C’è un abruzzese ai Mondiali che tutte le sere ci tiene compagnia nei programmi della Rai. Non li gioca, ma li racconta. Senza enfasi, ma con competenza: si tratta di Aurelio Capaldi, 53 anni, giornalista aquilano di Raisport. Una carriera professionale dedicata al calcio e allo sport. Aurelio Capaldi lavora da oltre 25 anni nella redazione sportiva della Rai. Come inviato speciale è al seguito del sesto Mondiali di calcio (Germania 2006, Sudafrica 2010, Brasile 2014 e Russia 2018 e Qatar 2022), 3 Campionati Europei, 2 Olimpiadi e 12 finali di Champions League. Fa parte del team che segue regolarmente la Nazionale per Raisport. Vive a Roma per lavoro, torna spesso all’Aquila e si fa vedere anche a Pescara dove risiedono i genitori dopo il terremoto del 2009. Il papà Dante è stato corrispondente per varie testate nazionali, oltre a svolgere il mestiere di insegnante e dirigente scolastico. Aurelio Capaldi (sotto con l’altro giornalista aquilano Andrea Fusco) ogni sera compare sul monitor dagli States per raccontare storie e personaggi con tono pacato senza frenesia e pathos che invece appartengono ad altri colleghi. La sua storia professionale l’ha descritta senza misteri.

“Nel 1997, ha raccontato in passato, mi trovavo a un bivio. Avevo collaborato con diversi giornali (tra cui il Messaggero, ndr), scrivevo per il Guerin Sportivo, ma non sembravano esserci possibilità di assunzione. Io volevo fare soltanto il giornalista, ma non avevo sponsor di alcun tipo. Una cosa, però, era chiara: ero determinato a provare. E soltanto io potevo promuovere me stesso. Cominciai a bussare a diverse porte. Il tempo passava e non nego lo sconforto perché, a volte, era difficile arrivare anche a un semplice colloquio. La frase “Mi dispiace, il capo è in riunione” l’avrò sentita mille volte. Un giorno telefonai a Jacopo Volpi, all’epoca capo della redazione calcio a Raisport. Non lo conoscevo e, quando gli chiesi se potevo inviargli un curriculum, mi rispose: “Per fare cosa, il giornalista qui? Ascolta, anche a me piacerebbe uscire a cena con Claudia Schiffer, ma la vedo difficile…” Scoppiò a ridere e mise giù il telefono. Il curriculum glielo inviai lo stesso e, dopo alcuni mesi, mi procurò un appuntamento con Fabrizio Maffei, all’epoca direttore di Raisport. Cercava un collaboratore per la Domenica Sportiva, mi prese. Dopo diversi anni, sono stato anche assunto”.

La sua massima è la seguente: “Mi ricordo un intervento di Gabriel Garcia Marquez che, prima di diventare un meraviglioso scrittore, si è cimentato con successo nella professione giornalistica. “La migliore notizia non è quella che si dà per primi, ma quella che si dà meglio..” disse lui.
Dall’Aquila a Coverciano, per anni a Milano. Ha girato tanto per lavoro. “La mia prima volta a Madrid fu nel 2000 – ha raccontato Capaldi – quando Figo vinse il pallone d’oro. Da lì ho iniziato a seguire spesso le merengues ed ho avuto l’opportunità di fare al meglio quello per cui sono portato: raccontare storie e personaggi”. Dribbling e la Domenica Sportiva le trasmissioni per cui ha confezionato servizi e reportage. E oggi i Mondiali 2026.



Altre Notizie
Aggressione a un agente della Polizia locale in centro a Pescara: scatta l’arresto
Parte il progetto per il nuovo ponte Ancaranese. A fine luglio ripristino del doppio senso di marcia
Sono 12 gli autovelox spenti in Abruzzo grazie alla riforma voluta dal MIT