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L’INCONTRO TRA CHIETI E IL GIAPPONE: il contributo di Marisa Di Russo

Al via l’evento dedicato a Valignano. Giovedì al Foyer del Marrucino e venerdì e sabato con la rappresentazione di Madame Butterfly

Sindaco, De Cesare e organizzatori: “Un appuntamento per raccontare un legame che arriva da lontano”

Chieti, 11 ottobre 2022. L’incontro tra Chieti e il Giappone e il contributo di Marisa Russo, questo il tema dell’evento che si svolgerà giovedì 13 ottobre dalle ore 16.45 al Foyer del Teatro Marrucino. Un convegno, a cura dell’associazione Giappone-Abruzzo dal Fuji al Gran Sasso e con il patrocinio del Comune, ma anche l’avvio della stagione lirica, perché l’incontro coincide con la messa in scena della Madama Butterfly che sarà rappresentata al Marrucino il 14 e il 16 ottobre prossimo.

“Il rapporto di amicizia creatosi tra il Comune di Chieti e quello di Minamishimabara, sede del porto in cui il nostro concittadino Alessandro Valignano approdò per la prima volta in Giappone il 25 luglio 1579 e condensato in un accordo stipulato fra le municipalità nel 2016, è un percorso che vogliamo portare avanti, per dare altre mete al cammino iniziato sei secoli fa – così il sindaco Diego Ferrara e il vicesindaco e assessore alla Cultura Paolo De Cesare – L’evento di giovedì nasce per sintetizzare questo speciale legame fra Chieti e la terra del Sol levante contiene due importanti restituzioni. La prima, riguarda un nostro concittadino illustre, padre Alessandro Valignano, che nelle Indie Orientali, da Gesuita, portò avanti una formidabile opera missionaria sul campo, costruendo, in contemporanea con il processo di evangelizzazione, anche un vero e proprio ponte nelle relazioni fra l’Oriente e l’Occidente. L’altra coinvolge una studiosa cara alla nostra città, la professoressa Marisa Di Russo, che a distanza di secoli, è come se avesse portato a compimento l’opera di Valignano qui in Occidente e a Chieti, coltivandone la memoria e facendo da avamposto alla conoscenza delle sue gesta, della sua storia e di una lungimiranza che oggi unisce due comunità: quella di Chieti, dove egli nacque e quella di Minamishimabara, dove viene ricordato con un affetto e una stima che ci onorano”.

“La rappresentazione dell’opera pucciniana al teatro Marrucino è la giusta occasione per riportare l’attenzione sul grande gesuita teatino e per fare il punto su quanto è stato fatto negli ultimi anni, soprattutto grazie all’iniziativa della professoressa Di Russo, e di tutti coloro che l’hanno sostenuta, per far conoscere più ampiamente, a Chieti e nel resto d’Italia, Alessandro Valignano e il Giappone – così Claudio Caniglia, presidente dell’associazione Giappone in Abruzzo – Il Giappone, visto come luogo esotico e lontano, esercitò un grande fascino sull’arte e la cultura europea di fine ottocento e inizio novecento generando un fenomeno noto come Giapponismo. La Madama Butterfly di Puccini è una delle opere più riuscite all’interno di questo filone. Essa rappresentò un’occasione, che si offriva al grande pubblico, per entrare in contatto con la realtà “altra” di un Paese che allora si andava affacciando sulla scena storica mondiale. Per quanto l’immagine del Giappone della Madama Butterfly fosse poco accurata e ancora intrisa di esotismo, molti poterono percepire attraverso di essa gli echi di un mondo distante e ricco di fascino, immedesimandosi nelle vicende della sfortunata protagonista. Ma il legame della città di Chieti con il Giappone e in particolare con l’area di Nagasaki risale a un periodo che precede di più di tre secoli la composizione dell’opera pucciniana.  Divenuta porto all’arrivo dei gesuiti nel XVI secolo, Nagasaki aveva visto crescere la sua importanza proprio grazie all’azione del teatino Alessandro Valignano (1539-1606), che, dalla fine del 1579 al 1587, riuscì persino a renderla una città indipendente sotto il controllo della Compagnia di Gesù. Valignano era sbarcato in Giappone a luglio del 1579 nel porto di Kuchinotsu, nell’attuale città di Minamishimabara, anch’essa nella provincia di Nagasaki. In nome del gesuita teatino, Minamishimabara è legata a Chieti da un patto di amicizia stipulato nel 2016. Durante tutto il suo operato Alessandro Valignano, Visitatore, ovvero supervisore, di tutte le missioni gesuitiche in Asia dal 1573-1595 e di quelle di Cina e Giappone fino al 1606, volle fortemente che i missionari approfondissero lo studio della lingua e della cultura giapponese per poter diffondere il cristianesimo nel paese del Sol Levante fondando seminari e collegi.

Ma Valignano fu anche l’organizzatore della prima ambasciata giapponese in Europa. Quattro giovani nobili venuti dal Giappone incontrarono re e principi, venendo infine ricevuti dai papi Gregorio XIII e Sisto V e suscitando una grande eco in tutta Europa. I giovani nobili riportarono in Oriente le loro impressioni sull’Occidente che Valignano condensò in un libro originalissimo recentemente tradotto in italiano e corredato da un accurato ed erudito commento dalla compianta professoressa Marisa Di Russo che, dopo aver lungamente insegnato a Tokyo, si è dedicata instancabilmente, attraverso molteplici iniziative, a far conoscere l’esperienza del gesuita teatino e, al contempo, a diffondere l’interesse verso il Giappone e la sua lingua e la sua cultura”.

Il Programma dell’evento

Ore 16,45: Saluti istituzionali, saluto della dirigente Paola Di Renzo, Rettore del Convitto Nazionale “G.B. Vico”.

–              Relazione della professoressa Sonia Paolini: “Sulle tracce di Alessandro Valignano”, Progetto Biblioteca Digitale dell’IC1 di Chieti

Ore 17,15: relazione del professor Giovanni Pizzorusso, Università “G. D’Annunzio”, Chieti-Pescara: “L’ambasciata giapponese in Europa dell’era Tenshō (fine del XVI secolo) e il testo De Missione di Alessandro Valignano edito da Marisa Di Russo”

Ore 17, 45: relazione Claudio Caniglia, Presidente Associazione Giappone-Abruzzo, già collaboratore della Prof. Marisa Di Russo: “Chieti e il Giappone: bilancio degli ultimi 16 anni e progettualità futura”.

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