Le candidature d’inizo anno
I discorsi d’inizio anno non ancora esauriscono la loro funzione, foriera di tutte le buone intenzioni e di buoni propositi, che già partono programmi, coalizioni, appelli e candidature, addirittura, anche a Governatore della Regione. Ecco si vive di potere, dunque, l’ossessione per la politica e per i suoi strumenti più ambiti non tralascia momenti di riposo.
Nemmeno il tempo di respirare qualche boccata d’ossigeno puro del nuovo anno, che subito si viene rapiti e catapultati nell’agone delle nostre indigenze politiche.
Manifesti programmatici, terza corsia di sinistra, case riformatrici, raggruppamenti 4.0 e tempi rapidissimi. Si, bisogna fare in fretta, bisogna mobilitarsi subito per costruire l’alternativa, così si legge in alcuni tratti di un articolo politico apparso qualche giorno fa sul giornale.
Sanità, trasporti e fiscalità, queste le priorità per un Abruzzo in decadenza, per chi non l’avesse ancora capito. Un declino che si registra molto chiaramente, oramai, nei bilanci fallimentari di Marsilio; ma l’opposizione in Regione, malgrado l’attività profusa finora, non basta; ha esaurito la sua forza. Un impegno che non viene riconosciuto dall’elettorato che non lo vota.
Per vincere ed essere credibili, invece, serve una formula magica, la formula viva di cinque punti, di amici importanti e di un candidato d’alta opinione, ovviamente calato dall’alto, molto alto.
Siamo appena entrati nel nuovo anno ed abbiamo già assaporato il suo imprevedibile ma ruvido sapore. Dagli squilibri dei vertici mondiali a quelli del vecchio continente fino ai nostri locali più vicini, è impossibile non distinguere nel potere [dietro una dicotomia tormentosa a tratti pazzoide e sconclusionata] una preparazione incerta, valori etici ambigui o maltrattati, ambizione sfrenata e carattere istintivo ai limiti dell’infantilismo.
Ecco per il nostro territorio, per la nostra Regione, per la nostra politica un unico e solo auspicio, che tutto si possa sviluppare seguendo l’analisi più profonda del territorio, per identificare i veri problemi strutturali; proponendo programmi di sostenibilità ed inclusione, quella vera; adottando strumenti reali e concreti e non di fantasia; cercando di definire la vera identità di una visione futura d’Abruzzo in connessione emotiva con gli abruzzesi tutti e non di sola élite. Il tutto, ovviamente, seguendo logiche di limiti, relazione con il mondo, ovvero logiche di buon senso umano.
Nando Marinucci [Nuovi Tempi]



Altre Notizie
DAL SOGNO ALL’INCUBO AMERICANO
BUON ANNO 2026
BUON NATALE