Il derby pescarese in panchina è terminato con il successo del Torino di D’Aversa per 2-1 sul Sassuolo di Grosso con reti di Thorstvedt, Simeone e Pedersen. Sorrisi e abbracci tra i due tecnici. Uno, Fabio Grosso, risulta essere nato a Roma, l’altro, Roberto D’Aversa, a Stoccarda. Ma, indipendentemente da dove sono stati partoriti dalle rispettive mamme, sono due pescaresi doc. Veraci. Fabio Grosso si è stabilito a Torino negli anni, ma è pur sempre pescarese. D’Aversa, invece, vive nel capoluogo adriatico. E ha effettuato anche degli investimenti in città. Erano di fronte in un Torino-Sassuolo, anticipo della terz’ultima giornata di serie A, senza particolari interessi di classifica. Se non per il derby pescarese in panchina. D’Aversa ha 50 anni, Grosso 48. Entrambi calcisticamente sono prodotti del florido settore giovanile della Rena Curi, entrambi cresciuti e lanciati dalla premiata ditta Di Mascio-Ortolano. D’Aversa ha preso la strada per Milano, ceduto al settore giovanile rossonero. Grosso, invece, ha fatto tutta la trafila, partendo dall’Eccellenza fino alla serie A, alla Nazionale e al titolo di campione del mondo nel 2006. D’Aversa guida il Torino chiamato in corsa al posto di Marco Baroni: ha fatto il suo, ha centrato l’obiettivo, riportando i granata sulla retta via con un buon finale di stagione. Che però potrebbe non bastargli, visto che il ds Petrachi vorrebbe Gennaro Gattuso in panchina nella prossima stagione. Fabio Grosso, invece si avvia a chiudere il suo ciclo al Sassuolo: promozione in A e salvezza senza affanni, offrendo un buon calcio, cos’altro chiedergli.

Allenatore in rampa di lancio, probabilmente verso Firenze dove c’è il ds Fabio Paratici che lo ha “iniziato” nelle giovanili della Juventus. Destini incrociati per i due pescaresi protagonisti di Torino-Sassuolo proprio mentre il Pescara pareggiava e retrocedeva in C dopo un a stagione in B.

I campioni d’Italia dell’Inter si sono imposti 3-0 all’Olimpico contro la Lazio nell’anticipo della finale della Coppa Italia in programma mercoledì 13 maggio a Roma alle ore 21 (diretta tv su Canale 5). Reti di Lautaro Martinez, Sucic (nel primo tempo) e Mkhitaryan. Squadra di Sarri in dieci nella ripresa per l’espulsione di Romagnoli. A Cagliari, invece, si è imposta l’Udinese 2-0.

Eusebio Di Francesco, di San Giovanni Teatino, ma stabilitosi a Pescara, e il suo Lecce si sono inchinati 1-0 alla Juventus che si è imposta grazie alla rete di Dusan Vlahovic dopo dodici secondi. Successo fondamentale in chiave Champions. Il Lecce , invece, aspetta Cremonese-Pisa di domenica alle ore 15 con il tecnico grigiorosso Marco Giampaolo, giuliese doc, alla ricerca di tre punti per sperare nella permanenza in serie A e avvicinare i giallorossi.



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