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24 Febbraio 2024 home

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Costa dei Trabocchi Abruzzo – Pista Ciclabile

LE EX STAZIONI VANNO ALLA PROVINCIA. Via Verde Costa dei Trabocchi

Il senatore emerito Tommaso Coletti propone un consorzio pubblico per la gestione e per la manutenzione delle strutture.

Ortona, 10 dicembre 2023. Le ex stazioni ferroviarie di San Vito, Fossacesia, Torino di Sangro e Vasto, saranno acquistate dalla Provincia di Chieti per essere utilizzate per realizzare servizi turistici e ricreativi complementari alla pista ciclopedonale. Questo è il contenuto del protocollo d’intesa sottoscritto giovedì 7 dicembre tra il Presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna e l’Assessore Regionale Nicola Campitelli in rappresentanza della Regione Abruzzo.

Alla cerimonia hanno presenziato i Presidenti emeriti della Provincia, Tommaso Coletti e Mario Pupillo ed alcuni Sindaci dei comuni della costa teatina.

L’evento ha avuto anche uno strascico polemico in quanto alcuni Sindaci avrebbero voluto che le strutture fossero trasferite ai comuni.

A latere della firma del protocollo d’intesa, l’Assessore regionale Campitelli ha annunciato la prossima approvazione da parte della Regione del Piano di Rigenerazione della Costa Teatina, già avviato dalla Provincia nel 2007, una specie di Piano Regolatore delle aree circostanti la Via Verde, in maniera da evitare realizzazione di strutture turistiche o ricreative a macchia di leopardo secondo gli strumenti urbanistici dei vari comuni.

Per quanto riguarda la gestione della Via Verde e delle strutture delle stazioni, nonché la manutenzione delle stesse, il Senatore emerito, Tommaso Coletti, propone la realizzazione di un Consorzio tra la Provincia di Chieti e i nove comuni della costa Teatina, da Francavilla fino a San Salvo, aperto agli altri comuni interessati quando, prossimamente, secondo l’assessore Campitelli, saranno realizzati i tratti trasversali da Ortona ad Orsogna e da San Vito a Castelfrentano, sui tracciati ferroviari, ormai dismessi, della Sangritana.  

Un soggetto pubblico il cui bilancio dovrebbe essere alimentato da un contributo annuale che ogni Ente partecipante al consorzio dovrebbe versare in maniera proporzionale al numero degli abitanti. Tutto questo allo scopo di immettere sul mercato turistico delle strutture omogene amministrate da un solo Ente secondo gli indirizzi della regione di prossima emanazione.  Naturalmente, ha precisato Coletti, gli amministratori del consorzio, dovendo essere degli amministratori comunali, dovrebbero svolgere le loro funzioni a titolo gratuito.

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