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L’ANELLO

Passo Lanciano Stazzo di Caramanico Fonte Tettone

Chieti, 24 marzo 2024. Il primo giorno di primavera è il 20 marzo con l’equinozio di primavera, e le ore di luce diurne, che sono uguali a quelle notturne. Ho voluto fare una escursione per vedere, fotografare e parlare, con il CROCO “Crocus vernus”, conosciuto anche con il nome di zafferano selvatico. Questo fiore simboleggia l’amore appassionato, la giovinezza spensierata, la passione e la sensualità. Ogni fiore di zafferano selvatico, ha SEI tepali, di un intenso colore viola. Con l’adrenalina al massimo, ho gioito ed ho fotografato tanti crochi, perché non ne ho trovati due uguali. Mi ha fatto riflettere e mi ha lasciato pensieroso, vedere i fiori stretti, direi abbracciati, come una famiglia, fenomeno che non esiste più fra gli umani. Però, ad un certo punto, ho dovuto smettere di fotografare, perché l’anello che dovevo fare era abbastanza lungo. Ho notato che i crochi ci sono rimasti male, si sono inclinati, perché sono vanitosi e ci tengono a far vedere la loro bellezza.                                                                                    

In genere, in questo periodo, negli anni passati, c’era ancora tanta neve ed era affascinante vederli sbocciare, dalla coltre bianca che si colorava di viola. Quest’anno, non c’è neve, ma solo prato, che i crochi hanno ricoperto, con il loro colore viola.  CHE SPETTACOLO!                                                      

Inizio l’escursione da Passo Lanciano-Maielletta (1318 m), Parco Nazionale della Maiella. Ho scelto di seguire la pista ciclabile, che non conoscevo. Idea non vincente, sia perché corre nel bosco fitto e ombroso e sia perché, è scivolosa. Però ho potuto verificare, come il sentiero è ridotto. Meno male che non è un sentiero per escursioni. Mi ha incuriosito lo scavo, lungo un paio di metri, di una frenata di mountain bike, perché con l’acqua piovana, è immaginabile cosa succede. Il dissesto idrogeologico lo creiamo noi. Esco sulla pista Panoramica, sino allo stazzo di Roccamorice (1509 m). Ho scoperto una capanna pastorale con un ampio stazzo. Manca la cupola e le pietre sono a terra.

È la prima volta che lo noto. Senz’altro ha funzionato sino alla realizzazione dell’enorme stazzo di Roccamorice, che per me si scontra, con il territorio dove è costruito. Il bosco di faggi è ancora umido, ma sui rami nudi, sono già pronti piccoli germogli. Raggiungo la strada provinciale Roccamorice – Fonte Tettone, per arrivare alla suddetta fonte, (1654 m), nella località Maielletta. Il panorama è immenso, dal mare ai monti ed ai tanti comuni.

A Fonte Tettone, piccola pausa per un sorso di acqua, che anche qui, ne esce poca. Continuo il cammino, per arrivare sui due colli dei Prati della Maielletta e per godere della bella vista sul sottostante Vallone di S. Spirito. Non mi è sfuggito una scultura di “PAREIDOLIA “, che raffigura la testa di orso. Si notano bene, GLI OCCHI, IL MUSO CORTO E LA BOCCA CHIUSA. La temperatura alta, circa 14 gradi a 1600 metri, è la conseguenza del riscaldamento globale, che determina l’innalzamento del limite delle nevicate, intorno ai 1.800 metri di quota. Si hanno sempre più spesso, precipitazioni piovose, invece che nevose. Inutile pensare all’innevamento artificiale. Così ho terminato l’anello nel silenzio, contemplazione, ammirazione ed ambiente.

Dislivello +/- 400 metri

Difficoltà E

Lunghezza 10 KM A/R

Durata 3 ore

Luciano Pellegrini

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