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VISITA ISPETTIVA AL CANILE

Situazione drammatica di un canile abusivo che ancora oggi è una indegna discarica di cani

Sulmona, 26 ottobre 2023. per le sue  carenze strutturali e gestionali non può accogliere altri cani, su disposizione dei Nas. La Regione torna ad occuparsi dell’abusivo canile di Sulmona dopo l’apposita seduta straordinaria del 18 Luglio scorso della Commissione Consiliare Salute nella quale sono stati auditi gli esponenti delle associazioni Tutela Diritti Animali/Arci  e Legambiente Gabriele Bettoschi e delle sezioni LIDA di Sulmona e di Ortona, Paola Stollavagli e Andrea Rapino, oltre al sindaco Gianfranco Di Piero. Assente il dirigente ASL seppur invitato.

Ieri mattina, il presidente della Commissione Regionale Sanità Leonardo D’Addazio, con la consigliera  Marianna Scoccia, Gabriele Bettoschi dell’Associazione Tutela Diritti Animali dell’Arci, si è recato al canile comunale di Sulmona, unitamente ai rappresentanti delle associazioni Lida di Ortona e di Sulmona. Presenti alla visita ispettiva l’attuale gestore del canile Emanuele Ermili della Società Cima di Sante Marie, l’assessore all’ambiente comunale Catia Di Nisio, il comandante della Polizia Municipale e un funzionario del comune.

Molte sono state le domande e i rilievi mossi dalla Commissione sulla struttura vistosamente fatiscente nonostante i numerosi proclami e i fondi stanziati. La gestione è assolutamente lontana dal concetto di canile, con un contratto che attribuisce la gestione senza fissare standard minimi di qualità del servizio, di benessere animale con la  totale assenza del necessario controllo obbligatorio sull’operato del gestore.

Bettoschi ha chiesto spiegazioni al comandante della P.L. sul mancato adempimento all’obbligo di legge di vigilare sul rispetto delle norme nazionali e regionali che vietano il ricovero di cani in strutture abusive qual è quella di Sulmona, non ricevendo però nessuna risposta, nonostante le sollecitazioni dei componenti della commissione.  Nella vivace discussione con l’assessore Di Nisio è emerso, con grande stupore del Presidente D’Addazio, che il comune di Sulmona non si è ancora attrezzato per il ricovero legale di nuovi cani randagi, dopo il blocco disposto dai NAS lo scorso giugno che impone il divieto di introduzione di altri cani nell’attuale struttura perché abusiva.

E questa è solo la punta dell’iceberg. Infatti, è più volte emerso che l’Amministrazione comunale di Sulmona  ignora qualsiasi obbligo prescritto dalla legge in materia di animali: non esiste un assessorato dedicato al mondo animale; non c’è un regolamento comunale per gli animali, necessario anche per una corretta convivenza uomo animali; sono totalmente assenti l’obbligatorio capitolo di bilancio e tutti gli altri punti dettagliatamente indicati all’ art. 5 della L.R. 47/2013.

Il canile di Sulmona non è nuovo a ispezioni e controlli. Solo nel 2023 si contano numerose verifiche di ASL, NAS, Carabinieri Forestali e Cites che hanno determinato anche alcuni avvisi di garanzia, avendo la Procura della Repubblica ravvisato dei probabili reati penali  sui quali sta indagando. La gravità dei fatti ha costretto, quindi, la Regione Abruzzo ad intervenire con ispezioni e controlli. È la prima volta che accade.

“Troppo spesso  sono male utilizzati i soldi pubblici destinati alla gestione dei canili con scarsa attenzione alla prevenzione del randagismo. Le situazioni di maltrattamento e la privazione del benessere animale nei canili, particolarmente in quelli che operano nella logica del profitto, sono all’ordine del giorno. La Regione deve intervenire”, dichiara la consigliera Marianna Scoccia.

“Auspichiamo  che le azioni intraprese dal Presidente D’Addazio, dalla Consigliera Scoccia siano estese a tutti i canili pubblici e privati della Regione al fine di scongiurare non più accettabili situazioni di maltrattamento e di diffusa illegalità nella gestione di un pubblico servizio, come da sempre denunciamo “ prosegue il rappresentante dell’Associazione Lida Andrea Rapino.

Il Presidente D’Addazio ha assicurato ogni suo impegno, perché “il randagismo è una questione sociale e culturale che riguarda tutti i cittadini”

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