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7 Settembre 2026 home

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Il silenzio surreale della notte di Fossacesia per riflettere sul sacrificio di Diomede e su una movida che nasconde problematiche giovanili

Il silenzio surreale della notte di Fossacesia per riflettere sul sacrificio di Diomede e su una movida che nasconde problematiche giovanili

A Fossacesia non sembra un venerdì notte, men che meno la vigilia di Ferragosto. C’è un insolito silenzio. Surreale. Non c’è voglia di movida: zero animo per divertirsi. Il pensiero è tutto per Diomede Barchiesi, il 50enne di Lanciano, dichiarato morto nel pomeriggio dai medici dell’ospedale di Pescara. Il sindaco ha ordinato il silenzio. E’ il momento del lutto. Possibilmente, della riflessione. I preparativi per una notte da sballo sono stati annullati. Stop. Sul Lungomare di solito c’è un viavai di gente, non questa notte. Di solito sembra pieno giorno. I giovani vanno nei locali per bere, ballare e divertirsi. E nella notte arrivano i genitori. Giungono alla spicciolata con l’obiettivo di rimettere in macchina il proprio figlio, magari arrivato fin qui con amici, per ricondurlo a casa. Più generazioni mischiate in un luogo della movida che fino a qualche anno fa non era così animato. Era più popolato da famiglie. E’ stato un continuo crescendo con tutto ciò che ne consegue. Nel bene e nel male. Anche episodi di violenza, liti, discussioni. Di tutto e di più, come il mondo che frequenta quel tratto di litorale. Una settimana fa Diomede Barchiesi era lì chiamato dal figlio verso le 4,15 di domenica mattina. Chiamato perché l’altra figlia era stata oggetto di attenzioni non richieste. E da lì la lite che ha coinvolto un 18enne del posto. E’ lui che sferra il pugno che manda a terra Diomede Barchiesi. La pozza di sangue gli fa capire che l’ha combinata grossa. Resta lì, aspetta i soccorsi. Non si dà pace. E da ieri rischia l’incriminazione per omicidio. Due famiglie distrutte: una per il dolore, l’altro per averlo provocato. C’è da chiedersi che cosa spinge la generazione dei 18enni di oggi ad alzare le mani, soprattutto a fare così male. I pugni sono sempre volati, ma quelli sferrati da questa generazione di giovani provocano danni. Fino alla morte. C’è un silenzio irreale sul Lungomare di Fossacesia. Fa rumore più della musica sparata a palla con cui giovani e meno pensavano di poter trascorrere la vigilia di Ferragosto. Invece, musica spenta e lacrime agli occhi nel pensare a Barchiesi e ai tanti genitori che potevano trovarsi al suo posto. Lo stesso dicasi per il 18enne di Fossacesia. E’ accaduto a lui, poteva verificarsi ad altri giovani che pensano di poter risolvere tutto con le mani. Chissà se questa tragica vicenda sarà da insegnamento. Sarebbe il modo migliore per ricordare un uomo dedito al lavoro e alla famiglia.

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