Momenti di commozione, qualche lacrima, sorrisi e tanti abbracci. Pietro Loffredo e la compagna Giovanna hanno abbracciato forte i tre figli questa mattina. A distanza di dieci giorni dalla separazione traumatica, infatti, i genitori residenti in contrada Iconicella a Lanciano hanno avuto la possibilità di vedere i tre figli sottratti ai genitori dagli assistenti sociali con l’ausilio delle forze dell’ordine. Un incontro “protetto” di circa un’ora a Castel Frentano. Nell’abitazione di Lanciano mancherebbero le condizioni (minime) igienico-sanitarie necessarie e quindi via i figli. E anche la casa sarebbe inadeguata. L’intervento sarebbe stato sollecitato da una relazione dei carabinieri allertati dai vicini di casa richiamati dalle urla per le ripetute liti dentro l’ambito domestico. L’eco della vicenda è dettato anche dal fatto che Pietro Loffredo era il padre della piccola Fortuna ammazzata nel 2014 a sei anni, a Caivano, nel Napoletano dopo ripetuti abusi sessuali. Loffredo negli anni ha provato a rifarsi una vita e si è spostato in Abruzzo, a Lanciano. Fino al 17 settembre scorso quando gli assistenti sociali hanno prelevato da casa due bambini (di 2 e 7 anni) e la terza è stata presa in consegna a scuola. Loffredo, ovviamente, contesta il provvedimento e pur di andare incontro alle richieste degli assistenti sociali, vidimate dal tribunale per i minorenni, sta svolgendo dei lavori a casa per migliorare le condizioni di vita. Martedì l’udienza di convalida del provvedimento davanti al tribunale per i minori all’Aquila.
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