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RIFLESSIONI POLITICHE …

… per un buon inizio del nuovo anno

di Massimo Maniscalco

PoliticaInsieme.com, 4 gennaio 2024.

Chiunque si candidi  a guidare una comunità, grande o piccola che essa sia, deve porsi, ben prima di cominciare, alcuni punti fermi. La visione che cercherà di interpretare e raggiungere. I valori di riferimento, dei quali su questo quotidiano più volte si è scritto.

Gli obiettivi macro: Bene comune e miglioramento della qualità della vita dei componenti della comunità di riferimento; rispetto pedissequo dei doveri del proprio stato, nei valori, nei metodi, nel merito.

Le norme di riferimento: le norme comunitarie[1], la Costituzione, le Leggi nazionali, le Scritture, la Dottrina Sociale della Chiesa.

Il metodo da utilizzare: dire ciò che si pensa; fare indefettibilmente ciò che si dice; interpretare il proprio ruolo come servizio alla comunità e non come occasione di crescita personale o come merce di scambio tra fazioni, magari ancorché alleate per conseguire i vantaggi offerti dalla Legge elettorale vigente pro tempore.

La circostanza che la Repubblica Italiana, non la Nazione, abbia avuto un Presidente del Consiglio sceso in campo per difendere propri interessi specifici e ciò sia stato tollerato per un lungo arco di tempo non autorizza alcuno a seguirne legittimamente e lecitamente le orme.

Il vero Leader è tale solo se riconosciuto come punto di riferimento e guida; deve essere accettato per la sua autorevolezza, deve possedere una visione di ampio respiro e di lungo termine, deve possedere capacità di ascolto; un leader efficace sa che il suo compito ultimo è generare energia. Il Leader è qualcuno capace di convincere altri a fare cose che non farebbero senza di lui e di aiutarli a farle.

L’essenza della Leadership: prevedere, coordinare, motivare, finalizzare, controllare.

L’essenza del ruolo del Leader  è la risultante di tre principali fattori: il sapere, il saper fare, il saper essere.

La Leadership consiste in collaborazione attiva, in coraggio, in idee nuove, nel guidare persone disposte ad obbedire nel realizzare il loro interesse; il carisma è negli occhi di chi guarda e si realizza allorquando il Leader attui sacrificio, responsabilità, coerenza, comune umanità, calma, educazione, gentilezza.

Il vero Leader di un partito conservatore che ha vinto, ancorché minoritariamente, le Elezioni (con il 16% dei consensi espliciti), dovrebbe propendere per una Destra d’ispirazione conservatrice, dovrebbe essere attenta a non incrinare l’unità del Paese, la vera Leader dovrebbe essere convinta dell’importanza di élite ed istituzioni; la vera Leader dovrebbe desiderare essere alla guida del proprio Paese “per un tratto della sua Storia”.

Il vero Leader, per farsi contraddistinguere, non indica o propone parole d’ordine che siano dissonanti con la realtà.

Un esempio importante: la lotta alle diseguaglianze sociali.

Nel recente passato, le diseguaglianze all’interno dei paesi avanzati europei, anche dando per acquisito che l’Europa è il recinto politico meno diseguale del Mondo, sono costantemente aumentate; come dimostrato dalla circostanza dei salari stagnanti a fronte della crescita costante di rendite e profitti.

Nella perdurante inerzia della politica governativa del Governo in carica nel corso dell’ultimo anno, smentite le roboanti affermazioni da fatti e tatticismi, interessante l’attività di supplenza che in tema di “Salario Minimo” si è assunta la Corte di Cassazione che, nell’emanare alcune sentenze pilota, destinate a fare giurisprudenza ed essere seguite, ha preteso il rispetto degli articoli 3, 36, 41 della Costituzione che indicano le caratteristiche che il Salario deve rispettare.

Considerazioni analoghe è possibile svolgere su temi identitari di specifici interessi di partiti componenti la maggioranza del Governo in carica: Autonomia differenziata a finanza invariata (contrastato da uno schieramento trasversale molto articolato), Premierato[2], separazione delle carriere in Magistratura (il cui slittamento ad un futuro indeterminato ne fa una vicenda utopistica); misure bandiera, ostacolate da interessi di fazione, ciascuna da una componente del Governo di coalizione;  misure da portare avanti con il decimetro, affinché non avvenga che qualcuna di esse prenda surrettiziamente il sopravento temporale rispetto a qualcuna delle altrui; dove risieda il Bene comune, dove possa intravedersi in simile competizione il miglioramento della qualità della vita delle collettività amministrate rasenta paralleli con l’Araba fenice.

Per quanto attiene alla Politica, sembrerebbe che abbia rinunciato a guidare quei processi che non determinino consenso alla propria componente, distorcendo il senso della propria presenza; rinunciando agli sforzi opportuni e necessari per conseguire equilibri tra crescita economica ed integrazione sociale[3] del Paese.

Non ci resta che attendere le Elezioni Europee o magari il dopo Elezioni europee, con il loro certo impatto sulle condizioni dell’economia e più in generale delle società europee. Emergeranno maggioranze capaci di dare seguito e possibilmente migliorare ciò fin qui realizzato? Infine di ampliamento[4], nuovo Patto di stabilità e xrescita compreso, senza dare spazio a correnti carsiche e surrettizie.

Emergeranno Leader capaci di fare analisi, proporre ricette, trovare ipotesi di soluzioni, senza che necessariamente tutto avvenga subito, che garantiscano gli obiettivi citati in premessa?

[1] Da quando, anno 1957, l’Europa si è costituita in Mercato Comune, anno 1992 si è data una Moneta comune ad oggi, momento in cui tende ad allargarsi in una dimensione geopolitica, la normativa europea è sovraordinata alle norme nazionali. Per compiere l’ulteriore percorso di allargamento, fondamentale ridiscutere il “Potere di veto” attribuito ad ogni singolo stato membro ed avviarsi, costituzionalmente e politicamente verso l’obiettivo confederale.

[2]  Riforma che difficilmente vedrà la luce nella versione fin qui nota, che piace a pochi, che impatta sul ruolo del Presidente della Repubblica più apprezzato dagli Italiani, attuata solo in Israele e abbandonata dopo soli due anni.

[3] Da un ragionamento di Mauro Magatti, SOS Diseguaglianze sociali e la Politica non dà risposte, Corriere della Sera,  13 Dicembre 2023.

[4] “In che misura l’Unione Europea è in grado oggi di di metabolizzare l’ingresso di nuovi membri?

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