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ESAMI DI MATURITÀ 2023

Mancano pochi mesi agli esami, e ad indirizzarli è il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha ripristinato molte delle regole che erano in vigore nel periodo precedente la pandemia.

di W. Centurione

Chieti, 6 gennaio 2023. Il neoministro, dunque ha già inviato la circolare a tutte le scuole per informarle delle regole da seguire per gli esami di maturità dell’anno scolastico 2022-2023 per i circa 480.000 studenti che dovranno affrontare le prove finali. Di seguito, ecco cosa prevede la circolare.

Per l’ammissione agli esami di maturità 2023 gli studenti per prima cosa dovranno accumulare un monte ore durante l’anno scolastico pari ad almeno tre quarti di quello svolto in classe. Un altro aspetto di cui si terrà conto è il voto. Gli studenti, infatti dovranno conseguire almeno la sufficienza in tutte le materie, condotta inclusa. Se dovesse comparire un voto pari a cinque allora in quel caso sarebbe il consiglio di classe a decidere in merito all’ammissione dello studente con tanto di motivazione.

Da quest’anno sono state introdotte le prove invalse che per i maturandi si terranno a  marzo, e un altro requisito per poter accedere agli esami di maturità è quello di dover partecipare a tutte e tre le prove proposte, cioè quella d’Italiano, di matematica e d’Inglese.

Per quanto riguarda l’alternanza scuola-lavoro invece, quest’anno non sarà considerata “necessaria” per poter accedere agli esami di maturità in quanto il decreto “Milleproroghe” del governo Meloni lo ha escluso. La motivazione trova riscontro nel fatto che negli ultimi tre anni è stato impossibile da parte degli istituti e dei licei raggiungere il “target orario previsto” per via della pandemia.

Ma in che cosa consisteranno le prove scritte della maturità 2023? La prova d’Italiano sarà comune a tutte le scuole e a tutti gli indirizzi nelle modalità di svolgimento: 6 ore di durata e scelta da parte degli studenti di una delle 7 tracce proposte. Da ricordare la trasversalità delle tracce: da argomenti artistici a letterali, da storici a filosofici e scientifici, da tecnologici a sociale ed economici. Per la seconda prova vige una novità. Essa verrà scelta dal ministero mediante decreto in pubblicazione entro la fine di questo mese di gennaio e non dalle commissioni come l’anno scorso.

Per l’esame orale invece si prevederà un colloquio interdisciplinare e multidisciplinare. Non ci saranno più le tesine ma il maturando dovrà esaminare e analizzare testi, documenti, problemi ed esperienze con collegamenti sviluppati in maniera critica, utilizzando anche le lingue straniere.

Sull’alternanza scuola-lavoro, anche se non rientra più come requisito di ammissione agli esami, il maturando potrà presentare una relazione o un elaborato a chiusura del percorso formativo.

Le commissioni invece torneranno ad essere composte com’erano nel periodo pre-pandemia ovvero da un presidente esterno, tre membri interni e tre esterni (questi ultimi saranno nominati a maggio).

Il Voto?

Beh, il voto finale sarà espresso in centesimi, ma il credito scolastico tornerà ad avere il limite di 40 punti anziché di 60 (come nel pre-covid). Gli altri 60 punti dovranno maturare grazie alle prove scritte e orali. Il minimo per superare la maturità è come sempre 60 punti.

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