L’obiettivo è ambizioso: informare attenendosi alla verità dei fatti. Senza padrini o padroni. Senza filtri. Non sarà facile, ma è la sfida che animerà il nuovo corso del quotidiano online. I tratti distintivi saranno informazione e chiarezza, cercando di dare voce a tutti in modo tale che chi legge possa farsi un’idea propria. Un’informazione senza estremismi in un contesto che, invece, è fatto di fazioni: o di qua o di là. Avvicinarsi il più possibile alla verità è l’impegno senza, però, abdicare ai capisaldi, ovvero a quei valori irrinunciabili: no alla violenza, anche verbale; ci si può confrontare anche senza insultarsi. Nel rapporto con il cosiddetto potere la speranza è quella di assecondare l’esigenza e la curiosità del lettore che vuole essere informato; non certo inginocchiarsi al servizio dell’amministratore o del politico che siede sulla poltrona nella stanza del potere. Sembra il libro dei sogni, certo. Ma deve essere l’obiettivo a cui mirare per avvicinarsi il più possibile ad assecondare l’interesse del lettore. Popolare è tutto, soprattutto è indice di moderazione. La progressiva spettacolarizzazione dell’informazione ha fatto sì che il giornalismo perdesse credibilità, al pari della politica. Un’informazione il più asettica possibile può aiutare a ridare centralità, affidabilità, attendibilità e prestigio al modo di fare giornalismo. Ben sapendo che ci saranno degli errori, all’ordine del giorno per chi è chiamato a confrontarsi su più temi e su più piazze. L’importante è ammetterli. Ecco perché sarà importante il filo diretto con i lettori che ci potranno-dovranno segnalare inesattezze e/o imperfezioni. Da questa parte troverete impegno, umiltà e disponibilità finalizzati all’informazione, il più corretta possibile. Questo non significa ingoiare tutto. Comunicati, ma non solo. Dalla propaganda cercheremo di tenerci lontani. Fare giornalismo non è salire sul palco per ricevere premi e poi assecondare chi te li consegna, magari assumendo un congiunto in redazione; informazione non è prendere ordini al telefono dal politico. No, ci sono già esempi dai quali è meglio tenersi a distanza. Domande e curiosità da soddisfare, l’impegno è provarci. Sempre con umiltà che non significa sottomissione. Anzi!
Rocco Coletti



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