano, dolorosissime e soprattutto di libertà.

Tema  dominante questo allora. Per un po’ di tempo parleremo e sentiremo parlare di questo fardello sociale chiamato FETO, che, secondo certo mondo moderno, tanto male produce alla nostra società, ma subito dopo, appena si riguadagneranno posizioni su questa conquista sociale, si tornerà alle guerre, alle defezioni parlamentari e alle nostre solite questioni italiane: da quelle sanitarie, alle ambientali, dalle nostre vorticose economie alle ruberie varie fino alle nostre cronache strambe e violente.

In questo vortice mediatico, giova ricordare che una quarantina d’anni fa, era il 1979, un’altissima personalità religiosa, la strenua avvocata dei più poveri tra i poveri, poi diventata santa, proferì queste incredibili parole dallo scranno dei Nobel, e questo si che era ed è vero riferimento per la nostra società. Basta leggere solo alcune delle parole che seguono per comprendere il grande messaggio che ci ha lasciato in eredità la nostra Madre Teresa di Calcutta.

“Io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa. (…) E noi siamo qui, perché i nostri genitori ci hanno voluto. Non saremmo qui se i nostri genitori non ci avessero voluto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, per malnutrizione, fame e così via; ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino nella culla del suo grembo, chi potrà fermare me e te dall’ucciderci reciprocamente? Nulla.

Stiamo combattendo l’aborto con le adozioni, abbiamo salvato migliaia di vite, abbiamo inviato messaggi a tutte le cliniche, gli ospedali, le stazioni di polizia: per favore non uccidete i bambini, li prenderemo noi.

Così ad ogni ora del giorno e della notte c’è sempre qualcuno; abbiamo parecchie ragazze madri. Dite loro di venire: noi ci prenderemo cura di voi, prenderemo il vostro bambino e gli troveremo una casa. Abbiamo un’enorme domanda da parte di famiglie senza bambini… per noi questa è una grazia di Dio.”

NM

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