Non c’è traccia di terrorismo dietro la morte di Maria Spinelli, ma il gesto di uno sconsiderato. Svizzera in forte imbarazzo dopo l’ennesimo episodio di presunti insospettabili cittadini che distribuiscono morte. Lui (non è stata resa nota l’identità) è un 43enne con disturbi curati solo in parte: è l’assassino di Maria Spinelli, 22 anni di Città Sant’Angelo ammazzata alla fine di un rave party ad Arau. Ammazzate lei e la sua voglia di rifarsi una vita. Si è costituito il killer, è un reo confesso, non la preda acciuffata dopo un’indagine complessa ed esemplare come pare la polizia millanti. Mirava e faceva fuoco a ripetizione nella notte tra sabato e domenica scorsi all’ippodromo di Aarau, ma privo d’un piano altrimenti sarebbe arrivato a evento in corso e non quando era terminato da mezz’ora, alle 2.10.
Tra le 2.30 e le 2.40 Maria era ancora ferma in attesa d’un amico dee-jay il quale s’era attardato a salutare della gente. Dovevano far tappa in un locale. Il killer sparava con due armi compreso forse il fucile rimastogli in eredità dopo il servizio di leva e il lungo periodo, anche oltre i 40 anni d’età, della maggioranza degli svizzeri inquadrati in una sorta di riserva con periodici addestramenti.
Mancavano obiettivi dichiarati perché lo erano tutti quanti i giovani, 3.500, che partecipavano a quel super evento, un rave party sulla spianata dell’ippodromo, nella zona sportiva della cittadina da 23 mila abitanti e cento nazionalità diverse iscritte all’anagrafe. C’è sempre massima ammirazione, in Svizzera, e Aarau non è da meno, nel vedere etnie diverse in armonia e rispetto. Maria aveva ricominciato davvero a vivere, dopo un passato straziante, mischiandosi alla comunità dei migranti come lei, abruzzese di Città Sant’Angelo.
Dall’Abruzzo la mamma, la signora Gulmira, è arrivata per il riconoscimento: «Figlia mia”, ha detto nel racconto del Corriere della Sera, “proprio quella tua immensa felicità stonava dentro. Sentivo che qualcosa non andava… Non riuscivo a credere che dopo tante sofferenze la mia piccola Maria avesse trovato la sua oasi di pace…Un presentimento? Mi consuma un rimpianto immenso: non averti espresso tutta la mia contentezza… Accetta le scuse di una madre che non è riuscita a proteggerti». Ad Arau anche il padre per organizzare il rientro della salma.



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