Colpo di scena in appello. Delitto riqualificato in omicidio volontario e condanna aumentata a 24 anni di reclusione: si è chiuso così, dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, il processo a Mirko De Martinis, accusato di aver ucciso la convivente Alina Cozac – la 44enne di origine romena, trovata senza vita il 22 gennaio del 2023 – strangolandola in casa a Spoltore. In primo grado De Martinis era stato condannato a 18 anni di carcere dalla Corte d’Assise di Chieti che aveva riqualificato in omicidio preterintenzionale aggravato dal rapporto di convivenza l’originaria imputazione di omicidio volontario. “Stiamo andando incontro a un secondo caso Garlasco”, ha detto l’imputato. Nel processo d’Appello, la pubblica accusa aveva chiesto per De Martinis la pena dell’ergastolo. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, ma la difesa è già pronta a ricorrere in Cassazione. “Aspettiamo di leggere le motivazioni – dice l’avvocato difensore Di Blasio – resta tutt’ora poco esplorata la parte scientifica che non si è appurata, a mio modo di vedere, sulla causa della morte: ovvero se si è trattato di un asfissia meccanica violenta, oppure se sulle cause della morte abbiano inciso alcune patologie”. Secondo l’accusa la donna voleva rifarsi una vita con un uomo di Teramo e per questo sarebbe stata uccisa. Un’ipotesi smentita dal compagno che spera di dimostrare la propria innocenza.
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