Grandi opere sicuramente, ma in un programma globale e soprattutto completo
Chieti, 1° luglio 2025. Se le questioni della mobilità carrabile a Chieti cercano di liberarsi dai cronici dilemmi con interventi più o meno intriganti, come quelli di piazza Garibaldi descritti sul il Centro qualche tempo fa, quelle della mobilità pedonale sono indefinibili, si perdono nel labirinto degli impegni incerti, temporanei e provvisionali.
Circolare a piedi a Chieti lungo le arterie comunali, anche le meno battute, può risultare difficoltoso, addirittura rischioso in taluni casi per chiari impedimenti, ostacoli imprevisti e ricorso a zone carrabili.
A cadenza periodica, oramai, si registrano cedimenti, distacchi, buche e pericoli d’ogni genere lungo i marciapiedi cittadini, addirittura sprofondamenti in alcune arterie viarie del centro, come in via S. Olivieri qualche anno fa [riparazione eseguita], in via Ricci a gennaio scorso [pericolo ancora vivo e reale], in via Pianell qualche tempo fa; fatti davvero gravi e che hanno fatto parlare anche la cronaca.
Raccogliere segnalazioni di questo genere non rimane difficile, oltre alle esperienze personali, i racconti di varia catalogazione che si ascoltano e i post sui canali social, corrono notizie di disagio ogni santo giorno.
Dalle pavimentazioni sconnesse intorno a piazza Garibaldi ai marciapiedi impraticabili per i pedoni in via Gorizia; dai vari pericoli denunciati da gruppi consiliari, all’allarme tra gli automobilisti per le buche pericolose tra via Pescara e via dei Vestini; dalla denuncia dei residenti per i marciapiedi invasi dalla vegetazione in via Amiterno, ai pericoli per griglie stradali sfondate a Filippone; dai marciapiedi di via Arenazze, alle numerose segnalazioni di pericolo per i pedoni per assenza di segnalazione dei percorsi pedonali proprio in centro: ecco la sorprendente descrizione di un mondo che sembra irreale ma, purtroppo, vero e concreto.
La necessità, allora, di un grande programma per la rielaborazione e riprogettazione della viabilità generale, della mobilità globale del territorio sembra più che urgente; un’esigenza che, se unita alle condizioni disastrate delle altre strade comunali del territorio, alcune sembrano aver subito veri e propri bombardamenti [Strada Villa Obletter, Fonte Reale, Fosso Paradiso, etc.] si trasforma in urgenza e pronto intervento che, nemmeno la propaganda dei grandi interventi in corso riescono a celare.
Ricordare che questa nostra umanità si muove e che per farlo ha bisogno di strade, di marciapiedi, di luoghi che garantiscono sicurezza, non è superfluo. In questi tempi di lotte, di conflitti e di guerre può rappresentare sicuramente un valido aiuto per quanti operano nel bene comune, a volte, anche senza rendersene conto.
Nando Marinucci
Nuovi Tempi
[In foto: marciapiede via Ricci ieri]



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